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di speranze, d'informazione, dell'uomo.




Imperdibili 2009
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Archivio dischi 2008 
















Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.

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Carmen Consoli:
"Elettra"

Eccolo qua. Lo stavamo aspettando ed è arrivato. Quasi a fine anno. E' l'imperdibile del 2009. Il disco da cui sarebbe meglio non prescindere. Carmen, se prima era "Corvo bianco" ora è "Chiarandà del merlo", vino forte, inebriante, di classe, evocativo. Se prima era Eva, ora è Elettra, ma sempre di archetipi al femminile si tratta. Per un disco da leggere, da ascoltare, da gustare. (segue)

Ear: "Asfodeli da conservare"
Alessandro Hellmann: "Summertime blue"
Controluce: "Aprile"
Fabrizio Canciani e Stefano Covri: "Delitti e canzoni"
Beppe Donadio: "Houdini"
Misero spettacolo: "L'inconcepibile"
Chiara Raggi: "Molo 22"

Claudio Lolli: "Lovesong"
Cristiano De Andrè: "De Andrè canta De Andrè"
Ginevra Di Marco: "Donna Ginevra"
GianMaria Testa: "Solo in concerto"
Pippo Pollina: "Fra due isole"
GianGilberto Monti: "Comicanti"
Massimo Priviero: "Sulla strada"
Afterhours: "Il Paese è reale"

 


(Dal 2000 al 2009)
Ci sono dischi, film e libri che, per un motivo o per l'altro, non dovremmo mai perdere e a volte ci passano davanti così velocemente che non ce ne ricordiamo neanche. Questa rubrica vuole porre un freno ai guasti della memoria. Secondo noi gli imperdibili dal 2000 al 2008 sono:


Vinicio Capossela : "Canzoni a manovella"
Claudio Lolli: "Dalla parte del torto"
Francesco Guccini: "Stagioni"

Sulutumana: "Danza"
Davide Van De Sfroos: "E semm partì"
Max Manfredi: "L'intagliatore i santi"

Luigi Maieron: "Si Vif"
Mercanti di Liquore: "La musica dei poveri"
Acustimantico: "La bella stagione"

Claudio Lolli e il Parto Nuvole Pesanti:
"Ho visto degli zingari felici 2003"

GianMaria Testa : "Altre latitudini"
Sulutumana: "Di segni e di sogni"

Mauro Pagani : "Creuza de ma 2004"
Massimo Bubola : "Segreti trasparenti"
Marco Paolini e Mercanti di Liquore: "Sputi"

Davide Van De Sfroos: "Akuaduulza"
Sulutumana: "Decanter"
Francesco De Gregori: "Pezzi"

Vinicio Capossela: "Ovunque proteggi"
GianMaria Testa : "Da questa parte del mare"
Claudio Lolli: "La scoperta dell'America"

Teresa De Sio: "Sacco e fuoco"
Luigi Maieron: "Une primavere"
GianGilberto Monti: "Ce n'est qu'un debut"

Davide Van De Sfroos: "Pica!"
Sulutumana: "Arimo"
Mercanti di Liquore e Marco Paolini: "Miserabili"

