Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
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BiELLE Interviste
Tutte le parole confessate ai microfoni di Bielle


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Ipse dixit!
Recensioni pagine, ascolti
16/12/2006 Paolo Dal Bon: Giorgio Gaber e gli anni '60
"A questo dvd noi della Fondazione Gaber ci teniamo molto; non esiste una storia di Giorgio attraverso le immagini e questo è il primo episodio di un’opera che dovrebbe avere una cadenza annuale per quattro anni, ciascuna dedicata a un decennio. Siamo partiti dagli anni '60.Ed è materiale molto interessante. Intanto perché finalmente abbiamo avuto dalla Rai il riversamento di tutto quello che esiste di Giorgio relativo agli anni ’60 e ci sono delle cose strepitose. Io personalmente ho il rammarico di non averle viste prima e di non aver condiviso con Giorgio questa gioia.".
 
15/12/2006 Luca Nesti, la sua seconda vita e il concerto virtuale
"Strepitoso nel senso che erano concerti completamente liberi che non dovevano piacere per forza, che non stavano dentro a strategie né di comunicazione, né di doversi adattare per piacere a un certo tipo pubblico. Questo mi è sembrato fantastico! Una persona onestamente che da casa sua faceva un concerto nel modo più libero senza nessuna ansia. E così mi sono chiesto “ma come ci può stare dentro a questa scatoletta un mondo così animato? Non so definirlo meglio. Una cosa di così tanto spessore, ecco. E questo mi ha sorpreso".
 
05/12/2006
Cecilia Chailly da sola con alone
"E’ stato molto bello proprio ritrovare le sensazioni dell’infanzia, come se fossero rimaste lì ad aspettarmi. Non era solo un celebrare il tempo, ma proprio ritrovare quelle emozioni di quando sei piccola. E io lo volevo però di più riferire a un inconscio collettivo, cioè a quel bambino interiore che c’è dentro di noi. A me pesa a volte la vita così com’è. Pesa questa realtà. Per cui per me la musica è uno sfogo, una via di uscita. Mi è pesato vivere quel momento, mi è pesato essere così da sola, anche le mie incapacità … "
Alone
03/12/2006
Ginevra De Marco: la gioia del canto popolare
"Mi sta piacendo moltissimo fare l'interprete. Non so bene dove mi porterà. Sono qui che ci penso e ci rimugino, ma questo mondo arcaico, così pieno di significati che porta con sé tanti valori e tante cose che è bello tramandare, è qualcosa che mi sento vivere dentro nella mia voce che si è ulteriormente rinsaldata con la maternità, diventata ancora più calda. E’ stato Riccardo Tesi che in tempi non sospetti mi ha fatto notare questa cosa: questo approccio così di sentimento. Che io ho e profano. Questa voce così naturale che io ho alla fine e che non vive delle caratteristiche proprie della musica popolare, lui mi diceva “la tua cosa bella è questa”.
Stazioni lunari prende terra a Puerto Libre
13/11/2006
Gianmaria Testa: canzoni senza compromessi
"Una sola canzone, quella che apre il disco, “Seminatori di grano” è nata già da tempo. Poi man mano sono nati altri spunti, abbozzi, canzoni. Ma il disco non usciva. Tanto che avevo già pensato di inserire quelle due o tre canzoni in qualche disco sparso. A un certo punto invece ho letto un libro di Erri De Luca, scritto magnificamente, come tutti i suoi libri: “Solo andata”, un romanzo in versi. Ed è stato come se mi dicesse “lo vedi che si può scrivere in poesia di questi temi?”
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Recensione
28/10/2006
Gianmaria Testa: le emozioni che generano canzoni
"non scrivo mai su comando, neanche di me stesso, non lo so fare. Scrivo quello che il tarlo dell’ispirazione mi fa scrivere e adesso mi sembrava che questo tema mi pesasse molto, mi facesse sentire a disagio. Sono fra quelli che pensano che, se uno sta male nel mondo, anch’io non posso essere completamente felice, allora ho scritto questa cosa, ma non è programmatica, non è un cambiamento, non è una maturazione. È soltanto che avevo dentro questa cosa da buttar fuori".
28/09/2006
Giangilberto Monti: tre maudits per venti canzoni
"Questo è un disco che raccoglie 20 canzoni molto note e famose, che fanno parte della canzone d’autore francese alta, ma che allo stesso tempo in Francia sono anche molto popolari e sono anche dei miti internazionali. Quando sono arrivato in sala d’incisione volevo fissare il lavoro fatto in un anno di lavoro del recital che ha preceduto il disco e naturalmente tutto il lavoro di traduzione. Il disco esce ufficialmente il 29 settembre e lo stesso giorno lo presento ufficialmente al teatro Out-Off di Milano con un concerto. ".
Recensione
19/09/2006
Giovanni Rubbiani (Caravane de Ville): Tempi tribali
Quando ho lasciato i Modena City Ramblers e cominciato l’avventura Caravane de Ville la mia idea era appunto di spostarmi dal contesto folk dei primi - legato al dialetto e a cose come le mondine, la musica dell’aia, gli strumenti della tradizione popolare, il pub, eccetera - ad un qualcosa di più cittadino: mi sono quindi orientato verso le chitarre elettriche, i violoncelli, i bidoni, le percussioni e ho lasciato stare gli strumenti tradizionali. Casbah è la Metropolis che si è mischiata, che si è contaminata: è la città che vive dei contrasti legati all’arrivo dei maghrebini, degli islamici e degli africani, che si colora di altre storie".

Casbah

Metropolis

14/09/2006 Federico Sirianni: il barman della musica. Shakera e servi ghiacciato
Uno dei rari vantaggi di "fare il cantautore" è quello di poter utilizzare per i miei racconti l'atmosfera musicale che ritengo più adatta, o quella che in quel preciso momento mi piace di più. In realtà ho gusti musicali schizofrenici e, siccome mi piacciono i cocktail, opero anch'io nella musica come una specie di barman. Per ogni genere musicale un alcolico: birra e bourbon per il blues, vodka e rakia per la musica balcanica, cognac e vino rosso per le ballads, tequila e mezcal per il west-mex, pastis per la patchanka. Shakera tutto e servi ghiacciato. Questo, signore e signori, è il mio nuovo disco!

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28/08/2006

Mimmo Locasciulli: come non perdere la bussola ...
"Per me, scrivere canzoni non è mai seguire una regola, anzi… per me è come salire in macchina da ubriaco: sai dove parti, ma non dove arriverai. E "Intorno ai 30 anni", più che una canzone, era una formale protesta nei confronti del calendario che girava dalle pagine dei venti a quelle dei trenta. All’epoca, nonostante già lavorassi ed avessi già famiglia, la sola idea di entrare nel mondo dei trent’anni costituiva per me un’intollerabile assunzione di responsabilità". "In fin dei conti, non mi sono fatto il trapianto di capelli come l’ex premier, non mi sono arreso alla chirurgia estetica, almeno lasciatemi quest’inno!”.

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Intervista
28/08/2006 Grazia Verasani: "Quo vadis, Grazia? Velocemente da nessuna parte"
"Sì, nasco cantautrice dal Festival di Recanati. Ma ho smesso. Semplicemente ... perché non mi hanno più fatto fare dischi! E' da anni che non scrivo canzoni. Ho scritto testi per altri. Però è una cosa completamente diversa. Per tre anni non ho avuto tempo neanche di pensarci. Da quando c'è stato il film di Salvatores tratto da "Quo Vadis baby" ho notato che la mia vita ha preso delle pieghe un po' frenetiche. Chissà… Forse non sto andando da nessuna parte …
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"Quo Vadis, Baby" il film
15/08/2006 Smoke: con la Giamaica nel cuore
“Non è assolutamente semplice suonare il reggae, è vero che al giorno d'oggi tanti nuovi gruppi si avvicinano a questo stile e, ahimè, purtroppo pochi riescono a suonarlo bene. Ci vuole innanzitutto una profonda conoscenza e rispetto per la cultura black, credo non basti il solo ritmo in levare per poter dire che molta gente suona del reggae".
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12/08/2006 Lara Martelli e il disco che non c'è
"Credo, spero ci sia stata un’evoluzione negli ultimi anni. La mia voce ha subito notevoli cambiamenti di registro. E’ normale: il tempo cambia la voce, gli stravizi cambiano la voce… scuola Joplin (ride). Però, avrai notato che ci sono molte variazioni in questo lavoro; non è monotematico, abbiamo voluto dare diversi indirizzi. Diciamo che abbiamo cercato di prendere quanto più possibile dal mio bagaglio musicale".
 
