| Che
della fama di Fabrizio De Andrè si facesse un po’ mercato,
in fondo era scontato. Tutto sommato ci siamo anche salvati dal diluvio
di prodotti che avrebbero potuto arrivare sul mercato. Ma qualche “bella
strenna” per Natale non ce la siamo risparmiata. E ognuna venduta
a prezzo caro. Dopo il libro non necessario, ma bello di Guido Harari
e dopo la raccolta “In concerto II”, non necessaria e nemmeno
bella, ecco il libro fotografico di Reinhold Kohl, fotografo e bassista,
tedesco-bolzanino, residente a Carrara. Immagini, diciamolo subito, non
particolarmente nuove o che servano a mettere Fabrizio in una luce particolare:
belle alcune foto in bianco e nero di Amburgo ’82, alcuni scatti
casalinghi o “privati”, una foto di un concerto di Viareggio,
sempre dell’82.
Diciamolo: materiale solo per patiti forti di Fabrizio o per … gestori
di siti internet (a proposito, ne abbiamo uno anche noi (www.bielle.org/fabriziodeandre.htm).
I testi di accompagnamento sono di Denis Curti e Mauro Macario: 20 pagine
introduttive e una poesia nel finale. Non aggiungono e non tolgono valore
alle foto: e mi sembra già un buon risultato.
Compaiono
alcuni frammenti del De Andrè privato, qualcosa di già conosciuto,
qualche riflessione a margine. Leggere pagine su Fabrizio potrebbe non
stancare mai, ma, a volte l’eccesso di afflato poetico di Macario,
forse derivante da un genuino affetto per Fabrizio, sborda sui margini
e si fa faticoso alla lettura. La confezione del volume è moderatamente
lussuosa, le foto sono curate e la carta è bella, ma la copertina
sembra destinata a rompersi in caso di una frequentazione “troppo
affettuosa”.
Nei testi, preceduti da una breve nota di Dori Ghezzi De Andrè
(così si firma) in cui si parla della vicinanza affettiva di Reinhold
Kohl a Fabrizio tra fine anni ’70 e inizio anni ’80, che è
il periodo di gran parte delle foto, si specifica che il libro “non
vuol essere solo un manufatto editoriale curato nella sua veste grafica
e interessante quanto basta nella sostanza del soggetto trattato, ma anche
una raccolta causale di bagliori apparsi lungo il percorso”.
“Questa volontà di non essere prodotto, ma atto privato ha
caratterizzato il clima fondamentalmente affettivo in cui è maturato”.
Questo affetto spesso si traduce, come presumibile, in scarsa cura del
prodotto, che resta quindi un ibrido. Strenna, ma poco curata. Affettuosa
ma strenna.
Fotografie
di Reinhold Kohl
"Fabrizio De André - In volo per il mondo"
Mori Editore - pag 42– 22,50 € - 2001
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aggiornamento il 05-02-2002
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