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BiELLE LIBRI
 
"De Andrè: gli occhi della memoria"
Tracce di ricordi con Fabrizio

(ovvero: quello che avrei voluto dire a Fabrizio ... )
di Leon Ravasi

Romano Giuffrida è l'autore, con Bruno Bigoni, di due opere importanti attorno a Fabrizio De Andrè: il documentario “Faber” e il saggio "Accordi eretici". Ora ci riprova con questo breve scritto (150 pagine) che, spiega egli stesso, non è uno scritto "su" De Andrè, ma forse di più "con" De Andrè. Sono le cose che avrebbe voluto dire a De Andrè se avesse avuto il piacere di parlargli.

E infatti il libro contiene anche una serie di altri contributi (Claudio Lolli, Alda Merini, semi-sconosciuti "compagni di base", Carla Corso) che si rivolgono direttamente a Fabrizio, sfruttando la mediazione della pagina. In realtà di De Andrè si parla quasi tra parentesi: il tema che Giuffrida affronta è "l'educazione politico-civile di un giovane degli anni '50, attento ascoltatore delle canzoni di Fabrizio De Andrè".

Giuffrida è nato nel '55 e il libro parla di lui in prima persona e di come De Andrè sia entrato, in un modo o nell'altro, avvertito o clandestino, in quasi tutti i processi fondamentali della sua vita, politica e di formazione. Un approccio assolutamente originale, che alla figura di Fabrizio nulla aggiunge (non ci sono aneddoti, né clamorose interpretazioni), ma mette invece l'accento e la luce su cosa e quanto Fabrizio abbia significato per tutti noi e per la nostra vita, di come ci abbia consegnato le parole per vedere la realtà, per esperimentare, per provare a capire, per riflettere e per interrogarci.

Leggermente forzata la lettura del percorso "politico" e l'influenza sulla realtà che Giuffrida affida al messaggio di De Andrè. De Andrè era nell'aria, era un fantasma che si aggirava per le nostre città, ma non fino al punto di indirizzare una vita. Credo che nemmeno lo avrebbe voluto. Insomma un grande atto d'amore di Giuffrida nei confronti di De Andrè. Si può dissentire con lui o essere d'accordo, ma sempre si sentirà l'amore con cui si accosta all'argomento.

A tratti eccessivo. Corredano il libro i gradevolissimi disegni di Massimo Caroldi, interpretazioni personali di alcune canzoni, come il "Bombarolo" (una bomba da cui esplodono lettere dell'alfabeto) o "Don Raffaè" (una caffettiera dietro le sbarre).

De André, gli occhi della memoria
Tracce di ricordi con Fabrizio
di Romano Giuffrida
Edizioni Elèuthera Milano 2002 – Pag 150 – 11€ Euro
In tutte le libreria

"Belin sei sicuro?" a cura di Riccardo Bertoncelli
Fabrizio De André: il Vangelo a passo di giava, secondo Paolo Ghezzi
Amico fragile - Fabrizio De André - Di Cesare Romana

 

   
Ultimo aggiornamento: 03-12-2002
 

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