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Elisir: "Pere e cioccolata"
Ecco un disco perfetto! Testi, musiche e arrangiamenti. Merito della passione e dell'amore di Paola Donzella, autrice dei testi e cantante, per la musica manouche e per le atmosfere parigine degli anni Trenta che vanno a sposarsi con i ricordi della natia Palermo. E merito della passione di Paolo Sportelli per il jazz e la musica classica. Ne esce un prodotto di alta pasticceria. Un dolce che s'alza e s'abbassa, che si scioglie in bocca e ti stupisce per consistenze e colori, per gli aromi mischiati tra il nord ed il sud, tra Palermo e Parigi, tra il marzapane e la Saint Honorè. (segue)
Goran Kuzminac: "Dio suona la chitarra"
Nuovo, ennesimo, trascurato e piacevolissimo disco che suona fresco come fosse un disco d'esordio, quasi a riprova di una passione e un attitudine musicale che non si spiegano. Ce li si trova dentro e bisogna assecondarli. Un grande autore che fa musica a intervalli fisiologici. Solo quando ha qualcosa da dire. Goran Kuzminac è un mago della chitarra, ma qui tutto si spiega. Anche "Dio suona la chitarra", per cui suonare la chitarra da Dio è un atto di fede.
Carlo Fava: "Neve"
Album rarefatto e un po' trattenuto per scelta. Album da meditazione, da lasciare scorrere sul far della notte, aspettando il limite tra il sogno e il risveglio. Un libro letto in poltrona, un bicchiere di whisky, una radio che suona musiche lontane sullo sfondo e prendersi tutto il tempo per pensare. "Neve" ti entra dentro dolcemente e progressivamente. Parte col freddo e, paradossalmente, ti scalda. Sfuma dentro note intime e si placa su un accordo di piano. Ben tornato Carlo!
Jenny Sorrenti: "Burattina"
  Siete a favore dell'emozione e contro i centri commerciali? Siete convinti che Dostoevskij non sia il nome di una grappa? E allora forse questo disco fa per voi. La nave dei folli approda, ma le facciamo riprendere subito il largo e tracciare una nuova rotta. Si vede il mattino dalla tolda della nave e l'orizzonte, forse, non è più così cupo. Tanto ci sarà sempre un altro porto in cui arrivare, per riportare l'idiota in città.
Pippo Pollina & Linard Bardill: "Caffè Caflisch"
Uno di quegli album da tenersi cari, perché anche tra anni avranno qualcosa da dare. Tenetelo stretto, racconta l'immigrazione dalla parte delle radici. Ed è sempre un bel vedere quando si osservano le cosa da sotto, dal basso, da dentro. Con buone canzoni, con poesia.
Dente: "L'amore non è bello"
Buon disco? Pessimo disco? Impossibile dirlo. E' un disco di Dente, senza prova di smentita. A me piace. E non saprei dirvi nemmeno esattamente perché. Forse per la delicatezza del porgere, forse per quella sottile noia che lo percorre tutto e fa tanto giornata di pioggia (c'è chi ama le giornate di pioggia). Io amo Dente. E non sono neanche il solo.
Evasio Muraro: "Canzoni per uomini di latta"
Un cantautore ritrovato, un outsider di valore, un outlawda tenere d'occhio. Un insieme di dodici canzoni che, se non rappresentano il meglio di quanto attualmente giri in Italia sotto il profilo cantautorale, di sicuro rappresentano una costola nobile di questo movimento. Per pensare, per ascoltare, per sentire, per ricordare. E soprattutto per non svendere proprio subito la nostra anima agli uomini di latta.
Mimmo Locasciulli: "Idra"
E' una notte che è passata, con i suoi sogni? E' la vita che ricomincia? E' un uomo sul crinale? Di sicuro ci sono più domande che risposte, ma c'è una sensibilità allertata ed è bello scoprire le consonanze con quello che ti si smuove dentro. Che sia paura o fantasia. Quattro stelle!  
Sergio Cammarriere: "Carovane"
Il Cammarriere che non ti aspetti. Poco Paolo Conte e molto Claudio Rocchi! Ascolto dopo ascolto, la convinzione di avere a che fare con un disco solido, ben suonato, ben cantato, con buoni testi e ottime idee in carniere: insomma, uno dei migliori prodotti del 2009. Spazio alla musica, con contaminazioni etniche e afro sulla consueta tessitura jazz. Ottimo album.
Susanna Parigi: "L'insulto delle parole"
Il disco della maturità? Forse. Quello che ci sentiamo di dire è che con L'insulto delle parole Susanna è sbocciata appieno. Nei testi, che erano già di livello altissimo, nella musica, negli arrangiamenti e nel modo di cantare, che si è fatto più raffinato e personale. L'auspicio è che siano tanti ad accorgersene, tecnici a parte, e che, per una volta, la legge del mercato premi chi merita.
Antonio Lombardi: "Raità"
"Questa finzione di neve / sempre un rarità / da queste parti che sentono il mare". Un rarità come questo bel disco di Antonio Lombardi, uno che c'è, che è bravo, che merita di essere ascoltato e che in questo breve e piccolo disco musica alcune liriche di Paolo Bertolani, poeta spezzino. Il resto è solo da ascoltare. In silenzio, raccolti attorno al fuoco, mentre fuori, nel bosco riprende a nevicare.
Loris Vescovo: "Borderline"
"Borderline" si attesta su una linea di confine immaginaria che va dalla canzone d'autore al desiderio con un risultato complessivo di ottima resa che affascina e coinvolge dalla prima all'ultima nota, al di là della barriera della lingua. E Loris Vescovo non sarà il Van Morrison de noantri, ma di sicuro possiede doti di scrittura poetica e musicale di ampio respiro
Marco Rovelli: "Libertaria"
Un album che è un corpo che respira, ricco di clangori e di stridori, di poesia e amarezza, di amore e negazione. Quasi 73 minuti di musica e parole, molto dense, pregne. Parole incinte che stimolano altri pensieri. E discussioni perché discutere è bello. Anche quando ci si divide. "Libertaria" è uno dei dischi più importanti usciti quest'anno, ma, come peraltro la maggioranza degli album migliori usciti quest'anno, non è scevro da difetti. Che comunque non intaccano la sostanza.
Avion Travel: "L'amico magico"
Il disco in realtà è nuovo, nuovissimo. Ma le canzoni sono vecchie. E il "togli la polvere" lo hanno messo in pratica gli Avion Travel che ormai sono diventati bravissimi in questo genere di operazioni. Qui si tratta delle canzoni di Nino Rota scritte per il cinema e rimesse a nuovo da Peppe Servillo e soci. Magia da camera oscura.


