Terzo
singolo estratto dalla "Repubblica del Sole", terzo
disco di Ettore Giuradei. "Sbatton le finestre", una
sarabanda travolgente in cui il ritmo delle immagini segue e anzi
sembra alimenti l'incedere incalzante della musica. Fino al brusco
stop.
Fabrizio De André
e Ropberto Murolo eseguono assieme "Don Raffaé" (e
il napoletano di De André non corre a nascondersi). Un concerto
dal vivo al quale è stato un peccato non essere presenti. Ecco
due icone della musica, purtroppo di ieri, che duettano al concerto
del primo maggio 1993 in piazza San Giovanni a Roma. Un video indubbiamente
storico.
E’
la quinta edizione del Festival "Dallo Sciamano allo Showman"
ovvero il Festival della Canzone Umoristica d'autore. Quest’anno
ci abbiamo trovato i Blue Bop, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti,
Gianni Mura, Pierluigi Colantoni, Giovanni Maria Block e i Masnada,
Alberto Patrucco, Sergio Staino, i Loungerie, Bobo Rondelli, Maurizio
Crozza, Jimmy Villotti, Cecco, gli Avion Travel...
(Vai alle foto)
Un
suono lancinante.
E poi dolce. Poi sinuoso. Poi ancora lancinante. E poi introspettivo.
E poi pieno. E poi freddo. E poi sussurrato. E poi colpito. E poi
colpente.
E poi ancora lancinante. E poi un suono che è solo puro suono.
Semplice. Diretto.
È
partito dalla magnifica sala Petrassi dell’Auditorium di Roma
l’AvanTour dei Têtes de Bois, che nei mesi a venire toccherà
lo Stivale in lungo e il largo. Il progetto è quello di raccontare
al pubblico la vita di fabbrica; l’occasione i 100 anni dalla
nascita della CGIL.
A
Ricaldone, merito della sorte che gli ha assegnato di essere il paese
di un capostipite del peso di Luigi Tenco, l’evento
dell'anno
non è una sagra, non è una fiera, non è una vendemmia,
ma, caso più unico che raro, una rassegna di canzone d’autore.
Film
sulla sindrome dell'età d'oro. Si viaggia nel tempo e
si va nella Parigi degli anni Venti. E io, come Allen, allora
avrei voluto vivere. Quindi ha realizzato una mia fantasia.
Quindi l'ho adorato. Sofisticato, lieve, colto. Parigi non è
una realtà geografica né sociale o letteraria:
è un territorio di sogno puramente mentale per la madaleine
di Allen.
Avete
voglia di salire sulla macchina del tempo e farvi trasportare nella
Hollywood nel 1927? Per vivere sulla vostra pelle l’emozione
del cinema muto.Molto
carino un film muto per raccontare la caduta di un divo del cinema
all'avvento del sonoro. Un gioco servito da autori bravissimi. Solo
due, due di numero, battute nel finale.
Inconfondibile
fin dalle prime inquadrature: sinfonia di blu e azzurri, colori al
neon, simmetria ironica e arredi anni 50, in stile svedese povero.
Ovvero finlandese. Ovvero Kaurismaki. Che, in trasferta, racconta
Le Havre, filtrandola attraverso il suo sguardo con cui accarezza
anche i due protagonisti: Marcel (che fa Marx di cognome) e la moglie
Arletty (col suo profumo di cinema francese).
Una
Milano glaciale, con le ferite delle voragini per le nuove aree dell'Expo
incorniciate da un'architettura di razionale perfezione, è
lo specchio del cuore in inverno di Monica (Claudia Gerini, vera e
bravissima), donna in rassegnata carriera, con padre anziano, malato,
ossessionato dalla religione, una sorellastra piena di rancore, un
amante vigliacco e sposato che non le dà nulla e il vuoto intorno.
Le
due canzoni più famose dei Doors, "Light my fire"
e "The end" racchiudono come l’alfa e l’omega
la breve vita di un maudit contemporaneo, Jim Morrison, scomparso
40 anni fa, il 3 luglio 1971, a soli 27 anni e ora tumulato nel sepolcro
più visitato di tutto il cimitero parigino Père Lachaise.
Il documentario che gli ha dedicato Tom DiCillo, uno dei migliori
registi indipendenti americani, dovrebbe essere guardato durante un
happening, un po’ come succede per Rocky horror picture show.
«Dustin
Hoffman e Robert Redford? Boh... A me piace James Franco». Comprensibile:
Jennifer Lawrence ha solo 20 anni (Leone, è nata sotto il sole
di Ferragosto, nel 1990) e li ha spesi piuttosto bene, visto che è
la più giovane candidata all’Oscar come miglior attrice.
Merito della sua ruvida interpretazione in Winter’s Bone - Un
gelido inverno, film premiato al Sundance e al Torino Film festival.
Troppo
presto dimenticato, Maurizio Nichetti è stato forse l'iniziatore
della comicità milanese al cinema. Uscito da Quellidigrock
e quindi portato a dare grossa importanza alla parte mimica, Nichetti
ha riempito gli ultimi decenni del secolo scorso con deliziose operine
che facevano presagire un futuro ancora più brillante, che
invece, per motivi vari, non si è concreizzato. Anzi, a poco
a poco Nichetti è un po' scomparso dagli schermi e anche dalla
memoria. "Volere volare", con Angela Finocchiaro, mischia
attori in carne e ossa con disegni animati con ottimi risultati. Film
del 1991, viene programmato a mattina presto e a notte fonda su Sky
Cinema Comedy lunedì5 dicembre