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Crollano Ideali, Miti,
Uomini e Torri.
Crolla il mondo
non appena ci voltiamo.
Abbiamo paura
di strade nuove
e cerchiamo noi stessi
in un'ombra
sempre più inquietante.
Siamo stanchi, provati,
ma siamo sempre qui.
Perche' una canzone,
perche' Bielle?
Perche' in una chitarra,
nelle "nostre" note,
nei versi che naufragano nel cuore
e si addormentano
nel cervello
possiamo ancora riuscire
a dare un volto
ai nostri sogni.
E Bielle vuol dire musica,
ma vuol dire soprattutto resistenza.
Resistenza ad una società
che non vogliamo accettare,
in cui non ci riconosciamo,
che viene cantata
e raccontata
da tantissime voci
semi nascoste,
deboli e oscurate,
ma pronte
a graffiare ancora,
nonostante tutto.
Claudio,
e come lui tanti altri,
ci aiuta a sopravvivere
in un mondo che ostacola
tutto ciò che non è
capitale o guerra.
Questo spazio
e' per le loro voci
e le nostre parole.
Portiamo avanti
questa stella
con la speranza che la scia
possa arrivare lontano.
Lontano da qui,
fra le nuvole e il sole,
fra le braccia di Utopia.
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Carmen Consoli:
"Elettra"

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| Eccolo
qua. Lo stavamo aspettando ed è arrivato. Quasi a fine anno.
E' l'imperdibile del 2009. Il disco da cui sarebbe meglio non prescindere.
Carmen, se prima era "Corvo bianco" ora è "Chiarandà
del merlo", vino forte, inebriante, di classe, evocativo. Se
prima era Eva, ora è Elettra, ma sempre di archetipi al femminile
si tratta. Per un disco da leggere, da ascoltare, da gustare. (segue) |

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Elisir:
"Pere e cioccolata"
Ecco
un disco perfetto! Testi, musiche e arrangiamenti. Merito della
passione e dell'amore di Paola Donzella, autrice dei testi e cantante,
per la musica manouche e per le atmosfere parigine degli anni Trenta
che vanno a sposarsi con i ricordi della natia Palermo. E merito
della passione di Paolo Sportelli per il jazz e la musica classica.
Ne esce un prodotto di alta pasticceria. Un
dolce che s'alza e s'abbassa, che si scioglie in bocca e ti stupisce
per consistenze e colori, per gli aromi mischiati tra il nord ed
il sud, tra Palermo e Parigi, tra il marzapane e la Saint Honorè.
(segue) |
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| Goran
Kuzminac: "Dio suona la chitarra" |
Nuovo,
ennesimo, trascurato e piacevolissimo disco che suona fresco come
fosse un disco d'esordio, quasi a riprova di una passione e un attitudine
musicale che non si spiegano. Ce li si trova dentro e bisogna assecondarli.
Un grande autore che fa musica a intervalli fisiologici. Solo quando
ha qualcosa da dire. Goran Kuzminac è un mago della chitarra,
ma qui tutto si spiega. Anche "Dio suona la chitarra", per
cui suonare la chitarra da Dio è un atto di fede. |
| Carlo
Fava: "Neve" |
Album
rarefatto e un po' trattenuto per scelta. Album da meditazione, da
lasciare scorrere sul far della notte, aspettando il limite tra il
sogno e il risveglio. Un libro letto in poltrona, un bicchiere di
whisky, una radio che suona musiche lontane sullo sfondo e prendersi
tutto il tempo per pensare. "Neve" ti entra dentro dolcemente
e progressivamente. Parte col freddo e, paradossalmente, ti scalda.
