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| Vinicio
Capossela:
"Canzoni a manovella"
Non
avremmo mai supposto nello scrivere le note di recensione
a "Canzoni a Manovella" nel lontano ottobre
del 2000, che ancora cinque anni dopo quello sarebbe rimasto
l'ultimo disco in circolazione di Vinicio Capossela. Nel
frattempo Vinicio ha fatto concerti (pochi, in realtà,
un tour grandioso
per Canzoni a Manovella e poco altro), ha scritto un libro
"Non si muore tutte
le mattine" (che non ci è piaciuto né
punto né poco) e ... E? Scomparso. Vive a Milano.
Se ne ricercano tracce. Chi le avesse è pregato
di mettersi in contatto. Nel 2000 "Canzoni a Manovella"
è stato "l'imperdibile dell'anno".
Giorni
interi a girare sul lettore, passando, alternativamente,
da stati di alterazione e irritazione a fasi di ammirazione.
Canzoni a manovella "soffre di genialità".
Troppa. In eccesso. Ne basterebbe meno. In alcuni momenti
sembra un disco tratto direttamente da un'altra epoca
(gli anni '30? '40?) e in altri ancora ti stupisce il
suo essere fuori dal tempo, il suo vagare sulla luna alla
ricerca di un senno che Capossela stesso deve aver intravisto
qualche volta, ma così ... di sfuggita.
Quest'aria
di polvere e pioggia e inverno e caldarroste. Delicato
acquarello "I pagliacci". Sospeso
tra Babbo Natale e le merce del periodo bellico, un miglio
oltre Paolo Conte e dimentico di Tom Waits. È un
disco ipertrofico, gonfio, strapieno. Con più strati
di una torta pasqualina. Insomma da mangiare con appetito,
da spilluzzicare o da rigettare per il troppo pieno. Da
amare o da disprezzare, ma comunque (credo) da comprare.
Ce ne sono pochi di dischi così in Italia!
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| Claudio
Lolli: "Dalla parte del torto" |
E'
un disco parzialmente nuovo di Claudio Lolli, ma quello che
basta per poter gioire di nuovo. Il "maestro" è
tornato. Con lui quasi solo il fido Paolo Capodacqua, qualche
scampolo di batteria elettronica, ma un pugno di canzoni di
grande classe. Ascoltate "Folkstudio" e rimarrete
col" fiato di vino a soffiare vetrate" o "Dalla
parte del torto", perché "ogni altro posto
sarà stato occupato". La qualità seminale
di uno che ha tracciato la via. |
| Paolo
Capodacqua: "Bianchirossigiallineri" |
Celebrando
Claudio Lolli non possiamo non ricordarci del suo fido scudiero.
Paolo Capodacqua, il "più grande chitarrista abruzzese"
come celiando lo definisce Claudio, ha messo insieme un disco
delizioso, dedicato ai bambini, partendo dalle parole e dalle
istanze di un poeta come Gianni Rodari. Per bambini, certo,
ma non solo. |
| Francesco
Guccini: "Stagioni" |
Francesco
Guccini ritorna alla grande, con un disco che contiene alcuni
motivi di interesse: il brano del titolo, epico e intenso,
dedicato a Che Guevara. "Ho ancora la forza" scritta
con Ligabue, "Don Chisciotte" che riecheggia "Cyrano"
e "Addio" che sembra annunciare una triste rinuncia.
Buon disco. L'ultimo. |
| Gang:
"Controverso" |
Non
starebbe forse qui se non fosse, a posteriori, l'ultimo album
dei Gang in cinque anni. Ci mancano così tanto i fratelli
Severini da trovare stimoli a ritroso andando a frugare in
"Controverso", album che fin dal titolo riassume
tutto. Canzoni epiche, chitarre elettriche e testi che parlano
di noi. In fin dei conti possiamo pretendere dipiù
solo perché sono i Gang. |
| Quintorigo:
"Grigio" |
Sono
apparsi al Festival di Sanremo e sono apparsi alla Madonna!
