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Ipse
dixit! |
Recensioni
pagine, ascolti |
| 26/11/2007 |
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Vecchioni:
"Molta più rabbia che stelle" «Molta
più rabbia, ma anche molta più tristezza, più
disfacimento, più abbandono, più sconforto. Sarà
un po’ l’età, un po’ che le ho provate
tutte e le ho viste quasi tutte, ma una situazione del genere io
proprio non l’ho mai vista, né per l’Italia né
per l’umanità. E non è solo un fatto politico.
E’ purtroppo un fatto umano la decadenza naturale. Comunque
la rabbia c’è. Le stelle sono confuse, molto confuse
e anche molto appannate. Però ogni tanto qualcuna brilla
e fa piacere». |
Intervista audio |
| 23/11/2007 |
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Annie
Lennox: "Le parole delle canzoni come cannoni"
«Credo
sia qualcosa di cui tutti noi, sia pure a diversi livelli, abbiamo
consapevolezza, che ci sono talmente tanti problemi attualmente.
Che riguardino la sostenibilità ambientale, o il riscaldamento
globale, o l’inquinamento, o la povertà endemica cronica,
o epidemie, o guerre, o questa incredibile spaccatura fra fondamentalismi
estremi da entrambe le parti… Così tanti problemi e,
vedete, stiamo osservando il mondo e… Vedete, io ho figli
e sto pensando a cosa riserverà loro il futuro. Davvero non
lo so i». |
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| 20/11/2007 |
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John
De Leo: "giocherellando a palla col proprio cervello"
«Due
anni e mezzo di vita! Non ho capito bene. O meglio forse oggi sì,
riesco anche a capirlo, perché mi sono inflitto questa punizione.
Ma sul serio! Mi sono rintanato due anni e mezzo con gli amici che
mi chiamavano e mi dicevano “ma viene a berti qualcosa” e io “No,no,
no”. Davanti a un foglio bianco per una settimana intera. Se parlassi
di insoddisfazione sarebbe scorretto nei miei confronti dopo tanto
lavoro e mi infliggerei un’ulteriore punizione che forse a questo
punto non merito Diciamo che sto testando i miei limiti».
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Intervista audio |
| 29/10/2007 |
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Paolo
Dal Bon: "Gaber e gli anni '70: il periodo decisivo"
«Gli
anni ’70 sono il periodo decisivo nella sua carriera, gli
anni della svolta, gli anni in cui il teatro-canzone è arrivato
alla sua maturazione, in cui gli argomenti che lui trattava assieme
a Sandro Luporini facevano parte di tutti i dibattiti, anche se
negli anni ’90, poi, su questo aspetto c’è stata
una bella ripresa. Di questo decennio, per fortuna e grazie a Dio,
abbiamo potuto attingere a un materiale ancora copioso. Avremo più
difficoltà coi capitoli successivi, dedicati l’anno
prossimo agli anni ’80 e tra due ai ’90 (che poi vuol
dire fino alla fine, compreso il 2000/2001).».
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Intervista audio |
| 11/09/2007 |
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Mercanti
di Liquore: "l'economia, Paolini e le fiabe sonore"
«Ci
siamo allargati, perché oltre alle musiche ci sono delle
parti di monologhi che ci sembra giusto fare. Abbiamo Marco, sfruttiamolo
(ride). Visto che come cantante non sempre si può sfruttare,
quando parla invece ci incantiamo tutti. La scommessa di questo
disco, come di quello precedente era, facendo un paragone un po’
stupido ma centrato, come le Fiabe sonore che ascoltavo da piccolo.
Per me era una magia mettere un disco con delle musiche, le canzoncine,
il narratore che racconta una storia, ma sempre col sottofondo musicale.».
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Intervista
audio |
| 26/05/2007 |
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Teresa
De Sio: "Noi che abbiamo resistito e siamo rimasti intatti"
«Briganti
di frontiera è una canzone comunque combattente dedicata
a tutti quelli come noi che abbiamo resistito e siamo rimasti intatti
dentro di noi. Briganti eravamo quando eravamo pischelli e briganti
siamo ora che siamo giovanotti e signorine! Tutti quelli che abbiamo
resistito siamo un po’ delle Brigate di frontiere, con una bandiera
e una dolce arma per andare a combattere battaglie. Speriamo che
queste battaglie le vinciamo. Altre siamo pronti a perderle».
