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BiELLE LIBRI
 

Alessandro Ballestrazzi: "La casa del freddo"
Racconto gotico nelle terre e (sulle musiche) degli Yo Yo Mundi

di Giorgio Maimone

Non è un libro indimenticabile, nè un capolavoro. Però è un libro che si lascia leggere e che, grazie anche alla brevità, tieni avvinti fino alla fine. Chiariamo subito: non ha molto a che fare con la musica. E' sostanzialmente un racconto con risvolti gotici. Gli unici agganci sono che a) ha lo stesso titolo di un brano degli Yo Yo Mundi (che racconta la stessa storia) b)è venduto assieme a un mini-cd, sempre degli Yo Yo Mundi. Nel cd (Sciopero Records) una nuova versione de "La Casa del Freddo" con la voce di Maria Pierantoni Giua (cantante e autrice, vincitrice del Festival di Castrocaro 2002), tre brani inediti (con i 17 Perso) e La Casa del Freddo tratta da Alla bellezza dei Margini. I brani inediti sono due strumentali: "La camera rossa" e "Pixies live in Prasco" a cui si aggiunge la ballata "Certifica i cambiamenti nel frattempo maturati".

Che il cd meriti più di un ascolto è un dato (a proposito: ecco la versione della Casa del Freddo contenuta nel cd). Che il libro meriti una lettura anche. Gli Yo Yo Mundi sono anche citati all'interno del libro, ma incidentalmente. Tutta la vicenda peraltro si svolge nei dintori di Acqui Terme, quindi nel loro territorio.

Si diceva un libro "gotico" con una parte finale che spinge un po' più sul pulsante del terrore, in stile Dylan Dog, per intenderci: quel terrore un po' intelligente e disincantato che può sempre trarsi d'impaccio con una scrollata di spalle, un'ammiccatina furbetta e un sorriso: "ma tu credevi che io ci credessi?"

Se togliamo invece questa sovrastruttura, abbiamo invece una storia di fantasmi. Che vengano dalla resistenza è solo un dato, almeno questo, innovativo. Per il resto abbiamo una casa (la casa del Freddo, appunto) che è l'incarnazione del male. E il freddo, fluido e denso, quasi solido, è la personificazione del male che in quella casa, che serviva per torturare i partigiani, è stato praticato.

La cornice è la storia di due amici che studiano a Bologna, ma uno di loro è originario da Prasco, la zona della casa del Freddo, che si imbarcano nell'avventura di trascorrere una notte in quella casa per poterne scrivere un articolo per Repubblica, forse quell'articolo che a loro, generazione di precari, avrebe garantito un futuro da giornalisti assunti in pianta stabile.

Come è abbastanza facile intuire, tutto va per il peggio, fino alla tragica conclusione che viene lasciata aperta, ma che lascia presagire scenari futuri ancora più terrorizzanti. Insomma, qualcosa di buono c'è, sia nella trama che nei ritratti di paese, che nel marcare il distacco tra vecchie e nuove generazioni. E poi, dicevamo, neanche cento pagine che si leggono proprio in fretta.

Dell'autore Alessandro Ballestrazzi si sa solo che è nato a Bologna nel 1956: regge la prova con qualche smagliatura narrativa (il penultimo capitolo passa senza ragione dalla prima persona narrante alla terza, salvo tornare alla prima nell'ultimo). Credevo fosse un espediente narrativo e invece no: trattasi di svista?



Alessandro Ballestrazzi
"La casa del freddo"

Editrice ImpressioniGrafiche - Pag 94 - Euro 15,00 (Libro +cd)
Finito di stampare nell'aprile 2004
Nelle librerie

Ultimo aggiornamento il 28-01-2005

   
 

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