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Gli imperdibili del 2011
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Archivio dischi 2010 
















Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.

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Teresa De Sio:
"Tutto Cambia"

Poi venne Teresa ... Prima era un'estate declinante ma ancora calda, un po' lenta e un po' noiosa. Poi, con la posta del mattino, a fine agosto arrivò un piccolo regalo. Dieci centimetri per dieci, all'incirca. Le dimensioni di un cd. C'era scritto "Tutto cambia". Sì, è stato il primo pensiero. Tutto cambia detto oggi, quando la palude impera? (segue)




Pilar: "Sartoria italiana fuori catalogo"

Pensiamola complicata. Pensiamola sfaccettata. Pensiamo una situazione in cui le lingue e i suoni del mondo vengano a contatto ravvicinato. Pensiamo la complessità di una costruzione molto curata, di un abito d'haute couture disegnato da un grande stilista. Uno stile un po' forse demodè, ma con un'attenzione al particolare, al dettaglio che solo la cura artigiana di un marchio può portare a compimento.  "Sartoria italiana fuori catalogo" è un album non comune, che miscela linguaggi alti e tentativi popolari, che coniuga un linguaggio poetico a una cura musicale estrema. Prodotto artigianale, sì, ma di quell'artigianalità che crea l'eccellenza.

Luigi Maieron: "Vino, tabacco e cielo"
Come un libro di Steinbeck, con le sue alternanze di momenti buffi e di tragedie, come un polittico campestre in cui qui domina il giallo del sole, là il mielato dei covoni di grano, più in giù ancora il blu prussia del fiume e ancora oltre i bagliori del fuoco. Maieron è un boccone troppo spesso per mangiarlo in un morso, un vino troppo strutturato per ingoiarlo in un sorso. Tanti piccoli sorsi, tanti piccoli morsi e altrettanti grandi pensieri.
Antonio Pascuzzo/Rossoantico: "Rossoantico"
Un disco molto fuori dai cliché, dominato da una leggerezza, da un’allegria un poco folle, da un suono festaiolo innestato su testi che invece non rinunciano a graffiare e a provare a riflettere.L’idea di base è contaminare la canzone d’autore con la tradizione delle bande italiane. Avvocato Pascuzzo, la corte di Bielle così ha deciso: questa causa l’ha vinta. Avanti il prossimo.
Tiziano Mazzoni: "Goccia a goccia"
Disco perfetto: ben cantato, con suoni smaglianti e con una dozzina di canzoni ognuna sopra la media stagionale. Un disco vitale, di suoni profumati, di calori estivi e di freschezza di un giorno di vento, a testimonianza di come la buona musica esista e persista se ci si dà almeno la briga di scostare i primi fili di paglia. Perché sotto la paglia e in provincia la miglior musica matura.
Riccardo Tesi & Banditaliana: "Madreperla"
Non poteva cascare meglio l’uscita di questo nuovo disco di Riccardo Tesi e della sua Banditaliana: in coincidenza con il 150° anniversario dell’Unità di questo sgarruppato Paese. Festeggiare i 150 anni d’Italia ascoltando “Madreperla” può essere un bell’antidoto al pessimismo, alla cupezza che ci circonda e che spesso ci fa disperare del futuro. Una piacevole parentesi di dodici canzoni.
Roberta Alloisio: "Janua"
Genova è una vertigine in bilico su un'eternità di mare. Quest'album è un sorso di Pigato fresco in una giornata estiva, un Albarola delle Cinque Terre bevuto in purezza. Senza fronzoli, ma con molta anima, col fado tra le note, che la Macaja profuma dei sentori speziati dei carrugi. Un disco che viene da Genova e gira per il mondo. Tanto, prima o poi, già lo si sa, a Genova farà ritorno.

