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BiELLE
LIBRI |
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| Cesare
Bermani: "Guerra, guerra ai palazzi |
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"Guerra guerra
ai palazzi e alle chiese" è quindi composto di molte anime.
Le più antiche buttano radici nei lontani, lontanissimi anni '60
(1963) e foglie fino al recente 2002. Solo così di possono comprendere
frasi tipo: "Questa ricerca poi, a sua volta, mi avreb be arricchito
di una più profonda conoscenza delle caratteristiche che il movimento
operaio ha in questa zona" ... "Certo, canzoni nate in altre
regioni erano state fatte proprie dal movimento operaio novarese nella
misura in cui permettevano di soddisfare le sue esigenze". "Non
avrei però mai immaginato che raccogliere canzoni di protesta ...
avrebbe rappresentato un'esperienza politica di così straordinaria
ricchezza umana. Le centinaia di militanti del movimento operaio che ho
avuto modo di avvicinare ... mi hanno ridato quella fiducia nella possibilità
di edificare una società socialista nel nostro paese". Perché poi uno rilegge e gli viene da piangere! E dice: "per forza che abbiamo perso e siamo arrivati a questo punto da basso impero! Guardate come eravamo ingenui!". Le sorti magnifiche e progressive erano solo quelle del capitalismo, del neo-liberismo selvaggio, della globalizzazione, degli sceriffi del pianeta. Ma non deve essere un libro solo a risolvere tutto questo. Cosa mi aspetto da un libro sul canto sociale? Certo la storia delle canzoni che hanno fatto da colonna sonora ai movimenti rivoluzionari o alternativi o di contestazione o di lotta. Poi i testi di quelle stesse canzoni. Poi un'analisi di questi materiali. Purtroppo nel libro di Bermani non trovo neanche questo. I Dischi del Sole paiono essere esistiti solo per inciso, il Canzoniere Italiano non merita un capitolo, come pure di Cantacronache. Di Ivan Della Mea, Giovanna Marini, Piero Masi, Rudi Assuntino, Gualtiero Bertelli non ho trovato tracce se non nelle appendici (Bibliodiscografia del canto sociale italiano). Cosa ci troviamo
allora? "La Marsigliese: riflessi sul canto sociale del movimento
operaio italiano", "Fuoco e mitragliatrici: precisazioni su
un canto della prima guerra mondiale", "L'Ordine Nuovo e il
canto sociale", "Come nacque Fischia il vento", "La
vera storia di Bella Ciao", "Esperienze politiche di un ricercatore
di canzoni nel novarese" (Interessantissimo! Come ho fatto
a farne meno fino a ora?). Insomma, bastano i titoli per capire che c'è
poca trippa per gatti. Di sicuro per lettori "normali". Forse
solo quei ricercatori disposti a farsi in quattro per capire se si chiamasse
Mazzuccato o Mazzucato il possibile autore di "Guarda giù
dalla pianura" o se non sia magari Luigi Valsoano l'autore,
come sostiene il Buratti (a cui peraltro mancano controprove!). Ultimo
aggiornamento il 08-12-2004 |
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