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BiELLE
DISCHI
Le RECENSIONI degli album uscite nel 2007
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Copertina |
Giudizio |
Interviste,
pagine, ascolti |
| 24/11/2007 |
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Adriano
Celentano: "Dormi amore, la situazione non è buona"
Precisiamo subito:
l'ipotesi che io mi stia rincoglionendo è tutt'altro che peregrina.
L'ho contemplata e l'ho prevista.Facendomi
forte di questa ipotesi di partenza posso arrivare a concludere
che "Dormi amore, la situazione non è buona" è
un buon disco e non solo di musica pop.Insomma:
è Celentano, è il cosiddetto mainstrem. Niente per
cui capovolgersi sui divani o restare esterrefatti, ma è
un disco di buona musica, cantanto e suonato a livelli eccellenti.
Mi starò rincoglionendo, ma a me le canzoni di Celentano
sono sempre piaciute. |
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| 24/11/2007 |
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Ardecore:
"Chimera"
"Chimera"
è un ottimo disco di piacevole ascolto, suonato e cantato
da gente che ha un'idea di estetica musicale ben precisa in mente
e che la sa esprimere con tutta la forza della propria convinzione.
Forse suonava più innovativo il primo disco, anche per l'effetto
novità, ma nel secondo va compreso il bonus notevole dei
brani di loro composizione, così metamorfici da essere in
grado di compenetrarsi perfettamente con la tradizione. Una sicurezza.
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| 23/11/2007 |
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Francesco
de Gregori: "Left & Right" Fedele
testimonianza del tour, ciò che rimbalza alle orecchie è
ancora una volta la totale assenza di inventiva per quanto riguarda
la sezione ritmica (davvero un paradosso se pensiamo che il produttore
è un bassista). Un problema che qui si ingigantisce, non
per condizione congenita, ma per la compassionevole testardaggine
degli autori del disco. Mi spiego. Finché il pezzo dura 4
minuti, il fatto che batteria e basso facciano una cosa banale e
ripetitiva riesci anche ad accettarlo o comunque a non soffrirne
più di tanto. Ma se invece mi rifili ben cinque polpettoni
che durano dai 6 ai 7 minuti, l'ascolto è intollerabile.
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| 18/11/2007 |
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Ma'arìa:
"Sugnari" Il
risultato è di esplosiva beltà. Sapete? Quando la
bellezza vi coglie impreparati e tutti vi inonda. Quando il senso
sembra solo la ricerca della malia della musica che si miscela con
il piacere delle storie raccontate. Un
album per sognare, facendosi trasportare sulle ali del fascino delle
voci, della poesia dei testi, dei ricami chitarristici e degli inserti
percussivi. Ma quanto è bella a musica popolare! Anche quando
è nuova e d'autore, come in questo caso. Imperdibile.
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| 16/11/2007 |
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Paolo
Simoni: "Mala tempora" Tre
anni di lavoro, due per concepirlo e uno per realizzarlo. Questo
il tempo di gestazione dell’album di esordio di Paolo Simoni,
nato a Comacchio, classe 1985. La frase latina originaler, in effetti,
reciterebbe "Mala tempora currunt", ma quelli di Paolo
Simoni sono piuttosto "Mala tempora sonant"...
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Intervista audio |
| 10/10/2007 |
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Roberto
Vecchioni: "Di rabbia e di stelle"
Quando su 13 canzoni ne spiccano sei è evidente che il disco
ha una sua decisa forza intrinseca. Non
c’è un tema di fondo se non proprio quello preannunciato
dal titolo: sono canzoni “Di rabbia e di stelle”, dove,
supportato da una formazione massiccia, Roberto Vecchioni riprende
a raccontare le sue solite storie. Il
professore è tornato.Attenzione,
vale sempre il concetto che, come con Intel, in questo disco c’è
“Vecchioni inside”. Se non siete interessati non aprite
il file. Ma se siete suoi vecchi e fedeli ascoltatori, ancora una
volta troverete pane per le vostre orecchie. |
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| 28/10/2007 |
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Fabrizio
De André & Pfm: In concerto Un
disco che ha fatto storia: quando la Pfm mise "la minigonna"
alle canzoni di De André. In concerto riprende la tournèe
del 1979 con la nuova versione di capolavori immortali come Bocca
di rosa, Il pescatore, La guerra di Piero, Andrea, Volta la carta
e Amico fragile riportate a nuova vita tramite rimasterizzazione.
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Intervista audio
Franz Di Cioccio |
| 26/10/2007 |
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GianGilberto
Monti:"Ce n'est qu'un début"
Canzoni
dolenti o raccolte, intime e intense: la politica e la vita degli
anni '70 raccontata con pudore e con amore. Profondo, ferito, ricucito.
Come tutte quelle sensazioni che non si lasciano dimenticare, nonostante
di acqua sotto i ponti, anche sporca, anche putrida, ne è
passata tanta in questi tre decenni. Ma la nostalgia e la passione
resta, anche perché, come direbbe Jannacci, “alura
gh’avevi vint’ann”.