La pianta del tè
di Ivano Fossati

Come cambia le cose
la luce della luna
come cambia i colori qui
la luce della luna
come ci rende solitari e ci tocca
come ci impastano la bocca
queste piste di polvere
per vent'anni o per cento
e come cambia poco una sola voce
nel coro del vento
ci si inginocchia su questo
sagrato immenso
dell'altipiano barocco d'oriente
per orizzonte stelle basse
per orizzonte stelle basse
oppure niente.

E non è rosa che cerchiamo non è rosa / e non è rosa o denaro, non è rosa / e non è amore o fortuna
non è amore / che la fortuna è appesa al cielo / e non è amore
Chi si guarda nel cuore
sa bene quello che vuole
e prende quello che c'è
Ha ben piccole foglie
ha ben piccole foglie
ha ben piccole foglie
la pianta del tè.


Una notte in Italia

di Ivano Fossati

È una notte in Italia che vedi
questo taglio di luna
freddo come una lama qualunque
e grande come la nostra fortuna
la fortuna di vivere adesso
questo tempo sbandato
questa notte che corre
e il futuro che arriva
chissà se ha fiato.

È una notte in Italia che vedi
questo darsi da fare
questa musica leggera
così leggera che ci fa sognare
questo vento che sa di lontano
e che ci prende la testa
il vino bevuto e pagato da soli
alla nostra festa.

È una notte in Italia anche questa
in un parcheggio in cima al mondo
io che cerco di copiare l'amore
ma mi confondo
e mi confondono più i suoi seni
puntati dritti sul mio cuore
o saranno le mie mani
che sanno così poco dell'amore.

Ma tutto questo è già più di tanto
più delle terre sognate
più dei biglietti senza ritorno
dati sempre alle persone sbagliate
più delle idee che vanno a morire
senza farti un saluto
di una canzone popolare
che in una notte come questa
ti lascia muto

Buontempo

di Ivano Fossati

Oggi non si sta fermi un momento
oggi non si sta in casa che è buontempo
oggi non si rischia né pioggia e né vento, no
e poi non ci si muove come sempre a stento
vedi si va a tempo

Tu vestiti come un angelo caduto sulla terra
da questo cielo che oggi il mio occhio non afferra
tu vestiti come un angelo che giri per la terra
fallo per questo cuore senza pace e senza guerra, per me.

Al lavoro non stavo fermo un momento, no
sono tornato a casa col buontempo
oggi non si sogna di navigare
il mare lo andiamo a salutare
il mare lo andiamo a salutare

Tu vestiti come un angelo caduto sulla terra
da questo cielo che oggi il mio occhio non afferra
tu vestiti come un angelo che giri per la terra
fallo per questo cuore senza pace e senza guerra, per me.

Oggi non si sta fermi un momento
oggi non si sta in casa che è buontempo
oggi non si rischia né pioggia e né vento, no.