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"Nymp()omaniac"
di Lars Von Trier

Se vogliamo ridurre Nymph( )maniac alla sua essenza, il film si riduce alla storia di “Lei”. Provocatoria e interessante nella prima parte, inutilmente disturbante, fin banale, nella seconda. Una summa erotico-delirante sulla sessualità femminile, in prospettiva fisiologico-anatomica costruita attraverso un’ossessivo sguardo maschile in bilico fra il voyeurismo e la guerra al politicamente corretto. Un’occasione sprecata e troppa furbizia sul piatto. Non bastano però le perle filosofiche e teologiche che il regista spruzza qua e là a riscattare un film che ha più difetti che qualità. La sua parte migliore è probabilmente il manifesto in cui tutti gli attori mimano l’espressione dell’orgasmo (sebbene Meg Ryan in Harry ti presento Sally resti insuperabile).


"Her" di Spike Jonze
Prendete la simpatia guascona dei truffatori da casino di Ocean’s Eleven, mescolatela con lo spirito avventuroso di La grande fuga, conditelo con la sincera onestà di George Clooney che esprime il meglio dell’America progressista e potete farvi un’idea di tutti gli ingredienti di Monuments men. Senza dimenticare un'altra spezia: quello spirito tutto maschile che parla di giochi da eterni bambini, sport, pacche sulle spalle, sana competitività e un’abbondante dose di lealtà e spirito di abnegazione.
"12 anni schiavo" di Steve McQueen
Mc Queen è un regista materico, carnale. Il suo cinema parla di corpi e questi mette in scena. I corpi come unica realtà attraverso la quale passa tutto il resto, che sia lotta politica, piacere o semplice vita, i corpi esibiti, amati, violati. I corpi, l’immanenza dell’esistere e la forza di gravità del pensiero e dell’agire. Per un cinema manifesto, per un cinema filosofia.
"Monuments men" di George Clooney
Prendete la simpatia guascona dei truffatori da casino di Ocean’s Eleven, mescolatela con lo spirito avventuroso di La grande fuga, conditelo con la sincera onestà di George Clooney che esprime il meglio dell’America progressista e potete farvi un’idea di tutti gli ingredienti di Monuments men. Senza dimenticare un'altra spezia: quello spirito tutto maschile che parla di giochi da eterni bambini, sport, pacche sulle spalle, sana competitività e un’abbondante dose di lealtà e spirito di abnegazione.
"A proposito di Davis" di Joel & Ethan Coen
Il Greenwich Village dei fratelli Coen è triste, sporco, con cassonetti della spazzatura dovunque, pozzanghere e buio pesto. Un postaccio adatto a homeless e gente senza il becco di un dollaro, che pensa a tutto fuorché a diventare famosa. Il film dei Coen è a colori, ma chissà perché quando ci ripensi vedi a colori solo il bel gattone rosso che lui si porta in braccio.
"I segreti di Osage County" di John Wells
Ritmo perfetto, attori da urlo, dialoghi taglienti più di una lama. Grandissimo cinema. Il Midwest di Tracy Letts autore della pièce da cui è tratto il film assomiglia molto al sud di Tennessee Williams e con quello assieme al clima torrido divide le atmosfere torbide, il gusto del melodramma e i segreti sepolti nel cuore nero delle grandi e piccole dinastie.
"Pompei" di W.S. Anderson
Un problema di consapevolezza: se una va a vedere un film (americano) che si intitola Pompei e sa che il regista è lo stesso di Mortal Kombat e Resident Evil non è che poi possa lamentarsi. Sono uscita dalla sala con una gran voglia di rileggermi… che so? Tacito? Catullo? Guarda, persino quel noiosone di Cicerone. E forse questo è un buon risultato.
"L'ospite inatteso" di Thomas McCarthy