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Intervista
audio |
| 03/10/2007 |
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Testa
e la targa Tenco: Un premio meritato tre volte
«Cosa
ti devo dire? Sono molto contento E anche un po’ imbarazzato,
perché i premi imbarazzano sempre un po’. Però
questo premio, la Targa Tenco, l’ho sempre giudicato il più
importante perché viene assegnato da un centinaio di giornalisti
. Poi per un disco come questo … monotematico … sono
veramente molto contento. Non so che altro dire. Iin definitiva
una delle funzioni della critica, in questo caso positiva, è
di farti anche capire se quello che hai da dire viene in qualche
modo capito, raccolto, assimilato.».
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Intervista audio |
| 04/09/2007 |
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Nada:
"Un nuovo libro? Sì ... tra un paio d'anni"
«Sto
scrivendo. Non so quando finirò, ma penso nel giro di un
paio d’anni di pubblicare un altro libro. E’ una storia,
una lunga storia. Ora dire romanzo mi sembra un po’ presuntuoso.Gli
ultimi anni sono stati in effetti molto prolifici. Adesso me la
sto prendendo comoda e dedicando tempo al libro. Ho bisogno di un
po’ per ricaricarmi. Infatti non sto scrivendo musica in questo
periodo e ricomincerò tra un paio di mesi, perché
io sono una che ha tempi abbastanza lunghi anche se non si direbbe
da questi ultimi anni in cui ho fatto uscire molti dischi».
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Intervista audio |
| 03/09/2007 |
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Davide
Van De Sfroos: "Nuovo disco a Natale"
«Il disco nuovo c'è: non ha ancora un titolo, ma è
composto di 15 brani e uscirà probabilmente per Natale Ci
siamo tenuti la voglia di registrare molto roots, senza canoni e
confini: è un disco che suona molto radicale. Ci sono molti
suoni che possono far pensare a quella America, a New Orleans: infatti
ci saranno banjo, fisarmoniche , chitarre slide, suoni molto grezzi,
registrazioni di impatto, molto libere, non prefabbricate. E’
un disco con un impatto molto “live” e con delle canzoni
per me molto importanti».
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Intervista audio |
| 25/07/2007 |
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Neffa:
"Chiamatemi Giovanni" «Neffa
è un nome “un po’ in scadenza” sento forse
l’arrivo dei 40 anni. E’ più una questione di
crescita. A vent’anni sentivo il bisogno di avere capelli
tinti, di avere un alter-ego. Di avere una vita nascosta, adesso
mi sento più vicino al mio centro e in questa ottica mi piace
non fare percorsi tortuosi. Il Neffa rap? Mah è un po’
il passato. Sai, quando fai canzoni, scrivi dei testi e li canti
è come se scoprissi una dimensione in più sull’asse
cartesiano: è difficile tornare indietro. È come se
avessi provato a nuotare in mare e riprovassi in piscina. Non è
la stessa cosa.».
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Intervista audio |
| 18/07/2007 |
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Cheap
Wine: l’orgoglio di essere indipendenti
«Credo che la nostra sia l’unica band in Italia con
alle spalle 10 anni di auto-produzione e auto-gestione! Altri non
ce l’hanno fatta a tirare avanti così a lungo, ma noi
teniamo duro e siamo anche molto contenti. È una scelta impegnativa,
ma che per noi è l’unica possibile: questa è
la musica che vogliamo suonare e non accettiamo l’idea di
piegarci a niente e nessuno. Quello che facciamo può piacere
oppure no, però sicuramente è sincero.».
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| 18/07/2007 |
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Ottodix:
un cantautore che usa l'elettronica
«Io, a dire il vero, sono un tipo conviviale, mi piace uscire
con gli amici, divertirmi. Non è che sto tutto il giorno
a riflettere sulla notte e sulla distruzione. Per sballarmi non
ho certo bisogno dell’uscita del sabato sera e discoteca.
