Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


Scarica le canzoni per la pace
 














 
BiELLE LIBRI
 

Christian Gailly: "Una notte al Club"
Un libro che "è" musica
di Leon Ravasi

Ci sono libri che parlano di musica, altri che fanno musica e infine alcuni che “sono” musica. E’ quest’ultimo il caso di “Una notte al Club” di Crhistian Gailly, autore francese, tradotto (bene) da Massimo Scotti per Feltrinelli. Non è a caso che questo libo è musica: prima di diventare scrittore, Gailly è stato anche musicista e la musica è spesso protagonista dei suoi romanzi. Sono poche pagine, poco più di 100, in cui si susseguono canzoni, cantate, ascoltate, suonate. Standard del jazz e classici senza tempo, appesi alle dite magiche di un pianista in disarmo, alla voce di una donna sensuale, alla penna di un autore geniale.

In “Una notte al club”, entrato subito nella classifica dei best-seller in Francia con 150 mila copie vendute, si avverte il senso del ritmo nella prosa secca, fatta di frasi brevi e incisive che alternano gli accordi lenti, sincopati, a motivi più vibrati, tutti giocati su piccole variazioni. La prosa di Gailly è essa stessa jazz, fatta di andate e ritorni nei due sensi possibili del tempo, di giochi scoperti, di trama semplice e già definita dall’inizio, anzi, già svelata dall’autore, ma che cattura l’attenzioone del lettore che vuole sapere quale variazione Gailly introdurrà sul tema, con quale strumento colorerà il passaggio inevitabile.

L’amore, la sconfitta, la tentazione, il cedimento, la tragedia: tutte tappe attese in cui il romanziere con classe, svisa, contrappunta e introduce nuove variazioni. Definito "il romanziere dell'infimo e dell'invisibile, del quotidiano trasformato in avventura", Gailly racconta il ritorno alla vita attraverso la semplice descrizione di un profumo, della freschezza umida dell'aria o della luce trasparente di un mattino d'inizio estate."

Simon Nardis (anche se l’autore non lo dice, è bene ricordare che "Nardis" è un tema di Miles Davis che ha ossessionato Bill Evans per tutta la vita), mitico pianista di musica jazz, ha abbandonato da anni la sua arte. Salvato dall’alcolismo dalla devota moglie Suzanne, si guadagna da vivere lavorando come tecnico per una ditta di riscaldamento industriale. Per un’urgenza di lavoro, Simon si reca in una cittadina balneare dove, alla sera, il cliente lo invita in un club per aspettare l’ora del treno di ritorno a Parigi.

Un goccio di vodka e qualche nota di jazz bastano a far crollare le difese che Simon aveva costruito contro i propri demoni: l’impiegato modello, il marito fedele, il buon padre di famiglia vengono spazzati via dalla musica, alla quale non resiste. Simon, ubriaco, si mette al pianoforte e accompagna Debbie, la giovane padrona del club che lo ha riconosciuto. Dopo anni di annientamento, sotto gli occhi del pubblico incantato, il musicista rinasce, nella magia della notte che cambierà la sua vita. Ecco il momento in cui matura la scelta, come viene raccontato nel libro.

” I tre giovani suonavano bene. Tutto funzionava perfettamente. Non si capisce mai perché funziona, ma quando succede si sente. Simon sapeva perché. Sono bravi, pensò, il jazz non ha più bisogno di me. Gli venne voglia di andarsene. Erano le 22 e 20. Ma l’idea di andarsene senza aver nemmeno sfiorato quel pianoforte lo faceva impazzire. Voleva suonare. Eppure si sentiva incapace di imitare il suo imitatore, di ritornare al suo livello, là, subito. Lui è un jazzista brillante, e io sono troppo vecchio, pensò”.



Christian Gailly
"Una notte al Club"

Feltrinelli - pag 112 - 10€
Finito di stampare nel 2004
Nelle librerie

Ultimo aggiornamento il 02-07-2004

   
 

HOME