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Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.
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Les Anarchistes
"Pietro Gori"

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| Questo
disco è "nostro": parla di noi, dei nostri padri,
dei nostri nonni e, per traslato, della nostra identità, del
nostro sentirci sempre e comunque di sinistra: chi anarchico, chi
comunista, chi socialista (in senso ideologico). Piero
Gori era un grande cantore anarchico e i Les Anarchistes, nonostante
gli scossoni nella formazione, sono bravi come sempre nella loro alchimia
tra groove e musica popolare. Un bellissimo disco.
(segue) |
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I
Gang: "Dalla polvere al cielo"
Una
fotografia lunga 4 anni su una carriera di 25. Ma un momento solo
e poco dinamico nella carriera della band diFilottrano. Ci sono
i classici dei fratelli Severini, ma molto rock e poca epica. E'
un documento. Poteva essere magico.
(segue) |
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| Massimo
"Ice" Ghiacci: "Come un mantra luminoso" |
Se
Massimo "Ice" Ghiacci non avesse fatto parte della storia
della musica italiana di questi ultimi anni e se non ci fosse in fondo
simpatico, questo disco non meriterebbe più che qualche riga
in coda alla rubrica "Sotto la paglia - Ci sono piaciuti meno".
In fondo glielo dobbiamo. Ma il disco è brutto e conferma che
la somma dei Modena vale molto di più delle sue singole componenti.
Un peccato. Di superbia? |
| Michele
Gazich: "La nave dei folli" |
Siete
a favore dell'emozione e contro i centri commerciali? Siete convinti
che Dostoevskij non sia il nome di una vodka? E allora forse questo
disco fa per voi. La nave dei folli approda, ma le facciamo riprendere
subito il largo e tracciare una nuova rotta. Si vede il mattino dalla
tolda della nave e l'orizzonte, forse, non è più così
cupo. Tanto ci sarà sempre un altro porto in cui arrivare,
per riportare l'idiota in città. |
| Eugenio
Finardi: "il cantante al microfono" |
Un
grande interprete, con un accompagnamento di estremo valore in un'operazione
frigida e non destinata a figliare. Il prodotto adatto per vincere
un premio o per essere visto dal vivo, ma portato sul disco rivela
tutti i limiti dell'operazione e dell'autore. |
| Yo
Yo Mundi: "Album rosso" |
Dopo
mesi e mesi di calma piatta, in cui i dischi emozionanti si erano
fatti rari come le aurore boreali portiamo a casa un ottimo disco
di canzoni degli Yo Yo Mundi.Gli
Yo Yo Mundi ci hanno abituati a ibridare i discorsi musicali con quelli
letterari e cinematografici e anche qui vedo, sento, ascolto e gusto.
Uno spettacolo multimediale. Che sta dalla parte giusta. Quella dove
il rosso non ha ancora cambiato colore. |
| Franco
Battiato: "Fleurs 2" |
La
domanda è, ma se Battiato non ha più voglia di fare
dischi perché continua a farli? Perché vende è
la risposta. Ma questo cosa vuole dire? L'Italia è anche il
Paese dove più di uno su 2 vota Berlusconi. L'effetto è
uguale. Chi ha il cervello all'ammasso fa una cosa e anche l'altra.
Compra Battiato e vota Berlusconi. Due atti stupidi.
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| Pan
Brumisti: "Quelle piccole cose" |
Interno
notte: un fumoso locale milanese, a metà degli anni '70, un
gruppo di amici attorno a un pianoforte. Fuori nebbia fitta. Dentro
canzoni popolari e canzoni d'autore, vino, discussioni politiche.
Siamo al Brumista, lungo il Naviglio grande, luogo di incontro di
un gruppo di amici, uniti dalla passione, politica, innanzitutto,
ma anche musicale |
| Ettore
Giuradei: "Era che così" |
Il nuovo disco di Ettore Giuradei non è di
facile comprensione, forse l’unico modo per apprezzarlo in pieno
è abbandonarsi alla sua esuberante creatività senza
cercare di capirlo in ogni sua frase ed in ogni sua scelta, perché
come dice lui stesso: “i sospettosi non li sopporto….”. |
| Luca
Ghielmetti: "Luca Ghielmetti" |
Credo
che sostanzialmente si faccia questo mestiere perché si spera
di trovarsi di tanto in tanto di fronte a un disco così.
