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BiELLE Interviste 2008
Tutte le parole confessate ai microfoni di Bielle


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Artista
Ipse dixit!
Recensioni pagine, ascolti
10/04/2008
Almamegretta: "Le parentele nel canto tra Napoli e Africa"
«Ascoltavamo un disco di African Headcharge notando che su queste ritmiche reggae c’erano ritmiche africana, ma proprio dell’Afica nera, non tanto giamaicane, che davano un’aria di mistero alla musica e sembravano registrate chissà in quale villaggio … è invece era tutta roba prodotta in uno studio di Londra. E allora ci siamo detti, ma perché non possiamo mettere i suoni di Napoli, che vocalmente ricordano molto il modo di cantare arabo? Ci sono delle parentele con il mondo africano nel canto. E quindi è iniziato il nostro progetto e continuiamo su questa strad.
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04/04/2008
Caparezza: "L'evoluzione dell'uomo sono le scimmie"
«E’ la storia di una ragazza sessantottina di 22 anni romana, che sta guardando il concerto di Jimi Hendrix al Teatro Brancaccio nel ’68, un concerto che si è tenuto veramente, e viene risucchiata in un varco temporale che ho creato io sbattendo la chitarra su un amplificatore, emulando Jimi Hendrix. Lei si trova sul mio palco e io me ne innamoro, perché lei è una sessantottina, non è una bimba-minchia come molte delle ragazze di oggi, però purtroppo devo riportarla nel passato perché il suo arrivo ha sfasato tutto e il 2008 non è più quello che conoscevo io, ma accadono cose assurde».
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15/01/2008
Lucio Dalla: "Fare arrivare alla gente il meglio della canzone"
«C'è una canzone che è Anidride solforosa. E’ un omaggio che faccio a me stesso e anche un omaggio che continuo a fare a Roberto Roversi che non è stato solo un collaboratore, ma un leader nell’operazione che abbiamo fatto assieme. Subito dopo aver lavorato con Roversi io ho iniziato a scrivermi i testi da solo, quindi per me è stato anche un riferimento, una scuola. Probabilmente avrei potuto fare i testi anche prima, ma avendo a disposizione una collaborazione di questo tipo ho preferito lavorare con lui. E così mi sono preparato per scrivere i testi al momento opportuno».
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28/08/2007

Massimo Ghiacci (Mcr): "I Modena dopo l'inverno"
«Siamo da sempre stati percepiti come una band costantemente in tour e ci siamo resi conto da anni come per il pubblico rispetto a noi sia molto meno evidente la differenza tra un tour e l’altro, dal momento che sei fuori per presentare il disco nuovo a quando sei in giro ormai da due anni dall’uscita. La percezione delle gente è diversa. È quella di un gruppo costantemente in cammino, continuamente sulla strada».

