Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


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BiELLE DISCHI
Le RECENSIONI degli album uscite nel 2007

Data
Copertina
Giudizio
Interviste, pagine, ascolti
24/11/2007 Adriano Celentano: "Dormi amore, la situazione non è buona"
Precisiamo subito: l'ipotesi che io mi stia rincoglionendo è tutt'altro che peregrina. L'ho contemplata e l'ho prevista.Facendomi forte di questa ipotesi di partenza posso arrivare a concludere che "Dormi amore, la situazione non è buona" è un buon disco e non solo di musica pop.Insomma: è Celentano, è il cosiddetto mainstrem. Niente per cui capovolgersi sui divani o restare esterrefatti, ma è un disco di buona musica, cantanto e suonato a livelli eccellenti. Mi starò rincoglionendo, ma a me le canzoni di Celentano sono sempre piaciute.
 
24/11/2007 Ardecore: "Chimera"
"Chimera" è un ottimo disco di piacevole ascolto, suonato e cantato da gente che ha un'idea di estetica musicale ben precisa in mente e che la sa esprimere con tutta la forza della propria convinzione. Forse suonava più innovativo il primo disco, anche per l'effetto novità, ma nel secondo va compreso il bonus notevole dei brani di loro composizione, così metamorfici da essere in grado di compenetrarsi perfettamente con la tradizione. Una sicurezza.
 
23/11/2007 Francesco de Gregori: "Left & Right"
Fedele testimonianza del tour, ciò che rimbalza alle orecchie è ancora una volta la totale assenza di inventiva per quanto riguarda la sezione ritmica (davvero un paradosso se pensiamo che il produttore è un bassista). Un problema che qui si ingigantisce, non per condizione congenita, ma per la compassionevole testardaggine degli autori del disco. Mi spiego. Finché il pezzo dura 4 minuti, il fatto che batteria e basso facciano una cosa banale e ripetitiva riesci anche ad accettarlo o comunque a non soffrirne più di tanto. Ma se invece mi rifili ben cinque polpettoni che durano dai 6 ai 7 minuti, l'ascolto è intollerabile.
 
18/11/2007 Ma'arìa: "Sugnari"
Il risultato è di esplosiva beltà. Sapete? Quando la bellezza vi coglie impreparati e tutti vi inonda. Quando il senso sembra solo la ricerca della malia della musica che si miscela con il piacere delle storie raccontate. Un album per sognare, facendosi trasportare sulle ali del fascino delle voci, della poesia dei testi, dei ricami chitarristici e degli inserti percussivi. Ma quanto è bella a musica popolare! Anche quando è nuova e d'autore, come in questo caso. Imperdibile.
 
16/11/2007 Paolo Simoni: "Mala tempora"
Tre anni di lavoro, due per concepirlo e uno per realizzarlo. Questo il tempo di gestazione dell’album di esordio di Paolo Simoni, nato a Comacchio, classe 1985. La frase latina originaler, in effetti, reciterebbe "Mala tempora currunt", ma quelli di Paolo Simoni sono piuttosto "Mala tempora sonant"...
Intervista audio
10/10/2007 Roberto Vecchioni: "Di rabbia e di stelle"
Quando su 13 canzoni ne spiccano sei è evidente che il disco ha una sua decisa forza intrinseca.
Non c’è un tema di fondo se non proprio quello preannunciato dal titolo: sono canzoni “Di rabbia e di stelle”, dove, supportato da una formazione massiccia, Roberto Vecchioni riprende a raccontare le sue solite storie. Il professore è tornato.Attenzione, vale sempre il concetto che, come con Intel, in questo disco c’è “Vecchioni inside”. Se non siete interessati non aprite il file. Ma se siete suoi vecchi e fedeli ascoltatori, ancora una volta troverete pane per le vostre orecchie.
 
28/10/2007 Fabrizio De André & Pfm: In concerto
Un disco che ha fatto storia: quando la Pfm mise "la minigonna" alle canzoni di De André. In concerto riprende la tournèe del 1979 con la nuova versione di capolavori immortali come Bocca di rosa, Il pescatore, La guerra di Piero, Andrea, Volta la carta e Amico fragile riportate a nuova vita tramite rimasterizzazione.
Intervista audio Franz Di Cioccio
26/10/2007 GianGilberto Monti:"Ce n'est qu'un début"
  Canzoni dolenti o raccolte, intime e intense: la politica e la vita degli anni '70 raccontata con pudore e con amore. Profondo, ferito, ricucito. Come tutte quelle sensazioni che non si lasciano dimenticare, nonostante di acqua sotto i ponti, anche sporca, anche putrida, ne è passata tanta in questi tre decenni. Ma la nostalgia e la passione resta, anche perché, come direbbe Jannacci, “alura gh’avevi vint’ann”.
Intervista audio
11/10/2007 Vincenzo Gaccione: "Chorearum"
Disco di mandolini, di mandolini e voci, acustico fino al midollo, popolare senza essere popolaresco. Abitato da una cascata di suoni argentini che si rincorrono scivolando rapidissimi dalle dita di Angelo Vincenzo Gaccione. Canzoni di grande dignità, con la schiena dritta, ottima musicalità, radici profonde nel passato e testi che non sono immemori della società e della storia.