Sfuma dentro note intime e si placa su un accordo di piano. Ben tornato
Carlo! |
| Jenny
Sorrenti: "Burattina" |
Siete
a favore dell'emozione e contro i centri commerciali? Siete convinti
che Dostoevskij non sia il nome di una grappa? E allora forse questo
disco fa per voi. La nave dei folli approda, ma le facciamo riprendere
subito il largo e tracciare una nuova rotta. Si vede il mattino dalla
tolda della nave e l'orizzonte, forse, non è più così
cupo. Tanto ci sarà sempre un altro porto in cui arrivare,
per riportare l'idiota in città. |
| Pippo
Pollina & Linard Bardill: "Caffè Caflisch" |
Uno
di quegli album da tenersi cari, perché anche tra anni avranno
qualcosa da dare. Tenetelo stretto, racconta l'immigrazione dalla
parte delle radici. Ed è sempre un bel vedere quando si osservano
le cosa da sotto, dal basso, da dentro. Con
buone canzoni, con poesia. |
| Dente:
"L'amore non è bello" |
Buon
disco? Pessimo disco? Impossibile dirlo. E' un disco di Dente, senza
prova di smentita. A me piace. E non saprei dirvi nemmeno esattamente
perché. Forse per la delicatezza del porgere, forse per quella
sottile noia che lo percorre tutto e fa tanto giornata di pioggia
(c'è chi ama le giornate di pioggia). Io amo Dente. E non sono
neanche il solo. |
| Evasio
Muraro: "Canzoni per uomini di latta" |
Un
cantautore ritrovato, un outsider di valore, un outlawda tenere d'occhio.
Un insieme di dodici canzoni che, se non rappresentano il meglio di
quanto attualmente giri in Italia sotto il profilo cantautorale, di
sicuro rappresentano una costola nobile di questo movimento. Per pensare,
per ascoltare, per sentire, per ricordare. E soprattutto per non svendere
proprio subito la nostra anima agli uomini di latta.
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| Mimmo
Locasciulli: "Idra" |
E'
una notte che è passata, con i suoi sogni? E' la vita che ricomincia?
E' un uomo sul crinale? Di sicuro ci sono più domande che risposte,
ma c'è una sensibilità allertata ed è bello scoprire
le consonanze con quello che ti si smuove dentro. Che sia paura o
fantasia. Quattro stelle! |
| Sergio
Cammarriere: "Carovane" |
Il
Cammarriere che non ti aspetti. Poco Paolo Conte e molto Claudio Rocchi!
Ascolto dopo ascolto, la convinzione di avere a che fare con un disco
solido, ben suonato, ben cantato, con buoni testi e ottime idee in
carniere: insomma, uno dei migliori prodotti del 2009. Spazio alla
musica, con contaminazioni etniche e afro sulla consueta tessitura
jazz. Ottimo album. |
| Susanna
Parigi: "L'insulto delle parole" |
Il
disco della maturità? Forse. Quello che ci sentiamo di dire
è che con L'insulto delle parole Susanna è sbocciata
appieno. Nei testi, che erano già di livello altissimo, nella
musica, negli arrangiamenti e nel modo di cantare, che si è
fatto più raffinato e personale. L'auspicio è che siano
tanti ad accorgersene, tecnici a parte, e che, per una volta, la legge
del mercato premi chi merita. |
| Antonio
Lombardi: "Raità" |
"Questa
finzione di neve / sempre un rarità / da queste parti che sentono
il mare". Un rarità come questo bel disco di Antonio Lombardi,
uno che c'è, che è bravo, che merita di essere ascoltato
e che in questo breve e piccolo disco musica alcune liriche di Paolo
Bertolani, poeta spezzino.
Il
resto è solo da ascoltare. In silenzio, raccolti attorno al
fuoco, mentre fuori, nel bosco riprende a nevicare. |
| Loris
Vescovo: "Borderline" |
"Borderline"
si attesta su una linea di confine immaginaria che va dalla canzone
d'autore al desiderio con un risultato complessivo di ottima resa
che affascina e coinvolge dalla prima all'ultima nota, al di là
della barriera della lingua. E Loris Vescovo non sarà il Van
Morrison de noantri, ma di sicuro possiede doti di scrittura poetica
e musicale di ampio respiro |
| Marco
Rovelli: "Libertaria" |
Un album
che è un corpo che respira, ricco di clangori e di stridori,
di poesia e amarezza, di amore e negazione. Quasi 73 minuti di musica
e parole, molto dense, pregne. Parole incinte che stimolano altri
pensieri. E discussioni perché discutere è bello. Anche
quando ci si divide. "Libertaria" è uno dei dischi
più importanti usciti quest'anno, ma, come peraltro la maggioranza
degli album migliori usciti quest'anno, non è scevro da difetti.
