Pierangelo Bertoli



ALBUM (1982), CGD


 

1.La fatica
2.So che sembra facile
3.Caccia alla volpe
4.Norma
5.Nicolò
6.Sud
7.Bianchezza
8.Il buio

La fatica
(P.A.Bertoli - M.Piccoli)

Amore mio, che cosa vuoi che dica
Sarà che mi è scoppiata la fatica
O forse ho scaricato tutto il sacco di esperienza
E sono fermo ai blocchi di partenza
A volte sono stanco di pensare
Mi sento come un pesce senza il mare
Ho scritto tante cose, tanti fatti e le ragioni, cercando di fermare le emozioni
Mi piace aprir la botte e raccontare di come a volte il cielo tocca il mare
Di come l'infinito sia nel viso della gente, che ha costruito tutto e non ha mai avuto niente
Amore mio, vorrei cominciare con tante cose ancora da inventare
E non sentirmi vuoto come un fiasco già scolato
Con l'impressione d'essere arrivato
Mi piace scombinare l'acquisto e rivoltar la giacca ad un partito
E fare i conti in tasca alle morali e tradizioni
Col gusto di scoprire le finzioni
E allora con la falce taglio il filo della luna
La musica mi sembra più vicina
E prendo a pugni e schiaffi la tristezza e la sfortuna
E cerco di tornare come prima
Amore mio, mi mancan le parole per costruire torri in faccia al sole
Sarà perché son stato troppo tempo a vegetare
Che l'ho chiamato spesso riposare
Ma non ho ancora perso la mia rabbia
Non mi hanno ancora nella gabbia
E pesco ancora in fondo alle mie tante ribellioni per scaricarle dentro alle canzoni
Mi piace respirare la chiarezza
Sentire dentro un po' di tenerezza
Rompendo i bugigattoli dei dogmi culturali stampate sulle tavole di pietra o sui giornali
E ancora con la falce taglio il filo della luna
La musica mi sembra più vicina
E prendo a pugni e schiaffi la tristezza e la sfortuna
E cerco di tornare come prima
Amore mio, se a volte mi nascondo
Se chiudo le mie entrate a questo mondo
È solo per cercare di capire come sono
Mi sento naufragare e mi abbandono
Mi piace poi tornare come nuovo
Sentire che mi scrollo e che mi muovo
Allora c'è nell'aria come un altro ritornello
Così che ripulisco il mio cervello
E allora con la falce taglio il filo della luna
La musica mi sembra più vicina
E prendo a pugni e schiaffi la tristezza e la sfortuna
E cerco di tornare come prima.

 

Caccia alla volpe
(P.A.Bertoli-M.Piccoli)


Suoni di passi nella via, lui bussa alla porta
Ed entra in fretta dentro al cuore della notte
Fuori che importa che ora è, c'è un buco nel tempo
Quando una certezza lo fa vivere due volte
A volte si cambia lo scenario per acquistare un pezzo di inutilità
Dimenticando il tempo che non tornerà
L'aveva conosciuta quando il treno parte
E ci si sente liberi di impomatarsi il cuore, di liberare uno sguardo forte
Lei raccoglieva il duello e le schermaglie
Giocava molto bene e come una volpe nascondeva il suo tesoro tra le sterpaglie
Lui fuori dalla tana ad aspettare che uscisse con quella testa bionda tra le foglie rosse
Desiderando forte che non gli sfuggisse
Coi sensi appesi al vento, la sente già accanto
Fra le betulle e il sole è un'altra sera che viene
E sempre l'ultima occasione che perdi e allora

Fuoco, le mira alla fronte
Fuoco, si spara alla volpe si apre la caccia questa notte
Fuoco, agli occhi di giaccio
Fuoco, tra i rami di vischio
Col cuore non perde le sue tracce

La trova, la perde, la ritrova, ci lascia la carne e la paura
Ma sa che non basterà una notte per avere la sua pelle o le sue tracce
Ripensa ai suoi anni spesi male a guardare la luna col cannocchiale
Distante dal gusto della vita, ma adesso lei gli canta tra le dita
Scende la nebbia, che silenzio, come se il bosco fosse spento
Una manciata di nevischio copre le tracce sul percorso
Meglio tornare, meglio andare, mette alle spalle il suo fucile
Eppure quegl'occhi di nascosto seguono sempre le sue mosse
E sente che il vuoto torna ancora, col tempo diventa una preghiera
E più che sparare a lei che ama, spara alla rabbia d'esser solo
E torna di nuovo il tempo che il tuono si fa violento
E vuol sentire cantare un'altra età della sua gola
E il suo profumo nella notte gli fa strada, ricarica ancora e prende la mira e

Fuoco, le mira alla fronte
Fuoco, si spara alla volpe si apre la caccia questa notte
Fuoco, agli occhi di giaccio
Fuoco, tra i rami di vischio
Col cuore non perde le sue tracce.