 
10/10/2007 Luigi Maieron: "Une primavere"
Se il risultato di un grande dolore può essere a volte un'opera d'arte, un'opera d'arte altrettante volte può essere fonte di dolore. "Une Primavere" è dolore e gioia a tempi alterni, fino ad arrivare a farli convivere, il dolore e la gioia, nella canzone che dà il titolo all'album. E questo disco, in fondo, è una sola lunga ballata dolente:   così bella, così intensa, così pulita. Così triste, così necessaria, così assoluta.
Pagina
28/09/2007
Bruce Springsteen: "Magic"
E’ un disco forte e potente. Eppure delicato. Inanella scariche di adrenalina, schitarrate epiche ad attimi di ripensamento. Ogni tanto è gioioso e a volte ripiegato su se stesso, ma non è un disco ondivago. Va in una precisa direzione, per quanto non si capisca quale possa essere. I just want do hear some rhythm / I just want to feel some rhythm. Springsteen, dicono le cronache, ha registrato Magic in due mesi in studio ad Atlanta, più o meno lo stesso tempo dedicato a The rising, ultima sua uscita con la E Street Band (2002).
27/09/2007
Bonaveri: "Magnifico"
Com’è difficile essere impegnati in tempi di anti-politica. Com’è difficile scegliere il sociale, l’invettiva, i realismo in tempi in cui la tentazione di rifugiarsi nel puro immaginario è assai forte. Com’è difficile optare per l’ideale, quando un po’ di ben dosato cinismo può aprire molte più porte... Germano Bonaveri (o meglio, come recita la copertina del disco, soltanto Bonaveri), al suo esordio da solista, non si fa intimorire da tutte queste difficoltà. E si butta nell’impresa di fare un disco impegnato con grande convinzione.
26/09/2007
Gerardo Balestrieri: "I nasi buffi e la scrittura musicale"
Ne ha fatte, di cose, Gerardo Balestrieri prima di approdare al suo primo album. Nato a Remscheid nel '71, si è laureato con una tesi sulla spiritualità nella musica popolare brasiliana, ha collaborato con Daniele Sepe e Bebo Storti, ha fatto parte di E. Zezi, ha partecipato ad Arezzo Wave '96, ha recitato in una soap opera ed è comparso in un paio trasmissioni televisive. E’ stato invitato un paio di volte al Club Tenco: la prima volta nel ’99 come cantautore inedito (dove presentò alcuni brani poi finiti in questo cd), la seconda nel 2005, come session man per il dopo-Festival.
19/09/2007
Francesco Camattini: "Fine della storia"
Bel disco. Uno di quelli che si incollano al lettore e fai fatica a staccarli. Camattini ha una voce che nel timbro ricorda vagamente il Lucio Dalla dei primi tempi e musicalmente si destreggia ottimamente tra swing, canzone d'autore, echi di fanfare e passi di tango con un inizio che sta tra Baccini e Caputo e una fine che tocca il melodramma. Tutto questo per dire che il lavoro è piacevole, swingante, ben suonato, ben cantato, ben costruito e, cosa poco comune, Camattini è capace a porgere temi pesanti con leggerezza ed eleganza.
15/09/2007
Cristina Donà: "La quinta stagione"
"La quinta stagione" suona come una giornata di settembre, ma di quelle belle che ti lasciano "ancora vestire leggera". L'atmosfera resta quasi sempre rilassata. I suoni molto curati, ma quasi sempre appoggiati sullo sfondo, quasi a formare una scenografia sonora. Buoni testi e canzoni che hanno tutte un'anima. Settembre è la stella polare: come mese del ripensamento, alla Guccini, o come Quinta stagione, alla Donà. Un mese in cui è facile, provando ad ascoltare davvero, incontrare buoni, anzi ottimi dischi. Come questo.
10/09/2007
Nuova Tribù Zulu: "Gente del cielo"
Disco-panino, con testa e coda da apprezzare e parte centrale poco indovinata: la lunghezza globale dell'opera (poco meno di un'ora) poteva consigliare maggior equilibrio nella scelta dei pezzi. Oppure ancora è stata la fretta di chiudere il prodotto cattiva consigliera. Non avendo mezzi per saperlo resta un disco bicipite, dove i momenti piacevoli si alternano a quelli meno riusciti. Il progetto zingaro-folk-rock comunque è meglio racchiuso nella prima parte dell'album. Buono a metà.
Maria del mar
10/09/2007
Claudio Baglioni: "Quelli degli altri tutti qui"
Resta il fatto che il divo Claudio canta bene e che delle 30 canzoni proposte nel doppio cd almeno una metà appartengono alla miglior tradizione del cantautorato italiano. Il periodo preso in esame sono gli anni '60 e tra gli autori presi in esame troviamo Umberto Bindi, Luigi Tenco, Fabrizio De André, Gino Paoli, Sergio Endrigo, Lucio Battisti; Giorgio Gaber. Insomma il meglio di quanto in quegli anni si agitava sotto il cielo.
