Pierangelo Bertoli



"GLI ANNI MIEI" 1993 - Ricordi


1.Bersagli mobili
2.Gli anni miei
3.Ballata sul percorso
4.Valzer lento
5.Ho bisogno di te Maria
6.Se tu fossi libera
7.Navigatori
8.Marisa ti sposa
9.Passeggeri clandestini
10.Il mio regalo
11.La faccia di Angela
12.Rottami
13.Delta

 

Bersagli mobili
(P.Bertoli-A.Bertoni)


Più passan le giornate
Più è sempre buona l'ora di salvarsi ancora
Non è più tempo di juke-box né di pop-corn
Di sesso, droga e rock and roll né di Rolling Stones
Ed io atterraggi di fortuna non ne voglio far più
Ho anticipato il timer ed ho rifatto il look
Io non ne posso pi, io non ne posso più
Son qui seduto all'angolo e sto aspettando il gong
In giro caccaiatori che sembrano viet-kong
Occhiali scuri, ed armi in mano, stivali sopra i jeans
Che squadrano le lepri con gli occhi dei marines
Io non ne posso più…
Siamo bersagli mobili, giriamo le spalle ai muri
Usiamo i profilattici per esser più sicuri
Abbiamo il cuore tenero e gli incubi della notte
Di fare i sordi e i ciechi ne abbiamo le palle rotte, rotte…
Abbiamo gli occhi nei computers, la voce dentro un fax
Tra un po' ci obbligheranno a un lifting di personalità
Io non ne posso più
Siamo bersagli mobili, giriamo le spalle ai muri
Usiamo i profilattici per esser più sicuri
Abbiamo il cuore tenero e gli incubi della notte
Crediamo alla Befana, ma abbiam le palle rotte, rotte…
Non siamo mai andati a bere al Roxy Bar
Progetti mai avuti, siam solo nati qua
Bersagli mobili, bersagli mobili…


Gli anni miei
(P.Bertoli-A.Bertoni)

Whiskey e un po' di soul per scaldarsi un po'
Per scacciare i mali basta aver le ali, per ricominciare basta ridere, o piangere
Guarda che l'età ci cambia solo fuori, siamo sempre coi nostri guai

Con la nostra voglia di piangere, o ridere
Gli anni miei, li conosci e poi non mi puoi accendere o spegnere quando vuoi
I sogni miei non li spengo mai

Le tue borse sotto gli occhi sono vuote e tu lo sai
Quanto tempo fa con le biciclette dentro vecchie case con le sigarette
Con la stessa voglia di ridere, o piangere

Sono queste sai le cose che contano, questo ricordarsi di esser stati amici
Quando le radici si svegliano e si aggrappano
Gli anni miei li conosci e poi non mi puoi accendere né spegnere quando vuoi

I sogni miei non li spengo mai
Le tue borse sotto gli occhi sono vuote e tu lo sai
Io sto sempre qui, vieni quando vuoi
Io sto sempre qui.

Ballata sul percorso
(P.Bertoli-L.Bonaffini)


Sotto una volta stellata nel cuore dell'estate eri con me
Sembravi una fiera stupita, adesso la tua vita toccava a te
Rivedo i tuoi occhi sereni, cosciente dei problemi della nostra età
Il tuo viso disteso e sicuro già al di là del muro nella libertà

Della tua vita cambiata
Tua madre sconsolata chiedeva a me e forse sapere dov'eri sarebbe stato peggio senza i perché
La tua voglia di amore e rivolta fuori dalla porta si centuplicò
Vinse i disagi e paure, le scuole e le chiusure le trasformò
Ma tu sei quello che non si voltò, che a un certo punto di fuggì
Nella tua vita si sprecano i no, nessuno mai lo capì

E poi notizie insicure, milioni di avventure successe mai
E sott'intesi, parole, miserie stese al sole smentite poi
E vederti con aria di sfida, vestito delle grida che la gente fa
Quando decisa a lottare si schiera con un tale che la guiderà
Quindi già padre maturo tornasti con tua moglie dalla città
Tutto il paese stranito, ti dava già finito vent'anni fa
Sempre diverso dagli altri, incapace di piegarti per onestà

Tu coi tuoi modi scoperti
Volevano cacciarti dalla società
I tuoi capelli imbiancati già da un po', ma niente ti piegherà
Nella tua vita si sprecano i no
Ma il fuoco ti spinge e va
C'è chi si sente insicuro se guarda nel futuro con serietà
Invece la storia va avanti
E i pavidi distanti dalla realtà cercano strade in discesa
Qualsiasi sorpresa ti turba un po'
Conservatori ignoranti, assurdi replicanti dei questo non si può.
Ho bisogno di te Maria
(P.Bertoli-M.Dieci-R.Borghi)