L’età, ultratrentennale, non me lo consentirebbe neanche
più: e comunque cose del genere non mi sono mai piaciute
granché». |
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| 10/07/2007 |
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New
Trolls: Concerto Grosso 36 anni dopo
«Stefano è molto giovane ed è un violoncellista
eccezionale. Lui usa anche il violoncello per il Jazz, col distorsore,
con mille altri effetti spettacolari… è uno molto vicino
al nostro mondo. Ed è curioso constatare come si siano invertite,
in un certo modo, le parti: una volta avevamo Bacalov, che per noi
era un ‘adulto’, che interagiva con dei giovani scapestrati;
oggi noi siamo gli adulti ed abbiamo un direttore d’orchestra
giovane, ma che interpreta tutte le nostre follie».
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| 06/07/2007 |
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Eugenio
Bennato: "La mia Africa" «Sponda
sud è un po’ il diario dei miei ultimi viaggi, molto
intensi, in tante parti del mondo. Un affacciarsi al Mediterraneo
dalle campagne del nostro sud, spontaneo, essenziale per me per
riconoscere sonorità, ma soprattutto un modo di essere musicisti
che accomuna la gente di queste due parti del mare. Li accomuna
nel modo di porsi di fronte la fatto musicale, nel senso di fare
musica che spesso è parte di un rito e nel caso della taranta
è un rito di guarigione». |
Intervista
audio |
| 21/06/2007 |
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Sergio
Berardo (Lou Dalfin): "Cosa sognano i cani?" «E’
un tentativo di provare ad immaginare cosa c’è nei
loro sogni. Io so che chiunque abbia un cane ha assistito ai suoi
sogni, questi tentativi di corse, le difese, gli attacchi, il perdersi
in profondità di spazi…e allora ho provato a fare una
canzone che raccontasse i sogni del mio cane.
Poi, in questo disegno ci sono tutti gli elementi a noi cari: la
ghironda, il mio animaletotem, che da un po’ di tempo compare
in tutte le copertine, vale a dire il toro, a testimonianza della
mia fede granata ». |
Intervista audio |
| 20/06/2007 |
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I Cosi:
alla riscoperta degli anni sessanta Dovunque
suonino fanno il tutto esaurito. Merito anche dello strano nome,
I Cosi, che è stato loro affibbiato da Morgan. Sono un trio:
basso (Antonio Mesisca), batteria (Stefano Stea Aquino) e chitarra
e voce (Marco Cosma); fanno canzoni anni ‘60, in bilico tra
influenze britanniche, beat e cantautorali.
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Intervista audio |
| 13/06/2007 |
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Giorgio
Conte: "... e andammo a sfogliare verze"
«Racconta
molto di me, della mia adolescenza e soprattutto ci sono episodi
che riguardano l’approccio di due ragazzi di provincia appassionati
di musica, verso Galleria del Corso e tutto quel rutilante mondo
di canzoni e case editoriali nella speranza di riuscire a piazzare
qualche pezzo Speranza non disattesa. Questo è un librettino
da portare in tasca e leggerselo in tre o quattro occasioni con
simpatia, spero. Nuovi progetti? Uno spettacolo teatrale. Si chiamerà
Controtempo e avrà la prima assoluta al festival di Asti».
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Intervista audio |
| 10/06/2007 |
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Giua: un
nome che fa musica Esordire
con un disco che come unica indicazione porta il tuo nome è
un segno di spegiudicatezza. Forse di autorevolezza. Magari di presunzione.
Esordire con un ottimo disco, seppure dopo un'attesa di un paio
d'anni, è un ottimo biglietto di presentazione. Maria Pierantoni
Giua, in arte solo Giua, fa entrambe le cose. |
Intervista
audio |
| 02/06/2007 |
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Clan
Mamace: i ragazzi del clan e le buone idee sulla musica
Intervista molto
faticata: richiesta in settembre 2006, ottenuta nel novembre, pubblicata
a giugno 2007, quando i ragazzi forse avevano perso le speranze.
Colpa nostra e ce ne scusiamo. L'intervista merita: il Clan mamacè
avva sorpreso favorevolmente nel 2005 con Accordi e Disaccordi (premio
Bielle per i primi ascolti) e si sono confermati (premio Bielle
compreso) nel 2006. A naso direi che non è finita qui ...