01/09/2007
Benvegnù, Demuru, Magoni, Tavolazzi: "Cime domestiche"
Disco non per tutti. Perché è un disco estremista e del tutto alieno ai compromessi..Se nonostante questo vi accosterete al disco non potrete non scoprirne la magia. Non facile, ma profonda, in un lavoro di quattro forti personalità artistiche che riescono a non prevaricare l'una sull'altra, ma a fondersi in favore di un progetto. "Cime domestiche", riportando tutto a casa, ma camminando sulle strade bianche.
15/08/2007
Ig/Ivana Gatti - Gianni Maroccolo: "Bastian contrario"
Il cd è venduto assieme a un dvd. Il dvd contiene le stesse canzoni del cd, più una bonus track, diversa da quelle (due) del cd. Inoltre ogni canzone è abbinata a una sorta di videoclip che accompagna il brano. E questo è un ottimo motivo per acquistare il cd.Imperdibile? Non direi. Interessante? Di sicuro. Ivana Gatti e Gianni Maroccolo, ossia Ig. Un buon progetto.
15/08/2007
Massimo Chiacchio: "Sasso"
Bisogna avere tempo, lasciarlo maturare, farselo rotolare addosso a lungo. La voce così smaccatamente deandreiana può essere un handicap: l'impressione del clone è forte (soprattutto in "Meltemi" che, non a caso, è il brano che meno mi convince). Ma la personalità è forte e le canzoni, strada facendo si impongono e affascinano. Difficilmente vi lascerà indifferente. E questo mi sembra un grandissimo pregio.
 
14/08/2007
Nidi d'Arac: "Salento senza tempo"
Non è il disco nuovo dei Nidi d'Arac, ma una escursione a piedi giunti nel territorio della musica popolare. Una magnifica escursione che verrebbe voglia di chiedere fosse ripetuta più spesso, anzi, il più spesso possibile. "Salento senza tempo" è da intendersi come un tributo acustico alla tradizione musicale salentina per raccontare la storia millenaria di una terra attraverso la sua musica.
10/08/2007
Nada: "Luna in piena"
Piena di crema di vita vissuta, di esperienza e di musica Nada, dopo una serie di dischi di grande spessore ha licenziato questo “Luna in piena”, giusto per Sanremo, forse bruciando un po’ i tempi di un disco che avrebbe dovuto essere a venire. Ogni tanto quindi resta un’impressione di incompiuto, di lavoro da finire. Ma spesso, altrettanto spesso, si resta sospesi tra il brivido e la meraviglia.
07/08/2007
Marco Massa: "Nelle migliori famiglie"
Sono dieci canzoni che in qualche modo ruotano attorno al concetto degli anni settanta e al tema della famiglia. La canzone guida "Liberi nel vento", con cui si apre l'album, per metterci subito nel clima parte con la telecronaca di Nando Martellini che ricorda la rete di Boninsegna nella semifinale Italia-Germania di Messico '70. Il brano comunque non è di quelli da prendere sotto gamba: variegato e nostalgico. Quasi come un gelato all'amarena.
04/08/2007

Solidamor: "One man show"
Disco leggero, leggerissimo, ma tutto sommato non sgradevole. Rispetto all'opera prima che scorreva per la gola come gazzosa, rinfrescante e dolciastra, ma non bene delineata, qui siamo passati al prosecchino. C'è strada ancora da fare per lo champagne, ma, all'interno di questo tipo di musica, i Solidamor sembrano incamminati bene.

04/08/2007
La Famiglia Rossi: "La Famiglia Rossi vs tutti"
Ecco uno di quei magnifici dischi di cui si può solo parlare male. Senza pentimenti, senza ritrosie, senza dubbi. Se di Roy Paci detesto l'ideologia, protesa alle classifiche, ma apprezzo la musica, della Famiglia Rossi non c'è proprio nulla che mi piaccia. Anzi, nelle mie personali classifiche di gradimento sono in lizza per un ultimo posto assoluto.
04/08/2007
Figli di Madre Ignota: "Fez Club"
Fosse tutto all'altezza di "Spaghetti balkan" mi strapperei le vesti di dosso e implorerei perdono fustigandomi per aver mancato di rispetto in più occasioni ai patchankisti italiani, accusandoli di essere brutte copie di un fenomeno nato altrove e con ben maggiori radici culturali. L'illusione dura lo spazio di due brani (anche "Theme from paradise" è ottima) e poi gradatamente sfuma in un vicino orienta, i Balcani, un po' da fumetto di Lothar e Mandrake.