Di colpo è stato come se tutto quello che c'era intorno
si ricoprisse di uno strato di muffa. Coniugare rock e classica
non è operazione del tutto nuova, ma i Quintorigo non
hanno solo questo al loro arco. Sanno scrivere e John De Leo
sa decisamente cantare. |
| Giorgio
Conte: "L'ambasciatore dei sogni" |
L’Ambasciatore
dei sogni, uscito nel 2000 per Storie di Note, è la
miglior strada per chi voglia entrare nel mondo di Giorgio
Conte, per imparare a conoscere la sua ricetta fatta di piccole
storie di provincia, di testi semplici, pieni di umorismo
e nostalgia, ma anche di musiche che raccontano una formazione
jazzistica, contaminata di atmosfere sudamericane. |
| Mercanti
di Liquore: "Geordie" |
Nati come
cover band di Fabrizio De André i Mercanti di Liquore
hanno già dimostrato di non avere solo quella corda
al loro arco, ma di essere in grado anche di scrivere canzoni
in proprio. Il loro album di debutto è "Mai paura",
diviso a metà tra cover e inediti. "Geordie"
è un singolo che raccoglie la loro partecipazione al
ricordo di De André al Carlo Felice e due inediti:
"Mai paura" e "Canzonetta". |
| Cantovivo:
"Fogli volanti" |
Qualcuno conosce Alberto Cesa? E ha seguito l’evoluzione e il percorso dei Cantovivo? Probabilmente siete in pochi. E quei pochi tutti di Torino. Mi piacerebbe sentirne parlare altri perché ho paura di usare termini tipo “fratello ritrovato”, “grande simpatia umana”, “consonanza di idee e di pensieri” che sanno sempre di esagerato. |
| Flk:
"Sun" |
Lo
stile Flk è deciso, sicuro e pronunciato, con appena
una punta in più di asperità ritmiche rispetto
alle prove coeve degli altri friulani, ma contemporaneamente
il linguaggio musicale è sicuramente universale e aperto
al mondo, in un bell'effetto di contrasto con i suoni del
canto che, peraltro, confermano che il friulano si adatta
sia alla canzone d'autore, sia al rock, soprattutto quando,
come in questo caso è rock d'autore. |
| Officina
Zoè: "Sangue vivo" |
L'energia
pulsa dal basso. Dal ritmo dei piedi che pestano la terra.
Le voci parlano di lavoro. Le musiche portano gli aromi delle
terre e i venti del mare. "Sangue vivo" e' un disco
che ha sangue e che "fa" sangue. Canti di lavoro,
canzoni d’amore in dialetto e in grecanico salentino,
canti di protesta e specialmente pizziche: de core e tarantate.
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| Felice
Liperi: "Storia della canzone italiana" |
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"Fratello dove sei" dei Fratelli Cohen |
Un
titolo sufficientemente trombonesco, per un libro solo in parte
trombonesco. Edito dai tipi della Eri, la società di edizioni
della Rai, il libro onnivoro di Liperi è in circolazione
dal 1999 e bisogna dire, ad onor del vero, che chiunque in questi
anni abbia scritto di argomenti affini (attorno alla musica italiana)
si è sempre premurato di metterlo tra i testi della bibliografia.
Se poi lo abbiano anche tutti letto è un argomento su cui
non abbiamo dati certi. |
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Quando uscì "Fratello dove sei?"
la fama dei Coen era già in ascesa, quella di George
Clooney era solo fama di massa, derivata dalla partecipazione
al telefilm "E.R." e dal suo indubbio successo sul
pubblico femminile. Nessuno pensava potesse riuscire a fare
l'attore brillante, in un film in cui dove si canta (e molto),
si ride (e molto) e, nel tempo libero residuo, si pensa.
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