| Geniale,
pieno di soluzioni interessanti, low-sci-fi d'autore. Chi se lo perde
... non ha diritto ad avere un asciugamano!
di Giorgio Maimone
Mettetevi
seduti comodi e godetevi il film. Dall'inizio alla fine. Sono solo 110
minuti, ma densi come una zuppa venuta bene. Difficilmente chi ha "adorato"
un libro (o, come in questo caso, una serie di 5 libri!) sarà altrettanto
soddisfatto della resa cinematografica. In questo caso invece, incredibile
a dirsi, la soddisfazione è raggiunta, il buonumore pure e la storia,
pur se un condensato di tutte e 4le puntate in cui era divisa la saga,
regge.
Ma, cosa succede in
Italia le poche volte che arriva un buon film, peraltro al di fuori dei
consueti circuiti commerciali (il film è inglese)? Succede che
ne arrivano pochissime copie (20), che venga distribuito nei cinema il
12 di agosto, con le città chiuse per ferie e già destinato
a fare il vuoto di pubblico tutte le sere e che, ad ottobre, il film abbia
già praticamente concluso il proprio ciclo vitale, in attesa che
esca (e questo, grazie a Dio dovrebbe succedere presto) il Dvd relativo.
Stiamo parlando della "Guida galattica per autostoppisti" che
Garth Jennings, regista inglese, praticamente esordiente, ha tratto dalla
saga omonima, scritta da quel genio misconosciuto che risponde al nome
di Douglas Noel Adams e che è già stata tradotta in radiodramma
(anzi, nasce per la radio), in uno sceneggiato televisivo e persino in
un videogioco. Dopo anni di lavoro a una sceneggiatura per il cinema,
Douglas Adams stava per firmare con la Disney per la realizzazione del
film, quando, a 49 anni, è stato stroncato da un infarto.
Lascia di sé un buonissimo ricordo, diversi siti internet a lui
dedicati ed ispirati, una manciata di libri, il rimpianto per tutti quelli
che avrebbe potuto ancora scrivere: allora, la saga della Guida galattica
per autostoppisti consta di questi titoli: "La guida etc etc",
"La vita , l'universo e tutto quanto", "Grazie per tutto
il pesce e arrivederci", "Il ristorante al termine dell'universo".
Oltre a questi volumi, l'attività di scrittore di Douglas Adams
presenta le avventure del detective olistico Dirk Gently (due volumi,
in Italia è uscito solo il primo) e "Il salmone del dubbio",
una raccolta di scritti. Ma più che altro Douglas Adams viveva
in rete e per le rete.
Riassumere la trama della "Guida" è compito arduo: beh,
pensate di essere in casa in un giorno normale, in cui tutto vi va male
come sempre (è quello che capita ad Arthur Dent ed è l'inizio
del film) e in pochi minuti succede che arrivano i bulldozer incaricati
di spianare la vostra casa per costrutire un autostrada, il vostro migliore
amico vi comunica che è un alieno che viene da un altro pianeta
e una flotta interstellare arriva per demolire la terra perché
da qui deve passare un autostrada galattica. Nel giro di 5 minuti dall'inizio
del film la terra è distrutta. Ma lì inizia il bello. Dent
e Ford Perfect, l'amico extraterrestre si sono salvati perché hanno
presto un "passaggio in autostop" dalle navi arrivate per distruggere
la Terra.
Ford Perfect, in realtà, è un professionista dell'autostop
galattico, in quanto redattore della Guida Galattica per Autostoppisti
(proprio quella del titolo), un libro che porta inciso sulla copertina
"Don't panic" (non fatevi prendere dal panico) e che suggerisce
che, in ogni evenienza, è meglio non dimenticare mai l'asciugamano.
Il resto del film prosegue su questi toni tra l'ìlare e il demenziale
spinto, facendo molto ridere, divertendo nelle pause.
Geniale la resa della Guida, che è affidata a delle animazioni
bidimensionali, come assistere a un'animazione di PowerPoint che sfociano
in cartoni animati. Film a basso costo sì, ma non film povero.
Niente o quasi affidato ai computer, perché anche i cattivissimi
Vogon, burocrati interstellari, autori delle peggiori poesie dell'universo
(come spiega la Guida), sono mostri sì, ma pupazzi animati da genio
di Jim Henson, lo stesso dei Muppets.
Cosa resta da citare? Ci sarebbe tantissimo: limitiamoci ai bellissimi
occhi azzurri di Trillian, la futura donna di Arthur Dent, alle malinconie
di Marvin, il robot depresso, perché dotato di troppa conoscenza,
alla personalità multipla di Zaphod Beeblebrox (Sam Rockwell),
un presidente della galassia fatuo e inaffidabile. E per finire alla certezza
che questo piccolo gioiello sparirà dalle sale prima di aver raggiunto
il suo pubblico potenziale.
La frase:
"Resistere è inutile" (La frase ripetuta dalle guardie
Vogon)
Da vedere:
comunque! E in ogni caso se pensate di volere capire a cosa potrà
servirvi un asciugamano nei viaggi stellari.
"Guida
galattica per autostoppisti"
Regia: Garth Jennings
Cast: Martin Freeman (Arthur Dent), Mos Def (Ford Prefect), Sam Rockwell
(Zaphod Beeblebrox), Zooey Deschanel (Tricia McMillan Detta "Trillian"),
Bill Nighy (Slartibartfast)
Uscita in Italia: 12 agosto 2005
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