04/08/2007
Roy Paci & Aretuska: "Suonoglobal"
Formato in un'epoca tetra (o splendida?) in cui ci si inebriava col "Recitativo" di De André, con "Angoscia metropolitana" di Claudio Lolli o con "L'albero e io" di Guccini faccio ancora fatica a digerire dischi interi di cazzeggio. Magari mi godo una canzone qua e là, ma un disco intero mi dà sui nervi. Difficoltà generazionali: sono uno di quelli dei "cioè", che era una weltenschanug, un'interpretazione del mondo, per dirla col maestro di Pavana: "cioè" significava "spiegamela meglio. Non mi accontento della prima versione". Roy Paci cioè?  
30/07/2007
Dente: "Non c'è due senza te"
Dente (e non è il vero nome) è disarmante: una chitarrina, suonata sdren sdren, una voce non memorabile e quasi nient'altro. La prima canzone è raggelante: "Canzone di non amore". Si pensa di non essere su un disco, ma sul demo di un esordiente e non destinato a fare grande strada. Già alla seconda ("Baby building") qualcosa scatta. Non siamo sul piano dell'assoluta normalità. E, soprattutto, provate a scollarvela di dosso: impossibile! Eppure è fatta di niente.
18/07/2007
Alessio Lega & Mokacyclope: "Zollette" (Live)
La degustazione guidata consiglia di partire da "Venditore di sassi" di Renaud, passare per "La canzone dei pirati" del russo Bulat Okudzava (uno di quei nomi che solo il Lega ...), scivolare a "Il lupo" di Henri Tachan (vale lo stesso discorso di prima), soffermarsi con ammirazione sul ripescaggio anni '70 di Alfredo Cohen, gradire l'omaggio a De André e gioire per l'inedito assoluto che è "Zolletta" (Lettera a Enzo G.Baldoni). Così bisogna fare un live! Imperdibile. Cinque stelle.
18/07/2007
Ivan Segreto: "Ampia"
C'è un segreto dietro Ivan Segreto: piace a tutti. A Franco Battiato, come ai fan di Cammariere (ci sono fan di Cammariere?), a noi come a quelli di XL. Fa una musica facile? Neanche facilissima. Lunghe suite di sei minuti ognuna, molto strumentali, con pochissime parole.
Intanto godiamoci "Ampia", disco d'estate ma non per l'estate.Così fresco, così gradevole, piace a tutti: che sia la nuova corrente del 2007? La Melone music?
 
07/07/2007
Morgan: "Da A ad A"
Morgan ha scritto un disco tetro e contorto partendo dal labirinto delle sue sofferenze interiori. Da A ad A, come un movimento che non nasce, un itinerario non compiuto, come Asia Argento che è rimasta alle spalle e Anna Lou, la bambina che hanno avuto insieme, che rappresenta il futuro. Come spesso capita, dal tormento è nata una grande opera. Un disco sghembo, diseguale, irritante e geniale. Non facile, contropelo, oscuro, ogni tanto minaccioso e con improvvise esplosioni solari. Morgan? Teniamolo sempre più d'occhio.
02/07/2007
Stefano Barotti: "Gli Ospiti"
È bello trovare delle conferme. A distanza di quattro anni da “Uomini in costruzione” ritrovo Stefano Barotti. Il suo esordio mi aveva conquistato per le sue atmosfere d’oltreoceano (avevo parlato di “profumo di prateria”), con i piedi ben piantati nella tradizione della migliore canzone d’autore italiana. Un piccolo miracolo, fatto di testi curati, di belle melodie e ottimi arrangiamenti. Si sa che il secondo disco è il più difficile. Ma il piccolo miracolo si è ripetuto. “Gli Ospiti” è un disco ben scritto, ottimamente suonato, con una sua forte identità.
21/06/2007
Teresa De Sio: "Sacco e fuoco"
La voce più di tutto mi colpisce. Sale stretta come una ferita, si approfonda in un gorgo dell'anima che sa di ruggine, di sale e di sole. Graffia e colpisce, si impenna e si abbassa come il movimento delle mani su una tamorra, ma poi sa aprirsi in un golfo caldo e scuro nel cuore di una Ninna nanna. Insomma è Teresa De Sio. Noi siamo "Brigate di frontiera", che la frontiera non l'abbiamo vista mai. Ma abbiamo visto una donna sulla collina che stringeva una bandiera e la faceva ondeggiare a tempo. La bandiera era rossa, la donna era Teresa: Teresa De Sio.
11/06/2007
Maria Pierantoni Giua: "Giua"
Esordire con un disco che come unica indicazione porta il tuo nome è un segno di spegiudicatezza. Forse di autorevolezza. Magari di presunzione. Esordire con un ottimo disco è un ottimo biglietto di presentazione. Maria Pierantoni Giua, in arte solo Giua, fa entrambe le cose. Non sono portata per natura all'entusiasmo irrefrenabile, ma "Giua" come disco merita di venire ricordato e ascoltato ad esaurimento dei solchi. Mentre Giua come artista merita di essere considerata molto più della promessa. The next big thing? Potrebbe pure darsi ..
10/06/2007
Tiziano Mazzoni: "Zaccaria per terra"
Tiziano Mazzoni è sulla parte giusta del sentiero (che poi forse è quella sbagliata), quella che annusa il vento dell'America nei libri, nei film, nella musica e ce la rende con le storie delle nostre parti. Niente di nuovo o di inaudito, ma da sano, buon vecchio e ottimo country rock ibridato di blues quel tanto che basta. Da non perdere.
