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BiELLE DISCHI
Le RECENSIONI degli album usciti nel 2011

Data
Copertina
Giudizio
Interviste, pagine
Ascolti
31/12/2011 Dan Moretti & Piccola Orchestra La Viola: "The journey"

E' musica ariosa o meglio aerea, sostenuta dal soffio del sassofono e del flauto e dall'aria scaravoltata dai mantici delle fisarmoniche o degli organetti. Musica che sostiene per aria l'aria che forma le arie che a loro volta fanno le melodie fornite da questi strumenti aerofoni. Una mongolfiera musicale che si libra sul cielo sgombro di nuvole per far lievitare la pasta sonora di questo viaggio che è in grado di portarci comunque lontano.
  Ascolti: "Angel Silver"
30/12/2011 Chiara Ragnini: "Il giardino di rose"

Una musica gentile, acustica, a volte, ma solo a volte, leggermente poppeggiante, più incline a strizzare un occhio, o anche entrambi, alla canzone d'autore.
E' una boccata d'aria fresca ascoltare Chiara Ragnini. Certo che non si deve storcere il naso di fronte alla semplicità. Un'album estremamente piacevole, morbido, arrendevole, cedevole sotto il ciglio del sorriso e del sospiro. Un ottimo lavoro giovanile

 
  Ascolti: "Ogni mia poesia"
30/12/2011 Radicanto: "Bellavia"

Un disco di terra e di sale. Un disco delicato, ma robusto, un album sapido e colorato, ma in grado di imporsi sempre con la dolcezza, mescolando linguaggi e strumenti, tollerando i loop (contenuti) e la programmazione, accanto alle darbouke e ai violoncelli, al bouzouki e alla marimba. La forza tranquilla e salda della musica popolare, anche quando l'origine si perde al di là del mare e ci ritorna dalle parole e dai suoni dei nuovi cantori. Radicanto, la musica dalla parte delle radici.
  Ascolti: "Soni a battenti"
24/12/2011 Folco Orselli: "Generi di conforto"

“Le dieci tracce che compongono “Generi di conforto” hanno a mio parere le stesse caratteristiche del cioccolato, delle sigarette, di un cordiale sorseggiato quando fa freddo, di una coperta sotto cui addormentarsi, di un fuoco e di un abbraccio. Di conforto appunto”. Come dargli torto, questo è un disco maledettamente bello, irrinunciabile. 
  Ascolti: "Manila"
24/12/2011 Giorgia Del Mese: "Sto bene"

Si potrebbe dedurre che il titolo del lavoro derivi da un certo stato di soddisfazione per quanto realizzato fino ad ora ma non è per niente così, perché ascoltando il disco, ci si accorge ben presto che il titolo è un eufemismo e in realtà è espressione di una calma solo apparente.
  Ascolti: "Niente da espirare"
14/12/2011 Andrea Giops: "Io non sono Giuseppe Verdi

Che disco è "Io che non sono Giuseppe Verdi"? Un sano disco di pop. Che non pretende di essere di più e che di più forse non potrebbe nemmeno essere. La domanda resta valida: perché un disco siffatto esce per l'etichetta di Fabrizio De André? Giops peraltro, che non scrive né testi né musica, se non in piccola parte, dimostra di avere personalità e voce e una bella dose di umiltà e conoscenza dei propri limiti. Forse non indimenticabile, ma ascoltabile di sicuro.
Intervista : da X-Factor a Faber Ascolti: "Sweet sorrow"
13/12/2011 Roberta Barabino: "Magot"

Parliamo della semplicità, della chiarezza. Parliamo di quanto possa essere naturale ascoltare questo disco. Parliamo della brezza del primo pomeriggio, del vento fresco di maggio, parliamo di disegni fatti a matita e ripassati a china. Parliamo di un dolce declivio di una collina e dei passi leggeri che la percorrono in discesa. Parliamo di un temporale d'estate, coi suoi tuoni e con i suoi scrosci d'acqua e dell'abbaiare festoso di un cane. Parliamo di dita leggere sopra una chitarra e di pochi tocchi di altri strumenti: un violoncello, una seconda chitarra. Parliamo di tutto questo e ci avvicineremo al cuore di quello che Roberta Barabino ha proposto con "Magot", ma non ne scalfiremo la superficie, perché Magot è leggera come un quadro di Chagall.
Intervista: "Scrivo canzoni, nulla più" Ascolti: "Notte blu"
12/12/2011 Pilar: "Sartoria italiana fuori catalogo"