(Dal 2000 al 2008)
Ci sono dischi, film e libri che, per un motivo o per l'altro, non dovremmo mai perdere e a volte ci passano davanti così velocemente che non ce ne ricordiamo neanche. Questa rubrica vuole porre un freno ai guasti della memoria. Secondo noi gli imperdibili del 2008 sono:


Vinicio Capossela : "Canzoni a manovella"
Claudio Lolli: "Dalla parte del torto"
Francesco Guccini: "Stagioni"

Sulutumana: "Danza"
Davide Van De Sfroos: "E semm partì"
Max Manfredi: "L'intagliatore i santi"

Luigi Maieron: "Si Vif"
Mercanti di Liquore: "La musica dei poveri"
Acustimantico: "La bella stagione"
Claudio Lolli e il Parto Nuvole Pesanti:
"Ho visto degli zingari felici 2003"

GianMaria Testa : "Altre latitudini"
Sulutumana: "Di segni e di sogni"

Mauro Pagani : "Creuza de ma 2004"
Massimo Bubola : "Segreti trasparenti"
Marco Paolini e Mercanti di Liquore: "Sputi"
Davide Van De Sfroos: "Akuaduulza"
Sulutumana: "Decanter"
Francesco De Gregori: "Pezzi"
Vinicio Capossela: "Ovunque proteggi"
GianMaria Testa : "Da questa parte del mare"
Claudio Lolli: "La scoperta dell'America"
Teresa De Sio: "Sacco e fuoco"
Luigi Maieron: "Une primavere"
GianGilberto Monti: "Ce n'est qu'un debut"

Davide Van De Sfroos: "Pica!"
Sulutumana: "Arimo"
Mercanti di Liquore e Marco Paolini: "Miserabili"


Carmen Consoli: "Elettra"

Elisir: "Pere e cioccolato"
Goran Kuzminac : "Dio suona la chitarra"


Piccola Bottega Baltazar: "Ladro di rose"
Marco Ongaro. "Canzoni per adulti"
Grazia Verasani: "Sotto un cielo blu diluvio"
Cristiano Angelini: "L'ombra della mosca"

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Naif:
"Tre civette sul comò"

Ha le stimmate della genialità. Perché un disco, quando è ben riuscito, è come una giostra e difficilmente, se ci si monta sopra si vuole scendere. L'unica condizione per scendere è che Naif ci prometta di continuare a fare un disco all'anno, ma non solo per passione: anche per scoprire dove può arrivare. Un punto fermo nella nostra storia della canzone d'autore. (segue)


Brunori Sas: "Vol.2 - Poveri cristi"
Poveri cristi è il titolo e lo svolgimento conferma in pieno. É una storia minuta piena di poveri cristi, a partire da Mario, per passare a "Rosa", poi a "Bruno", "La mosca" e tutti gli altri coprotagonisti. Sul filo del miglior cantautorato: da Rino Gaetano a Lucio Battisti, da Jannacci a Cristicchi, con una pietas per i poveri cristi che fa lievitare questa sorta di concept album della piccola miseria quotidiana fino alle vette annuali. Benvenuto nel cielo dei cantautori!
GianMaria Testa: "Vita mia"
Con calma l'artigiano lavora al suo prodotto. Passano così cinque anni: il disco è pronto. Un prodotto artigianale fatto con tutta la cura del caso, pensato e ripensato, corretto e licenziato mal volentieri. Si capisce che, se avesse potuto, GianMaria, a questo disco avrebbe lavorato un paio d'anni ancora. Perché GianMaria, come mastro Faber, su una singola parola può impennarsi per mesi. Ma poi, dopo che i mesi hanno fatto anni e che neve, foglie, vento e sole si sono succeduti con la inesorabile lentezza di un film coreano, ecco che arriva il momento. Esce il disco. Ed è una piccola sfilata di gioielli, prodotti a mano e non a macchina, da uno degli ultimi artigiani della canzone: GianMaria Testa.
Giancarlo Frigieri: "I sonnambuli"
Giancarlo Frigieri. E chi è costui? E' un talento. Un cantautore di Sassuolo che nel giro di tre anni è riuscito a sfornare tra album di valori, scritti, composti e prodotti in quasi totale solitudine, zeppi di belle canzoni. Dopo "Chi ha rubato le strade ai bambini" del 2010, finito tra gli Imperdibili di Bielle, quest'anno ci riprova con "I sonnambuli": "L'immagine del sonnambulo - ci racconta - mi è venuta perché i sonnambuli vanno senza sapere dove, guidati da qualcosa che non sanno bene cosa sia, però vanno. Svegliare un sonnambulo però è una cosa pericolosa". E invece l'album proprio quello fa (o cerca di fare), sveglia le coscienze. Imperdibile
Vittorio De Scalzi: "Gli occhi del mondo"
Sono passati 43 anni dall'uscita di "Senza orario, senza bandiera", l'album dei New Trolls, scritto con Fabrizio De André, partendo dalle liriche di Riccardo Mannerini. Uno dei New Trolls, Vittorio De Scalzi, ritenta oggi il viaggio per mare sulle liriche del poeta anarchico genevose, appoggiandosi alla penna di un altro cantautore, Marco Ongaro. Compito da far tremare le vene ai polsi. Ma l'alchimia riesce per una seconda volta E' un lavoro di artigiani pazienti, riuniti attorno agli sprazzi di genialità di uno strano tipo di poeta anarchico del secolo scorso. Se tutto questo non basta a darvi un'idea del fascino non resta che ascoltarlo. Non ve ne pentirete.
Vinicio Capossela: "Marinai, Profeti e Balene"
Non ascoltatelo distrattamente. Vi fareste un torto. Epocale? Capolavoro? É presto per dirlo e anche un poco inutile. É a tutti gli effetti un disco di Capossela, uno dei maestri dell'attuale musica d'autore, uno che anche quando è poco ispirato ti serve un piatto con stupori e sapori tutti suoi. E quando è ispirato, beh ... è un mistero stuporoso e abbracciante del regno da cui proviene la maraviglia.

