| Libretto
gentile (appunto, di Enzo Gentile) e perfettamente intonato alla
stagione. E come una canzone del "Disco per l'estate",
costruito in modo da non turbare o conturbare. Semmai affascinare
con il filo lieve dei ricordi che si dipana a costruire trame che
sono molto più nell'immaginario di chi legge che nelle righe
e nelle parole scelte da chi scrive. Ma certamente nelle intenzioni
di Gentile c'era questa voglia leggera, che ogni tanto tutti ci
prende, di fare una cavalcata sul filo dell'onda, tra gli spruzzi
salati di salsedine e la sabbia arsa dei ricordi, per rispolverare
motivetti e canzoncine (o canzonette e motivini?) che davano un
tempo, un senso e una colonna sonora alle nostre estati anni '60
sulle riviere di entrambe i mari.
Chiaramente il libro è d'epoca (anche se getta propaggini
fin oltre il duemila) e si rivolge agli ascoltatori dell'epoca che
però hanno figliato, come pure hanno "figliato"
quei motivetti, riscoperti vent'anni dopo grazie al lavoro interessante
e furbo di Ivan Cattaneo che con "Italian
Graffiati" e il successivo "Bandiera gialla"
ha tolto la polvere a un buon numero di canzonette, dando la stura,
più o meno inconsapevole al fenomeno del revival.
Fenomeno che si è poi arricchito di tanti, tantissimi episodi:
che Gentile ricorda tutti. Da Gianni Minà a "Blitz",
innamorato tenace di quel periodo, a Red Ronnie e a "Una rotonda
sul mare", fino ad arrivare ai realitry show attuali che ancora
danno spazio e visibilità a persoanggi scomparsi da anni
o da anni caduti in una sorta di "dimenticatoio attivo"
da cui possono essere estratti a uso e consumo di un singolo momento.
Dicevo che il tema è di per sé sfizioso e Gentile
lo tratta con padronanza e con la necessaria levità. interpellando
anche molti protagonisti d'epoca: da Ricky Gianco, a Gino Paoli,
a Edoardo Vianello, a Caterina Caselli, a Shel dei Rokes, a Mino
Reitano, a Renzo Arbore per una serie di brevi interventi, quasi
flash di memoria su una canzone o un periodo, più di rado
su una carriera.
Quasi struggente,
a questo riguardo, l'intervento di Edoardo Vianello
che, mentre valuta positivamente il suo lavoro ("ho seguito
l'indole più che una strategia", "che le mie canzoni
non fossero cretinate, l'ho sempre creduto") rivela però
come egli stesso fosse sopportato a fatica anche dalla propria casa
discografica che guadagnava a raffica con i suoi motivetti ("Abbronzatissima",
"I Watussi", "Il Peperone") ma un po' se ne
vergognava. Molto più lustro dava essere la casa discografica
di Endrigo o Paoli o Tenco. "Nanni Ricordi mi accettava - dice
Vianello - ma la stima come artista è un'altra cosa".
Conclude Vianello riconoscendo che i suoi brani sono diventati dei
veri e propri standard "ma io sono un artista datato, fuori
sintonia; se anche la indovinassi non andrei da nessuna parte"
e poco prima afferma "poi è arrivato il '68 e il capitolo,
per uno come me, si chiude senza discussione ... Io perdo il contatto
e forse non ho più niente da dire". Lucidità
di analisi impressionante che poco oltre gli fa dire: "non
sono mai stato un personaggio televisivo. La mia faccia, il mio
nome spesso non dicevano nulla. Mentre il ritornello delle canzoni
spiegava tutto". Chapeau a Vianello!
Il libro parte
con un'analisi sulle principali manifestazioni dell'estate, un po'
di sociologia di massa sparsa tra le pagine, poi le interviste ai
protagonisti, un po' di copertine d'epoca (a colori!) e una summa
ragionata dei principali motivi per l'estate. Da cui, bisogna dire,
ne mancano veramente pochi, però alcune inclusioni sembvrano
in parte pretestuose: "Dio è morto" sarà
anche stata venduta d'estate, ma con l'estate non c'entrava nulla.
Se è solo per quello anche "Il pescatore"
di De André è stato un successo estivo, ma nessuno
lo metterebbe assieme al "Peperone" o "Vamos a la
playa"!
Unica piccola critica a un libro di grande facilità di lettura
è la fretta che a tratti si percepisce, soprattutto nel passaggio
tra un capitolo e l'altro. D'altra parte un libro simile mica poteva
uscire a settembre? Non avrebbe battuto chiodo. Con un po' di calma
in più si sarebbe potuta evitare qualche ripetizione e qualche
secca nel racconto e l'analisi delle singole canzoni avrebbe potuto
essere approfondita meglio. Ma sono dettagli. Questioni di margine.
Quasi come le canzoni che parlano di mare e di spiaggia.
Enzo
Gentile
"Legata a un granello di sabbia"
Editrice Melampo - Pag 169 - Euro 10,00
Finito di stampare nel maggio 2005
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Ultimo
aggiornamento l'08-06-2005
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