Pensiamola complicata. Pensiamola sfaccettata. Pensiamo una situazione in cui le lingue e i suoni del mondo vengano a contatto ravvicinato. Pensiamo la complessità di una costruzione molto curata, di un abito d'haute couture disegnato da un grande stilista. Uno stile un po' forse demodè, ma con un'attenzione al particolare, al dettaglio che solo la cura artigiana di un marchio può portare a compimento.  "Sartoria italiana fuori catalogo" è un album non comune, che miscela linguaggi alti e tentativi popolari, che coniuga un linguaggio poetico a una cura musicale estrema. Prodotto artigianale, sì, ma di quell'artigianalità che crea l'eccellenza.
Intervista : "Canzoni senza bisogno d'orlo" Ascolti: "Innestami"
11/12/2011 Adriana Spuria: "Il mio modo di dirti le cose"

“Il mio modo di dirti le cose” di Adriana Spuria, all’esordio sulla lunga distanza dopo un Ep nel 2008, è un album che conquista e convince, con una serie di brani molto ben assemblati, ricchi di spunti melodici e di arricchimenti tecnici, melodie, una bella voce controllata e duttile, e soprattutto con una scelta stilistica coraggiosa, frutto di un progetto voluto, chiaro e di gran pregio.
Intervista : "Jazzando con il folk nel cuore" Ascolti: "3 sul rouge"
01/12/2011 Alfonso De Pietro: "(In)canto civile"

Nemmeno sotto tortura potrei scrivere male di un cantautore giovane & impegnato come Alfonso De Pietro, il suo secondo nome potrebbe suonare “mosca bianca”, nel mare magnum sconsolante di Barbie e Big Jim (ma lo fanno ancora?) di ritorno da talent show. In “(In)cantocivile” c’è l’ha messa tutta per rinvigorire i muscoli della ballata di peso specifico, evocandone l’humus delle origini, quello, per intenderci, del tipo pedagogico/pensoso/indignato/divergente (qualcuno vuole, per favore, sforzarsi di ricordare?).
  Ascolti: "Terra"
24/11/2011 Alessandro Grazian: "Indossai"

Alessandro Grazian vive in un mondo suo. Un mondo fatto di musica, ma anche di pittura, ci abitano Sergio Endrigo ed Egon Schiele, Edith Piaf e Nico Fidenco, Parigi e Vienna, Pushkin e Bindi, Morricone e Bachalov, il pianoforte e il violino pizzicato, la chitarra e il Theremin, Battisti e De André, San Pietroburgo e l’Andalusia. Si respira una malinconia lieve, ma senza traccia di autocompiacimento. Ci sono amori finiti e bonjour tristesse, ma c’è anche una vena moderna, che passando attraverso atmosfere passate si fonde nel nuovo. Forse è proprio fusione la parola chiave di questo lavoro. Come una lega dove gli eleenti si mescolano perfettamente fino a formarne uno nuovo.
  Ascolti: "Diteci che siamo sani"
21/11/2011 Davide Van De Sfroos: "Best of 1999/2011"

Un "Best of" potrebbe anche non sollecitare le passioni dei lettori o degli ascoltatori di dischi. Ma quando un "Best of" è fatto assemblando cinque tra i migliori album dell'ultimo decennio forse può essere l'occasione per tornare ad ascoltare cosa ha scritto e di cosa ha cantato Davide Van De Sfroos e per ripensare ai motivi per cui, mattone su mattone, nota si nota, ha costruito il basamento di una carriera da seguire con attenzione. "Best of" a cinque stelle.
  Ascolti: "New Orleans"
18/11/2011 Roberta Di Mario: "Tra il tempo e la distanza"

Quando scrivi una canzone non sai mai dove ti porterà. È un percorso misterioso, meraviglioso. E un regalo prezioso” così scrive Roberta nell’interno copertina ed io penso che nel suo caso quest’affermazione sia pienamente condivisibile. La sua musica, la sua semplice eleganza, la passionalità con cui canta sono senza dubbio un dono prezioso non di quelli però da custodire gelosamente nascosti in un cassetto ma anzi da far conoscere il più possibile.
  Ascolti: "Microstoria"
04/11/2011 Giancarlo Frigieri: "I sonnambuli"