Roberta Barabino: "Magot"
Adriana Spuria: "Il mio modo di dirti le cose"
Chiara Ragnini: "Il giardino di rose"
Società del Chiassobujo: "Jacopo Bordoni, muratore ..."

Patrizia Laquidara: "Il canto dell'Anguana"
Folco Orselli: "Generi di conforto"
Radicanto: "Bellavia"
Dan Moretti & Piccola Orchestra La Viola: "The journey"
Davide Van De Sfroos: "Best of 1999/2011"
Bobo Rondelli: "L'ora dell'ormai"
Filippo Andreani: "Scritti con Pablo"
Michele Gazich: "Il giorno che la rosa fiorì"
Cesare Basile: Sette pietre per tenere il diavolo a bada"
Beppe Donadio: "FIgurine"
Carlot-ta: "Make me a picture of the sun"
Eugenio Ripepi: "La buccia del buio"
Yo Yo Mundi: "Munfrà"
Luca Serio & Yonders: "Can I tell you dabòn"
Giuseppe Righini: "In apnea"
Lino Straulino: "'Baruc"
Fossimo in un altro Paese del mondo Lino Straulino sarebbe celebre come Bruce Springsteen . Invece vive in Carnia e canta in friulano. Ma questo suo disco merita di essere conosciuto. E' un disco politico dove Lino impugna la chitarra come un'arma. La protesta monta e soffia per i solchi di questo disco, utilizzando gli strumenti del rock. Un disco dai sentori buoni, col quale è facile e naturale volersi schierare.
Flk: "Dancing Calipso"
Togliamo subito il dubbio. Calipso è scritto con la "i" e non con la "y". Non di ballo trattasi, ma di ninfa. Sono cerchi nel grano, sono ondate progressive che curvano gli steli. Orizzonti più ampi, aria pulita, la fluidità di un ruscello e pochi ostacoli davanti. Passate la voce. Senza vento la buona musica si esaurisce. Fate corrrere la voce e fate scorrere questo disco sul lettore. Tracimerà morbidamente.


Mary Gauthier - "The foundling" John Mellencamp - "No better than this"
Johnny Flynn - "Been listening"



Ci sono dischi, film e libri che, per un motivo o per l'altro, non dovremmo mai perdere e a volte ci passano davanti così velocemente che non ce ne ricordiamo neanche. Questa rubrica vuole porre un freno ai guasti della memoria. Secondo noi gli imperdibili del 2012 sono, per ora: