Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


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BiELLE DISCHI
Le RECENSIONI degli album uscite nel 2007

Data
Copertina
Giudizio
Interviste, pagine, ascolti
04/05/2007
Luca Barbarossa: "Via delle storie infinite"
È un disco di sano artigianato, dove le canzoni sono tutte suonate e da musicisti veri, un disco che suona acustico e gentile e dotato di guizzi in grado di interessare anche l’ascolto più distratto. . D'altra parte cosa ci si può aspettare da un musicista nato al suono della west coast music, che ama i suoni "biologici", i temi teneri, l'approccio gentile sia alle orecchie che alle tematiche e che, nonostante la lunga assenza, o forse proprio per quella, ha tanto da raccontare? Un disco che non dovreste mancare di ascoltare.
Intervista
Intervista audio
Ascolti : "Aspettavamo il 2000"
04/05/2007
Vasco Rossi: "Il mondo che vorrei"
E' evidente che il Vasco degli esordi era un altra cosa, ma gli esordi sono passati (e anche da tanto) i tempi sono cambiati (e pure di parecchio) e il Vasco (miliardo più miliardo meno) è quasi sempre lo stesso. Una sorta di assicurazione contro l'invecchiamento. Quelle sane buone e vecchie cose di un tempo che ritornano anno dopo anno. Come il Natale.
 
04/05/2007
Luciano Ligabue: "Primo tempo"
E' il miglior Ligabue degli ultimi dieci anni. Per forza! E' il Ligabue di dieci anni fa! La ricetta è presto fatta. Prendi un artista sulla cresta dell'onda, fagli incidere un album retrospettivo che racconti tutta la sua storia in musica. E faglielo dividere in due parti: dalle origini al 1995 e dal '95 a oggi. Aggiungi un inedito d'atmosfera e molto ispirato. Aggiungi un secondo dvd dei video dello stesso periodo. Il risultato è una bellissima operazione, commerciale quanto si vuole, ma destinata restare.
 
27/04/2008 Patty Pravo: "Patty Pravo cd+dvd"
La raccolta raccoglie il meglio della produzione di Patty Pravo dal 1966 al 2004, da “Ragazzo Triste” a “Pazza idea” fino a “Una mattina d’estate”; imperdibile il dvd con esibizioni live d’antologia come “Ragazzo triste” eseguita a canzonissima nel 1966. Un occasione unica per riscoprire l’unica vera icona pop italiana, l’unica - come recita il suo sito - in grado di muoversi in contesti internazionali senza sudditanze di sorta.
 
27/04/2008 Patty Pravo: "Spero ti piaccia ... pour toi"
E' l'ultimo album di Patty Pravo, un omaggio sentito e sincero nei confronti di Dalida, ripercorrendo alcuni dei classici senza tempo della cantante italo-egiziana. Pattry Pravo ha il merito principale di non rifare Dalida, ma di fornire una propria versione di quelle canzoni. Non sono le stesse. Sono altre, come altra è l'artista.
 
27/04/2008
Massimo Bubola: "Ballate di terra & d'acque"
Ci si chiedeva come sarebbe stata la vita artistica di Massimo Bubola ora che era finito il suo sodalizio con Michele Gazich. Bubola riparte dal rock, o meglio dalla rock ballad e lo fa con grande dignità. "Ballate di terra & d'acqua" ha un suono robusto e deciso e contiene almeno quattro grandi canzoni e una serie di buoni pezzi. Imperdibile? Sì. No. Con qualche riserva. Ma un grande esempio di come si debbano fare i dischi di ballate.  
Ascolti: "Cambiano"
Intervista su De André e altro
20/04/2008
Sulutumana: "Arimo"
Un pianoforte, un violino, un contrabbasso, una voce. Una musica che sembra venire da lontano, dalle sponde del lago, da quella cucina con l'acqua sul fuoco, dove la radio a valvole irradia melodie per l'aria. Che non si spegneranno presto. Musica per giorni di pioggia. Se non fate attenzione potrebbe farvi scivolare via sulle onde dei rigagnoli.
Intervista audio
Ascolti : Canzone di Iole
19/04/2008 Riccardo Tesi: "Presente remoto"
Più che un disco, un happening. Un gioco di specchi tra passato da rievocare, il presente che è frutto di quel cammino e il futuro, che sarà figlio di tutto quel che si è costruito sinora. Un gioco di piani temporali scoperto fin dal titolo del disco, «Presente remoto». Un album che ha nella varietà la sua dote principale, perché vario e pieno di incontri importanti è stato il percorso del suo autore e protagonista.
 
18/04/2008
Massimiliano Larocca: "La breve estate"
Sotto questo bel titolo letterario, che ricorda da vicino Cesare Pavese, Massimilano Larocca allinea una serie di ballate dal profondo profumo americano. Un disco con ospiti eccellenti (da Joel Guzman a Andrew Hardin, da Lino Straulino ad Andrea Parodi, da Carlo Muratori a Luca Mirti) per far sognare che tra cielo di Toscana e cieli del Messico non passino che poche note di chitarra. L'abuso di rime non limita il piacere di un album che girerà a lungo sul lettore. Imperdibile.
Ascolti: "La petite promenade du poete"
17/04/2008
Caparezza: "Le dimensioni del mio caos"
Michele Salvemini inventa il "fonoromanzo" e vince la sua sfida. Un album che va oltre il concept e che mira all'opera rock. Una ricca trama che si richiama al sessantotto per virare sulla critica puntuale dell'attuale, in un tripudio di giochi di parole (tra cui quello del titolo) e di stili musicali che ri rincorrono. A completare l'effetto multimediale il libro "Saghe mentali" (avete letto bene, saghe) che comprende i testi del cd, resi letterariamente più densi. Con una risata vi seppellirà.
Intervista audio
06/04/2008 Eugenio Bennato: "Grande sud"
Un mix adeguato di passato prossimo e remoto e novità, confluite in un disco che suona comunque unitario.La dignità dei dischi di Eugenio Bennato si respira da lontano, dalla copertina austera, alle scelte senza compromesso, alla personalità verticale che emerge dalle storie raccontare e dal modo scelto per cantarle.
 
06/04/2008 I Luf: "So nahit in Val Camonega"
Dodici brani in dialetto camuno per i Luf. Sono 50 minuti di emozioni, di danze, di attimi per pensare, di impegno politico e sociale, di attenzione per le piccole cose del mondo. Non è per niente che i Luf siano tra i preferiti da Bielle e che l'affetto sia profondamente ricambiato (almeno speriamo). Vogliamo farci male? Continuiamo a ignorare che in Italia ci siano gruppi che fanno seria e autentica musica popolare! In caso contrario ascoltiamo e facciamo ascoltare i Luf: una boccata d'aria fresca.
Intervista audio
Ascolti: Pater Noster
05/04/2008 Giua: "Giua"
Giua a Sanremo è molto meglio del precedente Giua. Contiene le stesse canzoni, più quattro brani e tutti e quattro volano ben oltre la sufficienza. Forse Giua è ancora un po' acerba, certamente può migliorare, ma Gianluca Martinelli e Beppe Quirici accanto a lei offrono buone garanzie sul piano dei testi e della musica rispettivamente. Nella speranza che il terzo disco non si chiami "Giua di Giua" ...
Intervista audio
30/03/2008 Antonio Lombardi: "L'uomo che ascolta le formiche"
Non sono canzoni popolari in senso stretto. Nel senso che sono tutte di pugno dell'autore, ma sono canzoni che parlano di campi al sole, di ciliegi, peschi, meli e neccioli, di minestroni, di reti tirate a riva. Non sprecheremo iperboli o paroloni. Non c'è il capolavoro, ma un ottimo lavoro, serio, ben suonato, scritto e cantat e vale la pena di essere ascoltato, anche per uscire dalla pigrizia dei soliti ascolti. Volete cambiare? Provate con Antonio Lombardi.
Ascolti: La Madonna del Molinello
30/03/2008 Cristina Donà: "Piccola faccia"
Cristina Donà cerca l'essenziale e lo trova. Un disco minimo più che minimalista: un lavoro da camera, ma che la camera la riempie benissimo, di buoni suoni e buone parole. Gran merito al lavoro chitarristico di Francesco Garolfi. Altrettanto al produttore Peter Walsh che assembla al meglio i pochi colori a disposizione. E la maggior parte del merito al coraggio di Cristina e di quella "riconoscibilità pulita" che è diventata la sua cifra distintiva.  
 
25/03/2008
Umberto Sangiovanni & Daunia Orchestra: "Calasole"
Quel blu di Prussia del cielo, il bianco bruciato della case, il verde faticoso dei campi, il grigio della terra e il rosso incongruo di un divano che appare, imprevisto nella foto di copertina (di Giovanni Rinaldi). Sono gli elementi visuali che incarnano le storie disincarnate nella musica della Daunia Orchestra e di Umberto Sangiovanni. Un album dedicato a Giuseppe Di Vittorio, sindacalista e bracciante e a tutti braccianti e cafoni di allora e di ora.
Ascolti: "Calasole"
23/03/2008
Carlo Muratori: "La padrona del giardino"
Carlo Muratori, da sempre, ha una doppia produzione: la prima dedicata alla musica popolare siciliana, la seconda alla canzone d'autore. In entrambi i campi ha ottenuto risultati eccellenti. Un'opera mediterranea, di pietre e di calcina, di olive e di braci, di vento e di sole. "La padrona del giardino" è un album all'aria aperta, che si porta dentro, nel bene e nel male, le luci e le ombre che dall'aranceto di Muratori in Sicilia si allungano sul mondo.
Ascolti: "L'amore che beve"
19/03/2008 OfflagaDiscoPax: "Bachelite"
Sono altri nove racconti che si dipanano su un tappeto di elettronica assortita, con pochissimi altri strumenti, e che narrano la vita in provincia, ora e qualche anno fa, in Emilia (rossa), ma anche in ogni altro dove. Max Collini ha la struttura del romanziere, anche se preferisce, per ora, limitarsi ai racconti.
Ascolti: "Sensibile"
18/03/2008 Fabularasa: "En plein air"
Fabularasa è più che una promessa. Nel passaggio dal demo all'album, il gruppo pugliese conferma tutto quello di buono che aveva lasciato intuire. "En plein air" è un disco che si stacca di una spanna sul panorama degli emergenti, per i valori letterari dei testi, per la complessità delle trame musicali, per le molte letture che consente. E poi contiene "Fiorile", una canzone che è un inno alla gioia di vivere e due sentiti omaggi alla migliore tradizione cantautorale: Vecchio frac di Domenico Modugno e Giovanni telegrafista di Enzo Jannacci. Un'opera prima che è una consacrazione.
Intervista audio
Ascolti: "Fiorile"
10/03/2008
Daniele Sepe/ Rote Jazz Fraktion e Ensemble Micrologus: "Kronomakia"
Potrebbero scriverglielo sul frontespizio dei dischi: "non mi prenderete mai vivo!". Daniele Sepe è difficile da inquadrare, ancora di più da etichettare o da definire. Per finire, sono 65'34"di musica continuata, come nelle migliori tradizione di Daniele Sepe che ama infarcire i propri dischi come zeppole di San Giuseppe. Cantata in latino e di derivazione o deriva sacra. Du maroni acsé? No, niente affatto. Aria pulita, cieli limpidi, musica cristallina. Chapeau!
Ascolti: "Norwegiae Lignum"
09/03/2008
Fiumanò Domenico Violi: "Il biciclettista"
Un disco che conosce la poesia degli ultimi e delle piccole cose e la musica del mondo che ci gira interno, dolcemente, amaramente, disperatamente, ma non senza redenzione: é "una terra di fuoco e di chiodi / dove la vita non vale uno sputo / La strada dell'uomo sembra tutta in salita", ma c'è ancora lo spazio per l'emozione dei "saltimbanchi, trasformisti / giocolieri e grandi, grandi artisti" e, perché no?, musicisti. "Un'altra magia e poi se ne andrà via / sparirà così nella notte", ma a noi rimane il sapore di quella magia ed è persistente e buono, come sapone di bucato.
Ascolti:
"Pedala pedala"
08/03/2008
Edoardo Cerea: "Disperanza"
Ci sono dei dischi (o dei CD, come dovremmo scrivere ora) che ti viene voglia di risentire subito subito dopo il primo ascolto. Anzi che ti fan venire la voglia di prendere la chitarra e imparare subito un paio di canzoni. “Disperanza” è uno dei dischi più belli, più importanti degli ultimi venti anni. Suoni, produzione, testi, grafica, voce e tutto quel che ci vuole. A qualcuno importa. Appunto.
 
04/03/2008
Baustelle: "Amen"
Il clima è cupo, ci si muove in una società in cui le persone hanno perso i valori. O non li hanno mai avuti. Ragazzi con il cuore infranto che vedono solo la fine; bilanci emozionali fallimentari, esperienze che non portano a migliorarsi, ma soltanto a sprofondare nello sconforto. L’inquietudine pervade il mondo. Un bel quadretto, non c’è che dire. Ma...
 
02/03/2008
Paolo Benvegnù: "Le labbra"
Disco di parecchie pretese e tutte mantenute. E già questo non è facile. Non si presenta come prodotto di consumo e non lo è. Quindi dategli il tempo necessario per aspettarlo, ascoltarlo e capirlo.Un piccolo sunto dell’amore e odio oppure dell’amore. Sicuramente della non-indifferenza. Una pietra miliare che, d'ora in poi sarà necessario tenere presente per valutare il cammino della musica d'autore in Italia.
Ascolti: "1784"
28/02/2008
Scraps Orchestra: "Nero seppia"
Nel precedente disco la Scraps Orchestra aveva mostrato l’impasto biologico del talento che si conserva con le idee, senza scorciatoie issate fra i neuroni e le orecchie. In quest’ultimo, oltre a confermare il buono che già si conosceva, ha strafatto e perfino bene. Mantenendosi alla lontana dalle secche, hanno mescolato musica popolare, jazz, ballate prettamente italiane a echi dei Balcani e stratagemmi elettronici.
 
23/02/2008 Giuseppe Righini: "Spettri sospetti"
Noir, sghembo, onirico e dai forti contenuti teatrali. Un disco che da un lato culla, dall'altro fa venire i brividi. C'è molta fantasia, molta infanzia, lo stesso clima tetro e dolce consacrato dal mondo delle favole. Un Walt Disney degli esordi, reinterpretato con la fantasia oscura di un Tim Burton.
Ascolti: La strage di san Valentino
18/02/2008
Slowfeet: "Elephant's memory"
Un disco di brani vecchi che vecchio non sembrerà mai. Perché questa è storia della musica. Di sicuro loro si sono divertiti moltissimo a farlo. Altrettanto di sicuro noi ci divertiamo ad ascoltarlo e a riascoltarlo. 
 
11/02/2008

Banda Elastica Pellizza: "La parola che consola"
Un disco o un acquarello? “La parola che consola”, esordio ufficiale su disco di Banda Elastica Pellizza è come un quadro di Folon, ironico ed etereo. I temi sono molteplici, ma il filo che lega tutto, che apre e che chiude il lavoro, è sicuramente quello del potere taumaturgico della parola. Come dice molto esplicitamente il titolo.

 
10/02/2008
Lorenzo Cherubini aka Jovanotti: "Safari"
Che musica fa Jovanotti? Rap? Rock? Canzone d'autore? Latinoamericana? Non lo so, ma sta di fatto che da qualche tempo in qua, ascoltare Jovanotti è passato dall'essere esercizio per decerebrati a passaggio indipensabile per i maître à penser e che lo stesso Jovanotti, anzi, ormai Lorenzo Cherubini, è diventato oggetto di pensiero, oltre che soggetto pensante. E insomma, sì, Safari è proprio un bel disco, anche senza riuscire a definirlo esattamente.
 
05/02/2008
Flavio Giurato: "Il manuale del cantautore"
Ma chi è Flavio Giurato? Com’è questo suo disco atteso vent’anni, allora? Un disco da ascoltare, da assimilare, un disco con cui anche litigare, che magari ci fa arrabbiare perché mai ci concede una pausa, uno spazio per rifiatare. Ma che è un esempio di coerenza nella ricerca artistica, di caparbia ricerca di uno spazio espressivo personale.
Intervista
04/02/2008
Davide Van De Sfroos: "Pica!"
Ci sono ormai molte certezze e pochi dubbi attorno a Davide Bernasconi in Van De Sfroos. La prima certezza è che sia un narratore sopraffino e che questa, in fondo sia la sua vera natura. "Pica!" è un disco che ascolteremo a lungo e con grande piacere, come una summa estremamente piacevole di ottima musica e grande letteratura. Cose che riescono solo ai migliori. Ma Davide sta tra i migliori.

Intervista
Intervista audio
La pagina

04/02/2008
Enzo Maolucci: "De-Liberata-Mente"
Un disco imperdibile, fondamentale, per la bellezza dei testi- irriverenti, dissacranti, rabbiosi, ma anche teneri e malinconici- per la voce sguaiata e incazzata di Maolucci,che sa anche cullare l’ascoltatore quando narra della felicità di esser padre. Un lavoro necessario, urgente come il rock’n’roll sa essere.
Ascolti: Buffalo Bill a Torino
04/02/2008
Pooh: "Beat ReGeneration"
Bisogna averne voglia. Per essere sulle scene da 40 anni ininterrottamente e rimettersi in discussione, prendendo il passato, nemmeno il proprio, e facendone una rilettura, non filologica, ma attuale. Ed è proprio quello che i Pooh hanno fatto con “Beat ReGeneration”. Canzoni di ieri con musiche di oggi.
 
23/01/2008
Shel Shapiro: "Acoustic circus"
Shel, il mitico leader degli altrettanto mitici Rokes – la band che cantava della ribellione giovanile contro il mondo degli adulti e che fu uno degli idoli dell’Italia anni ‘60 – è tornato. Ed è tornato con un disco live – il suo primo - con 15 canzoni vecchie e nuove, sue e non sue, per ripercorrere in un’operazione che sa più di ritorno che di nostalgia le trace di un viaggio che ha fatto sognare una generazione.
Lo spettacolo
16/01/2008
Luca Bonaffini: "Nessuno è scomparso"
A cinque anni da “Treni” torna Luca Bonaffini. Nessuno è scomparso, dice, e ci porta a conoscere sette personagg. Parlano di loro, dei loro vizi, dei loro difetti, delle loro storture e delle loro paure. Non sono positivi, ma sono umani. Sono le miserie umane, più probabilmente, ma ognuno può ritrovarci qualcosa di un amico, un vicino, un conoscente, o, chissà, forse anche un pezzettino di se stesso. 
 
15/01/2008
Andrea Parodi: "Soldati"
Il disco, è una sorta di concept album sulla guerra e sulla lotta quotidiana per l'affermazione di sogni e passioni personali. Sedici storie scritte con grande sincerità e cura compositiva, dense di suggestioni reali e metaforiche che Parodi usa per esaltare il valore della Memoria sia come valore umano ma anche dal punto di vista storico e politico. Le storie di "Soldati" hanno una memoria profonda che viene dal passato.
 
14/01/2008
Ascanio Celestini: "Parole sante"
“Parole sante” è un disco ideologico. Nel senso che non è banalmente “impegnato”, ma ha un’etica ordinata e distinguibile, che parla di oppressi e oppressori, dominati e dominanti, servi e padroni. Odore di vecchiume? Nient’affatto. Perché Celestini, proprio come nel teatro, proprio come nei libri, parla di oggi, dell’Italia e dell’occidente consumistici, del precariato, della strategia della tensione, del calcio. Soprattutto, parla a tutti e di tutti. Ma non così, a casaccio. Lo fa in maniera (rullo di tamburi) ideologica.
 
05/01/2008
Museo Kabikoff: "Brilliant Cagnara"
Il Museo Kabikoff fa rock. E un rock vintage privo di aggettivi. Non è alternativo, non è proto-rock, non è rock & roll e nemmeno progressive. C'è qualche spunto hard, ci sono le voci alla Robert Plant degli Zeppelin dei momenti d'oro (brava Chiara Castello, ma i cori sono a livello) e c'è tanto buon rock. Un gruppo che "pesta duro" sulla base ritmica, ma che sa anche fare musica. Cagnara di sicuro, ma anche Brilliant. Due doti da non sottovalutare.
Ascolti: "Dea"
05/01/2008
Alessandro Ducoli: "Brumantica"
"Brumantica" è una piccola gemma nascosta, che merita di essere scoperta da tutti coloro che amano la canzone d’autore.Un vestito splendido insomma per canzoni che raccontano la scienza che studia le nebbie del fiume, ovvero la "Brumantica".Si spazia da influenze che partono da Tom Waits per incontrarsi con Roberto Vecchioni e Paolo Conte, il tutto condito da sane atmosfere jazzate.
 
03/01/2008
Ned Ludd: "Lavoro e dignità"
Lavoro e dignità, sono stati valori per i quali è stato versato molto sangue, in tanti hanno combattuto, in molti li hanno difesi strenuamente. E’ questo il tema cardine di Lavoro e Dignità, il nuovo disco dei romani Ned Ludd, ensamble musicale che ruota intorno al duo composto da Gianluca Spirito e Gianni Di Folco.
Se qualcuno ha dichiarato il combat folk morto e sepolto, i Ned Ludd ci dicono che invece è vivo e vegeto o meglio come dicono gli americani “Alive and Kickin’"
 
27/12/2007
John De Leo: "Vago svanendo"
Disco eclettico, storto, poco normale, da ascoltare con orecchie sgombre da preconcetti. E non necessariamente da capire. Ma da gustare. Un disco evento, un episodio originale, comunque lo si voglia interpretare.
Mi piace "Vago svanendo", nei sui tratti espliciti e in quelli riposti, in quello che vuole significare, ma soprattutto in quello che io mi aspetto che significhi. Nel tanto che mi dà e in quello, ancor più, che mi promette.
Intervista
Intervista audio
27/12/2007
Milagro acustico: "I storie o cafè de lu furestiero ..."
Non c'è niente che non vada in questo bel disco del Milagro Acustico, l'ensamble multienico che ruota attorno a Bob Salmieri, anzi, se proprio si vuole trovare un difetto è che tutto quanto, ma proprio tutto è esattamente al suo posto, ossia dove lo si vorrebbe trovare. Ne esce, a tratti, la sensazione di un'opera callifragica, troppo come "dovrebbe essere" e un po' meno come "potrebbe essere". Ma, lo vogliamo specificare subito, stiamo cercando il pelo nell'uovo.
 
09/12/2008
Massimo Priviero: "Rock & poems"
C'è chi un disco del genere lo fa solo per divertirsi. E a volte si diverte solo lui. E, fortunatamente c'è anche chi lo fa "non per piacer suo / ma per dar piacere a iddio". Quest'ultimo è il caso di Massimo Priviero con "Rock & Poems". Animato dalla passione profonda per quegli anni di profonda trasformazione, in cui tutto sembrava possibile, Priviero ci invita a continuare a sognare. E a non aver paura di ricordare.
Intervista audio
04/12/2007
Lino Straulino: "Fur dai dincj"
Sono rock arrabbiati e grintosi, stradaioli e "bastardi", quel tipo di musica che si suona e si compone solo quando si ha l'esigenza di dire delle cose e non si può aspettare che vengano in forma più pulita, perché vorrebbe dire più mediata e quando si vogliono dire cose "fuori dai denti" non si ha tempo di aspettare. E' come mollare un cazzotto o, per risalire alla storia della nostra musica, a quell'uppercut "che ti fulmina sul ring". E la voce di Lino Straulino arriva forte e chiara. Bel tempo stabile all'estremo oriente d'Italia.
 
24/11/2007
Adriano Celentano: "Dormi amore, la situazione non è buona"
Precisiamo subito: l'ipotesi che io mi stia rincoglionendo è tutt'altro che peregrina. L'ho contemplata e l'ho prevista.Facendomi forte di questa ipotesi di partenza posso arrivare a concludere che "Dormi amore, la situazione non è buona" è un buon disco e non solo di musica pop.Insomma: è Celentano, è il cosiddetto mainstrem. Niente per cui capovolgersi sui divani o restare esterrefatti, ma è un disco di buona musica, cantanto e suonato a livelli eccellenti. Mi starò rincoglionendo, ma a me le canzoni di Celentano sono sempre piaciute.
Celentano Tv
24/11/2007
Ardecore: "Chimera"
"Chimera" è un ottimo disco di piacevole ascolto, suonato e cantato da gente che ha un'idea di estetica musicale ben precisa in mente e che la sa esprimere con tutta la forza della propria convinzione. Forse suonava più innovativo il primo disco, anche per l'effetto novità, ma nel secondo va compreso il bonus notevole dei brani di loro composizione, così metamorfici da essere in grado di compenetrarsi perfettamente con la tradizione. Una sicurezza.
 
23/11/2007
Francesco de Gregori: "Left & Right"
Fedele testimonianza del tour, ciò che rimbalza alle orecchie è ancora una volta la totale assenza di inventiva per quanto riguarda la sezione ritmica (davvero un paradosso se pensiamo che il produttore è un bassista). Un problema che qui si ingigantisce, non per condizione congenita, ma per la compassionevole testardaggine degli autori del disco. Mi spiego. Finché il pezzo dura 4 minuti, il fatto che batteria e basso facciano una cosa banale e ripetitiva riesci anche ad accettarlo o comunque a non soffrirne più di tanto. Ma se invece mi rifili ben cinque polpettoni che durano dai 6 ai 7 minuti, l'ascolto è intollerabile.
 
18/11/2007
Ma'arìa: "Sugnari"
Il risultato è di esplosiva beltà. Sapete? Quando la bellezza vi coglie impreparati e tutti vi inonda. Quando il senso sembra solo la ricerca della malia della musica che si miscela con il piacere delle storie raccontate. Un album per sognare, facendosi trasportare sulle ali del fascino delle voci, della poesia dei testi, dei ricami chitarristici e degli inserti percussivi. Ma quanto è bella a musica popolare! Anche quando è nuova e d'autore, come in questo caso. Imperdibile.