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05/12/2007
Rita Botto: "Donna Rita, un po' caos, ma dal caos nasce il bello"
«Di Stranizza d’amuri, che poi è stato il mio primo vero disco, non so quale sia stata la ricetta. Certo che è entrato molto nel cuore della gente. Rifare la stessa cosa, non avendo la ricetta, perché sono quelle alchimie che si formano da sole, quella specie di Magaria, non avrei saputo farlo. Sarebbe stato uno sforzo che nona avrebbe portato allo stesso risultato. E allora tanto vale provare a essere se stessi. Nel momento in cui mi sono provata a fare questo disco ero questa persona».
Ascolti: "Amara terra mia"
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05/12/2007
Carmen Consoli: : "Mischiamo i dialetti, riscopriamo le radici"
«La musica napoletana ha avuto una diffusione più ampia, quella del Salento ha creato la Notte della Taranta che è un festival di rinomanza internazionali e noi piccolini vogliamo fare sentire anche la nostra voce, non per metterci in concorrenza ma per farci conoscere. Per dire anche noi ci siamo, noi di quest’isola sfigata. Con la nostra lingua con le nostre atmosfere e vogliamo riempire le sonorità del sud anche noi, non solo noi. Anche noi».
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28/02/2008
Paolo Benvegnù: "Un piccolo sunto della non-indifferenza"
«Non c'è il libretto proprio per non dare tanta importanza alla parola. Per quanto sia un disco di parola. Nella realtà il mio intento, anche se in realtà sono sempre intenti troppo concettuali, l’intento era: dico tutte queste parole nella speranza che, chiamando il disco Le labbra, da qui in poi incominci a diventare gesti e sensazioni. Poi in realtà il libretto coi testi lo stiamo facendo, scaricabile da internet. Anche in un formato vicino a quello che è il formato del libretto del disco stesso».
Ascolti: "1784"
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28/02/2008
Frankie Hi-Nrg: "L'eroismo di andare a Sanremo è più loro che mio"
«Io ha una cultura cinematografica, sia in questo brano che nell’album si sente questo sapore. L’immaginario a cui abbiamo attinto spazia dal western al poliziottesco. Ce n’è un po’ per tutti per poter sognare a occhi aperti. L’album si chiama DePrimo maggio e uscirà subito dopo il festival. Il 29 febbraio. Un disco bisestile. Sono dieci tracce che fanno a gara a imporsi nell’attenzione di chi lo ascolta - e lo dico senza falsi pudori».
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28/02/2008
Max Gazzè: "L'aspetto duale delle cose"
«Tra l'aratro e la radio inizialmente doveva chiamarsi "Come in cielo così in terra", che comprende l’aspetto duale delle cose. Ci sono canzoni sublimi ed altre più terrene che sono due aspetti opposti della stesa realtà. Canzoni come “Tra l’Evo e il medio” e “L’ultimo cielo” sono i due estremi. Di fatto tra l’aratro e la radio sono gli estremi simbolici del progresso avvenuto nel secolo. Dalla produzione artigianale alla trasmissione della voce via etere».
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27/02/2008
Francesco Tricarico: "La mia vita non è semplice"
«No, non c’è nessun rapporto con Vita spericolata di Vasco Rossi. E’ una cosa mia. Una mia visione della spericolatezza, nel senso che è legata ad accogliere delle emozioni e a viverle intensamente ed esageratamente. Abbandonandosi un po’ troppo alle cose che accadono. All’interno di una vita non tranquilla e cercando una speranza all’interno di una vita che è già spericolata di suo.».
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18/02/2008
Giua: "Una canzone sull'attesa nei rapporti"
«Ci stavo lavorando da un pezzo su questo brano, non in vista di Sanremo. Un pezzo che mi è uscito questa estate in seguito a un’esperienza diretta. E poi quando si è trattato di scegliere mi è sembrata la più giusta da portare. E’ una canzone sull’attesa nei rapporti. Sono partita da questo pensiero su come la stessa attesa possa essere strumentalizzata da parte di una persona per tenere l’altra sulla corda».
Intervista audio
08/02/2008
Davide Van De Sfroos: Il rispetto per la ruggine"
«E’ impossibile comprimere in un disco tutto quello che può accadere su un palco, però l’indole è quella. Tu hai detto giustamente c’è un approccio letterario. Quando mi chiedevano ultimamente “ma in questo periodo stai scrivendo libri?” io rispondevo “no, perché sto scrivendo un disco”. Perché per me il processo è quello: non ho “suonato” un disco, ho “scritto” un disco. Fa niente se ho in mano la chitarra».
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La pagina
06/02/2008
Flavio Giurato: il fiume carsico riapparso
«Flavio Giurato è un'anomalia del sistema, un atleta in cerca di un'Olimpiade immaginaria, un purosangue difficile da imbrigliare. Flavio Giurato è un fiume carsico che riemerge molte miglia più in là, quando nessuno se lo aspetta più". Con queste parole lo descrive Carlo Massarini, che lo ha amato e lo fatto conoscere a molti di quelli che non lo hanno mai dimenticato. Nonostante anni di silenzio discografico, il suo “culto” si è diffuso via Internet, favorito negli anni dal passaparola e alimentato da sporadiche apparizioni in concerto. Ora il ritorno discografico».
 
22/01/2008
Luigi Maieron: "La prosa è un calice di vino"
«Nel momento in cui hai una linea melodica e vai ad assemblare il disco, devi avere il coraggio di togliere tutto quello che c’è di più. Mi piace dire che se la prosa è un bicchiere di vino, il disco è un distillato. Quindi tu devi andare all’essenza nel disco. Togliere e poi soppesare i pezzi per fare in modo che dal punto di vista registico, del suono e del contenuto si chiuda il cerchio. Così hai questa idea dell’essenzialità che in un disco è forza ed è sostanza».
La pagina
21/01/2008
Max Manfredi: "io a-storico e forse anti-storico"
«Premetto che sono un astorico, forse un antistorico. Non trovo, nella storia, ricatto e riscatto necessario, non ci vedo l’apocalisse. Non mi rispecchio nella storia. Non mi fido; come fanno i cani con qualcosa che non riconoscono, o i giornalisti con qualcosa che hanno l’impressione di riconoscere. Perché la storia è sempre cronaca congelata, lettura di qualcosa in funzione di qualcos’altro».