03/06/2007
Gino Paoli, Rava, Rea, Gatto, Boltro, Bonaccorsi: "Milestones"
L'omaggio jazz al repertorio di Paoli, cantato dallo stesso e suonato da fiori di musicisti. Forse non lo avrei comprato un disco così nel 2007 a quasi 50 anni dalla prima edizione de "La gatta" (1961), ma avendolo ricevuto in gentile omaggio devo dire invece di averlo goduto, amabilmente goduto. Disco di gran classe e nobilitato dal fatto di essere suonato dal vivo. Indimenticabile "Il cielo in una stanza", un po' sacrificata "Senza fine". Godibile. Amabilmente godibile.
03/06/2007
Lou Dalfin: "I Visasolelhs"
Quando si è qua, ci si rende conto che è sbagliato dire che l’Occitania possa esistere. Quando si è qua, ci si rende conto che l’Occitania esiste. E basta. E che essa non è una parola, un’idea, un sogno o un utopia. E’ la semplice e pura realtà. Lo si vede nei tanti e tanti giovani che imparano un una corenta o si innamorano sull’aria di un rigodon, o di coppie più mature che non per questo rinunciano alla danza e alla festa collettiva che ogni concerto rappresenta su per queste vallate.
02/06/2006
Stefano Amen: "Stravecchio"
E dopo tanto tempo sotto la paglia, Stefano Amen se ne esce con "Stravecchio". Sono le stesse canzoni del demo dello scorso anno, ma impaginate in una confezione con bollino Siae, copertina e crediti. In modo da saperne un po' di più. Quello che emerge ancora una volta è che a Torino si respira il blues. In questa città della Louisiana, adagiata sulle sponde non del Po, ma del Mississippi, da qualche anno in qua spira aria di canzone d'autore.
20/05/2007
I Luf: "Paradis del Diaol"
Dall'inizio alla fine un tiro rock che non deflette un secondo, una passione cantautorale a tutta prova, una sincerità di intenti da premio. Signori, i lupi sono scesi di nuovo a valle, passato l'inverno e dimenticata la neve sui monti; sono scesi a portare allegria, danza, pensieri e storie. Forse le stesse storie che nelle sere d'inverno si raccontavano attorno al fuoco. Il fuoco è ancora acceso. E' quello della passione. Lunga vita ai lupi! E che siano sempre meno solitari.
16/05/2007
Vittorio Merlo: "Aicha.it"
Dopo circa due anni da “Ho sognato Bruno Vespa”, Vittorio Merlo presenta il suo nuovo lavoro “Aicha.it”. Il cd è realizzato in duo con Marco Guerzoni con cui Vittorio ha già collaborato componendo alcune musiche per lo spettacolo Lettere dal silenzio. Proprio da quello spettacolo è tratta “Non voglio che amore”, versione italiana del celebre brano “Aisha” di Khaled.
06/05/2007
Gianluca Bargis: "Niente di personale"
Se c'è qualcosa che non dice la verità è il titolo di questo album. Nel senso che una cosa va soprattutto riconosciuta a Gianluca Bargis: che la personalità c'è. Ossia che in "Niente di personale" c'è molto di personale. Se volessimo esagerare (ma lo vogliamo) spenderemmo il nome di J.J.Cale per ricordare la musica di Gianluca: pochi strumenti, chitarra in evidenza (elettrica) cone belle trame solistiche, voce pacata e rallentata, ogni tanto un slide o uno sferragliare solatio di armonica.
01/05/2007
Fabularasa: "Fiorile e altre storie"
Sono 11 brani, radunati attorno a una concezione di musica che affonda radici nel progressive rock come nella musica d'autore, nel jazz come nella musica popolare. Dicono i Fabularasa di loro stessi: "è come quando De André incontra Bill Evans" e credo ci siano andati abbastanza vicini. Non è facile ascoltare i Fabularasa, ma ci sarà prima o poi l'uscita di questo demo in formato cd. Iintelligenza, sensibilità, poesia non molesta e arte musicale a piene mani. Che dire di più?
22/04/2007
Rudy Marra: "Sono un genio ma non lo dimostro"
Genio? Non lo so. Di sicuro geniale. Rudy Marra comparve all'improvviso al festival di Sanremo del 1991, ma nonostante buoni risultati, dal '95 scomparve, tornando a muoversi sott'acqua. Ora esce con un nuovo disco e un libro. Ce l'ha con tutti. Sapido e urticante. Ma molto molto molto bravo.Sono dodici brani di grande spessore che si muovono su territori musicali di confine al servizio di una vocalità rauca e intensa o profonda e cupa. Marra ha tanto da dire. Ascoltiamolo.