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| 01/06/2007 |
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Shel
Shapiro: e la musica che va ... e ritorna il sereno C’è
qualcosa di nuovo e qualcosa del passato. Se io vado in scena e
non faccio “Che colpa abbiamo noi” o “La pioggia
che va” mi tirano le bottiglie. Ho pensato fosse più
saggio mantenere qualcosa del passato. Fare almeno qualche pezzo
dei Rokes. Anche perché ci sono alcune canzoni dei Rokes
che mi piacciono.Del passato Rokes quello che mi piace più
di tutti è “E la pioggia che va” che è
una canzone che lascia una ferita profonda su chi l’ha ascoltato
allora e chi lo riascolta. "Che colpa abbiamo noi" è
piena di significati, ma ha significati di “allora”,
anche purtroppo di oggi, ma “E la pioggia che va” è
seriamente un segno profondo.
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Intevista audio |
| 22/04/2007 |
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Rudy
Marra, l'urticante "Guarda
io sono soddisfatto del disco a livello di nascita. Adesso il problema
è che devo impegnarmi molto, ma molto, ma molto a livello
di crescita. Sennò ho paura che anche questo disco faccia
la fine degli altri miei album. Che due anni dopo mi scrivano mail
da mezzo mondo dicendo che era geniale. Due anni dopo, tre anni
dopo non mi serve a un cazzo, sia chiaro! Mi serve che adesso cominci
qualcuno a dire “ma sai, lui ha uno voce un po’ particolare,
strana, un tipo di scrittura metrica strana, una musica originale,
forse che sia uno da tenere bene d’occhio per capirlo fino
in fondo?”
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Intervista audio |
| 15/04/2007 |
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Nada: la
ragazza che non sbaglia un colpo Recentemente
l’hanno definita “la Patti Smith italiana”. “L’Unità”
scrisse di lei “la miglior rocker del Paese”. Fausto
Mesolella, degli Avion Travel, ha dichiarato di non aver resistito
“alla tentazione di librare la chitarra per la più
bella voce della nostra musica”. La verità è
che Nada Malanima da Gabbro (Li) non sbaglia un colpo da almeno
20 anni; fosse nata a NY o a Londra, oggi avrebbe il suo bel posticino
nella Rock and Roll Hall of Fame.
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| 06/05/2007 |
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Giulio
Casale: un "pollo dell'allevamento Gaber" «Gaber
aveva una straordinaria forza fisica che era peraltro specchio della
sua straordinaria ostinazione nel voler capire perché siamo
messi così male. Non arrendersi a questo, ma anzi arrivare
alla necessità di una reazione alla condizione dell’individuo
di fine novecento. L’idea di Polli d'allevamento era fare
uno spettacolo filologico. La scommessa più bella che abbiamo
vinto è stata proprio quella di essere riusciti a creare
un forte impatto in chi lo viene a vedere e non solo per l’operazione
nostalgia.».
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Intervista
audio |
| 30/04/2007 |
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Simone
Cristicchi: Cim e una canzone esplosa in mano «Questa
canzone è stato un miracolo per me. Se pensi che è
nata in pomeriggio. Io di solito ci metto molto tempo a fare una
canzone: mi metto lì, rivedo il testo, la musica, l’arrangiamento.
Questa no. È nata … è esplosa in un pomeriggio
e c’è stato ben poco da rifinire. C’è
stata l’aggiunta di un quartetto d’archi, ma il testo
praticamente è uscito fuori così, in maniera prepotente».
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Pagina Intervista
audio |
| 22/04/2007 |
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Riccardo
Tesi: l'uomo chiamato organetto «Quando
uno compone digerisce tutta la musica che ha ascoltato, le sue fonti
e ne dà una sua interpretazione. Questo è il senso
della musica d’autore e questa è la stessa cosa che
facciamo noi. Quindi c’è della tradizione, ma c’è
anche molta canzone d’autore, specialmente dal punto di vista
formale. Poi c’è del jazz, c’è del rock:
La musica non è un contenitore chiuso, ma è molto
aperto. Amo cose molto diverse e anche lontane le une dalle altre.
Poi siamo curiosi di nuove esperienze.». |
Intervista audio
Crinali
Lune
Thapsos |
| 18/04/2007 |
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Patrizia
Laquidara: funambola per convizione
«Ci
sono vari elementi che concorrono per il titolo "Funambola":
ho cominciato a scrivere il testo di una canzone che parla di
una persona che dice “guardo il mondo e penso a testa in
giù / sopra un filo che è sospeso”. Non pensavo
a un funambolo, ma poi rileggendo il testo, soprattutto la frase
che dice “L’equilibrio è un miracolo”
mi sono resa conto che mentre pensavo di parlare di me stessa,
stavo parlando di un funambolo o una funambola. Nello stesso periodo
stavo peraltro leggendo il trattato di funambolismo di Philippe
Petit, il più grande funambolo vivente. Inoltre nei testi
che ho scritto in quel periodo si parla molto di cielo».
