Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.




LeBiELLE Recensioni
Tutte le recensioni per autore: A - B - C - D - E - F - G - H -I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z
Archivio dischi 2008 
















Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.

Google

Cerca su Bielle
Cerca nel web

Les Anarchistes
"Pietro Gori"

Questo disco è "nostro": parla di noi, dei nostri padri, dei nostri nonni e, per traslato, della nostra identità, del nostro sentirci sempre e comunque di sinistra: chi anarchico, chi comunista, chi socialista (in senso ideologico). Piero Gori era un grande cantore anarchico e i Les Anarchistes, nonostante gli scossoni nella formazione, sono bravi come sempre nella loro alchimia tra groove e musica popolare. Un bellissimo disco. (segue)

Ci sono piaciuti
Marisa Sannia: "Rosa de papel"
Giulia and the Dizzyness: "After the Alpha_Decay"
Paolo Tocco: "Anime sotto il cappello"
Banda Putiferio: "Attenzione, uscita operai"

Levia Gravia: "Il contributo"
Davide Vietto: "Nivoro"
Taranteana: "Sacc' na canzuncella alla ruvescia"
AAVV:"L'accolita dei rancorosi"
Stefano Giaccone e altri:"Come un fiore"
Lautari:"Arrè"
Ratti della Sabina:"Sotto il cielo del tendone"
Gianna Nannini:"Pia, come la canto io"
Ottavo Richter:"Molly Malone's"
Morrigan's wake: "Back to Fireland"
Matteo Castellano:"Funghi velenosi"
laMalareputazione:"L'arena instabile"
Luca Lo Bianco:"La scomparsa di Majorana"
Apres la classe: "Luna Park"
Spasulati Band: "Pirati nei Mhz"
Furlan Shop Orchestra: "Banda di masnadieri"
Mario Castelnuovo: "... le ciliegie del '42"
Enrico Terragnoli Orchestra Vertical : L'anniversaire"
Monjoie: "Il bacio di Polifemo"
Antonio Mainenti: "Don Luiggi ..."
Marco Fabi: "La scelta"
Giancarlo Spadaccini: "Millemani"
Fragil Vida: "E così noi"
Franchi Giorgetti Talamo: "Buongiorno felicità ..."
Daunbailò: "Daunbailò"
Harduo: "Ovest Hardita Est"
Gai Saber: "La fabrica occitana"
I Gitanes: "La catena"
I Lautari: "Anima antica"
Stefano Scala: "Unsai. Il sentiero dei bambù "
Simone Meneghello: "La canzone di settembre"


Ci sono piaciuti ... un po' meno
Meg: "Psychodelice"
Bugo: "Contatti"
Giovanni Allevi: "Evolution"
Antonio De Rose: "Con Grazia"
Giuliano Dottori: "Lucida"
Canzoniere delle sette lune: "Verranno donne con proteso il cuore"
I Nuovi Trovieri: "Gira ra rova"
Antonella Ruggiero: "Stralunato Recital Live"
Marlene Kuntz "S-low"
Enzo Avitabile : "Sacro Sud"
Lucilla Galeazzi : "Amore e acciaio"
Alberto Morselli: "Da un'altra parte"
Indovinatoduo: "Indovinatoduo"
Dinamo: "Profili profani"
Giancarlo Velliscig: "Obsoleti"
Silvia Dainese: "Demo 2002/2005"
Marcella Garuzzo: "Demo"

e decine di altri.
Bielle è aperta alle collaborazioni
 



Ci sono dischi, film e libri che, per un motivo o per l'altro, non dovremmo mai perdere e a volte ci passano davanti così velocemente che non ce ne ricordiamo neanche. Questa rubrica vuole porre un freno ai guasti della memoria. Secondo noi gli imperdibili del 2008 sono:

Davide Van De Sfroos: "Pica!"
Sulutumana: "Arimo"
Marco Paolini e Mercanti diLiquore: "Miserabili"
Max Manfredi: "Luna persa"
Umberto Sangiovanni: "Calasole"
Massimiliano Larocca: "La bella estate"
Paolo Benvegnù: "Le labbra"
Cesare Basile: "Storia di Caino"
Riccardo Testi: "Presente remoto"
Fabularasa: "En plein air"
Domenico Fiumanò Violi: "Il biciclettista"
Carlo Muratori: "La padrona del giardino"
I luf: "So Nahit in val Camonega"
Bastelle: "Amen "
OfflagaDiscoPax: "Bachelite"
Cristina Donà: "Piccola faccia"
Fosca, Bernardo, Santese: "Ballata di fine inverno"
Jovanotti: "Safari"
Le luci della centrale elettrica: "Canzoni da spiaggia deturpata"
Giuseppe Righini: "Spettri sospetti"
Antonio Lombardi: "L'uomo cheascolta le formiche"
Dodici corde: "Il viaggio"

Film
"Non è un paese per vecchi" di Joel ed Ethan Coen

Libri
"C'era una volta la Rca" di Maurizio Becker

I Gang: "Dalla polvere al cielo"
Una fotografia lunga 4 anni su una carriera di 25. Ma un momento solo e poco dinamico nella carriera della band diFilottrano. Ci sono i classici dei fratelli Severini, ma molto rock e poca epica. E' un documento. Poteva essere magico.
(segue)
Massimo "Ice" Ghiacci: "Come un mantra luminoso"
Se Massimo "Ice" Ghiacci non avesse fatto parte della storia della musica italiana di questi ultimi anni e se non ci fosse in fondo simpatico, questo disco non meriterebbe più che qualche riga in coda alla rubrica "Sotto la paglia - Ci sono piaciuti meno". In fondo glielo dobbiamo. Ma il disco è brutto e conferma che la somma dei Modena vale molto di più delle sue singole componenti. Un peccato. Di superbia?
Michele Gazich: "La nave dei folli"
Siete a favore dell'emozione e contro i centri commerciali? Siete convinti che Dostoevskij non sia il nome di una vodka? E allora forse questo disco fa per voi. La nave dei folli approda, ma le facciamo riprendere subito il largo e tracciare una nuova rotta. Si vede il mattino dalla tolda della nave e l'orizzonte, forse, non è più così cupo. Tanto ci sarà sempre un altro porto in cui arrivare, per riportare l'idiota in città.
Eugenio Finardi: "il cantante al microfono"
Un grande interprete, con un accompagnamento di estremo valore in un'operazione frigida e non destinata a figliare. Il prodotto adatto per vincere un premio o per essere visto dal vivo, ma portato sul disco rivela tutti i limiti dell'operazione e dell'autore.
Yo Yo Mundi: "Album rosso"
Dopo mesi e mesi di calma piatta, in cui i dischi emozionanti si erano fatti rari come le aurore boreali portiamo a casa un ottimo disco di canzoni degli Yo Yo Mundi.Gli Yo Yo Mundi ci hanno abituati a ibridare i discorsi musicali con quelli letterari e cinematografici e anche qui vedo, sento, ascolto e gusto. Uno spettacolo multimediale. Che sta dalla parte giusta. Quella dove il rosso non ha ancora cambiato colore.
Franco Battiato: "Fleurs 2"
La domanda è, ma se Battiato non ha più voglia di fare dischi perché continua a farli? Perché vende è la risposta. Ma questo cosa vuole dire? L'Italia è anche il Paese dove più di uno su 2 vota Berlusconi. L'effetto è uguale. Chi ha il cervello all'ammasso fa una cosa e anche l'altra. Compra Battiato e vota Berlusconi. Due atti stupidi.
Pan Brumisti: "Quelle piccole cose"
Interno notte: un fumoso locale milanese, a metà degli anni '70, un gruppo di amici attorno a un pianoforte. Fuori nebbia fitta. Dentro canzoni popolari e canzoni d'autore, vino, discussioni politiche. Siamo al Brumista, lungo il Naviglio grande, luogo di incontro di un gruppo di amici, uniti dalla passione, politica, innanzitutto, ma anche musicale
Ettore Giuradei: "Era che così"
Il nuovo disco di Ettore Giuradei non è di facile comprensione, forse l’unico modo per apprezzarlo in pieno è abbandonarsi alla sua esuberante creatività senza cercare di capirlo in ogni sua frase ed in ogni sua scelta, perché come dice lui stesso: “i sospettosi non li sopporto….”.
Luca Ghielmetti: "Luca Ghielmetti"
Credo che sostanzialmente si faccia questo mestiere perché si spera di trovarsi di tanto in tanto di fronte a un disco così. Una doccia rinfrescante, una pioggerella autunnale, un vortice di foglie cadenti, in un volo della memoria tra sensazioni del tempo andato, ritmi e rime che porebbero piacere agli chansonnier, dietro a storie di quotidianità assoluta.
Fiorella Mannoia: "Il movimento del dare"
Fiorella Mannoia ha radunato attorno a sé una bella squadra di cantautori e il risultato è "Il movimento del dare". Forse saranno anche finiti i tempi in cui Fiorella veniva considerata "Nostra signora dei cantautori", ma la mole di interesse che riesce a smuovere è sempre molto alta: 10 canzoni di sana e robusta costituzione.
Vinicio Capossela: "Da solo"
E' un disco meraviglioso, perché conosce la meraviglia, ma anche concettuale. E pure, in certi momenti, ricercatamente lezioso. Non tutto scorre armonico come sarebbe nelle intenzioni dell'autore. Eppure, proprio in queste sue asimmetrie, in questo procedere claudicante e sbrindellato sta la sua grandezza. Un frullato musicale a denominazione d'origine controllata: quel gran genio di Vinicio.
Max Manfredi: "Luna persa"
Tredici brani, uno è un'introduzione di 19", un altro un kolossal di 13 minuti, un terzo è la riscoperta di un bellissimo e introvabile duetto con Fabrizio De André. Restano 10 brani: cinque sono da cinque stelle, due da quattro, uno da tre e due da due. Un percorso a ostacoli. Basta questo per scrivere che si tratta di uno dei dischi più importanti dell'anno? Basta eccome.
Cisco: "Il mulo"
Potrebbe non essere un grande disco, ma è un disco "verace", fatto da gente con un cuore per gente che quel cuore sa capire, interpretare e vedere. Ci sono almeno tre canzoni sopra la media e nessuna che scenda verticalmente sotto. Un compagno di strada, uno che fa piacere incontrare e sentirlo cantare.
AAVV: "Roba di Amilcare"
Roba di Amicare raccoglie il meglio delle serate del Club Tenco in un arco temporale lungo 20 anni (il brano più vecchio è Tre uomini, cantato da Ornella Vanoni nel 1981, il più recente un inedito di Paolo Conte, che dà il titolo all’album, registrato il 25 ottobre 1997) che propone una summa della canzone d’autore italiana accanto a qualche chicca internazionale.
Franco Battiato: "Fleurs 1"
Il primo capitolo di Fleurs aveva delle validità. Le canzoni erano rispettose, senza per questo rinunciare ad avere una marcata cifra Battiato ricamata sopra. Forse non indimenticabili le cover, ma molto meglio di tutto quello che è venuto a seguire.


