|
|
BiELLE
Film |
|||
| Nella stanza del figlio anche Nanni Moretti scopre le lacrime |
|||
| Un
film che turba e divide. Furbo o grande? Grande "Per quanto scaviamo nella memoria - scrive Roberto Nepoti su Repubblica - non riusciamo a trovare un film che racconti l'elaborazione di un lutto con una densità paragonabile a La stanza del figlio. La stessa struttura drammaturgica è articolata in due parti distinte e reciprocamente necessarie: la prima ci mostra la quotidianità di una vita familiare forse non perfetta, ma unita, piena di calore e di progetti; dopo la cesura della morte di Andrea, i superstiti scivolano nella dimensione del nonsenso, prostrati da un evento tanto più atroce nella sua ingiustificabile «normalità». "Aprile, la nascita. La stanza del figlio, la morte. Solo l'affilato umorismo di Moretti - scrive invece Roberto Silvestri su "Il Manifesto" - può portarci al cinema in massa, a condividere esperienze così radicali. Nanni Moretti, diventato uomo, assomiglia sempre di più agli uomini autorevoli di una volta, come quei laici, radicali o socialisti con barba e baffi d'inizio secolo, che incutevano soggezione (e magari nascondevano retroscena tremendi, "nel privato"). E ha diretto e interpretato un bellissimo film inquieto, sempre spiazzante e tutto striato dai tratti ossessivi soliti, ma organizzati e impaginati, questa volta, perché scodellati davanti a uno psicoanalista (il protagonista, Moretti stesso) da ben nove pazienti (tra cui Silvio Orlando, l'aspirante suicida, Stefano Accorsi, nell'imitazione di O fantasma, Eleonora Danco, che ha già pagato 46 milioni in analisi, ma...)". Precisa
Tullio Kezich sul Corriere della Sera: "L'"io" dei precedenti
film di Nanni Moretti si trasferisce dal diario al romanzo senza perdere
in mordente e attingendo anzi a una nuova maturità nella definizione
di uno stile sempre più essenziale e raffinato. Così fanno
gli scrittori veri quando riescono ad andare in fondo alle cose. che Nanni
stia diventando un classico ? Parliamoci chiaro. Se fosse davvero un caro
estinto, come pretendono i critici di "Le Monde", riuscirebbe
il cinema italiano a produrre un capolavoro come questo?" |
|||
Ultimo
aggiornamento: 20-05-2002 |
|||