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Funambola
Indirizzo
portoghese
Audio
Intervista
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| 15/04/2007 |
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Peppe
Servillo (Avion Travel): non più piccoli, ma sempre Avion
"In
questi quattro anni sono nati tanti altri progetti che ci hanno
visto impegnati sia come interpreti che come autori con altri musicisti
e questa esperienza è stata per alcuni di noi un ritorno
a casa. Questa esperienza è anche stato quello che ci ha
tenuto insieme, ha tenuto vita “la ditta” in qualche
modo. Da “Poco mossi gli altri bacini”
a oggi sono successe tante cose. Però questo disco per noi
è un punto d’arrivo da un lato, ma anche un punto di
partenza perché gli Avion Travel vanno a cominciare da un’altra
parte". |
Recensione
Danson Metropoli |
| 12/04/2007 |
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Patrizia
Laquidara: Tra emozioni e sperimentazioni "
...io vedo ogni lavoro che porto a termine come un passo avanti
nel mio percorso e mai come una conquista definitiva. Ma tornando
alla domanda, si, ho avuto innanzitutto la libertà di sperimentare;
poi la fortuna di potermi confrontare con musicisti che hanno un
background diverso dal mio, artisti che vivono in posti completamente
diversi da quelli nei quali vivo io. Questo mi ha dato modo di conoscere
una parte diversa di me stessa". |
Funambola
Indirizzo
portoghese
Audio
Intervista
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30/03/2007 |
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Andrea
Satta: Raccontare il proprio tempo volandoci sopra "Un
artista ha la possibilità, la fortuna e se vogliamo il dovere
di raccontare il proprio tempo, volandoci sopra, nascondendosi,
riapparendo, descrivendo la realtà in maniera obliqua? Noi
avevamo già fatto un'operazione del genere con Leo
Ferrè, con il disco 'Ferrè, l'amore
e la rivolta', che ha avuto un successo insperato, perché
si può dire che fino ad allora davvero in pochissimi in Italia
seguissero la sua attività. Io penso che sia stata una bellissima
occasione per far conoscere un artista scomodo, con simpatie anarchiche
e con il senso della libertà stampato in fronte".
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| 02/03/2007 |
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Fabrizio
Moro: "Se non arrivi in serie A, con la musica non ci mangi"
"Io
ho già fatto un festival nel 2000 ed è andato malissimo:
dopo sette-otto mesi mi sono trovato a lavorare in un cantiere.
Sono andato in causa con la casa discografica ed è finita
male. Poi mi sono rimboccato le maniche e sono andato avanti. Ho
bussato alla porta delle multinazionali… la stessa trafila
che raccontano tutti. In questo lavoro se non vendi dischi, non
arrivi in serie A, ti devi arrangiare a fare altre cose. Io faccio
il facchino in un albergo di Roma. |
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| 27/02/2007 |
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Daniele
Silvestri: Sanremo è uno stimolo per finire i cd
"Latitante
perché grazie a Salirò ho potuto smettere per un po’
di far dischi, pensare a far figli e fare per un po’ il papà
per bene”. Con questa frase - e ha gli occhi luccicanti
mentre parla - Daniele Silvestri spiega il perché del titolo
del suo ultimo lavoro. Poi aggiunge che è stata in qualche
modo una latitanza forzata, perché gli sembrava che si fosse
chiuso un ciclo. “Avevo bisogno di ripartire da zero,
di ristudiare gli strumenti, di spezzare degli automatismi".
