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BiELLE
LIBRI |
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| Christian
Gailly: "Una notte al Club" |
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L’amore, la sconfitta, la tentazione, il cedimento, la tragedia: tutte tappe attese in cui il romanziere con classe, svisa, contrappunta e introduce nuove variazioni. Definito "il romanziere dell'infimo e dell'invisibile, del quotidiano trasformato in avventura", Gailly racconta il ritorno alla vita attraverso la semplice descrizione di un profumo, della freschezza umida dell'aria o della luce trasparente di un mattino d'inizio estate." Simon Nardis (anche se l’autore non lo dice, è bene ricordare che "Nardis" è un tema di Miles Davis che ha ossessionato Bill Evans per tutta la vita), mitico pianista di musica jazz, ha abbandonato da anni la sua arte. Salvato dall’alcolismo dalla devota moglie Suzanne, si guadagna da vivere lavorando come tecnico per una ditta di riscaldamento industriale. Per un’urgenza di lavoro, Simon si reca in una cittadina balneare dove, alla sera, il cliente lo invita in un club per aspettare l’ora del treno di ritorno a Parigi. Un goccio di vodka e qualche nota di jazz bastano a far crollare le difese che Simon aveva costruito contro i propri demoni: l’impiegato modello, il marito fedele, il buon padre di famiglia vengono spazzati via dalla musica, alla quale non resiste. Simon, ubriaco, si mette al pianoforte e accompagna Debbie, la giovane padrona del club che lo ha riconosciuto. Dopo anni di annientamento, sotto gli occhi del pubblico incantato, il musicista rinasce, nella magia della notte che cambierà la sua vita. Ecco il momento in cui matura la scelta, come viene raccontato nel libro. ” I tre giovani suonavano bene. Tutto funzionava perfettamente. Non si capisce mai perché funziona, ma quando succede si sente. Simon sapeva perché. Sono bravi, pensò, il jazz non ha più bisogno di me. Gli venne voglia di andarsene. Erano le 22 e 20. Ma l’idea di andarsene senza aver nemmeno sfiorato quel pianoforte lo faceva impazzire. Voleva suonare. Eppure si sentiva incapace di imitare il suo imitatore, di ritornare al suo livello, là, subito. Lui è un jazzista brillante, e io sono troppo vecchio, pensò”.
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aggiornamento il 02-07-2004 |
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