Con la testa ancora ai sogni e una faccia da svegliare
Dentro al bar della stazione penso a te
Mentre bevo il mio caffè, lo sguardo cade su di lei
Che ha i suoi occhi diretti nei miei
Non riesco a realizzare, non ho il tempo di capire
Il suo laccio ormai è aperto per me
Mentre esco sono suo ma nel pensiero per fortuna non ho voglia di altre che te
Io non penso a nessuna ma a te
Sono perso per te, sono pazzo di te, sono fatto soltanto di te
Ho bisogno di te Maria
Ho bisogno di te
Salgo abulico sul treno
Do uno sguardo per cercare, non c'è posto, resto in piedi non importa
Butto gli occhi sul giornale, cerco qualche distrazione
Ma mi sfiorano dietro-chi è?-
Guardo con irritazione ma il mio umore cambia già
È ancora lei che mi sorride e sembra te
Io ricambio il suo sorriso, lei si finge imbarazzata
Sembra un gatto che gioca con me, non ho voglia di altre che di te
Sono perso per te, sono pazzo di te, sono fatto soltanto di te
Ho bisogno di te Maria
Ho bisogno di te
Lei mie sfiora con la mano, apre appena la sua bocca
E mi invita a salire su da lei
Nel casino cerco scuse ma non tengono, lo so
Anch'io ormai ora lo voglio, perché no
Non capisco come mai ma sono suo
Sono perso per lei, sono pazzo di te
Ma il mio tempo ora è tutto per lei
Ho bisogno di te Maria
Ho bisogno di te.
Valzer lento*
(P.Bertoli-M.Negri)


Dopo la sporca guerra, dopo che il mondo tremò
Alla nativa terra ogni soldato tornò
Dai campi più lontani, tornano vinti ed eroi
Solo chi cade non ritornerà
Resta una vita a metà
Soldato ignoto che riposi nell'Afganistan
In Palestina, tra i silenzi dei boschi in Vietnam
Dentro ai Balcani, nelle antiche città dell'Iraq
Per l'interesse che cuore non ha, l'alba non ti sveglierà
La neve cadrà, il mondo che ha fretta dimenticherà e non parlerà di te
Io non piangerò, se il fuoco si spegne, lo riaccenderò
Al scender della sera l'ombra della libertà
Innalza una preghiera a tutta l'Umanità
Fai che riposi in pace il figlio che non ritornò
Manda i potenti a morire per noi, risparmia i figli tuoi.

*ispirato a un canto popolare

Se tu fossi libera
(P.Bertoli-L.Bonaffini)


Laura si specchia, finge di conoscersi
Laura senza trucco e senza fretta, lontana dai pericoli
Soltanto Laura davanti, fuori dalla musica
Laura senza attimi importanti che non sa ancora perdersi
Forse di coraggio non ne aveva e nessuno glielo darà mai
Forse dentro lei non si poteva prendere la vita, un colpo e vai
Fuochi, lampi di luce ti mancano
Giorni di complicità dove gli amori s'intrecciano
Pezzetti di eternità se tu fossi libera
Adesso Laura si cerca dentro a una soap-opera
Laura con le voglie seppellite per disabitudine
Laura in vestaglia rapita con una pantofola
Laura che davanti al teleschermo resta senza l'anima
Dove ha confinato il suo avvenire perso con la combattività
Senza l'intenzione di capire che nessuno la riscatterà
Fuochi, lampi di luce ti mancano
Giorni di complicità dove gli amori s'intrecciano
Pezzetti di eternità
Dovrai spendere tutto in un attimo, giocare la verità
Spingere il gioco ai suoi limiti amore e felicità
Se tu fossi libera…
Navigatori
(P.Bertoli-A.Bertoni)

La grande stella stava attenta in cielo
Guardava gli uomini del mondo intero
E sulla rotta non mandava luce
Era lì ferma nell'immensa pace
E tutto stava lì da un tempo eterno senza inferno
A noi dispersi disegnava un porto ed era notte sopra un mare perso
Navigavamo oltre Gibilterra, cercando un angolo su questa Terra
Una speranza forse solo un sogno, un bisogno
Quando l'ancora la corsa fermerà
Una nuova conoscenza sboccerà
Il capitano stava ritto a prora e aveva un tuono chiuso nella gola
Il desiderio di poter urlare, gridare:"Terra!"è finito il mare
Per fare a nuoto l'ultima barriera da varcare
Ma nella stiva c'era tanto posto
Ed imbottirla infine ad ogni costo
Non vedevamo il sangue sul cammino
Ma volevamo uccidere il destino con l'illusione di poter barare per contare
Quando l'ancora la corsa fermerà
Una nuova conoscenza sboccerà
E giunse Terra come un grande dono
E giunse gente priva del perdono
Facemmo loro croci di speranza
Ma regalammo un lutto in ogni stanza
Lasciammo chiese in cambio di un tesoro tutto d'oro
Tornammo a bordo sulla vecchia traccia
Sedemmo stanchi intorno al capitano
E sulla tolda stava il cappellano
Le gole gonfie fino a farci male nel cantare
Quando l'ancora la corsa fermerà
Una nuova conoscenza sboccerà.