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Il
latitante, la presentazione
Il latitante, la
recensione |
| 27/02/2007 |
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Simone
Cristicchi: un "matto" a Sanremo “È
la prima volta che si affronta un tema del genere a Sanremo. Arrivo
da un viaggio fatto per il mio documentario sui manicomi e mi sono
chiesto: “Di cosa posso parlare in maniera emozionante. Cosa
conosco bene in questo momento"? Così è venuta
fuori questa idea, che è un’alchimia, in qualche modo,
perché è anche una canzone d’amore, volendo…è
come se Ti regalerò una rosa fosse dedicata
a questa Margherita che è andata via, ma, secondo me, la
cosa più importante è che si parli di tutt’altro
nelle strofe". |
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| 10/02/2007 |
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Semisuite:
E piano piano la vita è diventata chiodi e ricordi appesi
I
nomi cambiano, il talento resta. Signore e signori, ecco a voi i
Semisuite. Che poi sono i Sulutumana senza Michele Bosisio, che
ha interrotto il suo viaggio dopo quasi vent’anni (l’incontro
fondativo con Giamba è del 1988), scegliendo il silenzio.
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| 06/02/2007 |
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Daniele
Sepe: "L'importante è far discutere" Non
le manda a dire Daniele Sepe. Se le cerca. Critiche e pareri negativi.
Ma si attira anche tanti pareri positivi. La più parte. Per
il coraggio, per l'onestà intellettuale, per la voglia di
riportare di attualità il famigerato "dibbbattito".
Sono tesi su su cui si può non essere d'accordo. Ma ci si
confronta. E dal confronto, più che dal letame, nascono i
fiori. E allora andiamo con questa "Sintonia" sul '77!
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02/02/2007 |
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Gianmaria
Testa: La dignità di De André "Ultimamente
ho fatto questo disco sulle migrazioni moderne (Da questa parte
del mare) e ho avuto come faro i dischi monografici di De André
che sono i più belli mai scritti in Italia (assieme a Titanic
di De Gregori). La buona novella, Non al denaro, non all’amore
né al cielo sono veramente dei capolavori che resistono al
tempo e quindi dimostrano la loro modernità, freschezza e
anche la profondità. Mi sono chiesto molte volte se non fosse
presuntuoso da parte mia cercare di fare qualcosa di quel genere.
" |
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01/02/2007 |
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Dori
Ghezzi: Ricordando con calma "L’idea,
come tutte le idee è nata un po’ per caso. Un bel giorno
quando meno te lo aspetti ti viene, la butti lì, convinta
o non convinta che sia qualcosa che può prendere piede e
corpo. Infatti Elena più di me si ricorda il momento in cui
ha detto “ma perché non raccogliere tutto quello che
viene detto, tutto quello che nasce intorno a Fabrizio e al suo
ricordo, tutto quello che si dice attorno al pensiero, alle opere,
ai temi per cui Fabrizio è stato sviscerato".
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01/02/2007 |
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Elena
Valdini: "Volando davvero" "Un
libro di atti sarebbe stato più accademico che altro. Inve
questo si legge come si legge un racconto, un romanzo. Il lavoro
è stato tantissimo, ma lo spunto è nato durante una
pausa pranzo. Era il novembre del 2004 e Dori ed io stavamo a berci
il caffè e a ragionare ttorno a quello che stava accadendo.
Così ci siamo chieste perché non raccogliere queste
voci. Io ho detto che ci si poteva anche provare, ed è iniziata.
I primi sei-otto mesi sono passati a ricostruire una mappa geografica:
capire cosa era successo, dove e quando nei 5 anni passati dalla
scomparsa di Fabrizio. Di che cosa si trattava, chi aveva partecipato..."
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23/01/2007 |
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Enrico
de Angelis: A proposito di Luigi Tenco "Io
penso che la lezione sua sia prima ancora che nei contenuti nella
sincerità, nella franchezza con cui questo signore mette
in canzone delle cose che sicuramente vive sulla sua pelle, in prima
persona, andando a cercare nelle pieghe più riposte dei sentimenti
degli aspetti, delle sfumature che magari noi non ci diremmo, non
ne avremmo il coraggio.". |
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20/01/2007 |
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Alessio
Lega e l'antologia francese "Nell’atto
della traduzione ci sono due intenzioni diverse con cui fare i conti:
l’intenzione dell’autore e l’intenzione del testo.
Queste due intenzioni man mano che ci si allontana nel tempo e nello
spazio differiscono sempre più. Per fare un esempio banale:
se negli Stati Uniti faccio riferimento a uno sport particolarmente
popolare dico baseball, se lo faccio in Italia dico calcio.".
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