21/04/2007
Eugenio Bennato: "Sponda sud"
E’ un disco che si porta dentro il sole. Dalla prima traccia fino all'ultima. Un disco che dà un'impressione di serenità e di dolcezza che pervade le dieci tracce. Ricco di voci e di impressioni provenienti dal sud del mondo, da molto più a sud di Napoli. Ma più che l'Africa, in questo disco gentile, dominano i bambini . Tutto molto semplice e lineare, tutto come si dovrebbe raccontare una storia a un bambino per farsi ascoltare. E noi, bambini per sempre, ascoltiamo con passione il cantastorie Eugenio che ci parla del mondo. Più a sud del nostro sud del mondo.
14/04/2007
Patrizia Laquidara: "Funambola"
E' un album a tutto tondo: funambolico, divertente, sensuale e intelligente. Iil tentativo riuscito di muoversi su quei sottili disequilibri che separano l'essere dal divenire, l'oggi dal domani, il reale dal potenziale. C'è molto Brasile, c'è sempre un po' di Portogallo, c'è soprattutto una donna attorno ai 30 anni con tutti gli slittamenti progressivi del caso. Un disco di classe superiore per un'interprete e autrice che è già una splendida realtà.
 
05/04/2007
Tiromancino: "L'alba di domani"
Inesorabilmente. I Tiromancino (e andiamo avanti a utilizzare questo ridondante nome collettivo) fanno sempre tutto come si deve. I loro dischi, uno dopo l'altro, ristagnano naturalmente sopra la soglia della sufficienza, anzi, di più, sopra la soglia della gradevolezza. E "L'alba di domani" non fa eccezione. Qualcosa in più del pop: ritmi rallentanti, voci sussurrate, impressione di densità e di ripensamento, forse superiori alle stesse intenzioni degli autori.
04/04/2007
Mauro Ermanno Giovanardi: "Cuore a nudo"
Un prodotto levigato e curato che, almeno inizialmente, non sembra dal vivo. Ed è lavoro complesso e stratificato, giocato sulla passione per la poesia di Giovanardi, che recita molti testi, e su quella per la canzone d'autore, presente qui sotto quasi tutte le sue forme. Resta l'incertezza su quale sarà il cammino di Joe senza i La Crus o se ci sarà ancora un cammino dei La Crus assieme, ma se questi sono i segnali c'è da ben sperare: gusto, intelligenza e cultura.
01/04/2007
Angelo Branduardi: "Futuro antico IV"
Bello, colto e irrimediabilmente palloso. Sì, lo so che non bisognerebbe esprimersi così, specie di fronte a un cantautore che ha fatto la piccola storia della canzone d'autore all'italiana e che comunque persegue una sua ricerca culturale faticosa e onerosa. Oltre dieci anni di attività in questo campo, con una sola escursione lasciano capire che la scelta di campo sia ormai irreversibile. Scordiamoci, purtroppo, il poetico menestrello di "Confessioni di un maladrino".
31/03/2007
Pino Daniele: Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui"
Non hanno niente che non vanno i nuovi dischi di Pino Daniele e contemporaneamente non hanno neanche nulla che gira per il giusto verso. Sono dischi stanchi, fatti forse per dovere, forse per contratto, forse per abitudine.Solo per appassionati. Solo per pop ascoltatori. Solo per loungisti-mojitoisti. Ecco, per intenderci, il rapporto è quello: Pino Daniele è diventato un mojito (lo cita e cita anche il Cuba libre). Se vi piace il Barolo non siete nel posto adatto.
21/03/2007
Daniele Silvestri: "Il latitante"
Daniele Silvestri è uno dei grandi cantautori italiani contemporanei, con una straordinaria capacità di giocare con le note e la musica per regalare emozioni ed anche, sotto una coltre di ironia, profonde riflessioni sulla nostra società. Il latitante di Daniele Silvestri salta l’ascolto “cerebrale” portandoti direttamente nel mondo “emozionale”.
17/03/2007
Paolo Rossi: "In Italia si sta bene (si sta male anzichè no)"
Cosa cantano i comici? E perchè cantano? Forse perché hanno figli da mantenere o vezzi inconfessabili come la spuma biondissima o il latte di mandorle? Non lo so e non lo voglio sapere. Ascoltando questo abum il dubbio resta. Carino, ma Paolo Rossi è meglio a teatro. Da non perdere solo la versione italiana di Volver con Capossela.
11/03/2007
Simone Cristicchi: "Dall'altra parte del cancello"
Undici tracce ed ognuna è un gioiello: si parla di matti, di eutanasia, di co.co.co e lavoro temporaneo, di poesia, di vizi e vezzi della vita in Italia, con almeno tre tipi di italiani passati in radiografia. E poi c'è "Ti regalerò una rosa", la canzone che ha vinto Sanremo, uno dei testi più amozionanti letti negli ultimi tempi. Che Simone Cristicchi fosse matto ma bravo si sapeva, Ora si sa anche che è folle e geniale, ma con molto metodo, Una certezza.