Giancarlo Frigieri. E chi è costui? E' un talento. Un cantautore di Sassuolo che nel giro di tre anni è riuscito a sfornare tra album di valori, scritti, composti e prodotti in quasi totale solitudine, zeppi di belle canzoni. Dopo "Chi ha rubato le strade ai bambini" del 2010, finito tra gli Imperdibili di Bielle, quest'anno ci riprova con "I sonnambuli": "L'immagine del sonnambulo - ci racconta - mi è venuta perché i sonnambuli vanno senza sapere dove, guidati da qualcosa che non sanno bene cosa sia, però vanno. Svegliare un sonnambulo però è una cosa pericolosa". E invece l'album proprio quello fa (o cerca di fare), sveglia le coscienze. Imperdibile.

Intervista su "I sonnambuli" Ascolti: "Il turista"

Video: "L'arrivoluzione"
03/11/2011 Dente: "Iotradinoi"

La sottrazione è di pochi, si tende a riempire, a saturare, a non lasciare i vuoti. Nel vuoto invece risalta l’eccezione, nel piano l’asperità, il suono nel silenzio. Alla quinta opera, 4 regolari e una fantasma, Dente realizza un album che è un po’ la sintesi del percorso fatto fin qui, nel bene e nel male. Molto bene e poco male.
  Ascolti: "Da Varese a quel paese"
31/10/2011 Fabrizio Coppola: "Waterloo"

Con l’imprimatur del fresco assessore alla cultura di Milano Stefano Boeri, che ha assunto “Respirare Lavorare” a spot sonoro della sua campagna elettorale (come cambiano i tempi, una volta si pescava da Fossati e/o De Gregori), Fabrizio Coppola si ri-propone alla pubblica attenzione col suo cd numero tre
   
31/10/2011 Giorgio Canali: "Rojo"

Un po’ di anni fa, anni migliori di questi, Guccini asseriva che “non è con le canzoni che si fan rivoluzioni”, e nel frattempo oltre all’acqua e alle ideologie, son passati sotto i ponti anche tutti gli ideali.
   
31/10/2011 Aldo Rossi: "La vite e la muart"

Se non esiste forse una scuola genovese legata alla canzone d’autore, ancor meno si può parlare di una scuola friulana, perché a mancare qui, è sicuramente un epigono, una guida cui fare riferimento.
  Ascolti: "None"
24/10/2011 Rebi Rivale: "Rebi Rivale"

C’è prima di tutto una cantautrice dalla voce stupenda, lontana da gorgheggi e cinguettii fini a se stessi, dotata di una notevole profondità e di altrettanta duttilità, che può permettersi continui cambi di registro in corso d’opera..
   
20/10/2011 Alberto Marchetti: "Alberto Marchetti"

Il mondo di Alberto Marchetti è un mondo gentile. Nell’ep omonimo ce ne offre un assaggio fatto di cinque canzoni per cinque storie, che ci porge con garbo e delicatezza. Le musiche, scritte da tre diversi compositori, sono piuttosto eterogenee, così come i temi trattati; a legare il tutto la voce di Alberto.
   
23/10/2011 Luciano De Blasi e i Sui Generis: "Contronatura"

Che bello avere a che fare, ogni tanto, con dischi che non pretendono l’ultima parola. Girano e rigirano nel lettore in tutta modestia, non ostentano, non si lagnano, e nemmeno sentenziano. Le cose che hanno da dire le dicono, se non proprio in punta di piedi, in (apparente) leggerezza di stile.
   
20/10/2011 GianMaria Testa: "Vita mia"

Con calma l'artigiano lavora al suo prodotto. Passano così cinque anni: il disco è pronto. Un prodotto artigianale fatto con tutta la cura del caso, pensato e ripensato, corretto e licenziato mal volentieri. Si capisce che, se avesse potuto, GianMaria, a questo disco avrebbe lavorato un paio d'anni ancora. Perché GianMaria, come mastro Faber, su una singola parola può impennarsi per mesi. Ma poi, dopo che i mesi hanno fatto anni e che neve, foglie, vento e sole si sono succeduti con la inesorabile lentezza di un film coreano, ecco che arriva il momento. Esce il disco. Ed è una piccola sfilata di gioielli, prodotti a mano e non a macchina, da uno degli ultimi artigiani della canzone: GianMaria Testa.
Intervista su "Vita mia" Ascolti: "Di niente metà"

