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BiELLE
Film |
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| "I giorni dell'abbandono": la delusione Faenza al festival del luogo comune |
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| Dialoghi
fiacchi e un libro "tradito"alla base del passo falso
Ma la regia del film in questione è di Roberto Faenza, cioè uno dei registi italiani che hanno fatto vedere le cose migliori in questi anni con titoli come “Sostiene Pereira” (uno dei film più belli che abbia mai visto, un film che vorrei avessero visto tutti), “Prendimi l’anima”, fino ad arrivare allo stupendo e coraggiosissimo (si, fare un film che parla di mafia in Italia è ancora sinonimo di coraggio) quanto snobbato e dimenticato “Alla luce del sole” il film che narra la drammatica vicenda di Don Pino Puglisi interpretato, con una prova da grande attore, da Luca Zingaretti. Visto che dai più
bravi bisogna aspettarsi il massimo (e da chi dovremmo pretenderlo sennò),
nel caso di questo film si può tranquillamente dire che dal massimo
siamo molto lontani. “I giorni dell’abbandono”
(tratto dall’omonimo libro di Elena Ferrante)
racconta la vicenda di una moglie (Margherita Buy) che
viene abbandonata insieme ai figli, dal marito (Luca Zingaretti)
per una ragazza più giovane (la bellissima Gaia Bermani
Amaral). Un avvenimento fondamentale
nel romanzo da cui il film è tratto è quello della traduzione
di un libro nella quale è impegnata la protagonista proprio nel
periodo in cui viene lasciata. Fondamentale perché funzionale all’analisi
introspettiva del personaggio femminile dal momento che la protagonista
“vede” la sua vicenda tra le pieghe del libro che traduce,
con evidente valenza “terapeutica” e “catartica”.
Riassumendo, si raccontano i giorni dell’abbandono ma solo superficialmente rappresentando gli aspetti più stereotipati di una situazione di quel tipo, ma senza minimamente abbozzare una analisi psicologica appena credibile dei personaggi. Un motivo per andare al cinema a vedere questo film però c’è ed è una Margherita Buy convincente e commuovente, così brava da valere comunque da sola il prezzo del biglietto. Anche questo la dice lunga, una prova d’attore da applausi da parte della protagonista non riesce a salvare il film. Sono un ammiratore di Luca Zingaretti e mi sarebbe piaciuto vederlo recitare un po’di più ma il fatto che il personaggio del marito fedifrago sia praticamente non raccontato se non marginalmente può essere una precisa scelta nell’economia del film. La vicenda si dipana dal punto di vista della moglie tradita alla quale il comportamento del marito sembra incomprensibile è ingiustificato. Non approfondire il personaggio del marito quindi può essere funzionale al fatto che anche lo spettatore si trovi, come la moglie, nella situazione di non poterlo capire. Detto questo un passo falso capita a tutti. Io al regista di “Sostiene Pereira” “perdonerei” ben altro. La frase: "Bambini, andate a letto!" (Ripetuto 7 volte da Margherita Buy, ogni volta che si rivolgeva ai bambini, in pratica) Da vedere:
se volete intuire quanto male può fare un amore che muore (ma ignorate
il lieto fine) |
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aggiornamento: 27-09-2005 |
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