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| Vinicio
Capossela:
"Ovunque proteggi"
Eravamo
del tutto tranquilli: Vinicio Capossela
disco dell'anno. E' uscito a febbraio, ha retto agli assalti
di De Gregori, di Lolli, dei Gang. Stiamo per arrivare
a fine anno e ci è semplice pensare quale sarà
il disco dell'anno. Sennonché, a novembre, esce
un nuovo album che ci sconvolge le classifiche già
fatte: è "Da
questa parte del mare" di Gianmaria Testa.
Un concept album! Ma anche "Ovunque
proteggi" lo è. E' bellissimo! Ma anche
Capossela. Uno più "nuovo", l'altro più
"tradizionale", ma perché così
sono i loro autori. Che si stimano ma si riconoscono diversi
(vedi intervista
a Testa). Un ex aequo? Non si usa. La distanza è
minima, ma è già successo (con i Sulutumana
e Van De Sfroos, per esempio: due volte e a ruoli invertiti).
Insomma: l'imperdibile resta Vinicio, ma di un'unghia
sola.
E’ un magnifico disco obliquo e rimbalzante. E’
un disco “abbracciante” come lo ha definito
lo stesso Capossela, ma soprattutto “è un
disco”, ossia un’opera compiuta con un inizio
e una fine, un senso di marcia, delle istruzioni per l’uso
che partono dalla copertina e finiscono all’ultima
nota dell’ultimo solco un’ora, 11 minuti e
58 secondi dopo. Anzi, partono ancora prima perché
Vinicio, facendo parziale violenza a se stesso, ha parlato
del disco, lo ha presentato la sera del 19 gennaio a Milano,
nella ex chiesa sconsacrata di San Carpoforo e ha fatto
percepire l’affetto e le aspettative che nutre per
questo lavoro. Diciamolo subito che sennò ci scappa
fuori: se non è un capolavoro, poco ci manca.
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| Clan
Mamacè: "Senza ricompensa alcuna" |
Ma
quanto sono cresciuti quelli del Clan Mamacé? Che fossero
bravi lo avevamo capito dal primo disco (“Accordi
e disaccordi”), tanto da premiarli tra i migliori
debutti. Ma gli anni passati non sono passati invano e il
secondo disco ce li restituisce ancora più maturi e
saldi nella loro convinzione che si possa cercare di fare
musica d’autore, senza né cedere a compromessi,
né, necessariamente annoiare ed annoiarci. |
| Stefano
Tessadri: "Malocuore" |
Stefano
Tessadri nel primo disco, "Dietro ogni attesa",
aveva esplorato territori contigui a quelli di Vinicio Capossela,
contaminando spazi urbani e ritmi balcanici, bevute e ballate
molto “blue” al pianoforte, reinterpretando la
figura del beutiful looser alla Tom Waits, in pericoloso disequilibrio
tra follia e atarassia sociale. Ma che da questo punto di
partenza si potesse arrivare ... in America (e non dell’est,
ma nel west) era difficile prevedere. Un disco maledettamente
buono! |
| Del
Sangre: "... un nome ad ogni pioggia" |
Dischi
come pioggia, a lavare ferite vecchie e nuove. A lavare il
sangue. E già dal titolo, "...un nome ad ogni
pioggia...", il terzo disco dei Del Sangre ha il sapore
di una promessa che il lettore di cd si incarica di mantenere.