08/03/2007
Tetes de Bois: "Avanti Pop"
'Avanti Pop' è geniale. A cominciare dal titolo, che racchiude un mondo, un progetto politico, un'idea di impegno sociale e civile. Poi la copertina e il libretto con le splendide illustrazioni di Marta dal Prato e con il manifesto programmatico del progetto. Che in realtà e un viaggio alla ricerca di storie scomode.C'è energia, c'è creatività, c'è ritmo, c'è la raccolta di "storie d'amore di speranza di rabbia d'ingiustizia tralicci fumi filari fiumi di lacrime pioppi solchi cave" ci sono mille spunti per mille riflessioni e c'è il sogno di "un giorno che non ti aspetti". E non c'è nemmeno la traccia di un facile slogan.
06/03/2007
Lucia Lombardo: "Il passo dei lupi"
Quello che impressiona è la maturità compositiva che emerge e la varietà degli accenti proposti, anche all’interno di un tema di fondo comune. Insomma, il disco è suonato benissimo e inciso magnificamente, con ogni singolo strumento che spicca e si stacca dagli altri. Come un’immagine tridimensionale messa a fianco a tante altre immagini bidimensionali. La terza dimensione si chiama talento.
05/03/2007
Folco Orselli: "MilanoBabilonia"
Se per le prime due prove di Orselli (La stirpe di Caino del 2002 e La spina del 2004) i giudizi oscillavano tra “derivativo” e “irritante”, tanto era il calco sul modello Tom Waits, Milano Babilonia è l’album della maturità: caldo, intenso, tirato come un treno, con uno swing a tutta prova e la capacità di farsi seguire per i gorghi di questa Milano non più da bere, ma sempre infernale, Orselli traccia un ritratto metropolitano a colori intensi, con un pugno di canzoni destinate a restarvi immediatamente in mente. Stamina e vitamina.
24/02/2007
Mattia Donna: "Sul fianco della strada"
Assolutamente da tenere d'occhio come autore e come esecutore. Mattia Donna fa un debutto degno di assoluto riguardo, con una maturitò di scrittura considerevole che richiama alla memoria illustri precedenti. I nomi che viene naturale scomodare sono De Gregori, De André e perfino Bob Dylan, ma non sono nomi tirati giù a caso. Sotto l'ala protettiva di Vince Tempera, Mattia ha tempo, occasione e modo per mettersi in mostra, Io ci scommetterei.
22/02/2007
Piccola Bottega Baltazar: "Il disco dei miracoli"
Sulle tracce di Buzzati i Baltazar snocciolano nove piccoli ex-voto in forma di canzone e altri quattro in forma di musica che ci portano per mano tra l'incantesimo e l'incanto al suono di chitarre, fisarmoniche, glockenspiel, contrabbasso, flauti e archi..
20/02/2007
Franco Battiato: "Il vuoto"
Ci sono molti ritorni, angoli che chi conosce Battiato ha già da tempo frequentato : il tema della solitudine come scelta di vita (“I giorni della monotonia”), quello, tipicamente buddista, dell’inganno dell’apparenza e dell’illusorietà del così detto reale (“Niente è come sembra” e “Io chi sono?”). Ma quello che colpisce tanto i rapiti come me, credo, sia la perfetta consonanza delle musiche ai testi: nulla pare essere fuori posto; nulla pare eccedere; nulla pare mancare. E’ un vuoto che, in realtà, è del tutto appagante. Il vuoto, rimanendo tale, viene riempito.
18/02/2007
Priska: "Le fureur du Papavoine"
Un disco delizioso che sembra piovuto tra noi da un'altro tempo. Il mistero è la cifra di Priska, nata in Francia, tasferita bambina in Friuli e quindi in grado di cantare in tre lingue questo disco d'esordio con i testi scritti da Lino Straulino e le musiche da lei stessa. Siamo nell'ambito del folk revival britannico degli anni '70. O almeno questa è lillusione che creano le fiabe di Priska. Chitarristico e spettacolare. Imperdibile!
17/02/2007
Piero Brega: "Come li viandanti"
Piero Brega ha una lunga storia e questo disco circola già da parecchio. A lungo è stato "Sotto la paglia" e in tutte le posizioni possibili: da "non parleremo di .." a "ci sono piaciuti", prima di approdare a un "Ci sono piaciuti ... un po' meno". E' un disco diseguale e la voce di Pietro Brega non è da Guinness dei primati, piuttosto da Guinness della noia, ma è anche un disco che contiene almeno un paio di bellissime canzoni: "Giulia" e "Sali sole". Oltre a essere sempre suonato in totale grazia di dio.
17/02/2007
Leandro Barsotti: "Il jazz nel burrone - Barsotti racconta Gainsbourg"
Serge Gainsbourg, già poco conosciuto in Italia all’epoca in cui in Francia, a suo modo era un divo, è stato completamente dimenticato. Forse qualcuno si ricorderà la sua canzone più famosa, ma non più bella, ossia la “Je t’aime, moi non plus”. Un personaggio eccessivo che si è bruciato (oh, molto lentamente però) sull’altare della vita vissuta, penalizzando le vette artistiche a cui avrebbe potuto accedere. Dei suoi pregi ce ne offre ottima testimonianza Leandro Barsotti
11/02/2007
Fabrizio Consoli: "Autogrill"
Ci sono gli artisti "amici" e poi ci sono gli amici artisti. Fabrizio Consoli appartiene a quest'ultima categoria. Questo non toglie (anzi, aggiunge) al fatto che le canzoni di Fabrizio Consoli siano estremamente gradevoli, in bilico tra alcune cose di Fred Buscaglione e altre di Paolo Conte e la più parte molto personali.