Marisa ti sposa
(P.Bertoli-A.Bertoni)


Marisa ti parla però guarda me
Lo sanno un po' tutti che è bugiarda
Marisa ti sposa ma respira con me
Ed è anche gelosa e chissà poi perché, ma chissà poi perché…

Marisa lavora e va sempre di fretta
Ma sa dove incontrarmi e mi aspetta
Problemi e rimorsi non ne ha avuti mai
E mi insegna i percorsi per andare da lei, per andare da lei
Marisa domani si sposa con te

Stringerà le tue mani coccolandosi in me
E il suo largo sorriso senza fare rumore scivolando deciso coprirà le paure
Marisa ti sposa e ride con te

Ma lo sanno un po' tutti che lei ride per me
Che lei ride per me

Marisa si tratta come fosse un fiore
Che ha bisogno di acqua e di amore
Ma sa che il mio amore ha troppi perché
E a volte è pentita di vivere per me, di vivere per me

Marisa ti sposa perché è fatta così
E anche in fondo alla chiesa sentiranno il suo sì
Scenderanno due lacrime piene di un vecchio sole
Marisa ti sposa e piange per te
Ma lo sanno già tutti che lei piange per me
Che lei piange per me.
Passeggeri clandestini
(P.Bertoli-A.Bertoni)


Sicuramente ti ho trovato molto meglio quindici anni fa di adesso
Ancora non avevi il cuore macinato dalla rabbia e dal progresso
Tu che non hai capito mai, stavolta scoppierai
La forza di provare un'altra volta ormai non la ritrovi più
Troppi bastoni tra le ruote, sei sfiancato, paghi sempre tu
Dovrai cambiare prima o poi, ma allora cosa siamo noi?
Passeggeri clandestini filo-americani consumati da troppa tv
Che si spremono il cervello, che si pelano le mani
Che si spezzano la schiena ma in altalena non si monta su
Sicuramente tu hai le scarpe più veloci per salire sui treni in corsa
Ma siamo in mano a miserabili che pensan solo a proseguir la farsa
Stavolta certo piangerai, stavolta forse scoppierai
E finalmente l'hai capito che il miracolo ti sta franando addosso
Hai dato secoli per niente e la tua fede nel potere ti ha ridotto all'osso
Adesso arrangiati se puoi, ma allora cosa siamo noi?
Passeggeri clandestini filo-americani consumati da troppa tv
Che si spremono il cervello, che si pelano le mani
Che si spezzano la schiena ma in altalena non si monta su
Passeggeri clandestini filo americani che dormono davanti alla tv.

 

Il mio regalo
(P.Bertoli-A.Bertoni)


Giocattoli in vetrina, bambini che li guardano
Col naso contro i vetri che si appannano
Gente quasi felice che si saluta e ride
Fanno finta di niente ma si aspettano forse qualcosa di speciale
Forse un regalo di Natale
Ma quanta gente che non c'è e non si sa dov'è
Lo vive solo un giorno come un altro
Perduti dentro a un niente, cercati da nessuno
Passano in un momento come comete
Trascorrono la vita in un presepe con quella rabbia che toglie la sete
E tu quest'anno poi, se mi vuoi ricordare
Fammi sognare quando parlavamo
Quando davanti al fuoco ti sedevi a raccontare
Con quei capelli bianchi e tra le mani il tuo giornale
Quando c'era la neve e mi aspettavi sulle scale
Ed io correvo a dirti:"Buon Natale"
Le luci poi si spengono e le anime si arrendono a un mondo che non sarà mai migliore
Con quella antica voglia di cambiare
Che abbiamo dentro anche se non è Natale
E tu quest'anno poi, se mi vuoi ricordare
Fammi sognare quando parlavamo
Quando davanti al fuoco ti sedevi a raccontare
Con quei capelli bianchi e tra le mani il tuo giornale
Quando c'era la neve e mi aspettavi sulle scale
Ed io correvo a dirti:"Buon Natale".

