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BiELLE LIBRI
Franco Fabbri: "Il suono in cui viviamo"
di Giorgio Maimone

E' sempre un piacere leggere Franco Fabbri, uno dei rari musicologi che si ricordano che quando scrivono libri non li scrivono solo per i loro colleghi, ma anche per chi possa essere interessato a leggerli. E' chiaro che non finisce mai di esserci attenzione per "gli illustri colleghi" e che molto di quello che viene scritto in questo tipo di libri è peggio che per addetti ai lavori: per "sette" che parlano un loro codice da iniziati. Ma Franco Fabbri è, dicevamo, uno dei pochi che riesce anche a dimenticarsene e dal quel momento in poi la lettura diventa un piacere.

"Il suono in cui viviamo" ripercorre in buona parte la falsariga delle lezioni che Franco Fabbri (bisogna ancora ricordare che era una delle anime degli Stormy Six?) tiene sulla popular music, ma non si ferma lì. Come al solito (e credo proprio che a questi libri non si possa chiedere diversamente) non si tratta di un prodotto organico che svolge un discorso univoco dall'inizio alla fine. Siamo sempre nell'ambito della raccolta di saggi scritti in periodi diversi e per finalità diverse, ma in questo caso il difetto (che è e rimane un difetto) si nota meno che in altri (ad esempio, per restare nell'ambito dello stesso Fabbri, nel suo ultimo libro "L'ascolto tabù", Il Saggiatore, l'effetto è molto più marcato e, a volte, fastidioso alla lettura).

"Il suono in cui viviamo" mostra invece una certa unitarietà e attualità, anche se in realtà è la riedizione di un libro uscito una prima volta per l'Universale Economica di Feltrinelli nel 1996 e poi rieditato per i tipi dell'Arcana nel 2002. Ma, ripeto, la distanza di tempo non si sente e la lettura scorre tranquilla e avvincente.

Fabbri ti dà sempre l'idea di sapere di cosa sta parlando e riesce, con la massima misura, a far comprendere il cuore del problema anche ai non musicisti, lui che musicista era, perseguendo un'evidente tendenza alla divulgazione scientifica. Per la serie "professori si nasce". Il sottotitolo della prima edizione era illuminante in questo senso: "Inventare, produrre e diffondere musica". Insomma, senza aver paura di dire fanfaronate si può affermare che il libro di Fabbri avrebbe tutte le caratteristiche per diventare una sorta di libro di testo per l'approccio alla "popular music" come ha scelto di definire una parte del suo ambito di studio, quelle che noi, in fondo, chiamiamo "canzoni".

Interesse fondamentale riveste il capitolo "Serve la noia alle canzoni", come pure quello precedente (da cui non può essere disgiunto: "Forme e modelli nelle canzoni dei Beatles". Dopo averci spiegato come sono "costruite" e da quali pezzi composte le canzoni (riducendole, è vero, a schemi, ma con ricchezza di esempi. Come dire? Manca solo il suono. Ma uno se lo può mettere da solo), Franco Fabbri ci intrattiene sulla "noia", ossia sull'"arte dell'indugio", quelle zone di "grigio" musicale che hanno però la funzione fondamentale di dare risalto a quanto viene dopo (in genere il ritornello o l'hook, il gancio che ha il compito di attaccarci alla canzone e non mollarci più).

Lettura fondamentale, insisto, per compiere la quale, come ci spiegano le "istruzioni per l'uso" introduttive al volume, abbiamo a disposizione "potentissimi strumenti di navigazione ipertestuale: il pollice (dito trascurato dall'informatica ma utilissimo all'umanità) per far scorrere le pagine, la carta (tagliata in striscioline o piegata a mò di orecchie) che permette di fissare comodi puntatori, la cedevolezza della rilegatura che consente di identificare facilmente le pagine già lette e quelle ancora intonse".

Li ho usati tutti questi mezzi di navigazione e ne risulta un libro pieno di orecchie e di segni, vissuto e letto e riletto, ma tremendamente vivo. E penso che il piccolo pezzo riportato serva anche a far comprendere come il tono generale del volume non rifugga da un sorriso complice e da tocchi ripetuti e vivificanti di ironia. Niente di museale, insomma, ma un libro competente, scritto da una persona competente in modo da essere letto con piacere. Pietra miliare.

 


Franco Fabbri
"Il suono in cui viviamo"

Arcana Musica - Pag 243- Euro 12,00
Finito di stampare nel novembre 2002
Nelle librerie

Ultimo aggiornamento il 22-03-2005

 

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