 
10/08/2006 Valentina Lupi: di cappuccetti rossi e di ghepardi
"No, non è così difficile fare un disco se si ha qualcosa da dire e se si trovano i canali giusti. Però credo che si debba avere qualcosa di concreto, di molto forte da dire e da manifestare. Bisogna crederci tantissimo, in poche parole. Devi combattere con i locali, con le etichette, con chi non ti paga, con le agenzie… Poi, alla fine le stesse cose contro le quali combatti all’inizio son quelle che ti ripagano”.
 
30/07/2006 Mimmo Locasciulli: non è per tutti la canzone d'autore
“Sglobal” è il brano che da il titolo all'album. La canzone mi è venuta in mente guardando un servizio televisivo sui fatti di Genova, al G8, con i casini accaduti e gli scontri tra le forze di polizia e i no-global. Pensavo alle ragioni che sono alla base delle azioni del movimento, ma anche alla facilità con cui si oltrepassano i limiti.Usando il termine Sglobal, con la esse privativa ho voluto esprimere la mia disapprovazione e condanna verso il sistema che ho appena descritto, ma nello stesso tempo ho voluto dare un segno di distinzione alla mia posizione nei confronti di un scelte tattiche, atteggiamenti e presupposti tipici dei no-global, da me non pienamente condivisi.
 
15/07/2006 Cesare Basile: la dolcezza del noir
"Cerco di usare pochissimi filtri quando racconto. Le storie che scelgo sono forti perchè probabilmente non mi preoccupo di addolcirle, ma cerco di farle arrivare esattamente come le vedo e come in effetti sono. Nel caso di “Fratello gentile”, sarebbe stato praticamente impossibile raccontare quella storia senza utilizzare quel tipo di linguaggio. La canzone mi è stata ispirata da un bellissimo romanzo, “E morì ad occhi aperti”, di Derek Raymond, autore di noir inglese.
 
04/07/2006
Stefano Tessadri: le storielle che valgono una vita
"Non m'interessa affatto, nemmeno come ascoltatore. Io voglio confrontarmi coi grandi temi: Amore, Vita, Morte … in una canzone ho persino pronunciato la grande parola proibita del nostro tempo: tumore … Io non sono di natura un essere politico, ma nemmeno certo un minimalista. A me interessa l'essere umano, col suo percorso individuale ed epico, io scrivo storielle che forse non hanno nessuna utilità sociale, ma emotiva si.
Recensione
14/06/2006
Spinetti e Magoni: la pelle della musica
"Il progetto si basa sempre esclusivamente su noi due. Infatti, il primo cd è il seguito vero e proprio di ‘Musica Nuda’, mentre il secondo – che è un regalo che facciamo a chi ci ascolta – non è altro che la registrazione su disco di quel che avviene abitualmente durante i nostri concerti,con un sacco di amici che si alternano sul palco regalandoci le loro voci e i loro strumenti".
 
14/06/2006
Francesco Magni e il tesoro perduto
"Il mio amore per la musica nasce dal canto dei miei genitori e dal ritmo del loro lavoro: mio padre batteva i materassi e il ritmo della battitura era impressionante, mia madre cuciva e vai di melodie, il resto è secondario. Sembra un mondo idilliaco, il canto è di grande conforto alla fatica"
Recensione
14/06/2006
OttoOhm: la passione "naif" per il vintage
“Principalmente, e qui mi ricollego al discorso di prima, è la passione per il vintage, per tutte quelle apparecchiature che oggi sono diventati software, comunque ben lontani dal suonare come gli originali. Il principio è abbastanza semplice: per fare un piano Wurlitzer non serve una tastiera capace di simulare un Wurlitzer: serve un Wurlitzer. Perchè, io credo, il suono è fatto anche di questo, dalla passione che metti nell’aggiustare un vecchio amplificatore”.
Recensione
18/04/2006 Quintorigo a Radio Città Aperta
Quando hanno telefonato per dire che stavano arrivando in radio con una macchina ed un furgone, ho pensato: “E adesso… dove li metto?”. Cinque componenti del gruppo con strumenti al seguito, manager, fonico e fotografo, tutti nel nostro “acquario” della diretta? Tutti insieme appassionatamente? Ma si, e che il cielo ce la mandi buona.
"Il cannone" Recensione

Luisa Cottifogli: "Rumi"
10/04/2006 Gang: Il seme e la speranza
Sicuramente c’è la voglia di riportare tutto a casa, e poi il seme incarna lo spirito di rigenerazione, di ricostruzione creativa sulla base di ciò che una comunità ha in termini di risorse e di abilità. Il seme perché è simbolo di libertà in un'era di manipolazione. Il seme, infine, perché in esso la diversità culturale converge con quella biologica e la questione ecologica si identifica con la giustizia sociale, la pace, la democrazia.
 
23/03/2006
Claudio Lolli e la scoperta dell'America
È un sogno molto arrabbiato. È una storia di Bologna: due anni fa ero con mio figlio e siamo passati da Piazza Verdi, che è nella zona più tossica di Bologna ma è anche molto centrale, e lì ho avuto modo di vedere questa differenza eccezionale tra della gente tutta elegante che passava da lì per andare alla prima del Comunale e i tossici seduti per terra tra bottiglie di birra rovesciate. Così è uscita questa canzone".
En attendent Lolli
22/03/2006
Paola Turci: la necessità di fare scelte
"Ero contenta che un’associazione così importante avesse notato la mia canzone. Ma addirittura vincere, con una motivazione come quella che ha dato Amnesty Italia, è stato un onore, sia a livello personale, sia per il fatto che riporta a parlare di una tragedia della quale si è parlato vergognosamente poco”.Però io penso si debba sempre fare una scelta. Scegliere se farsi giudicare e quindi essere un po’ più modesti nell’emotività, oppure osare e accettare di essere criticati pur di esprimere ciò che si prova”.
Recensione
19/03/2006

Eugenio Finardi: ma come è bello avere un'anima blues!
“Siamo una band! Siamo quattro vecchietti: io, il grande batterista del blues italiano Vince Vallicelli e Pippo Guarnera, immenso virtuoso dell’Organo Hammond, che con la mano sinistra funge anche da bassista; eppoi alla chitarra abbiamo Massimo Martellotta, il nostro ragazzo prodigio, romano tra l’altro, una delle mie più grandi scoperte musicali” Sono m
olto fiero di quest progetto, questa è la realizzazione di un sogno. Quello che rende così magica Anima Blues è che siamo quattro persone che fanno esattamente quello che volevano fare, senza compromessi”.

Recensione
24/02/2006
Luigi Grechi: da sempre "accusato di libertà"
“Accusato di libertà” era anche il titolo di un brano del mio primo album che in termini non espliciti ma in poetici, parlava di un desaparecido in Cile. All’epoca c’erano persone che sparivano nel nulla magari solo perché erano ubriaconi, marginali, o avevano amicizie sbagliate. Quindi anche senza essere direttamente impegnati nella politica, sono finiti lo stesso nelle grinfie della repressione. A questo si riferiva “Accusato di libertà”, non a me che allora non ero accusato di niente, neanche dopo mi hanno accusato di niente. Però “Accusato di libertà” è senz’altro una frase che può stare bene, sempre di più, a molti di noi oggi.
Concerto
23/02/2006
Manuel Agnelli: come si dice "Iene" in inglese?
“Certo, ci sono pro e contro. Io mi ritengo avvantaggiato, perché conosco l’inglese molto bene. E’ chiaro che migliorerò suoni e pronuncia col tempo, visto che ho ripreso a cantare in inglese da poco. Per quel che riguarda i testi, l’obiettivo che ponevamo era di riportare i contenuti anche in inglese utilizzando le frasi che avevano già funzionato in italiano e quelle che non ci erano già piaciute in italiano sostituirle completamente".
Recensione
23/02/2006
Francesco Grassiccia (NightHawks): sulla scia dei cantautori storici
“Siamo di Siena e abbiamo tra tra i ventiquattro e i ventotto anni. Il disco, come già sai, l'abbiamo arrangiato in due (io e mio cugino) ma ora siamo un vero e proprio gruppo: alcuni di quelli che hanno collaborato si sono decisi a fermarsi! Abbiamo cantato in inglese perché erano canzoni che avevo scritto già da un po’ di tempo (alcune con il gruppo precedente). Sono canzoni che risalgono quindi a qualche tempo fa anche se gli arrangiamenti, la strumentazione e l'approccio alla musica sono del tutto nuovi”.
PrimoAscolto
19/02/2006
Saverio Gliozzi (SursumCorda): "In volo" meritava una vita propria
Il risultato è questo cd che, man mano che lo registravamo, ci siamo resi conto che poteva (e forse ‘doveva’) avere anche una vita propria e ci siamo decisi a stamparlo (seppure in tiratura limitata, 500 copie per la vendita e 200 omaggio) e a divulgarlo mettendolo anche in vendita presso il Bookshop del Museo Diocesano di Milano. Per il momento la vita di questo disco parrebbe limitata ma noi tutti ci auguriamo che possa guadagnarsi una sua dignità e credibilità anche dopo che la mostra sarà terminata (il prossimo 7 maggio).  
Rece
25/01/2006 Carlo Muratori: tra le arance e le canzoni
"C'è troppo vento per uscire in bici ed anche per una passeggiata fra i campi. Nei momenti in cui non faccio il contadino ma il musicista, e il cantastorie vado, incontro, canto.... questa sera altro concerto a Lentini, poi Siracusa, Priolo... insomma un bel periodo ricco di impegni. Sono appena tornato da Cremona, Torino (il mitico Folkclub) e La Spezia. Il nuovo disco, uscito a febbraio per Ekomusic "Sicily", continua ad andare molto bene. Non per merito mio; ho deciso (forse furbescamente) di pubblicare una re-interpretazione delle celebri canzoni siciliane, un disco di cover insomma!"
 
19/01/2006
Gualtiero Bertelli: il maestro magro, Nina e altre storie
Ormai da 3 anni ho avviato una collaborazione con Gian Antonio Stella, il noto giornalista del corriere autore di libri di grande successo come "L'orda" sull'emigrazione italiana o l'ultimo "Il maestro magro" che ha già avuto molti riconoscimenti Naturalmente non ho dimenticato di essere anche un cantautore. L'anno prossimo "Nina" compie quarant'anni (l'ho composta infatti nell'aprile del 1966). Farò il possibile per produrre un CD che raccolga le mie canzoni vecchie (e difficilmente trovabili) più significative e alcune di nuove che scalpitano per farsi sentire.
 
13/01/2006 John Trudell: La libertà è una bugia
... mi guardo intorno e vedo che il mondo è diventato una “Riserva Industriale”. Sai, c’è una classe dirigente industriale su questo pianeta ed ha trasformato tutte le nazioni e tutti i paesi in un’enorme Riserva. Così, tutti i popoli che sono cittadini di queste nazioni stanno affrontando ora ciò che gli Indiani hanno affrontato in passato: insicurezza economica, le loro vite sono… loro non sopravviveranno: qualcosa sta assumendo il controllo delle loro vite. Così, questo è ciò che intendo: ognuno è un Indiano, ora.