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Intervista audio |
| 11/10/2007 |
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Vincenzo
Gaccione: "Chorearum" Disco
di mandolini, di mandolini e voci, acustico fino al midollo, popolare
senza essere popolaresco. Abitato da una cascata di suoni argentini
che si rincorrono scivolando rapidissimi dalle dita di Angelo Vincenzo
Gaccione. Canzoni
di grande dignità, con la schiena dritta, ottima musicalità,
radici profonde nel passato e testi che non sono immemori della
società e della storia. |
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| 10/10/2007 |
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Luigi
Maieron: "Une primavere" Se
il risultato di un grande dolore può essere a volte un'opera
d'arte, un'opera d'arte altrettante volte può essere fonte
di dolore. "Une Primavere" è dolore e gioia a tempi
alterni, fino ad arrivare a farli convivere, il dolore e la gioia,
nella canzone che dà il titolo all'album. E questo disco,
in fondo, è una sola lunga ballata dolente:
così bella, così intensa, così pulita. Così
triste, così necessaria, così assoluta. |
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28/09/2007 |
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Bruce
Springsteen: "Magic"
E’ un disco forte e potente. Eppure delicato. Inanella scariche
di adrenalina, schitarrate epiche ad attimi di ripensamento. Ogni
tanto è gioioso e a volte ripiegato su se stesso, ma non
è un disco ondivago. Va in una precisa direzione, per quanto
non si capisca quale possa essere. I just want do hear some rhythm
/ I just want to feel some rhythm. Springsteen, dicono le cronache,
ha registrato Magic in due mesi in studio ad Atlanta, più
o meno lo stesso tempo dedicato a The rising, ultima sua uscita
con la E Street Band (2002). |
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27/09/2007 |
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Bonaveri:
"Magnifico"
Com’è difficile essere impegnati in tempi di anti-politica.
Com’è difficile scegliere il sociale, l’invettiva,
i realismo in tempi in cui la tentazione di rifugiarsi nel puro
immaginario è assai forte. Com’è difficile optare
per l’ideale, quando un po’ di ben dosato cinismo può
aprire molte più porte... Germano Bonaveri (o meglio, come
recita la copertina del disco, soltanto Bonaveri), al suo esordio
da solista, non si fa intimorire da tutte queste difficoltà.
E si butta nell’impresa di fare un disco impegnato con grande
convinzione. |
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26/09/2007 |
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Gerardo
Balestrieri: "I nasi buffi e la scrittura musicale"
Ne ha fatte, di cose, Gerardo Balestrieri prima di approdare al
suo primo album. Nato a Remscheid nel '71, si è laureato
con una tesi sulla spiritualità nella musica popolare brasiliana,
ha collaborato con Daniele Sepe e Bebo Storti, ha fatto parte di
E. Zezi, ha partecipato ad Arezzo Wave '96, ha recitato in una soap
opera ed è comparso in un paio trasmissioni televisive. E’
stato invitato un paio di volte al Club Tenco: la prima volta nel
’99 come cantautore inedito (dove presentò alcuni brani
poi finiti in questo cd), la seconda nel 2005, come session man
per il dopo-Festival. |
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19/09/2007 |
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Francesco
Camattini: "Fine della storia"
Bel disco. Uno di quelli che si incollano al lettore e fai fatica
a staccarli. Camattini ha una voce che nel timbro ricorda vagamente
il Lucio Dalla dei primi tempi e musicalmente si destreggia ottimamente
tra swing, canzone d'autore, echi di fanfare e passi di tango con
un inizio che sta tra Baccini e Caputo e una fine che tocca il melodramma.
Tutto questo per dire che il lavoro è piacevole, swingante,
ben suonato, ben cantato, ben costruito e, cosa poco comune, Camattini
è capace a porgere temi pesanti con leggerezza ed eleganza. |
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15/09/2007 |
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Cristina
Donà: "La quinta stagione"
"La quinta stagione" suona come una giornata
di settembre, ma di quelle belle che ti lasciano "ancora vestire
leggera".
L'atmosfera resta quasi sempre rilassata. I suoni molto curati,
ma quasi sempre appoggiati sullo sfondo, quasi a formare una scenografia
sonora. Buoni testi e canzoni che hanno tutte un'anima. Settembre
è la stella polare: come mese del ripensamento, alla Guccini,
o come Quinta stagione, alla Donà. Un mese
in cui è facile, provando ad ascoltare davvero, incontrare
buoni, anzi ottimi dischi. Come questo. |
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10/09/2007 |
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Nuova
Tribù Zulu: "Gente del cielo" Disco-panino,
con testa e coda da apprezzare e parte centrale poco indovinata:
la lunghezza globale dell'opera (poco meno di un'ora) poteva consigliare
maggior equilibrio nella scelta dei pezzi. Oppure ancora è
stata la fretta di chiudere il prodotto cattiva consigliera. Non
avendo mezzi per saperlo resta un disco bicipite, dove i momenti
piacevoli si alternano a quelli meno riusciti. Il progetto zingaro-folk-rock
comunque è meglio racchiuso nella prima parte dell'album.
Buono a metà. |
Maria del mar |
10/09/2007 |
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Claudio
Baglioni: "Quelli degli altri tutti qui" Resta
il fatto che il divo Claudio canta bene e che delle 30 canzoni proposte
nel doppio cd almeno una metà appartengono alla miglior tradizione
del cantautorato italiano. Il
periodo preso in esame sono gli anni '60 e tra gli autori presi
in esame troviamo Umberto Bindi, Luigi Tenco, Fabrizio De André,
Gino Paoli, Sergio Endrigo, Lucio Battisti; Giorgio Gaber. Insomma
il meglio di quanto in quegli anni si agitava sotto il cielo.