Video: "La giostra"
20/10/2011 Bobo Rondelli: "L'ora dell'ormai"

Nell’ora dell’ormai di Bobo Rondelli domina il tema del tempo. È il tempo che passa, inesorabile, che muta scenari e atmosfere, fa cambiare visuali e trasforma un “disperato, intellettuale, ubriacone” (per parafrasare il titolo del suo primo disco da solista) in un cantore malinconico, riflessivo, riappacificato, forse anche un po’ rassegnato. Capace ancora di invettive sarcastiche (“Sporco denaro”), ma soprattutto concentrato in uno sguardo ai propri sentimenti, al proprio mondo.
  Ascolti: "L'ora dell'ormai"
14/10/2011 Ivano Fossati: "Decadancing"

Alcune cose mi piacciono molto di questo ultimo album di Ivano Fossati (ultimo in senso definitivo e non provvisorio). In primo luogo il fatto che sia l'ultimo, Anche per non dovere più sparare sulla Croce Rossa. In secondo luogo c'è un pugno di canzoni che dimostra ancora voglia di raccontare, storie con piacere (le più malinconiche). .
Presentazione
Il ritiro di Fossati
Il libro: "Tutto questo futuro"
Ascolti: "Tutto questo futuro"
11/10/2011 Giacomo Lariccia: "Colpo di sole"

S’intitola Colpo di Sole, ma forse avrebbe dovuto chiamarsi Colpo di fulmine, perché questo è stato il risultato del mio primo ascolto e forse non solo mio, giacché dal libretto si evince che è stato prodotto grazie al contributo di un centinaio di persone che hanno conosciuto Giacomo Lariccia, un giovane emigrato italiano (di Roma per la precisione) trasferitosi a Bruxelles, attraverso la sua musica e suoi concerti per le case.
   
10/10/2011 Filippo Andreani: "Scritti con Pablo"

Un bell’album coraggioso e senza peli nella lingua, che conferma le ottime impressioni del primo lavoro e ne fa certezza nel panorama cantautorale nazionale, mostra come ci sia ancora margine di miglioramento, con più audacia nella ricerca musicale. Undici storie ordinarie e straordinarie, assurde e banali, dove domina il motivo portante della morte e il grande assente: Dio.
  Ascolti: "Bruno, su Genova, il cielo"
07/10/2011 Teresa De Sio: "Tutto cambia"

Poi venne Teresa ... Prima era un'estate declinante ma ancora calda, un po' lenta e un po' noiosa. Poi, con la posta del mattino, a fine agosto arrivò un piccolo regalo. Dieci centimetri per dieci, all'incirca. Le dimensioni di un cd. C'era scritto "Tutto cambia". Sì, è stato il primo pensiero. Tutto cambia detto oggi, quando la palude impera?
Intervista su "Tutto Cambia" Ascolti: "Basso impero"

Video: "Tutto cambia"
27/09/2011 Michele Gazich: "Il giorno che la rosa fiorì"

Ultimo capitolo della triolgia iniziata nel 2009 con un disco dedicato all'amore.L'ispirazione di Gazich è viva e brillante come dimostra il colto intreccio di suggestioni che pervadono i vari brani toccando ora l'Antico Testamento ora i Vangeli passando attraverso la poesia del Cinquecento e la poetica cinematografica di Ingrid Bergman.

Il concerto di Oggiono de La nave dei folli
Ascolti: "La tua mano, il mare, le stelle"
20/09/2011

Cesare Basile: Sette pietre per tenere il diavolo a bada"

Per chi sa lasciarsi coinvolgere dalle emozioni forti, da immagini di corvi che pranzano dal seno di una donna, di vermi che ci corrono dentro e attendono solo la nostra morte per mangiarci, ma anche per chi ha il coraggio di sognare con visionaria lucidità pietre con le quali tenere a bada il diavolo, il vero padrone di questa nostra terra sofferente.

  Ascolti: "L'ordine del sorvegliante"
Video: "Elon lan ler"
20/09/2011 Paolo Conte: "Nelson"

Sì, "Nelson" ci ha fatto faticare. Non lo si può ascoltare in qualsiasi stagione. Bisogna aspettare il momento giusto, quando lui ha voglia di venire da te e quando tu hai voglia di andare da lui. Quando lui, vecchio cane pulcioso, vuole farsi spulciare e quando tu, vecchio artista di tabarin, hai voglia di coccolarlo. Non carezzatelo contro pelo, non pretendete che scatti a prendere il bastoncino, ma può accompagnarvi camminando al vostro fianco. Come un perfetto cane inglese.
  Ascolti: "Sotto la luna bruna"
Video: "L'orchestrina"
13/09/2011

Pietro Spanò: "Il terribile suono del silenzio"

Questo disco non si esaurisce al primo ascolto. Non foss’altro perché è affollato come un tram all’ora di punta: di simboli, evocazioni, richiami, immagini retoriche. Un disco consigliato a quelli che alla canzone chiedono qualcosa di più che un motivetto scemo che li faccia ballare per una sola estate. Più o meno come succede alle cicale.

   
12/09/2011

N.A.N.O.: "I racconti dell'amore malvagio"

Un disco borderline, luci-ombre, capace di cinismo e dolcezza, ascese ardite, risalite, e qualche scivolone. Quelli che ignorano i testi sacri di Marx & Marcuse e alla canzone chiedono soprattutto di raccontare il mal de vivre di questi “cazzo di anni zero” senza infamia né gloria. Anche - soprattutto (?) - a partire dalla propria pancia.

  Ascolti: "Lo squalozecca"
02/09/2011

Ugo Mazzei: "Mezzogiorno o giù di lì"

Disco on the road, aereo, senza sbavature e nemmeno uno spolvero di caligine: picaresco, soleggiato, spensierato (?), però scritto bene e suonato ancora meglio. Disco, peraltro, alquanto coraggioso.Esigenza momentana o nuovo corso, si distacca nettamente dal disco d'esordio.

  Ascolti: "Miracolo a Compostela"
01/09/2011 Uscitanord: "Prova d'artista"

Nel pantheon surrettizio delle divinità miopi e/o distratte, svolazza un dio dei giornalisti musicali che, ogni tanto, li risparmia dall’ascolto di cd effimeri come un costume da bagno al polo sud. In termini più terra-terra: capita rare volte di imbattersi in dischi a quattro stelle come “Prova d’artista”, che gli Uscitanord allestiscono saltimbancando tra generi, atmosfere, storie, con una nonchalance segno di piena maturità.
  Ascolti: "Abitudini"
27/08/2011 Ennio Rega: "Arrivederci Italia"

Un'ottima intuizione di base (cìè bisogno di tornare alla musica ribelle, se non ora quando?) svaporata alla luce di una tavolozza di note, suoni, accordi, che rintracciano in Rega un musicista eclettico e di gran classe, penalizzando, però, il cantautore.
   
23/08/2011

Naif Herin: "Tre civette sul comò"

Ha le stimmate della genialità. Perché un disco, quando è ben riuscito, è come una giostra e difficilmente, se ci si monta sopra si vuole scendere. L'unica condizione per scendere è che Naif ci prometta di continuare a fare un disco all'anno, ma non solo per passione: anche per scoprire dove può arrivare. Un punto fermo nella nostra storia della canzone d'autore.

  Ascolti: "Il mio Anton scorderò"
20/08/2011

Cesare Livrizzi: "Dall'altra parte del cielo"

I dischi d’esordio sono come certi panini di McDonald’s. C’è dentro di tutto un po’, alla faccia della morigeratezza, sempre auspicabile. Cesare Livrizzi ha ancora diverse cose da mettere a fuoco tra luci-ombre per sovrabbondanza argomentativa.