Che comunque non intaccano la sostanza. |
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Avion Travel:
"L'amico magico" |
Il
disco in realtà è nuovo, nuovissimo. Ma le canzoni
sono vecchie. E il "togli la polvere" lo hanno messo in
pratica gli Avion Travel che ormai sono diventati bravissimi in
questo genere di operazioni. Qui si tratta delle canzoni di Nino
Rota scritte per il cinema e rimesse a nuovo da Peppe Servillo e
soci. Magia da camera oscura. |
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La pianta del tè
di
Ivano Fossati
Come cambia le cose
la luce della luna
come cambia i colori qui
la luce della luna
come ci rende solitari e ci tocca
come ci impastano la bocca
queste piste di polvere
per vent'anni o per cento
e come cambia poco una sola voce
nel coro del vento
ci si inginocchia su questo
sagrato immenso
dell'altipiano barocco d'oriente
per orizzonte stelle basse
per orizzonte stelle basse
oppure niente.
E
non è rosa che cerchiamo non è rosa / e non è rosa
o denaro, non è rosa / e non è amore o fortuna
non è amore / che la fortuna è appesa al cielo / e non è
amore
Chi
si guarda nel cuore
sa bene quello che vuole
e prende quello che c'è
Ha
ben piccole foglie
ha ben piccole foglie
ha ben piccole foglie
la pianta del tè.
Una notte in Italia
di Ivano Fossati
È una notte in Italia che vedi
questo taglio di luna
freddo come una lama qualunque
e grande come la nostra fortuna
la fortuna di vivere adesso
questo tempo sbandato
questa notte che corre
e il futuro che arriva
chissà se ha fiato.
È
una notte in Italia che vedi
questo darsi da fare
questa musica leggera
così leggera che ci fa sognare
questo vento che sa di lontano
e che ci prende la testa
il vino bevuto e pagato da soli
alla nostra festa.
È
una notte in Italia anche questa
in un parcheggio in cima al mondo
io che cerco di copiare l'amore
ma mi confondo
e mi confondono più i suoi seni
puntati dritti sul mio cuore
o saranno le mie mani
che sanno così poco dell'amore.
Ma
tutto questo è già più di tanto
più delle terre sognate
più dei biglietti senza ritorno
dati sempre alle persone sbagliate
più delle idee che vanno a morire
senza farti un saluto
di una canzone popolare
che in una notte come questa
ti lascia muto
Buontempo
di Ivano Fossati
Oggi non si sta fermi un momento
oggi non si sta in casa che è buontempo
oggi non si rischia né pioggia e né vento, no
e poi non ci si muove come sempre a stento
vedi si va a tempo
Tu vestiti come un angelo caduto
sulla terra
da questo cielo che oggi il mio occhio non afferra
tu vestiti come un angelo che giri per la terra
fallo per questo cuore senza pace e senza guerra, per me.
Al lavoro non stavo fermo un
momento, no
sono tornato a casa col buontempo
oggi non si sogna di navigare
il mare lo andiamo a salutare
il mare lo andiamo a salutare
Tu vestiti come un angelo caduto
sulla terra
da questo cielo che oggi il mio occhio non afferra
tu vestiti come un angelo che giri per la terra
fallo per questo cuore senza pace e senza guerra, per me.
Oggi non si sta fermi un momento
oggi non si sta in casa che è buontempo
oggi non si rischia né pioggia e né vento, no.
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