Max Medievale

La pagina

21/01/2008

Selton: Jannacci e molto marketing
«Jannacci, tutto sommato, si potrebbe definire un tropicalista italiano. Il tropicalismo è un genere musicale latinoamericano degli anni ’60, gli anni in cui Enzo, tra l’altro, collaborava con Chico Buarque. Allora l’umorismo amaro dei testi, il nonsense e anche certe strutture musicali, hanno intrigato moltissimo i Selton. Per entrare nel mercato italiano ci sembra più "furbo" tra virgolette appoggiarsi a un autore conosciuto e in fondo nelle loro corde come è Jannacci. Un disco rivolto almercato italiano ma chepotrebbe avere successo anche in Brasile».

 
26/11/2007
Vecchioni: "Molta più rabbia che stelle"
«Molta più rabbia, ma anche molta più tristezza, più disfacimento, più abbandono, più sconforto. Sarà un po’ l’età, un po’ che le ho provate tutte e le ho viste quasi tutte, ma una situazione del genere io proprio non l’ho mai vista, né per l’Italia né per l’umanità. E non è solo un fatto politico. E’ purtroppo un fatto umano la decadenza naturale. Comunque la rabbia c’è. Le stelle sono confuse, molto confuse e anche molto appannate. Però ogni tanto qualcuna brilla e fa piacere».
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23/11/2007
Annie Lennox: "Le parole delle canzoni come cannoni"
«Credo sia qualcosa di cui tutti noi, sia pure a diversi livelli, abbiamo consapevolezza, che ci sono talmente tanti problemi attualmente. Che riguardino la sostenibilità ambientale, o il riscaldamento globale, o l’inquinamento, o la povertà endemica cronica, o epidemie, o guerre, o questa incredibile spaccatura fra fondamentalismi estremi da entrambe le parti… Così tanti problemi e, vedete, stiamo osservando il mondo e… Vedete, io ho figli e sto pensando a cosa riserverà loro il futuro. Davvero non lo so i».
 
20/11/2007
John De Leo: "giocherellando a palla col proprio cervello"
«Due anni e mezzo di vita! Non ho capito bene. O meglio forse oggi sì, riesco anche a capirlo, perché mi sono inflitto questa punizione. Ma sul serio! Mi sono rintanato due anni e mezzo con gli amici che mi chiamavano e mi dicevano “ma viene a berti qualcosa” e io “No,no, no”. Davanti a un foglio bianco per una settimana intera. Se parlassi di insoddisfazione sarebbe scorretto nei miei confronti dopo tanto lavoro e mi infliggerei un’ulteriore punizione che forse a questo punto non merito Diciamo che sto testando i miei limiti».
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29/10/2007
Paolo Dal Bon: "Gaber e gli anni '70: il periodo decisivo"
«Gli anni ’70 sono il periodo decisivo nella sua carriera, gli anni della svolta, gli anni in cui il teatro-canzone è arrivato alla sua maturazione, in cui gli argomenti che lui trattava assieme a Sandro Luporini facevano parte di tutti i dibattiti, anche se negli anni ’90, poi, su questo aspetto c’è stata una bella ripresa. Di questo decennio, per fortuna e grazie a Dio, abbiamo potuto attingere a un materiale ancora copioso. Avremo più difficoltà coi capitoli successivi, dedicati l’anno prossimo agli anni ’80 e tra due ai ’90 (che poi vuol dire fino alla fine, compreso il 2000/2001).».
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11/09/2007 Mercanti di Liquore: "l'economia, Paolini e le fiabe sonore"
«Ci siamo allargati, perché oltre alle musiche ci sono delle parti di monologhi che ci sembra giusto fare. Abbiamo Marco, sfruttiamolo (ride). Visto che come cantante non sempre si può sfruttare, quando parla invece ci incantiamo tutti. La scommessa di questo disco, come di quello precedente era, facendo un paragone un po’ stupido ma centrato, come le Fiabe sonore che ascoltavo da piccolo. Per me era una magia mettere un disco con delle musiche, le canzoncine, il narratore che racconta una storia, ma sempre col sottofondo musicale.».
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