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01/09/2007 |
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Benvegnù,
Demuru, Magoni, Tavolazzi: "Cime domestiche" Disco
non per tutti.
Perché è un disco estremista e del tutto alieno ai
compromessi..Se
nonostante questo vi accosterete al disco non potrete non scoprirne
la magia. Non facile, ma profonda, in un lavoro di quattro forti
personalità artistiche che riescono a non prevaricare l'una
sull'altra, ma a fondersi in favore di un progetto. "Cime domestiche",
riportando tutto a casa, ma camminando sulle strade bianche. |
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15/08/2007 |
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Ig/Ivana
Gatti - Gianni Maroccolo: "Bastian contrario"
Il
cd è venduto assieme a un dvd. Il dvd contiene le stesse
canzoni del cd, più una bonus track, diversa da quelle (due)
del cd. Inoltre ogni canzone è abbinata a una sorta di videoclip
che accompagna il brano. E questo è un ottimo motivo per
acquistare il cd.Imperdibile?
Non direi. Interessante? Di sicuro. Ivana Gatti e Gianni Maroccolo,
ossia Ig. Un buon progetto. |
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15/08/2007 |
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Massimo
Chiacchio: "Sasso"
Bisogna avere tempo, lasciarlo maturare, farselo rotolare addosso
a lungo. La voce così smaccatamente deandreiana può
essere un handicap: l'impressione del clone è forte (soprattutto
in "Meltemi" che, non a caso, è il brano che meno
mi convince). Ma la personalità è forte e le canzoni,
strada facendo si impongono e affascinano. Difficilmente vi lascerà
indifferente. E questo mi sembra un grandissimo pregio.
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14/08/2007 |
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Nidi
d'Arac: "Salento senza tempo" Non
è il disco nuovo dei Nidi d'Arac, ma una escursione a piedi
giunti nel territorio della musica popolare. Una magnifica escursione
che verrebbe voglia di chiedere fosse ripetuta più spesso,
anzi, il più spesso possibile. "Salento senza tempo"
è da intendersi come un tributo acustico alla tradizione
musicale salentina per raccontare la storia millenaria di una terra
attraverso la sua musica. |
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10/08/2007 |
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Nada:
"Luna in piena"
Piena di crema di vita vissuta, di esperienza e di musica Nada,
dopo una serie di dischi di grande spessore ha licenziato questo
“Luna in piena”, giusto per Sanremo, forse bruciando
un po’ i tempi di un disco che avrebbe dovuto essere a venire.
Ogni tanto quindi resta un’impressione di incompiuto, di lavoro
da finire. Ma spesso, altrettanto spesso, si resta sospesi tra il
brivido e la meraviglia.
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07/08/2007 |
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Marco
Massa: "Nelle migliori famiglie" Sono
dieci canzoni che in qualche modo ruotano attorno al concetto degli
anni settanta e al tema della famiglia. La canzone guida "Liberi
nel vento", con cui si apre l'album, per metterci subito nel
clima parte con la telecronaca di Nando Martellini che ricorda la
rete di Boninsegna nella semifinale Italia-Germania di Messico '70.
Il
brano comunque non è di quelli da prendere sotto gamba: variegato
e nostalgico. Quasi come un gelato all'amarena. |
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04/08/2007 |
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Solidamor:
"One man show"
Disco
leggero, leggerissimo, ma tutto sommato non sgradevole. Rispetto
all'opera prima che scorreva per la gola come gazzosa, rinfrescante
e dolciastra, ma non bene delineata, qui siamo passati al prosecchino.
C'è strada ancora da fare per lo champagne, ma, all'interno
di questo tipo di musica, i Solidamor sembrano incamminati bene.
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04/08/2007 |
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La
Famiglia Rossi: "La Famiglia Rossi vs tutti"
Ecco uno di quei magnifici dischi di cui si può
solo parlare male. Senza pentimenti, senza ritrosie, senza dubbi.
Se di Roy Paci detesto l'ideologia, protesa alle classifiche, ma
apprezzo la musica, della Famiglia Rossi non c'è proprio
nulla che mi piaccia. Anzi, nelle mie personali classifiche di gradimento
sono in lizza per un ultimo posto assoluto. |
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04/08/2007 |
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Figli
di Madre Ignota: "Fez Club" Fosse
tutto all'altezza di "Spaghetti balkan" mi strapperei
le vesti di dosso e implorerei perdono fustigandomi per aver mancato
di rispetto in più occasioni ai patchankisti italiani, accusandoli
di essere brutte copie di un fenomeno nato altrove e con ben maggiori
radici culturali. L'illusione dura lo spazio di due brani (anche
"Theme from paradise" è ottima) e poi gradatamente
sfuma in un vicino orienta, i Balcani, un po' da fumetto di Lothar
e Mandrake. |
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04/08/2007 |
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Roy
Paci & Aretuska: "Suonoglobal" Formato
in un'epoca tetra (o splendida?) in cui ci si inebriava col "Recitativo"
di De André, con "Angoscia metropolitana" di Claudio
Lolli o con "L'albero e io" di Guccini faccio ancora fatica
a digerire dischi interi di cazzeggio. Magari mi godo una canzone
qua e là, ma un disco intero mi dà sui nervi. Difficoltà
generazionali: sono uno di quelli dei "cioè", che
era una weltenschanug, un'interpretazione del mondo, per dirla col
maestro di Pavana: "cioè" significava "spiegamela
meglio. Non mi accontento della prima versione". Roy Paci cioè?
