Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
BiELLE LIBRI
 

Nada Malanima: "Le mie madri"
Un libro di pietra, una pietra nel cuore
di Giorgio Maimone

L’ultimo disco di Nada (“Tutto l’amore che mi manca”) era un grumo di dolore. Gli stessi nodi di sofferenza, non uno di meno, non ci vengono risparmiati nel libro “Le mia madri” (Fazi Editore), uscito nel maggio 2003, più o meno un anno esatto prima dell’album. Anzi, le dinamiche di sofferenze vengono meglio esplicitate e spiegate nella forma poesia e breve racconto, una forma più dilatata, meno sincopata, meno sincretica della forma canzone. Le poesia di Nada poi sono nulla più che prose ritmiche, senza metafore, senza circonlocuzioni, senza possibilità di equivoco.

Nada parla sempre di sé e con i visceri esposti, tenuti in mano e sventolati sotto il nostro naso in modo che possiamo permetterci di entrare nei profondi meandri della sua depressione e della sua tristezza antica. Che poi non è tristezza o non è solo tristezza. E’ il senso di qualcosa di perduto, di qualcosa di spezzato e lasciato in un altrove che non controlliamo e che soprattutto non controlla lei.

Un’identità spezzata, coi frammenti sparsi in un altrove per cui si sono smarrite le rotte polari e le carte e le mappe. Nada oscilla e dondola esattamente come oscilla e dondola in scena quando canta le sue canzoni, seguendo un ritmo di andata e ritorno interno che ricorda quello del mare, incessante, ipnotico, ieratico. Nada ha il mare dentro: “Nonostante il cielo si spezzi / la note diventi di ghiaccio / le onde si mettono fuori dal mare / io mi sento tremare soltanto / a guardare gli uccelli più neri / che stanno sul tetto a pensare”.

“Le mia madri” è un pugno, uno schiaffo in faccia, che niente di risparmia, che niente di perdona: la morte del padre, le normali ossessioni erotiche, le cadute d’umore, l’alterità proclamata e sbandierata come vessillo famigliare, i problemi con l’alcool, la morte di Piero Ciampi, le continue morti delle madri che comunque vivono in te. “La mia vera madre la conosco solo io, quella che vive dentro di me e ha tutto quello che non ha la mia madre che tutti conoscono”.

Piero Ciampi ricorre in due racconti, come personaggio importante nella vita e nella storia personale di Nada. La seconda volta si conclude con “Oggi mi ha chiamato Gianni e mi ha detto che Piero è morto”. Subito prima diceva: “Piero per me è il bene, lascerà un segno nella mia vita, mi aiuterà, mi farà soffrire, mi farà crescere e tutto ciò che riuscirò a fare con lui rimarrà”.

Prima ancora: “Mi è sempr epiaciuto bere del buon vino, ma da quando conosco Piero bevo di più e mi piace di più, spesso ci infiliamo in un bar e ci restiamo tutto il pomeriggio, lui scrive, prende appunti, e io parlo, gli racconto di me, gli piace ascoltarmi, spesso piange, gli faccio pena e tra un bicchiere e l’altro finiamo a parlare di Livorno, del mare, del porto…”

“Per fortuna ho incontrato Piero, lui è un uomo meraviglioso, ha capito tutto di me, soprattutto la sofferenza che ho dentro, nonostante la mia giovane età, la consapevolezza dei sentimenti, dei principi, anche lui è così, il suo sguardo è dolore, le sue parole sono dolore, il suo sorriso”: “Piero amava la vita e amava gli altri, ma non capiva la vita, non capiva gli altri e la vita e gli altri non capivano Piero, ma lui non si arrendeva e lottava continuamente per questo”.

Ma il libro non è solo Piero, non è solo autobiografia: è poesia, è “la mia casa brucia” è “c’è musica fritta stasera”, è “arranco,arranco, arranco”, è “giorni passati come cornacchie”, è “a bere vino senza senso / in quest’onda di burrasca”, è “occhio al vestito, occhio al vestito leggero e colorato / che ondeggia come fosse sotto l’effetto di una danza / (danza del ventre, danza del ventre, danza del ventre)”. E’ tanti piccoli e grandi momenti tutti da leggere. Un libro che forse non vi farà conoscere Nada (che si cela e sfugge) ma forse servirà a pensare di più a voi stessi. Materiali inerti, in parte trasformati nella pietra di copertina del disco, in parte diventate canzoni. Un libro da leggere.


Nada Malanima
"Le mie madri"

Fazi - pag 106– 9,00 €
Finito di stampare nel maggio 2003
Nelle librerie

Ultimo aggiornamento il 03-08-2004

   
 

HOME