Signori presidenti
di Herbert Pagani

Per quella schiuma bianca che copre i nostri fiumi
Per tutti i nostri pesci che vanno a pancia in su
E per la primavera che cede i suoi profumi
Al superdetersivo con i granelli blu.
E per i panni sporchi lavati troppo tardi
In certe lavatrici intorno al Quirinale
Che puzzano d'inganni di sangue e di miliardi
Mentre la lira scende ed il terrore sale.

Per tutta la violenza che scende nelle case
Dai cieli crocefissi da antenne di tivù
Quando non è di turno tra Cirio e Belpaese
Il papa che consiglia: votate per Gesù.
Per l'urlo del pallone che vomita la radio
Coprendo altre urla nei vostri mattatoi
Prima che ci stendiate sull'erba di uno stadio
Signori Presidenti grazie da tutti noi.

E bravi per le belle centrali nucleari
Che tutti già paghiamo e che nessuno vuole
E che circonderete di mille militari
Finché non metterete un contatore al sole.
Bravi per la giustizia, che se non tace, giace
Per la rivoluzione che ha i piedi gonfi e siede
E per aver ridotto la libertà e la pace
A tristi prostitute che fanno il marciapiede

Bravi per le colombe costrette a fare i falchi
Perché vendete armi al meglio compratore
E per i vostri amori imposti ai rotocalchi
Perché la gente creda che voi c'avete un cuore.
Io vi ringrazio ancora e me ne vado adesso
La musica era bella e le parole no
Ma il mondo è bello e voi ne avete fatto un cesso
E finché ci sarete, così io canterò.