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BiELLE
DELIRI E SBIELLATURE |
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| Guccini e De Andrč: viaggio fra intersezioni e contrapposizioni |
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di Nico Chillemi Che fatica fare un tema, ragazzi! Non è mai stato il mio forte, lo riconosco, preferivo navigare fra numeri ed equazioni. È dal liceo che non mi cimento più con questo tipo di esercizio, e nonostante qui si parli dei miei due miti, vi confesso che non è affatto semplice e che mi stanno venendo mille paure di arenarmi senza riuscire più ad andare avanti. Forse se fosse stato un problema di Algebra o Geometria non sarei qui a preoccuparmi . E visto che ho tirato in ballo l'Algebra e la Geometria, da buon matematico non posso che cominciare questo viaggio con un qualcosa che, per certi versi, può considerarsi contemporaneamente intersezione e contrapposizione per Francesco e Fabrizio, un qualcosa di molto importante per entrambi vissuta sia dall'uno che dall'altro con molta serenità e naturalezza, ma con cui ciascuno si confronta a modo suo. Si tratta del "vizio" e del rapporto che loro due hanno con esso. Francesco e Fabrizio hanno con il vizio, se così si può chiamare, un ottimo rapporto, dato che per entrambi diventa una cosa positiva che aiuta a vivere meglio e con la quale si convive facilmente, un qualcosa che sicuramente si adatta a ogni persona identificandola. Questa può considerarsi l'intersezione. Ma dove sta la contrapposizione? Sta nel modo in cui essi lo vivono e negli strumenti che entrambi hanno scelto per identificarli. Per Fabrizio la sigaretta, da sempre ua compagna di vita e senza la quale non si fa nulla, non un concerto, non una delle poche interviste, non il contatto con la gente, la sua gente. Anche Francesco è un gran fumatore, ma non ha scelto questo per identificarsi. Lui si identifica con il vino, quel vino a cui non rinuncerebbe mai per tutto l'oro del mondo, e con cui non si fa nulla, non un concerto, se potesse si porterebbe il bicchiere anche durante un'intervista, non il contatto con la gente, la sua gente. E quale palcoscenico migliore di quello dove i due artisti si esibiscono per capire questa loro identità, anche in questo contrapposta. La sigaretta di Fabrizio denota una persona molto timida e riservata, che dà molto a chi lo sta ascoltando comunicando attraverso la propria solitudine, quella della sua eterna sigaretta, sempre accesa accanto alla sua chitarra. È come se dicesse "Amici, quello che sto facendo lo sto facendo per voi, e proprio per questo ho bisogno di chiudere la mente mentre canto, perché solo così riesco a darvi il massimo, cioé tutto me stesso!". Il vino di Francesco invece denota una persona molto estroversa, un compagnone, che riesce a dare molto nel momento in cui coinvolge tutti nei suoi monologhi ridendo e scherzando, e proprio questo sta a significare quell'eterno bicchiere di vino su una mensolina in mezzo al palcoscenico, che è quel vino con cui ci si riunisce con gli amici a cazzeggiare, quel vino con cui ci dice "Amici, beviamo e scherziamo insieme, perché solo così la serata acquista più valore!". E tutto questo crea una grossa intersezione, e cioé che entrambi si pongono a noi che li amiamo così come sono, senza fronzoli, e sempre con grande affetto. Una qualità per me importantissima che li accomuna molto è rappresentata dalle loro prese di posizione secche e decise, particolare presente in modo anche più forte in Bertoli, e da qui si capisce perché anche Bertoli mi piaccia molto. È già difficile schierarsi politicamnte quando si è personaggi come Fabrizio e Francesco, e loro lo hanno fatto, ma una volta schierati prendere posizione no è comunque facile, è scomodo. Il viaggio fra le intersezioni prosegue con Inutile e Rimini, in quanto non a caso entrambi hanno scelto Rimini come città simbolo di una storia triste, la prima in piccolo (una triste giornata d'amore) e la seconda in grande (la distruzione del popolo dei nativi americani). Frasi come "e dire che volevo regalarti un compleanno un pò diverso" e "non regalate terre promesse a chi non le mantiene" vogliono forse anche rappresentare la consapevolezza che i due artisti hanno che purtroppo non sempre le cose vanno come dovrebbero andare, anche per l'ipocrisia dei potenti ("abortire l'America e poi guardarla con dolcezza"). Ma le due Rimini portano anche alla luce una delle maggiori contrapposizioni esistenti fra i due artisti, piu diretto l'uno nei suoi racconti ("deserta nell'estate in ogni simbolo imbecille e vacanziera"), più ermetico l'altro nelle sue poesie ("non fate più scommesse sulla figlia del droghiere"). Ma questo è naturale, la poesia è sempre stata più ermetica della prosa, e infatti ecco, da questa analisi emerge quella che è forse la contrapposizione più bella fra Guccini e De André , perché è quella che caratterizza ciascuno dei due: Francesco è un cantastorie perché mette in versi la prosa, cosa non facile per altro, Fabrizio è più un cantautore che con la sua voce inconfondibile parla cantando attraverso i versi delle sue poesie. E non potrebbe essere diversamente, perché senza questa caratterizzazione probabilmente nessuno dei due sarebbe quello che è. |
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aggiornamento: 01-06-2004 |
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