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30/07/2007 |
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Dente:
"Non c'è due senza te" Dente
(e non è il vero nome) è disarmante: una chitarrina,
suonata sdren sdren, una voce non memorabile e quasi nient'altro.
La prima canzone è raggelante: "Canzone di non amore".
Si pensa di non essere su un disco, ma sul demo di un esordiente
e non destinato a fare grande strada. Già alla seconda ("Baby
building") qualcosa scatta. Non siamo sul piano dell'assoluta
normalità. E, soprattutto, provate a scollarvela di dosso:
impossibile! Eppure è fatta di niente. |
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18/07/2007 |
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Alessio
Lega & Mokacyclope: "Zollette" (Live) La
degustazione guidata consiglia di partire da "Venditore
di sassi" di Renaud, passare per "La
canzone dei pirati" del russo Bulat Okudzava
(uno di quei nomi che solo il Lega ...), scivolare a "Il lupo"
di Henri Tachan (vale lo stesso discorso di prima), soffermarsi
con ammirazione sul ripescaggio anni '70 di Alfredo Cohen, gradire
l'omaggio a De André e gioire per l'inedito assoluto che
è "Zolletta" (Lettera
a Enzo G.Baldoni). Così bisogna fare un live! Imperdibile.
Cinque stelle. |
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18/07/2007 |
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Ivan
Segreto: "Ampia" C'è
un segreto dietro Ivan Segreto: piace a tutti. A Franco Battiato,
come ai fan di Cammariere (ci sono fan di Cammariere?), a noi come
a quelli di XL. Fa una musica facile? Neanche facilissima. Lunghe
suite di sei minuti ognuna, molto strumentali, con pochissime parole.
Intanto godiamoci "Ampia", disco
d'estate ma non per l'estate.Così fresco, così gradevole,
piace a tutti: che sia la nuova corrente del 2007? La Melone music?
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07/07/2007 |
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Morgan:
"Da A ad A" Morgan
ha scritto un disco tetro e contorto partendo dal labirinto delle
sue sofferenze interiori. Da A ad A, come un movimento che non nasce,
un itinerario non compiuto, come Asia Argento che è rimasta
alle spalle e Anna Lou, la bambina che hanno avuto insieme, che
rappresenta il futuro. Come spesso capita, dal tormento è
nata una grande opera. Un
disco sghembo, diseguale, irritante e geniale. Non facile, contropelo,
oscuro, ogni tanto minaccioso e con improvvise esplosioni solari.
Morgan? Teniamolo sempre più d'occhio. |
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02/07/2007 |
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Stefano
Barotti: "Gli Ospiti"
È
bello trovare delle conferme. A distanza di quattro anni da “Uomini
in costruzione” ritrovo Stefano Barotti. Il suo esordio
mi aveva conquistato per le sue atmosfere d’oltreoceano
(avevo parlato di “profumo di prateria”), con i piedi
ben piantati nella tradizione della migliore canzone d’autore
italiana. Un piccolo miracolo, fatto di testi curati, di belle
melodie e ottimi arrangiamenti. Si sa che il secondo disco è
il più difficile. Ma il piccolo miracolo si è ripetuto.
“Gli Ospiti” è un disco ben scritto, ottimamente
suonato, con una sua forte identità. |
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21/06/2007 |
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Teresa
De Sio: "Sacco e fuoco" La
voce più di tutto mi colpisce. Sale stretta come una ferita,
si approfonda in un gorgo dell'anima che sa di ruggine, di sale
e di sole. Graffia e colpisce, si impenna e si abbassa come il movimento
delle mani su una tamorra, ma poi sa aprirsi in un golfo caldo e
scuro nel cuore di una Ninna nanna. Insomma è Teresa De Sio.
Noi siamo "Brigate
di frontiera", che la frontiera non l'abbiamo vista mai. Ma
abbiamo visto una donna sulla collina che stringeva una bandiera
e la faceva ondeggiare a tempo. La bandiera era rossa, la donna
era Teresa: Teresa De Sio.
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11/06/2007 |
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Maria
Pierantoni Giua: "Giua" Esordire
con un disco che come unica indicazione porta il tuo nome è
un segno di spegiudicatezza. Forse di autorevolezza. Magari di presunzione.
Esordire con un ottimo disco è un ottimo biglietto di presentazione.
Maria Pierantoni Giua, in arte solo Giua, fa entrambe le cose. Non
sono portata per natura all'entusiasmo irrefrenabile, ma "Giua"
come disco merita di venire ricordato e ascoltato ad esaurimento
dei solchi. Mentre Giua come artista merita di essere considerata
molto più della promessa. The next big thing? Potrebbe pure
darsi .. |
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10/06/2007 |
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Tiziano
Mazzoni: "Zaccaria per terra" Tiziano
Mazzoni è sulla parte giusta del sentiero (che poi forse
è quella sbagliata), quella che annusa il vento dell'America
nei libri, nei film, nella musica e ce la rende con le storie delle
nostre parti. Niente di nuovo o di inaudito, ma da sano, buon vecchio
e ottimo country rock ibridato di blues quel tanto che basta. Da
non perdere. |
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03/06/2007 |
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Gino
Paoli, Rava, Rea, Gatto, Boltro, Bonaccorsi: "Milestones"
L'omaggio
jazz al repertorio di Paoli, cantato dallo stesso e suonato da fiori
di musicisti. Forse non lo avrei comprato un disco così nel
2007 a quasi 50 anni dalla prima edizione de "La gatta"
(1961), ma avendolo ricevuto in gentile omaggio devo dire invece
di averlo goduto, amabilmente goduto. Disco di gran classe e nobilitato
dal fatto di essere suonato dal vivo. Indimenticabile "Il cielo
in una stanza", un po' sacrificata "Senza fine".
Godibile. Amabilmente godibile. |
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03/06/2007 |
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Lou
Dalfin: "I Visasolelhs" Quando
si è qua, ci si rende conto che è sbagliato dire che
l’Occitania possa esistere. Quando si è qua, ci si
rende conto che l’Occitania esiste. E basta. E che essa non
è una parola, un’idea, un sogno o un utopia. E’
la semplice e pura realtà. Lo si vede nei tanti e tanti giovani
che imparano un una corenta o si innamorano sull’aria di un
rigodon, o di coppie più mature che non per questo rinunciano
alla danza e alla festa collettiva che ogni concerto rappresenta
su per queste vallate. |
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02/06/2006 |
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Stefano
Amen: "Stravecchio" E
dopo tanto tempo sotto la paglia, Stefano Amen se ne esce con "Stravecchio".
Sono le stesse canzoni del demo dello scorso anno, ma impaginate
in una confezione con bollino Siae, copertina e crediti. In modo
da saperne un po' di più. Quello che emerge ancora una volta
è che a Torino si respira il blues. In questa città
della Louisiana, adagiata sulle sponde non del Po, ma del Mississippi,
da qualche anno in qua spira aria di canzone d'autore. |
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20/05/2007 |
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I
Luf: "Paradis del Diaol" Dall'inizio
alla fine un tiro rock che non deflette un secondo, una passione
cantautorale a tutta prova, una sincerità di intenti da premio.
Signori, i lupi sono scesi di nuovo a valle, passato l'inverno e
dimenticata la neve sui monti; sono scesi a portare allegria, danza,
pensieri e storie. Forse le stesse storie che nelle sere d'inverno
si raccontavano attorno al fuoco. Il fuoco è ancora acceso.
E' quello della passione. Lunga vita ai lupi! E che siano sempre
meno solitari. |
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16/05/2007 |
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Vittorio
Merlo: "Aicha.it"
Dopo circa due anni da “Ho sognato Bruno Vespa”, Vittorio
Merlo presenta il suo nuovo lavoro “Aicha.it”. Il cd
è realizzato in duo con Marco Guerzoni con cui Vittorio ha
già collaborato componendo alcune musiche per lo spettacolo
Lettere dal silenzio. Proprio da quello spettacolo è tratta
“Non voglio che amore”, versione italiana del celebre
brano “Aisha” di Khaled. |
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06/05/2007 |
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Gianluca
Bargis: "Niente di personale" Se
c'è qualcosa che non dice la verità è il titolo
di questo album. Nel senso che una cosa va soprattutto riconosciuta
a Gianluca Bargis: che la personalità c'è. Ossia che
in "Niente di personale" c'è molto di personale.
Se volessimo esagerare (ma lo vogliamo) spenderemmo il nome di J.J.Cale
per ricordare la musica di Gianluca: pochi strumenti, chitarra in
evidenza (elettrica) cone belle trame solistiche, voce pacata e
rallentata, ogni tanto un slide o uno sferragliare solatio di armonica.
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01/05/2007 |
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Fabularasa:
"Fiorile e altre storie" Sono
11 brani, radunati attorno a una concezione di musica che affonda
radici nel progressive rock come nella musica d'autore, nel jazz
come nella musica popolare. Dicono i Fabularasa di loro stessi:
"è come quando De André incontra Bill Evans"
e credo ci siano andati abbastanza vicini. Non è facile ascoltare
i Fabularasa, ma ci sarà prima o poi l'uscita di questo demo
in formato cd. Iintelligenza, sensibilità, poesia non molesta
e arte musicale a piene mani. Che dire di più?
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22/04/2007 |
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Rudy
Marra: "Sono un genio ma non lo dimostro" Genio?
Non lo so. Di sicuro geniale. Rudy Marra comparve all'improvviso
al festival di Sanremo del 1991, ma nonostante buoni risultati,
dal '95 scomparve, tornando a muoversi sott'acqua. Ora esce con
un nuovo disco e un libro. Ce l'ha con tutti. Sapido e urticante.
Ma molto molto molto bravo.Sono dodici brani di grande spessore
che si muovono su territori musicali di confine al servizio di una
vocalità rauca e intensa o profonda e cupa. Marra ha tanto
da dire. Ascoltiamolo. |
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21/04/2007 |
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Eugenio
Bennato: "Sponda sud" E’
un disco che si porta dentro il sole. Dalla prima traccia fino all'ultima.
Un disco che dà un'impressione di serenità e di dolcezza
che pervade le dieci tracce. Ricco di voci e di impressioni provenienti
dal sud del mondo, da molto più a sud di Napoli. Ma più
che l'Africa, in questo disco gentile, dominano i bambini .
Tutto molto semplice e lineare, tutto come si dovrebbe raccontare
una storia a un bambino per farsi ascoltare. E noi, bambini per
sempre, ascoltiamo con passione il cantastorie Eugenio che ci parla
del mondo. Più a sud del nostro sud del mondo. |
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14/04/2007 |
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Patrizia
Laquidara: "Funambola" E'
un album a tutto tondo: funambolico, divertente, sensuale e intelligente.
Iil tentativo riuscito di muoversi su quei sottili disequilibri
che separano l'essere dal divenire, l'oggi dal domani, il reale
dal potenziale. C'è molto Brasile, c'è sempre un po'
di Portogallo, c'è soprattutto una donna attorno ai 30 anni
con tutti gli slittamenti progressivi del caso. Un
disco di classe superiore per un'interprete e autrice che è
già una splendida realtà.
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05/04/2007 |
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Tiromancino:
"L'alba di domani" Inesorabilmente.
I Tiromancino (e andiamo avanti a utilizzare questo ridondante nome
collettivo) fanno sempre tutto come si deve. I loro dischi, uno
dopo l'altro, ristagnano naturalmente sopra la soglia della sufficienza,
anzi, di più, sopra la soglia della gradevolezza. E "L'alba
di domani" non fa eccezione. Qualcosa in più del pop:
ritmi rallentanti, voci sussurrate, impressione di densità
e di ripensamento, forse superiori alle stesse intenzioni degli
autori. |
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04/04/2007 |
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Mauro
Ermanno Giovanardi: "Cuore a nudo" Un
prodotto levigato e curato che, almeno inizialmente, non sembra
dal vivo. Ed è lavoro complesso e stratificato, giocato sulla
passione per la poesia di Giovanardi, che recita molti testi, e
su quella per la canzone d'autore, presente qui sotto quasi tutte
le sue forme. Resta
l'incertezza su quale sarà il cammino di Joe senza i La Crus
o se ci sarà ancora un cammino dei La Crus assieme, ma se
questi sono i segnali c'è da ben sperare: gusto, intelligenza
e cultura. |
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01/04/2007 |
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Angelo
Branduardi: "Futuro antico IV" Bello,
colto e irrimediabilmente palloso. Sì, lo so che non bisognerebbe
esprimersi così, specie di fronte a un cantautore che ha
fatto la piccola storia della canzone d'autore all'italiana e che
comunque persegue una sua ricerca culturale faticosa e onerosa.
Oltre dieci
anni di attività in questo campo, con una sola escursione
lasciano capire che la scelta di campo sia ormai irreversibile.
Scordiamoci, purtroppo, il poetico menestrello di "Confessioni
di un maladrino".
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31/03/2007 |
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Pino
Daniele: Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui"
Non
hanno niente che non vanno i nuovi dischi di Pino Daniele e contemporaneamente
non hanno neanche nulla che gira per il giusto verso. Sono dischi
stanchi, fatti forse per dovere, forse per contratto, forse per
abitudine.Solo
per appassionati. Solo per pop ascoltatori. Solo per loungisti-mojitoisti.
Ecco, per intenderci, il rapporto è quello: Pino Daniele
è diventato un mojito (lo cita e cita anche il Cuba libre).
Se vi piace il Barolo non siete nel posto adatto. |
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21/03/2007 |
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Daniele
Silvestri: "Il latitante" Daniele
Silvestri è uno dei grandi cantautori italiani contemporanei,
con una straordinaria capacità di giocare con le note e la
musica per regalare emozioni ed anche, sotto una coltre di ironia,
profonde riflessioni sulla nostra società. Il
latitante di Daniele Silvestri salta l’ascolto “cerebrale”
portandoti direttamente nel mondo “emozionale”.
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17/03/2007 |
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Paolo
Rossi: "In Italia si sta bene (si sta male anzichè no)"
Cosa cantano
i comici? E perchè cantano? Forse perché hanno figli
da mantenere o vezzi inconfessabili come la spuma biondissima o
il latte di mandorle? Non lo so e non lo voglio sapere. Ascoltando
questo abum il dubbio resta. Carino, ma Paolo Rossi è meglio
a teatro. Da non perdere solo la versione italiana di Volver con
Capossela. |
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11/03/2007 |
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Simone
Cristicchi: "Dall'altra parte del cancello" Undici
tracce ed ognuna è un gioiello: si parla di matti, di eutanasia,
di co.co.co e lavoro temporaneo, di poesia, di vizi e vezzi della
vita in Italia, con almeno tre tipi di italiani passati in radiografia.
E poi c'è "Ti regalerò una rosa", la canzone
che ha vinto Sanremo, uno dei testi più amozionanti letti
negli ultimi tempi. Che Simone Cristicchi fosse matto ma bravo si
sapeva, Ora si sa anche che è folle e geniale, ma con molto
metodo, Una certezza. |
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08/03/2007 |
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Tetes
de Bois: "Avanti Pop" 'Avanti
Pop' è geniale. A cominciare dal titolo, che racchiude un
mondo, un progetto politico, un'idea di impegno sociale e civile.
Poi la copertina e il libretto con le splendide illustrazioni di
Marta dal Prato e con il manifesto programmatico del progetto. Che
in realtà e un viaggio alla ricerca di storie scomode.C'è
energia, c'è creatività, c'è ritmo, c'è
la raccolta di "storie d'amore di speranza di rabbia d'ingiustizia
tralicci fumi filari fiumi di lacrime pioppi solchi cave" ci
sono mille spunti per mille riflessioni e c'è il sogno di
"un giorno che non ti aspetti". E
non c'è nemmeno la traccia di un facile slogan. |
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06/03/2007 |
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Lucia
Lombardo: "Il passo dei lupi" Quello
che impressiona è la maturità compositiva che emerge
e la varietà degli accenti proposti, anche all’interno
di un tema di fondo comune. Insomma, il disco è suonato benissimo
e inciso magnificamente, con ogni singolo strumento che spicca e
si stacca dagli altri. Come un’immagine tridimensionale messa
a fianco a tante altre immagini bidimensionali. La terza dimensione
si chiama talento. |
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05/03/2007 |
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Folco
Orselli: "MilanoBabilonia" Se
per le prime due prove di Orselli (La stirpe di Caino del 2002 e
La spina del 2004) i giudizi oscillavano tra “derivativo”
e “irritante”, tanto era il calco sul modello Tom Waits,
Milano Babilonia è l’album della maturità: caldo,
intenso, tirato come un treno, con uno swing a tutta prova e la
capacità di farsi seguire per i gorghi di questa Milano non
più da bere, ma sempre infernale, Orselli traccia un ritratto
metropolitano a colori intensi, con un pugno di canzoni destinate
a restarvi immediatamente in mente. Stamina e vitamina. |
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24/02/2007 |
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Mattia
Donna: "Sul fianco della strada" Assolutamente
da tenere d'occhio come autore e come esecutore. Mattia Donna fa
un debutto degno di assoluto riguardo, con una maturitò di
scrittura considerevole che richiama alla memoria illustri precedenti.
I nomi che viene naturale scomodare sono De Gregori, De André
e perfino Bob Dylan, ma non sono nomi tirati giù a caso.
Sotto l'ala protettiva di Vince Tempera, Mattia ha tempo, occasione
e modo per mettersi in mostra, Io ci scommetterei. |
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22/02/2007 |
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Piccola
Bottega Baltazar: "Il disco dei miracoli" Sulle
tracce di Buzzati i Baltazar snocciolano nove piccoli ex-voto in
forma di canzone e altri quattro in forma di musica che ci portano
per mano tra l'incantesimo e l'incanto al suono di chitarre, fisarmoniche,
glockenspiel, contrabbasso, flauti e archi.. |
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20/02/2007 |
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Franco
Battiato: "Il vuoto" Ci
sono molti ritorni, angoli che chi conosce Battiato ha già
da tempo frequentato : il tema della solitudine come scelta di vita
(“I giorni della monotonia”),
quello, tipicamente buddista, dell’inganno dell’apparenza
e dell’illusorietà del così detto reale (“Niente
è come sembra” e “Io
chi sono?”). Ma quello che colpisce tanto i
rapiti come me, credo, sia la perfetta consonanza delle musiche
ai testi: nulla pare essere fuori posto; nulla pare eccedere; nulla
pare mancare. E’ un vuoto che, in realtà, è
del tutto appagante. Il vuoto, rimanendo tale, viene riempito. |
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18/02/2007 |
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Priska:
"Le fureur du Papavoine" Un
disco delizioso che sembra piovuto tra noi da un'altro tempo. Il
mistero è la cifra di Priska, nata in Francia, tasferita
bambina in Friuli e quindi in grado di cantare in tre lingue questo
disco d'esordio con i testi scritti da Lino Straulino e le musiche
da lei stessa. Siamo nell'ambito del folk revival britannico degli
anni '70. O almeno questa è lillusione che creano le fiabe
di Priska. Chitarristico e spettacolare. Imperdibile! |
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17/02/2007 |
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Piero
Brega: "Come li viandanti" Piero
Brega ha una lunga storia e questo disco circola già da parecchio.
A lungo è stato "Sotto la paglia" e in tutte le
posizioni possibili: da "non parleremo di .." a "ci
sono piaciuti", prima di approdare a un "Ci sono piaciuti
... un po' meno". E' un disco diseguale e la voce di Pietro
Brega non è da Guinness dei primati, piuttosto da Guinness
della noia, ma è anche un disco che contiene almeno un paio
di bellissime canzoni: "Giulia" e "Sali sole".
Oltre a essere sempre suonato in totale grazia di dio. |
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17/02/2007 |
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Leandro
Barsotti: "Il jazz nel burrone - Barsotti racconta Gainsbourg"
Serge
Gainsbourg, già poco conosciuto in Italia all’epoca
in cui in Francia, a suo modo era un divo, è stato completamente
dimenticato. Forse qualcuno si ricorderà la sua canzone più
famosa, ma non più bella, ossia la “Je
t’aime, moi non plus”.
Un personaggio eccessivo che si è bruciato (oh, molto lentamente
però) sull’altare della vita vissuta, penalizzando
le vette artistiche a cui avrebbe potuto accedere. Dei suoi pregi
ce ne offre ottima testimonianza Leandro Barsotti |
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11/02/2007 |
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Fabrizio
Consoli: "Autogrill" Ci
sono gli artisti "amici" e poi ci sono gli amici artisti.
Fabrizio Consoli appartiene a quest'ultima categoria. Questo non
toglie (anzi, aggiunge) al fatto che le canzoni di Fabrizio Consoli
siano estremamente gradevoli, in bilico tra alcune cose di Fred
Buscaglione e altre di Paolo Conte e la più parte molto personali.
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07/02/2007 |
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Daniele
Sepe und Rote Jazz Fraktion: "Suonarne 1 x educarne 100"
Sano e robusto
disco di rock (e non di jazz), assolutamente politico. Insomma,
si può essere d'accordo o no. Anzi si "deve" non
essere d'accordo se non lo si è: ribellarsi è giusto
di fronte a qualsiasi ricetta preconfezionata, a qualsiasi teoria
non suffragata. Ma il lavoro di Daniele Sepe è la cosa migliore
che mi sia capitato di sentire in quest'anno ancora giovane. Poche
palle: è imperdibile!
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01/02/2007 |
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Avion
Travel: "Danson Metropoli - Le canzoni di Paolo Conte"
Cosa
ne emerge? Un disco di grande spessore. Suonato benissimo dagli
Avion, per quanto in formazione ridotta all’osso, ma che,
proprio per questo, scelgono una cifra espressiva molto diversa
da quella di Paolo Conte, che, attualmente, se non è circondato
da una grande orchestra non inizia nemmeno a cantare. Il mood sonoro
quindi è del tutto rilassato laddove invece Conte punta sullo
swing e su ritmi intensi. |
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27/01/2007 |
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Alessio
Lega: "Sotto il pavé la spiaggia" Lega
non ha solo tradotto bene: spesso ha inventato, attualizzato, cambiato,
agito sul testo nel completo rispetto delle intenzioni. Lo stesso
rispetto che è in parte mancato quando si è trattato
di affrontare gli arrangiamenti e le musiche. Va bene mettere le
minigonne alle canzoni, ma non lasciarle in mutande! Bianco e nero,
dolce e agro. C'è di tutto e c'è di più qua
dentro. Non perdetelo. Dischi così, anche nei contrasti,
se ne fanno pochi. |
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15/10/2007 |
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Legittimo
Brigantaggio: "Senza troppi preamboli" Possono
ancora far male i fucili a sei corde? Riescono ancora i pochi minuti
di una canzone, i tre quarti d’ora scarsi di un cd, a fare
vivere sensazioni e sentimenti come passione, come rabbia, come
amore?Ascoltando
questo “Senza Troppi Preamboli…” la risposta è
affermativa. Già dal titolo si capisce che questi ragazzi
di Latina puntano al sodo, senza troppi fronzoli o lustrini inutili.
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06/01/2007 |
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Marlene
Kuntz: "Il vile"
I Marlene
Kuntz sono da molti fan italiani considerati un’entità
quasi da venerare. A mio parere l’affinità che si
crea fra le parole delicate di un poeta non mancato, il carismatico
Cristiano Godano,e la musica che oscilla fra il noise più
rumoroso alla Sonic Youth e suoni melodici e delicati, ma che
non stancano, provoca nell’ascoltatore un misto fra rabbia
e calma. Genialità. La band è una realtà
venuta alle nostre orecchie da Cuneo e nella line-up di oggi presentano
un Gianni Maroccolo, che più che un uomo sembra una leggenda,
in cui leggere tutta la storia della musica indipendente italiana.
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02/01/2007 |
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Maler:
"Dell'ora o del mai" Ebbene,
signori, questo è un esordio con i fiocchi. L’esibizione
al Tenco non mi aveva folgorato, lo confesso. Intendiamoci, la voce
mi era piaciuta, gli arrangiamenti pure. Ma avevo percepito una
certa freddezza, una dose di scolasticità. Colpa dell’emozione
da Ariston, forse, o della scarsa esperienza (non mi pare si tratti
un artista con una grande gavetta live alle spalle). Impressioni
spazzate via dall’ascolto del disco, che mi convince proprio.
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02/01/2007 |
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Fabrizio
De André: "In direzione ostinata e contraria 2"
Insomma,
lasciatemelo dire perché tanto l'avrete già capito
benissimo: a me queste operazioni sembrano delle schifezze! C'è
tutta l'opera di De André in commercio, uno che hasempre
fatto concept album, ma perché non dovremmo riascoltarli
ora e sempre esattamente come li ha scritti, pensati e cantati lui?
De André è come la Divina Commedia, come l'opera omnia
di Shakespeare: un tutt'uno. Astenersi praticoni e perditempo! Sbam,
la seduta è tolta! |
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01/01/2007 |
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Orchestra
popolare La Notte della Taranta: "Notte della Taranta 2005"
Che dire? E'
un disco che ti porta l'estate in casa, tracima dai solchi e si
rovescia nelle vostre orecchie e nel cuore. Francesco De Gregori
che canta Dante a tempo di pizzica e Davide Van De Sfroos che "tarantola"
"Porta Romana" sono da incorniciare. E poi Piero Pelù,
Giovanna Marini e tutti i 40 membri dell'Orchestra. Ma soprattutto
il maestro concertatore Ambrogio Sparagna. Applausi. |
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