Le canzoni, tutte di Luca Mirti, viaggiano su un insieme strumentale
che il libretto allegato al cd, malauguratamente scritto in
bianco su nero, impedisce di decifrare appieno. |
| SursumCorda:
"Il volo" |
Musiche
nate per essere collegate alle immagini di un documentario,
che a poco a poco hanno preso consistenza, certezza del volo,
sicurezza nelle proprie ali e, senza mai mollare le radici
che le tengono legate alla terra, hanno trovato la forza per
staccare il suono del suolo. E iniziare a volare. "In
volo" è una delle più piacevoli sorprese
di questo fantastico inizio di 2006! |
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| Gianmaria
Testa: "Da questa parte del mare" |
Non cercate
un sorriso qua dentro. Non lo troverete. Non cercate redenzione
o speranza, perché non ve ne sono. Gianmaria Testa
ha prodotto un disco rigoroso e serio, triste e compreso,
intenso e violentemente poetico, dove l’ombra di un
sorriso è sfiorato solo in un pezzo, ma è un
sorriso ironico e disperato, dalla parte degli ultimi. Testa
è uno dei migliori che abbiamo. |
| Claudio
Lolli:"La scoperta dell'America" |
Prima
considerazione: c'è musica. Ci sono gli strumenti,
ci sono gli strumentisti, c'è persino Lolli che canta:
è un vero disco di canzoni! Seconda considerazione:
ma davvero credete di venire su un sito che si chiama "La
Brigata Lolli" e trovare una recensione obiettiva di
un disco di inediti di Claudio Lolli dopo 9 anni? Allora avete
sbagliato indirizzo: questa sarà una cronaca emotiva,
sensoriale, partecipata ed anche in buona parte emozionata. |
| Francesco
De Gregori: "Calypsos" |
Sono
senza dubbio cinque le stelle che destiniamo all'album. "Calypsos",
mi ripeto, entra nelle sfere alte della discografia di De
Gregori, senza pentimenti e senza esitazioni. Ci sono dischi
in cui tutto ti piace e magicamente trova il suo posto logico
nella tua vita, nei tuoi ascolti, nei tuoi pensieri. "Calypsos"
è così: il disco giusto al posto giusto. D'altra
parte, potevamo arrivarci anche prima: lo sanno tutti che
Calypsos è un mito! |
| Cisco:
"La lunga notte" |
Bel disco
questo di Cisco (anche per la rima!). Canzoni interessanti,
buoni testi, tematiche sociali e impegnate. E' un disco nuovo
e un debutto solistico, 14 canzoni tutte in grazia di dio,
in un'offerta musicale niente affatto avara, articolata com'è
su 55 minuti di musica. Ma se la proposta di Cisco è
così simile a come suonavano prima i Modena, come suonerà
il nuovo disco dei Modena? |
| Ginevra
De Marco: "Stazioni lunari prende terra ..." |
Niente
da dire. C'è solo da togliersi il cappello e da restare
ad ascoltare. Ginevra Di Marco propone una cavalcata sulle
onde della miglior musica popolare mondiale: da "Amara
Terra mia" a "Gracias a la vida" passando per
una travolgente "La martiniana". Cinque stelle. |
| Riccardo
Tesi - Claudio Carboni : "Crinali" |
"Crinali"
è un disco che va oltre i crinali, che scollina, che
sconfina: dall'Emilia alla Toscana, dalla montagna al mare,
dalla fiaba alla realtà operaia, dalla musica popolare
italiana a quella britannica. Ma sostanzialmente è
un grande progetto di musica vera, quella così bella
da non aver bisogno né di confini né di definizioni.
E' qui per essere ascoltata. E poi suonata. E ricantata ancora
perché nessuno se la scordi. |
| Gang:
"Il seme e la speranza" |
Quanto
ci sono mancati i Fratelli Severini!
In tutti i tempi bui dell'era Berlusconi. Tanto da pensare
che gli eroi fossero stanchi. Ma finalmente
abbiamo il disco: non ci mancano più. Marino Severini
e Sandro Severini sono tornati. E "Il seme e la speranza"
finisce direttamente tra i migliori dischi della stagione. |
| Stefano
Giaccone: "Tras os montes" |
Sono
canzoni emotivamente intense, intime, raccolte. Canzoni da
ascoltare in silenzio, pensandoci, prendendosi 49'27"
di pausa per darsi tutto il tempo necessario per farsi pervadere
da musica e parole, per lasciare entrare le emozioni e per
trovare la strada e la mappa del cuore di Giaccone. Canzoni
da sorseggiare, che richiedono tempo, che richiedono calma
e attenzione e la voglia di capire. Fatelo. Non ve ne pentirete.
E' uno dei migliori dischi che potrete ascoltare quest'anno.
