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BiELLE LIBRI
Christian Gailly: "Be-Bop"
di Giorgio Maimone

Non è un libro, è musica! Christian Gailly, di cui già avevamo apprezzato molto "Una notte al club" ritorna sul "luogo del delitto"e ci propone un altro romanzo che gira attorno al tema del jazz, degli uomini e della musica, in particolare, se proprio vogliamo specificare ulteriormente, indagando sempre un po' sull'uomo che smette di suonare musica jazz e che poi, per un motivo o per l'altro, non ce la fa a stare lontano dalla passione di suonare e, per una serie di coincidenze, ricomincia.

Certo che in questi libri (sono dieci, ma tradotti in Italia solo due) Gailly, nato nel 1943 a Parigi, mette in gioco la propria vicenda personale. Anche lui musicista jazz, anzi sassofonista, per la precisione, descrive l'ambiente musicale dall'interno con tale precisione, adesione e passione che non potrebbe essere altrimenti che una visione presa dall'interno.

Ma in "Bebop" c'è anche dell'altro. E' proprio la scrittura a fare musica: Charlie Parker, ovviamente, visto che Basile Lorettu, il protagonista del libro, assomiglia a Gerry Mulligan da giovane, ma suona come il mitico "Bird" (beh ... "come" nel senso dello stile!), ma non solo. Provate a leggere il libro con il "Largo" di Brad Meldahau in sottofondo. Vi sembrerà che parole e musiche giochino lo stesso gioco. Il suono delle parole risente infatti della passione per l'improvvisazione, la svisata oppure il ritorno di temi guida. Pura scrittura jazz, anche se temo che con questo termine si possa intendere altro.

"La scrittura Jazz - leggo su un sito internet - è prima di tutto un modo di scrivere libero, cioè che interpreta con le parole un particolare concetto e/o stato d'animo senza attenersi rigidamente ad uno schema linguistico - letterario, perché deve venire del tutto naturale, e questo è possibile solo con l'esercizio. Essa può permettersi delle digressioni che escano dall'argomento, purché siano "intonate" con esso, nel senso che non apportino all'insieme un'idea di scoordinazione, ma che, come nel Jazz, gli diano un arricchimento ulteriore. Prendete come esempio gli assoli (nelle varie canzoni del genere) di strumenti che sono molto diversi tra loro ed eseguono tracce a volte molto differenti. Tutto deve essere finalizzato all'INSIEME".

Sotto questo aspetto, non c'è dubbio, Christian Gailly scrive jazz. E leggerlo però, al contempo, è facilissimo. Perché pur se salta da una prospettiva all'altra, pur se ogni tanto dè sfogo di virtuosistici "a solo" dove sembra difficile tenergli dietro, la scrittura di Gailly cerca e trova trame lineari. Qualcuno ha parlato di lui come di un poeta del quotidiano, di situazioni in cui poco o niente succede, ma un'intera esistenza può delinearsi o mostrarsi.

La trama di "Be Bop" è di una semplicità essenziale: Basile Lorettu, sassofonista, deve trovarsi un lavoro per riuscire a mangiare. Trova lavoro in un'impresa di spurgo fogne. Uno dei suoi primi clienti è Paul, che ha affittato una casa sul lago di Ginevra, salvo trovarsi gli scarichi intasati. Parlano di jazz, Paul va a sentire Basile e gli dice che una volta suonava. Basile lo fa salire sul palco a suonare con lui. Fine. In mezzo i rapporti di Basile con Cecile e sua figlia e di Paul con Jeanne, ma tutto appena accennato e condotto in punta di dita come due temi diversi che non si miscelano, salvo confluire nel finale comune.

"Molto importante - mi aiuta ancora il manuale sulla scrittura jazz - è la conservazione di un canovaccio coerente che unisca come un filo tutte le perle di diverso colore delle composizioni, anche se questo è presente nella mente del solo scrittore e può apparire invisibile. Infatti, anche quando non si vede, deve dare al lettore inevitabilmente l'idea di una continuità logica". E se vogliamo è esattamente quello che succede qui: una trma tenue al servizio di un gran virtuosismo di messa in scena. E devo dire che quando un libro è scritto così è un vero piacere leggerlo, sentirlo suonare, provare a pronunciare le frasi a voce alta, perché nelle frasi sta la naturale evoluzione del ritmo e della trama.

Devo confessare infine che, sotto la scena finale, che si svolge in una sorta di "cave" in un monastero in collina, ho cambiato sottofondo: la colonna sonora del film "Bird", pensato e diretto da Clint Eastwood, un altro che con la musica ci ha sempre saputo fare. Perfetta!

Christian Gailly
"Be-Bop"

Palomar - Pag 153- Euro 10,00
Finito di stampare nel gennaio 2005
Nelle librerie

Ultimo aggiornamento l'08-05-2005

 

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