07/02/2007
Daniele Sepe und Rote Jazz Fraktion: "Suonarne 1 x educarne 100"
Sano e robusto disco di rock (e non di jazz), assolutamente politico. Insomma, si può essere d'accordo o no. Anzi si "deve" non essere d'accordo se non lo si è: ribellarsi è giusto di fronte a qualsiasi ricetta preconfezionata, a qualsiasi teoria non suffragata. Ma il lavoro di Daniele Sepe è la cosa migliore che mi sia capitato di sentire in quest'anno ancora giovane. Poche palle: è imperdibile!
 
01/02/2007
Avion Travel: "Danson Metropoli - Le canzoni di Paolo Conte"
Cosa ne emerge? Un disco di grande spessore. Suonato benissimo dagli Avion, per quanto in formazione ridotta all’osso, ma che, proprio per questo, scelgono una cifra espressiva molto diversa da quella di Paolo Conte, che, attualmente, se non è circondato da una grande orchestra non inizia nemmeno a cantare. Il mood sonoro quindi è del tutto rilassato laddove invece Conte punta sullo swing e su ritmi intensi.
27/01/2007
Alessio Lega: "Sotto il pavé la spiaggia"
Lega non ha solo tradotto bene: spesso ha inventato, attualizzato, cambiato, agito sul testo nel completo rispetto delle intenzioni. Lo stesso rispetto che è in parte mancato quando si è trattato di affrontare gli arrangiamenti e le musiche. Va bene mettere le minigonne alle canzoni, ma non lasciarle in mutande! Bianco e nero, dolce e agro. C'è di tutto e c'è di più qua dentro. Non perdetelo. Dischi così, anche nei contrasti, se ne fanno pochi.
15/10/2007
Legittimo Brigantaggio: "Senza troppi preamboli"
Possono ancora far male i fucili a sei corde? Riescono ancora i pochi minuti di una canzone, i tre quarti d’ora scarsi di un cd, a fare vivere sensazioni e sentimenti come passione, come rabbia, come amore?Ascoltando questo “Senza Troppi Preamboli…” la risposta è affermativa. Già dal titolo si capisce che questi ragazzi di Latina puntano al sodo, senza troppi fronzoli o lustrini inutili.
06/01/2007
Marlene Kuntz: "Il vile"
I Marlene Kuntz sono da molti fan italiani considerati un’entità quasi da venerare. A mio parere l’affinità che si crea fra le parole delicate di un poeta non mancato, il carismatico Cristiano Godano,e la musica che oscilla fra il noise più rumoroso alla Sonic Youth e suoni melodici e delicati, ma che non stancano, provoca nell’ascoltatore un misto fra rabbia e calma. Genialità. La band è una realtà venuta alle nostre orecchie da Cuneo e nella line-up di oggi presentano un Gianni Maroccolo, che più che un uomo sembra una leggenda, in cui leggere tutta la storia della musica indipendente italiana.
02/01/2007
Maler: "Dell'ora o del mai"
Ebbene, signori, questo è un esordio con i fiocchi. L’esibizione al Tenco non mi aveva folgorato, lo confesso. Intendiamoci, la voce mi era piaciuta, gli arrangiamenti pure. Ma avevo percepito una certa freddezza, una dose di scolasticità. Colpa dell’emozione da Ariston, forse, o della scarsa esperienza (non mi pare si tratti un artista con una grande gavetta live alle spalle). Impressioni spazzate via dall’ascolto del disco, che mi convince proprio.
02/01/2007
Fabrizio De André: "In direzione ostinata e contraria 2"
Insomma, lasciatemelo dire perché tanto l'avrete già capito benissimo: a me queste operazioni sembrano delle schifezze! C'è tutta l'opera di De André in commercio, uno che hasempre fatto concept album, ma perché non dovremmo riascoltarli ora e sempre esattamente come li ha scritti, pensati e cantati lui? De André è come la Divina Commedia, come l'opera omnia di Shakespeare: un tutt'uno. Astenersi praticoni e perditempo! Sbam, la seduta è tolta!
01/01/2007
Orchestra popolare La Notte della Taranta: "Notte della Taranta 2005"
Che dire? E' un disco che ti porta l'estate in casa, tracima dai solchi e si rovescia nelle vostre orecchie e nel cuore. Francesco De Gregori che canta Dante a tempo di pizzica e Davide Van De Sfroos che "tarantola" "Porta Romana" sono da incorniciare. E poi Piero Pelù, Giovanna Marini e tutti i 40 membri dell'Orchestra. Ma soprattutto il maestro concertatore Ambrogio Sparagna. Applausi.