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di speranze, d'informazione, dell'uomo.




LeBiELLE Recensioni
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Archivio dischi 2010 
















Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.

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Momo:
"Stelle ai piedi"

Possono le canzoni avere un proprio profumo? Beh se a scriverle e cantarle è una donna che all’anagrafe è registrata come Simona Cipollone, che si fa chiamare con il nome d’arte di Momo suggeritole in sogno da Totò, mentre ai piedi calza le scarpe della memoria anche questa magia è possibile. (segue)

Ci sono piaciuti
Gatti Mézzi: "Struscioni"
The Zen Circus: "Andate tutti affanculo"

SineNomine: "Spartenza"

Luca Lo Bianco: "Ear Catcher"
Angelo Ruggiero: "Canzoni per cani e bambini"
Chiara Raggi: "Molo 22"
Ottobre Scirocco: "Ottobre Scirocco"
In vivo veritas: "Di sguardi e di attese - Volume 8"
Ciansunier: "Canzoni da osteria - Volume 8"
Apuamater Cyberfolk: "2076, il ritorno di Kristo"
Equ: "Liquido"
Riccardo Billi: "Modernamente demodé"
Marisa Sannia: "Rosa de papel"

Giulia and the Dizzyness: "After the Alpha_Decay"
Paolo Tocco: "Anime sotto il cappello"
Banda Putiferio: "Attenzione, uscita operai"

Levia Gravia: "Il contributo"
Davide Vietto: "Nivoro"
Taranteana: "Sacc' na canzuncella alla ruvescia"
AAVV:"L'accolita dei rancorosi"
Stefano Giaccone e altri:"Come un fiore"
Lautari:"Arrè"
Ratti della Sabina:"Sotto il cielo del tendone"
Gianna Nannini:"Pia, come la canto io"
Ottavo Richter:"Molly Malone's"
Morrigan's wake: "Back to Fireland"
Matteo Castellano:"Funghi velenosi"
laMalareputazione:"L'arena instabile"
Luca Lo Bianco:"La scomparsa di Majorana"
Apres la classe: "Luna Park"
Spasulati Band: "Pirati nei Mhz"
Furlan Shop Orchestra: "Banda di masnadieri"
Mario Castelnuovo: "... le ciliegie del '42"
Enrico Terragnoli Orchestra Vertical : L'anniversaire"
Monjoie: "Il bacio di Polifemo"
Antonio Mainenti: "Don Luiggi ..."
Marco Fabi: "La scelta"
Giancarlo Spadaccini: "Millemani"
Fragil Vida: "E così noi"
Franchi Giorgetti Talamo: "Buongiorno felicità ..."
Daunbailò: "Daunbailò"
Harduo: "Ovest Hardita Est"
Gai Saber: "La fabrica occitana"
I Gitanes: "La catena"
I Lautari: "Anima antica"
Stefano Scala: "Unsai. Il sentiero dei bambù "
Simone Meneghello: "La canzone di settembre"

Ci sono piaciuti ... un po' meno
Roberto Vecchioni: "In cantus"
Airìn: "Il regalo"

Fabrizio Coppola: "La stupidità"
Ethnos: "O bannu"
Oid: "Live at Mikhalsa vol.1"
Tonino Carotone: "Ciao mortali!"
BahBohMah: "Demo for barber shop"
Davide Mancini: "Madame Gerbelle"
Meg: "Psychodelice"
Bugo: "Contatti"
Giovanni Allevi: "Evolution"
Antonio De Rose: "Con Grazia"
Giuliano Dottori: "Lucida"
Canzoniere delle sette lune: "Verranno donne con proteso il cuore"
I Nuovi Trovieri: "Gira ra rova"
Antonella Ruggiero: "Stralunato Recital Live"
Marlene Kuntz "S-low"
Enzo Avitabile : "Sacro Sud"
Lucilla Galeazzi : "Amore e acciaio"
Alberto Morselli: "Da un'altra parte"
Indovinatoduo: "Indovinatoduo"
Dinamo: "Profili profani"
Giancarlo Velliscig: "Obsoleti"
Silvia Dainese: "Demo 2002/2005"
Marcella Garuzzo: "Demo"


e decine di altri.
Bielle è aperta alle collaborazioni
 



Ci sono dischi, film e libri che, per un motivo o per l'altro, non dovremmo mai perdere e a volte ci passano davanti così velocemente che non ce ne ricordiamo neanche. Questa rubrica vuole porre un freno ai guasti della memoria. Secondo noi gli imperdibili del 2009 sono:

Carmen Consoli : "Elettra"
Elisir: "Pere e cioccolato"

Antonella Ruggiero, Loris Vescovo etc: "Cjantâ vilotis"
Carlo Fava : "Neve"
Evasio Muraro : "Canzoni per uomini di latta"
Loris Vescovo : "Borderline"
Alessandro Hellmann "Summertime blue"
Jenny Sorrenti : "Burattina"
Mimmo Locasciulli : "Idra"
Pippo Pollina: "Caffè Caflish"
Pippo Pollina: "Fra due isole"
Marco Rovelli: "Libertaria"
Davide Giromini: "Ballate di fine comunismo"
Beppe Donadio: "Houdini"
Dente: "L'amore fa male"
Afterhours presentano: "Il Paese è reale"
Ear: "Asfodeli da conservare"
Roberto Angelini : "La vista concessa"
Massimo Priviero: "Sulla strada"
GianMaria Testa : "Solo dal vivo"
Beatrice Antolini : "A due"
Anelli, Muraro, Monanari, Marchetti: "Nome di battaglia:ribelli!"

I migliori del 2008
Davide Van DeSfroos: "Pica!"

Sulutumana: "Arimo"
Luca Ghielmetti: "Luca Ghielmetti"
Le luci della centrale elettrica: "Canzoni da spiaggia deturpata"
Fabularasa: "En plein air"