So che sembra facile
(P.A.Bertoli)

Non è stato facile ma adesso non verrò
Poi spiegarti è inutile e non ti spiegherò
È più bello fingere che tu mi capirai
Che non c'è più niente ed anche tu lo sai

Forse voglio illudermi che non rimpiangerò
Che la vita cambia e che domani cambierò
Non mi va d'andarmene parlandoti di me
Preferisco stringere il ricordo che ho di te

So che sembra facile nasconderti i perché
Che non posso dire che la colpa non sia in me
Resta solo un attimo ti amo e niente più
Io dicevo il vero, non lo so se tu

Ho parlato tanto questa volta tacerò
Poi ho tanto tempo, non lo so cosa farò
Se non fosse inutile magari piangerei
Io rimango solo, non lo so se tu lo sei.

Il buio
(P.A.Bertoli-F.Urzino)


Prima ci fu un lampo e poi l'oscurità
Dall'innocenza alla ricerca dei perché
Nell'ignoranza s'accesero i falò contrabbandando gli dei per verità
Ed il buio fa paura ai marinai se non vedono un porto che verrà
Una strada anche vista dagli oblò o una stella che non li tradirà
Come c'è il giorno c'è l'oscurità che non si cura di te
Non è un nemico è solo immensità, non è dominio di un Re
Cambiano i sogni nel tempo che va, qualcosa ricorderò
Ma il vento soffia e ti porta più in là, cambierò
Prima di partire gonfio di curiosità verso un oriente chiuso dentro agli occhi suoi
Appeso al filo di un mitico Katai
Il viaggiatore è in fondo come noi
Col mistero di sapere e una lanterna di pazzia, col coraggio e la sola verità
Di avanzare, di spingersi più in là come fa la realtà
Come c'è il giorno c'è l'oscurità che non si cura di te
Non è un nemico è solo immensità, non è dominio di un Re
Cambiano i sogni nel tempo che va, qualcosa ricorderò
Ma il vento soffia e ti porta più in là, cambierò.


Nicolò
(P.A.Bertoli-F.Urzino-Masi)


Vinta la tua battaglia della ragione doveva spuntare un mondo nuovo
Ma prima di capire che era finita tornasti a lottare invano
Lavoro senza tregua, tensioni, grida
Da Scelba a Tambroni fulmini e tuoni


Desiderio di avere una vita migliore, pagata col sangue e mai toccata con mano
Oggi sono in tanti reduci di niente di un'Italia battuta e già arresa
Dalla fuga di Kappler Catanzaro sorpresa
Distende una lunga mano nera col fiato sospeso nel fuco e nel fumo
Bologna si staglia sfinita


E tu vecchio già stanco nascondi il tuo viso nella fredda sera
Nicolò, ricordo di un giorno d'aprile, la festa bussava alla porta
Nicolò, in mano stringevi il fucile e la terra sembrava risorta
Nicolò, la festa che deve venire fantasma coi baffi in soffitta
Nicolò, parole gettate a marcire, la tua lotta mutata in sconfitta


Ombra vagante senza più una meta di una storia buttata in un sogno strano
Tradito dalla fede, abbandonato dal partito, ricordo di un tempo ormai lontano
Ma la gente ancora viva, testarda si muove cerca un'altra vita
Si confonde ma non si arrende
Battaglia perduta ma guerra mai finita
Nicolò…

Sud
( A. Borghi)


La vecchia ubriaca sul letto di paglia si guarda allo specchio e ruggisce veleno
ed ha poca voglia di lavorare
stamane che l'afa le spacca il seno
il cane è agitato e là fuori piove
così che l'odore è già umido e buono
ma l'acqua entra dentro e il carbone è pece
se picchia sul mestolo diventa suono
E' sempre uguale il sud in tutto il mondo è uguale
Il nonno ha già visto sei figli morire e il suo viso è una palla bucata
se non dà più retta alle cose di casa
figuriamoci poi alle cose di strada
però adesso beve un pò troppa acquavite
e ogni giorno in più è una tombola vinta
soltanto le mosche gli danno attenzione
nei tozzi bicchieri ha lasciato la grinta
E' sempre uguale il sud in tutto il mondo è uguale
La giovane donna che ascolta in silenzio il lungo fischio del treno lontano
ormai si è scordata anche i sogni a buon prezzo e pesa l'anello che porta alla mano
fortuna che oggi è arrivato qualcuno che canta sul dobro una nenia che piace
se tutta la notte ha dormito in fienile
adesso che è sveglio la sua voce non tace
E' sempre uguale il sud in tutto il mondo è uguale