 
La faccia di Angela
(P.Bertoli-E.Zarelli)

La faccia di Angela è un fiore di plastica con qualche sorriso in più magari un po' stupido
La faccia di Angela ha gli occhi di lucciola
Passato di nuvole, futuro di grandine
Angela si corica alle sei
Angela che dice sempre Ok
E non si stanca mai
Angela io ti vorrei
Angela un po' più grande
Angela hai già vent'anni ormai
Con quell'aria da eterna bambina
Ti perderai, ti pentirai, lo so
Ti stancherai, ti sveglierai
La faccia di Angela ha pure una bocca che spesso rintocca di tutto quel niente che c'è
Nel cuore di Angela c'è l'ansia di perdersi in feste che sballano in notti che poi non sa
Angela con mille fumi in testa, Angela che non sa dire basta, che non si ferma mai
Angela io ti vorrei
Angela un po' più grande
Angela hai già vent'anni ormai
Con quell'aria da eterna bambina
Ti perderai, ti pentirai, lo so
Ti stancherai, ti sveglierai
Le notti di Angela son fatte di recite, di musica e chimica di sesso tra macchine e bar
La vita di Angela è un gioco di bambole tra uomini vipera che rompono l'elica
Angela che cambia per cambiare
Angela che resta sempre uguale, così non cambia mai
Angela io ti vorrei
Angela un po' più grande
Angela hai già trent'anni ormai
Con quell'aria da eterna bambina
Ti perderai, ti pentirai, lo so
Ti stancherai, ti sveglierai
Ti cercherai, ti troverai, o no?.

 

Rottami
(P.Bertoli-L.Bonaffini)


Un rampante è solo produzione come un cotechino
Una squallida persona vuota dal fatale destino
Una cosa senza sentimenti, una piovra tipo nazionale
Una vipera che porti in corpo e non riesci a schiacciare

Impossibile guardarsi dentro mentre corre il treno
Non c'è niente che si debba dire o possa farti da treno
Non c'è niente che si debba dire o possa farti ad freno
Non c'è niente da considerare, solo ostacoli da demolire

E un padrino dal colletto bianco che ti aiuti a salire
A volte poi gli aiuti si rincorrono e si spingono degli altri uguali a te
E tu stai lì impalato su di un tavolo e poi finisci sopra la moquette
Vecchio giovane dal viso stanco cosa ti rimane?
Quattro mobili di gesso bianco e la cuccia del cane, un cervello molto malandato,
La salute che hai buttato via e un avviso dato in tribunale con la garanzia


Franco, credimi che il gioco è chiuso e non capisci ancora se giustizia c'è mai stata al mondo, l'hai subita ora
Se il tuo Santo ti ha gettato a fiume, non ti resta che dimenticare
Più che metterci una pietra sopra, devi rimborsare
Ma porterai la cosa fino all'ultimo e finirai sul tavolo di un bar
Poi dovrai fare i conti col tuo fegato che certamente non ti assolverà
Solitudine di cose perse mentre guardi il mare
Dove l'acqua cade verso il fondo e non sa galleggiare
E mentre scivoli con il pensiero agli errori che hai saputo fare
Cogli inutili valori, pesci che non sanno nuotare.

Delta
(P.Bertoli-M.Negri)


Perso tra le valli dove si snoda lento il Po
Gli argini e le sponde sono le montagne che non ho
Lungo l'orizzonte che sembra non finire mai
Dove si confonde l'acqua coi pioppi e con il mais
Quando l'aria cuoce che respirarla non si può
Quando il verde è denso dentro la notte proverò
Vengono splendide, ridono complici, parlano tutte d'amore, di uomini
Suoni nel piazzale, odori frizzanti e compagnie
Come una risposta, un'esplosione di allegria
C'è una grande festa dove qualcuno balla già
Vino finchè basta poi chi non balla canterà
Dietro ai panni stesi che un po' di vento gonfierà
Anche chi non canta in qualche modo ci sarà
Vengono splendide, ridono complici, parlano tutte d'amore, di uomini
Quando arriverò la troverò
Sarà bella più che mai come il fiume, come un cielo dai rosai
Lei mi aspetterà, mi guarderà, questa notte ci sarò
Tra le barche lungo l'argine del Po l'amerò
Bianca un'altra luna brilla tra campi e marinai
Porterà fortuna sopra i covoni e nei granai
Nella notte amica quando la festa finirà
Una voce antica questa canzone canterà
Lungo il Delta Grande dove si acquieta il grande Po
Gli argini e le sponde sono le montagne che non ho
Vengono splendide, ridono complici, parlano tutte d'amore, di uomini
Quando arriverò la troverò
Sarà bella più che mai come il fiume, come un cielo dai rosai
Lei mi aspetterà, mi guarderà, questa notte ci sarò
Tra le barche lungo l'argine del Po io l'amerò.

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