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| Carmen
Consoli: "Eva contro Eva" |
Se
Carmen Consoli avesse avuto un po’ più di coraggio
“Eva contro Eva” sarebbe stata la sua “Creuza
de ma”. Se Carmen Consoli avesse avuto un po’
più di talento “Eva contro Eva” sarebbe
stata la sua “Creuza de ma”. Resta comunque un
disco intenso, magnetico, carico e ricco di uno spessore letterario
a tutta prova. |
| Del
Sangre: "... un nome ad ogni pioggia" |
Dischi
come pioggia, a lavare ferite vecchie e nuove. A lavare il
sangue. E già dal titolo, "...un nome ad ogni
pioggia...", il terzo disco dei Del Sangre ha il sapore
di una promessa che il lettore di cd si incarica di mantenere.
Le canzoni, tutte di Luca Mirti, viaggiano su un insieme strumentale
che il libretto allegato al cd, malauguratamente scritto in
bianco su nero, impedisce di decifrare appieno. |
| Lu:
"Rumì" |
E'
come sentire cantate le storie che Nonna Cristina raccontava
a Gianni Cavina ne "Il paese di Tolintelsac", è
come leggere i racconti noir di Eraldo Baldini e, nel passaggio
dei solchi, si sente anche parlare della "borda",
la stessa divinità malefica legata all'acqua di cui
parla Francesco Guccini ne "Un disco dei Platters".
Ma non è un disco di riferimenti letterari. E' il clima
che è comune, è la lingua. |
| Lalli
e Piero Salizzoni: Elia |
“Elia”
è di nuovo un disco pieno di fascino, un piatto di
raffinata fattura a cui contribuiscono ingredienti di prima
qualità. La voce di Lalli, innanzitutto. La conosciamo
bene, da tempo: calda, notturna, autentica, lontana anni luce
dai virtuosismi fini a se stessi delle tante emule di Mina,
ma capace come poche altre di valorizzare le parole, trasformandole
in emozione. |
| Nada:
"Le mie canzoncine - 1999/2006" |
Abbiamo
esaurito gli aggettivi per Nada. Passeremo agli avverbi: certamente,
sicuramente, incontestabilmente è un personaggio con
cui fare i conti. “Le mie canzoncine” è
un disco da non perdere per nessun motivo al mondo, per accorgersi
che le Janis Joplin o le Billie Holliday le abbiamo anche
qui da noi: sono nate a Gabbro e sanno scrivere meravigliose
poesie e canzoni di squisita fattura. Nada: la signora canta
il blues! |
| Federico
Sirianni: "Dal basso dei cieli" |
Insomma,
non stiamo a girarci tanto attorno, Federico Sirianni ha talento
e si sente. Ogni tanto gli scappa di mano e deborda, ma è
un'esagerazione dettata da generosità e abbondanza.
Facciamogliene grazia, come lui fa grazia a noi di un disco
da ascoltare tutto d'un fiato e ripetutamente. |
| La
notte della Taranta 2005 |
Finisce
tra gli imperdibili prima ancora di essere stato recensito!
E' un bel record anche questo. Però, insomma, un disco
inciso nel 2005 e uscito nel 2006 non poteva andare tra gli
imperdibili del 2007! Carico come una molla, ricco di episodi
indimenticabili come De Gregori scatenato con Dante o Van
De Sfroos che "taranta" Porta Romana. E' un gran
disco, di cui, ovviamente, quasi nessuno ha parlato. |
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| "Il
suono intorno alle parole" di Annino La Posta |
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"Il
caimano " di Nanni Moretti |
Ci
sono artisti capaci di produrre emozioni in forma di canzone, Capaci
di amalgamare i suoni, le parole e i suoni delle parole. Capaci
di usare parole che oltre un suono hanno anche un senso. Perchè
i loro lavori non stanno in vetta alle classifiche, allora? O per
lo meno, perché la gente non fa la fila per assistere ai
loro concerti? Perché una parte del pubblico è becero,
dirà qualcuno ... |
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Standing ovation
! Che dire altro? In un film in cui c'è tutto: la passione
civile, la passione per il cinema, la passione tout cort, la capacità
di divertire facendo sempre pensare. Io sono morettiano acritico
da sempre, ma qui mi sembra ai massimi. E Berlusconi? Resta un agghiacciante
"caimano"! |
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