Il viso è di quelli da stargli alla larga
però è anche bello e adesso la guarda
la giovane donna si abbassa a raccogliere
un brivido nuovo "mio dio fammi sorda"
però ci ripensa e si volta quel tanto
da dare ai suoi occhi il colore più fondo
del fondo del mare su un chiaro di luna
pur senza parlare gli ha detto: peccato
stanotte con te avrei avuto fortuna
E' sempre uguale il sud in tutto il mondo è uguale
Ha dato i suoi occhi e una mezza ballata
al vecchio più sordo di un pezzo di roccia
ed ha subito smesso di darsi da fare perchè da quel vecchio non spreme una goccia
adesso che va a piedi nudi tra i solchi
rimpiange la donna lasciata in quel posto
e poi l'acqua chiara perchè asciuga il sole
per chi calca il sud nelle terre d'agosto
E' sempre uguale il sud in tutto il mondo è uguale
E' sempre uguale il sud in tutto il mondo è uguale.

Bianchezza
(P.A.Bertoli-F.Urzino)


Con il tuo sguardo da allevatore e la tua bocca di frasi usate
I tuoi amici di un altro mondo e le tue colpe dimenticate
Con i tuoi giochi di colombe bianche e i tuoi vestiti di incenso e d'oro
Con il tuo trono su tanti morti e la ricchezza senza lavoro
Un palco, luci, gente che ti ammira
Uomini in ginocchio, una lunga fila
I tuoi scagnozzi anche nelle scuole a costruire un gregge vendendo le parole
Una speranza in fondo ti sostiene, di costruire un mondo dove il pastore è un bene
Dove comandi tu su tanta gente
Dove ci sia la fede come nel medio oriente
Col tuo passato di inquisizione e il tuo presente da denunciare
Col tuo futuro di medioevo e i tuoi pensieri nel capitale
Col tuo sorriso di porcellana e i tuoi ritorni che chiami nuovi
Le tue indulgenze vendute all'asta e le crociate che non ritrovi
Tu che sconfiggi spiriti cattivi, che oscuri il sole e i più famosi divi
I tuoi seguaci devono pregare perché voi siete pochi ma nati per pensare
Pensare a tutto il peso della vita e quando il giorno al farà finita
Tu siederai nel cielo tra le stelle
E a chi ha creduto tanto darai le caramelle
Con i tuoi sogni senza materia e i tuoi fratelli sotto alle scarpe
Con i tuoi figli bruciati al rogo ed i tuoi giorni vissuti a parte
Con i tuoi versi di sette jene e i tuoi principi di colabrodo
E i tuoi diritti senza ragione e la facciata tenuta a modo
Il sacramento, poi la Sacra Rota
La verginità, l'astinenza devota
Le donazioni fatte dai penitenti e i più pietosi veli calati sui conventi
La tua censura, la religione di Stato
Dal codice Rocco verso il Concordato
La frigidità, le torture più vere
E le benedizioni sulle camicie nere.
Norma
(P.A.Bertoli-F.Urzino)


I tuoi capelli del color del grano
Ed uno sguardo di ricordo lontano
Tu che brillavi tra le cose più belle
E luci bianche e forti lì le stelle

Desideri e scintille occhi immensi dietro grandi cancelli che guardavano te
T'immaginavo fuoco senza calore
Bruciare dentro il tempo, gli uomini il cuore
E seminare nella corsa i pensieri
Portare gli altri verso sogni mai veri
E cieli grandi dipinti di sorrisi e illusioni di momenti usati solo da te
E d'improvviso è cominciata la tua notte
Ma la luna più non ti darà
E d'improvviso a porte chiuse mi domando dove sia la realtà
Ma una canzone per te qualcuno la canterà vedrai
Avvolta in nuvole di sogni e stupore
Distesa languida tra sesso e candore
Mito abbagliante, delicato mistero
Nei fotogrammi perdi il tuo volto vero
Che al mattino ritorna e si tinge di pianto e non sa ricordarsi di te
Tu, donna, voce seta nebbia nel vento
La tua dolcezza è un fiore sopra il cemento
Il tuo passato si colora di niente
Il tuo ricordo è fuori dove la gente distratta trascina sorrisi, parole, speranze, eterni perché

E d'improvviso è cominciata la tua notte
Ma la luna più non ti darà
E d'improvviso a porte chiuse mi domando dove sia la realtà
Ma una canzone per te qualcuno la canterà vedrai…


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