Film
"I love radio rock" di Richard Curtis

Libri
"Summer of love" di George Martin

Graziano Romani: "Zagor, King of Darkwood"
Ammetto che non ricordo nemmeno più a quando risalga l'ultimo nuovo concept album che mi è stato dato di ascoltare! E adesso, quasi per caso, mi capita fra le mani e le orecchie questo improbabile lavoro di Graziano Romani, "Zagor King of Darkwood", con distribuzione in edicola (e dove altro!!??) oltre che in libreria.
(segue)
Gli Ex: "Canzoni della penombra"
Fin dalle prime note si sente il piacere ci fare canzoni: suggestioni latino-americane, una spruzzata di swing, tante escursioni in territori confinali e ottima base acustica. Xavier Cugat nel cuore, Abbe Lane un po' più in giù. Voglia di divertirsi e intrattenere, ma anche di raccontare. Un po' di pop, ma intelligente. Cartizze.
Avion Travel: "Nino Rota, l'amico magico"
Canzoni legate a un periodo (il grande cinema di Fellini e soci) anzi, addirittura bloccate su una manciata di fotogrammi che si sono incisi a fuoco sulla nostra memoria e dalle quali è molto difficile slegarle. Gran classe. Un po' fine a se stessa ed estetizzante. Che è un po' il limite degli Avion Travel. Attendiamo il disco loro.
Cisco: "Dal vivo - Volume Uno"
Uno dei migliori album dal vivo degli ultimi anni. E' un disco buonista e vitale, una scarica di energia e di coinvolgimento ma in questo è del tutto simile al suo autore che crede davvero in quello che canta, in quello che dice, in quello che sostiene. Che la notte sia buia e lunga, ma che è sempre possibile resistere. E questa in fondo è la sensazione che resta.
Cristiano De Andrè: "De Andrè canta De Andrè"
Un disco importante dal punto di vista emotivo, con il portato di vissuto che si porta dentro, ma anche da quello musicale, con un coraggioso esperimento sul fronte degli arrangiamenti, che almeno in tre quattro casi porta a risultati eccellenti. Quel bambino che ascoltava De Gregori cantare "Oceano" è cresciuto, oggi ha un’eredità impegnativa da gestire. Con questo tour e con questo disco ha dimostrato di saperlo fare con umiltà e orgoglio insieme.
Daniele Biacchessi/Gang: "Il Paese della vergogna"
I brani musicali dei Gang, tutti pezzi storici, tranne due, non sono il meglio di questo disco (ma costituiscono un valore aggiunto fondamentale per lo spettacolo), i testi di Daniele Biacchessi invece sono il vero valore. Testi per ricordarci che Italia era e per capire che Italia è. Che parlano di stragi fasciste e di stragi di mafia e, a volte, di Stato. Per non dimenticare. Ora e sempre.
GianGilberto Monti: "Comicanti"
Un viaggio nella comicità musicale italiana, rievocando canzoni e macchiette più o meno note. GianGilberto Monti si è fatto accompagnare da una nutrita schiera di comici (e meno comici) del giro milanese ed è riuscito nella difficile opera di fare un lavoro che è sia documentario, che divertente. Un disco che merita molto più che un semplice ascolto distratto.
Goran Kuzminac: "Dio suona la chitarra"
Nuovo, ennesimo, trascurato e piacevolissimo disco che suona fresco come fosse un disco d'esordio, quasi a riprova di una passione e un attitudine musicale che non si spiegano. Ce li si trova dentro e bisogna assecondarli. Un grande autore che fa musica a intervalli fisiologici. Solo quando ha qualcosa da dire. Goran Kuzminac è un mago della chitarra, ma qui tutto si spiega. Anche "Dio suona la chitarra", per cui suonare la chitarra da Dio è un atto di fede.
Sine Frontera : "20 now"
A questo devono servire le canzoni di protesta! A urlare con tutta la nostra rabbia e la nostra indignazione quello che non ci piace (che è tanto) e, trovandolo, anche quello che ci piace e che vorremmo. E "20 Now", il disco, proprio a questo risponde. Quando il "comat-folk" si ricorda di essere "combat-folk". Una manciata di brani da cantare, da mandare a memoria, da ricordare. E i 20 anni sono quelli dalla caduta del Muro di Berlino.
Sergio Cammariere: "Carovane"
Il Cammarriere che non ti aspetti. Poco Paolo Conte e molto Claudio Rocchi! Ascolto dopo ascolto, la convinzione di avere a che fare con un disco solido, ben suonato, ben cantato, con buoni testi e ottime idee in carniere: insomma, uno dei migliori prodotti del 2009. Spazio alla musica, con contaminazioni etniche e afro sulla consueta tessitura jazz. Ottimo album. .
Susanna Parigi: "L'insulto delle parole"
Il disco della maturità? Forse. Quello che ci sentiamo di dire è che con L'insulto delle parole Susanna è sbocciata appieno. Nei testi, che erano già di livello altissimo, nella musica, negli arrangiamenti e nel modo di cantare, che si è fatto più raffinato e personale. L'auspicio è che siano tanti ad accorgersene, tecnici a parte, e che, per una volta, la legge del mercato premi chi merita..
Paola Turci: "Attraversami il cuore"
Paola Turci in questo lavoro non solo ha liberato l'amore, tema che aveva sfiorato ma mai approfondito, preferendo rivolgere la sua attenzione verso il sociale, ma ha liberato anche la voce, la sua bella voce che aveva finora sempre un po' trattenuto, frenato e che stavolta invece spiega fluida. Otto belle canzono per l'inizio di una trilogia che verrà completata entro il 2010.
Pippo Pollina: "Fra due isole"
"Fra due isole" non è un disco di inediti, ma una riscrittura per cantautore solista e orchestra sinfonica delle canzoni del repertorio di Pollina. Quello che ne esce è un album bello, coinvolgente, coraggioso e di facile ascolto sospeso tra slanci orchestrali e pause meditative, tra ripiegamenti dolorosi e impeto epico, tra furore civile e passione umana. In fondo un disco nuovo.
Antonio Lombardi: "Raità"
Una rarità come questo bel disco di Antonio Lombardi, uno che c'è, che è bravo, che merita di essere ascoltato e che in questo breve e piccolo disco musica alcune liriche di Paolo Bertolani, poeta spezzino. Il resto è solo da ascoltare. In silenzio, raccolti attorno al fuoco, mentre fuori, nel bosco riprende a nevicare. Un disco che sa di affetti e di comune sentire, di poche frasi, come si devono dire in montagna o di fronte al mare, di gesti puliti e chiari. Come prendere una chitarra e suonarla finché non ti afferra il cuore.
Ivan Della Mea: "Antologia"

E' un disco fuori tempo, fuori epoca, anacronistico, antico. Un disco che parla di valori, di ideologie, di compagni, di speranze e di grandi illusioni (e disillusioni) storiche. Ma anche che traccia la realtà della storia di una vita che è molte vite assieme. Comprate questo disco, ascoltate le canzoni, imparatele: sono facili, quasi tutte solo chitarre e voce. E poi cantatele nuovamente. fatene tradizione popolare, Non fatele morire. Moriremmo con loro.