Walter Vale, professore universitario di Economia, vedovo da cinque anni, vive una vita monotona in una cittadina del Connecticut. Quando Walter di malavoglia accetta di sostituire un collega a una conferenza a New York City, scopre con sorpresa che il suo appartamento, da tempo disabitato, è stato affittato con un imbroglio a una giovane coppia, il siriano Tarek e l’africana Zainab. Dopo un primo momento di sconcerto Walter decide di farli restare finché non si siano trovati un altro posto. Anche attraverso una comune passione per la musica, in breve, tra Walter e Tarek prende forma un’amicizia che la più guardinga Zainab disapprova. Quando però un contatto accidentale con la polizia fa finire Tarek, immigrato irregolare, in un centro di detenzione dell’I.C.E. (Immigration and Customs Enforcement), Walter risulta essere l’unica persona che gli può far visita. L’impegno di Walter nei confronti del suo giovane amico si rafforza ancor di più con la comparsa di Mouna, la madre di Tarek venuta in cerca del figlio.

Domenica 20 marzo - ore 21,00- Sky Cinema Cult


Terzo singolo estratto dalla "Repubblica del Sole", terzo disco di Ettore Giuradei. "Sbatton le finestre", una sarabanda travolgente in cui il ritmo delle immagini segue e anzi sembra alimenti l'incedere incalzante della musica. Fino al brusco stop.

Fabrizio De André e Ropberto Murolo eseguono assieme "Don Raffaé" (e il napoletano di De André non corre a nascondersi). Un concerto dal vivo al quale è stato un peccato non essere presenti. Ecco due icone della musica, purtroppo di ieri, che duettano al concerto del primo maggio 1993 in piazza San Giovanni a Roma. Un video indubbiamente storico.
Dallo sciamano allo showman
E’ la quinta edizione del Festival "Dallo Sciamano allo Showman" ovvero il Festival della Canzone Umoristica d'autore. Quest’anno ci abbiamo trovato i Blue Bop, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, Gianni Mura, Pierluigi Colantoni, Giovanni Maria Block e i Masnada, Alberto Patrucco, Sergio Staino, i Loungerie, Bobo Rondelli, Maurizio Crozza, Jimmy Villotti, Cecco, gli Avion Travel... (Vai alle foto)
Jan Garbarek a Roma 
Un suono lancinante.
E poi dolce. Poi sinuoso. Poi ancora lancinante. E poi introspettivo. E poi pieno. E poi freddo. E poi sussurrato. E poi colpito. E poi colpente.
E poi ancora lancinante. E poi un suono che è solo puro suono. Semplice. Diretto.
Tetes de Bois a Roma 
È partito dalla magnifica sala Petrassi dell’Auditorium di Roma l’AvanTour dei Têtes de Bois, che nei mesi a venire toccherà lo Stivale in lungo e il largo. Il progetto è quello di raccontare al pubblico la vita di fabbrica; l’occasione i 100 anni dalla nascita della CGIL.
Monferrato d'autore  
A Ricaldone, merito della sorte che gli ha assegnato di essere il paese di un capostipite del peso di Luigi Tenco, l’evento dell'anno non è una sagra, non è una fiera, non è una vendemmia, ma, caso più unico che raro, una rassegna di canzone d’autore.
01 Simone Cristicchi: c'è del metodo nella follia
02 Lou Reed fotografo
03 Max Manfredi a Roma
04 Lolli & Gang a Osimo
05 Federico Sirianni al Matatu
06 Carlo Pestelli allo Zazie
07 Alessio Lega al Matatu
08 Sulutumana a Piacenza
09 Claudio Lolli a Milano
10 I Luf al Matatu
11 Max Manfredi allo Zazie
12 Guarda che Luna
13 Dallo Sciamano allo Showman 2004
14 Sulutumana al Sociale di Como


Lolli all'Alpheus di Roma



Davide van de Sfroos: Akuaduulza




Francesco de Gregori
a Milano



Sulutumana al Piccolo