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BiELLE
Film |
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| "A history of violence": |
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| Cronenberg
scopre la luce e gli spazi aperti. E stavolta indaga i menadri dell'animo
umano con un approccio più reale del solito E sugli spazi, altro che il senso d'oppressione, di claustrofobia che sono cifra di fondo di alcuni dei suoi ultimi lavori come "eXistenZ" e "Spider". Quasi a voler sottolineare la "normalità" della vita di Tom Stall (Viggo Mortensen) rispetto ai suoi precedenti eroi. Salvo farci poi scoprire piano piano che la realtà è un bel po' diversa. E guarda caso proprio nel suo ritorno verso il passato tutta quella luce scompare. Detto ciò, in breve la storia, che accantona i consueti canoni di irrealtà e/o di analisi dei più oscuri meandri della mente, propri del cinema di Cronenberg. Qui c'è un padre di famiglia, Tom Stall, appunto, con sua moglie Edie (Maria Bello) e due figli. Conducono una normale vita di provincia americana, gestendo un piccolo bar. Una sera, però, Tom sventa un tentativo di rapina con strage e l'evento lo trasforma in eroe. Non solo locale. L'involontaria pubblicità porta sulle tracce del nostro tale Carl Fogarty, convinto che in realtà colui che ha assunto l'identità di Tom Stall sia Joey Cusack, gangster di Philadelphia che gli ha fatto perdere un occhio. Se,
da un lato, come si è detto, Cronenberg spazia fuori dai suoi confini
abituali, dall'altro alcuni suoi pallini sono ben presenti: il mutamento,
anche se questa volta maledettamente "reale", la doppia personalità. Da vedere:
per scoprire un Cronenberg in qualche misura inedito |
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Ultimo
aggiornamento: 19-12-2005 |
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