Una
doccia rinfrescante, una pioggerella autunnale, un vortice di foglie
cadenti, in un volo della memoria tra sensazioni del tempo andato,
ritmi e rime che porebbero piacere agli chansonnier, dietro a storie
di quotidianità assoluta. |
| Fiorella
Mannoia: "Il movimento del dare" |
Fiorella
Mannoia ha radunato attorno a sé una bella squadra di cantautori
e il risultato è "Il movimento del dare".
Forse saranno anche finiti i tempi in cui Fiorella veniva considerata
"Nostra signora dei cantautori", ma la mole di interesse
che riesce a smuovere è sempre molto alta:
10 canzoni di sana e robusta costituzione. |
| Vinicio
Capossela: "Da solo" |
E'
un disco meraviglioso, perché conosce la meraviglia, ma anche
concettuale. E pure, in certi momenti, ricercatamente lezioso. Non
tutto scorre armonico come sarebbe nelle intenzioni dell'autore. Eppure,
proprio in queste sue asimmetrie, in questo procedere claudicante
e sbrindellato sta la sua grandezza. Un frullato musicale a denominazione
d'origine controllata: quel gran genio di Vinicio.
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| Max
Manfredi: "Luna persa" |
Tredici
brani, uno è un'introduzione di 19", un altro un kolossal
di 13 minuti, un terzo è la riscoperta di un bellissimo e introvabile
duetto con Fabrizio De André. Restano 10 brani: cinque sono
da cinque stelle, due da quattro, uno da tre e due da due. Un percorso
a ostacoli. Basta questo per scrivere che si tratta di uno dei dischi
più importanti dell'anno? Basta eccome. |
| Cisco:
"Il mulo" |
Potrebbe
non essere un grande disco, ma è un disco "verace",
fatto da gente con un cuore per gente che quel cuore sa capire, interpretare
e vedere. Ci sono almeno tre canzoni sopra la media e nessuna che
scenda verticalmente sotto. Un compagno di strada, uno che fa piacere
incontrare e sentirlo cantare. |
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AAVV: "Roba
di Amilcare" |
Roba
di Amicare raccoglie il meglio delle serate del Club Tenco in un
arco temporale lungo 20 anni (il brano più vecchio è
Tre uomini, cantato da Ornella Vanoni nel 1981, il più recente
un inedito di Paolo Conte, che dà il titolo all’album,
registrato il 25 ottobre 1997) che propone una summa della canzone
d’autore italiana accanto a qualche chicca internazionale.
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| Franco
Battiato: "Fleurs 1" |
Il
primo capitolo di Fleurs aveva delle validità. Le canzoni erano
rispettose, senza per questo rinunciare ad avere una marcata cifra
Battiato ricamata sopra. Forse non indimenticabili le cover, ma molto
meglio di tutto quello che è venuto a seguire. |
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Signori presidenti
di Herbert Pagani
Per quella schiuma bianca
che copre i nostri fiumi
Per tutti i nostri pesci che vanno a pancia in su
E per la primavera che cede i suoi profumi
Al superdetersivo con i granelli blu.
E per i panni sporchi lavati troppo tardi
In certe lavatrici intorno al Quirinale
Che puzzano d'inganni di sangue e di miliardi
Mentre la lira scende ed il terrore sale.
Per tutta la violenza che scende
nelle case
Dai cieli crocefissi da antenne di tivù
Quando non è di turno tra Cirio e Belpaese
Il papa che consiglia: votate per Gesù.
Per l'urlo del pallone che vomita la radio
Coprendo altre urla nei vostri mattatoi
Prima che ci stendiate sull'erba di uno stadio
Signori Presidenti grazie da tutti noi.
E bravi per le belle centrali
nucleari
Che tutti già paghiamo e che nessuno vuole
E che circonderete di mille militari
Finché non metterete un contatore al sole.
Bravi per la giustizia, che se non tace, giace
Per la rivoluzione che ha i piedi gonfi e siede
E per aver ridotto la libertà e la pace
A tristi prostitute che fanno il marciapiede
Bravi per le colombe costrette
a fare i falchi
Perché vendete armi al meglio compratore
E per i vostri amori imposti ai rotocalchi
Perché la gente creda che voi c'avete un cuore.
Io vi ringrazio ancora e me ne vado adesso
La musica era bella e le parole no
Ma il mondo è bello e voi ne avete fatto un cesso
E finché ci sarete, così io canterò.
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