Paolo Pietrangeli: "Antologia"

Come ci si avvicina a un disco del genere?. Con cautela e attenzione. Contiene materiale di sinistra. Contiene materiale sinistro? No, contiene qualche reperto d'epoca e la voglia di raccontare la storia artistica di una persona che ha attraversato da protagonista, in vari ruoli, 40 anni della nostra storia senza poi risultarne neanche tanto spiegazzato. Per chi era rimasto a "Contessa" una constatazione: Paolo Pietrangeli è stato molto di più ed è andato oltre "Contessa". Chi lo ascolta(va) forse no.



A questo punto il prezzo qual è
di Ivan Della Mea

Si può amare la vite sul colle
il gioco di pietre mangiate alla roggia
Il pane rotondo, l’ulivo che viene
Ma l’importante è sapere
A questo punto il prezzo qual è.
Si può amare la casa sul monte
che ride alla valle
tra lecci e castagni,
l’amore antico
di un uomo costante.
Ma l’importante è sapere
A questo punto il prezzo qual è.
Si può amare la pace leggera
del ceppo che canta nel vecchio camino,
la noce che crocchia,
il sorso del vino.
Ma l’importante è sapere
A questo punto il prezzo qual è.
E posso amare
il dubbio di dio
che mi prende il cuore
guardando la sera,
paura di stelle,
paura di terra.
Ma l’importante è sapere
A questo punto il prezzo qual è.
E posso amare
la voglia borghese
di me uomo stanco che lascio la guerra
per fare l’amore col grillo parlante.
Ma l’importante è sapere
A questo punto il prezzo qual è.
E posso amare
la rabbia perdente,
la stretta d’angosce metropolitane,
il grido più solo:
ritorno al paese.
A questo punto non serve sapere
ogni pavese è da bruciare
Per ogni stanco
Il prezzo è Guevara
È Inti Peredo,
Vietnam, Marghera
Ceccanti e Avola e Battipaglia
Brucia ragazzo brucia
La lotta continua ancora
Brucia ragazzo brucia
Continuerà.
Brucia ragazzo brucia
La lotta continua ancora
Brucia ragazzo brucia
Continuerà.

Celia de la Cerna
di Roberto Vecchioni

Non scrivi più
e non ti sento più,
so quel che fai
e un po' ho paura, sai.
Son senza sole
le strade di Rosario,
fa male al cuore
avere un figlio straordinario:
a saperti là
sono orgogliosa e sola,
ma dimenticarti...
è una parola...
bambino mio,
chicco di sale,
sei sempre stato
un po' speciale,
col tuo pallone,
nero di lividi e di botte,
e quella tosse, amore,
che non passava mai la notte;
e scamiciato, davanti al fiume ore e ore,
chiudendo gli occhi,
appeso al cuore.

O madre, madre,
che infinito, immenso cielo
sarebbe il mondo
se assomigliasse a te!
Uomini e sogni
come le tue parole,
la terra e il grano
come i capelli tuoi.

Tu sei il mio canto,
la mia memoria,
non c'è nient'altro
nella mia storia;
a volte sai,
mi sembra di sentire
la "poderosa"
accesa nel cortile:
e guardo fuori:"Fuser,
Fuser è ritornato",
e guardo fuori, e c'è solo il prato.

O madre, madre,
se sapessi che dolore!
Non è quel mondo
che mi cantavi tu:
tu guarda fuori,
tu guarda fuori sempre,
e spera sempre
di non vedermi mai;
sarò quel figlio
che ami veramente,
soltanto e solo
finché non mi vedrai.