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BiELLE
LIBRI |
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Cristina Donà: poesie "molto" leggere |
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La domanda è retorica e la risposta è: no. Manca in questo poesie (stiamo parlando del volume “Appena sotto le nuvole”) il soffio persistente di un’ispirazione duratura. Ci sono lampi, bagliori, anche qualche bella poesia, ma le e-mail, che immagino pubblicate letteralmente, mi risultano fastidiose e di nessun valore letterario, neanche come spaccato di una generazione. Scrive e-mail? E allora? Le scrivo anch’io. Le scriviamo in decine di milioni di persone nel mondo. Ne dobbiamo fare una decina di milioni di libri? Peraltro le trame tenui dei suoi racconti brevi (ma molto brevi. Carver al cubo) lasciano intuire che è meglio si concentri sulla poesia o, forse ancora, sulle canzoni. “Ofeleé fà ‘l to mesteé” (pasticciere fa il tuo mestiere – in milanese) potrebbe essere la morale da trarre, ma non prima di avere indicato e sottolineato le piccole oasi di piacere che si possono trovare nella lettura di questo libro, peraltro ben impaginato e corredato da disegni della stessa Donà e dalla cura assidua dello studio grafico che ha seguito la produzione del volume. “Sto contando le perle che mi hai messo al collo/ mentre chiudevo gli occhi / Le perle di un rosario fatto di parole/ ogni perla una parola tonda / piena, fresca, che fa venire piccoli brividi sulla pelle / Non finiscono mai, continuo a farle girare, / ripassandole mille vole nelle mani: perle lisce, robuste, nuove / Ho sempre pensato che portare collane così fosse un’operazione delicata / il filo è sempre troppo sottile perché mantenga ordine e stabilità / Si trattiene il respiro, si trattiene l’aria nei polmoni / nella parte alta, nella parte sbagliata / Cosa succederebbe se si rompesse il filo? / Proverei stupore per il rumore / che le parole fanno quando cadono a terra? / Perché invece di sussurrare / potrebbero urlare queste parole dai colori forti / desiderose di esprimere calore / Salterebbero, spaccherebbero vetri, farebbero scivolare convinzioni / farebbero un rumore assordante che non è pioggia / E infine rotolerebbero tutte vicino ai miei piedi”. “ASPIRAPOLVERE: ovvero il cane da passeggio della domenica mattina: “Pulito, un po’ rumoroso / pelo molto liscio, lucido, muso piatto, / coda fine, lunga con accenni di riccioli qua e là/ Uso un guinzaglio tubolare, modello boa sintetico / che si tende sempre assieme alla coda / Un’eccitazione simultanea. / Docile ma anche testardo / scorre bene sulla moquette / e sul pavimento / il mio cane da passeggio della domenica mattina”. L’AMORE VERO SI NASCONDE IN GOLA: “Se fossi veramente innamorato di me / non lo diresti così apertamente / L’amore vero si nasconde in gola / taglia le parole / non sorpassa la lingua, / prima che l’attesa si sia fatta insopportabile ….” SOLO SEI ANNI: “Solo un gigantessco suono enlla testa spiega il coraggio che stasera mi farà salire sul palco di questo piccolo cinema teatro./ Mordo leggermente le labbra per sentire se sono viva, / scopro il piacere di fare qualcosa di pericoloso, come affrontare una platea buia, sfoderando ogni volta risorse inaspettate./ Proprio come quando percorri lunghi tratti in salita. / Proprio come quando scendi in cantina a prendere il vino e hai solo 6 anni”. Sono poesie o piccole prose di assoluta normalità, in cui una donna guida, canta, ama, pensa alla nonna, fa passeggiate in montagna. Vita normale di donna qualunque. Solo che la donna in questione è una nota cantautrice. Curiosità morbose del lettore. Sempre da Mondadori, curato dallo stesso tandem (Cristina Donà e Michele Monina) è uscito God less America. Da New York a San Francisco sulle orme del Boss. Con DVD (euro 9,80).
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aggiornamento il 09-03-2004 |
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