  Ascolti: "Ombre"
Video. "Stelle d'agosto"
18/08/2011 Vittorio De Scalzi: "Gli occhi del mondo"

Sono passati 43 anni dall'uscita di "Senza orario, senza bandiera", l'album dei New Trolls, scritto con Fabrizio De André, partendo dalle liriche di Riccardo Mannerini. Uno dei New Trolls, Vittorio De Scalzi, ritenta oggi il viaggio per mare sulle liriche del poeta anarchico genevose, appoggiandosi alla penna di un altro cantautore, Marco Ongaro. Compito da far tremare le vene ai polsi. Ma l'alchimia riesce per una seconda volta E' un lavoro di artigiani pazienti, riuniti attorno agli sprazzi di genialità di uno strano tipo di poeta anarchico del secolo scorso. Se tutto questo non basta a darvi un'idea del fascino non resta che ascoltarlo. Non ve ne pentirete.
"Un viaggio lungo 40 anni". Senza orario, senza bandiera - Libro di Antonio Oleari

"Senza orario, senza bandiera" recensione

Mannerini: un poeta anarchico in musica
Ascolti: "Tante gocce"
Video: "Il ritorno"
18/08/2011 Edoardo De Angelis: "SalediSicilia"

Il tempo ha saputo essere galantuomo con De Angelis. Nel senso della scrittura, smagliante per forma e contenuti. Senza contare la voce, tra le più “calde” e suggestionanti ancora in circolazione. Ballate come pagine di un diario, pubblico e privato come ai tempi che furono: ancora lì, a sfavillare di luce propria.
   
14/08/2011 Piccola Orchestra Karasciò: "Made in Italy"
La matrice folk, via Modena City Ramblers, è apodittica. Gli ascolti cantautorali si desumono, invece, dai temi messi in campo: orbita sociale corroborata, per larga parte, da vis dissacratoria. Che poi sarebbe un altro (bel) modo di non piangersi addosso e cantare lo stesso le cose come vanno. Per brindare alla band di razza sarà però meglio attendere il secondo disco.
  Ascolti: "Noi sempre più uomini"
14/08/2011 Luigi Mariano: "Asincrono"
Il suo modo di creare canzone, s’intuisce subito, si rifà piuttosto apertamente al teatro-canzone creato da Giorgio Gaber e le canzoni sono una carrellata di personaggi narrati si con leggerezza, ma anche con molta acutezza. Non c’è mai banalità, c’è semmai un apparente disimpegno, che maschera in realtà anche certi atti di denuncia piuttosto diretti.
  Video: "Edoardo"
14/08/2011 Luca Serio & Yonders: "Can I tell you dabòn"
Avere in squadra Luca Serio e fargli suonare solo la chitarra come fanno i Mcr è sprecare del talento. Quando è libero di fare le sue canzoni sforna dischi come questi: un'aria irrivente, un ritmo quasi bluegrass o folk & Roll come lo chiama lui e tante storie di provincia. Un disco da prendere sul serio, come reclama il nome dell'autore.
  Ascolti: "Yonder's song"
10/08/2011 Beppe Donadio: "FIgurine"
Il passato è più che mai presente anche in “Figurine” che si apre con la telecronaca della finale del mondiale in Spagna del 1982 dall’indimenticabile voce di Nando Martellini e ci conduce poi tra le pagine dei ricordi personali di Beppe “piccole cose, tutte le piccole cose che ci hanno fatto cambiare, crescere e andare”. Concluendo, per chi ha fretta, "Figurine" è proprio un gran bell'album. 
  Ascolti: "La stanza dei bottoni"
10/08/2011 Davide Giromini Redelnoir: "Ballate postmoderne"
Non lasciatevi incantare dallo sfavillio rosa fuxia della cover. “Ballatepostmoderne” ha anima neropece, e un’aria decisamente poco raccomandabile. Se ancora vi è rimasto un poco di coraggio e di amor proprio per guardare alla realtà dal lato peggiore “Ballatepostmoderne” è il disco che fa per voi.
Giromini: la pagina  
09/08/2011 Antonio Pascuzzo/Rossoantico: "Rossoantico"
Un disco molto fuori dai cliché, dominato da una leggerezza, da un’allegria un poco folle, da un suono festaiolo innestato su testi che invece non rinunciano a graffiare e a provare a riflettere.L’idea di base è contaminare la canzone d’autore con la tradizione delle bande italiane. Avvocato Pascuzzo, la corte di Bielle così ha deciso: questa causa l’ha vinta. Avanti il prossimo.
  Ascolti: "Figlio del mare"
08/08/2011 Tiziano Mazzoni: "Goccia a goccia"
Disco perfetto: ben cantato, con suoni smaglianti e con una dozzina di canzoni ognuna sopra la media stagionale. Un disco vitale, di suoni profumati, di calori estivi e di freschezza di un giorno di vento, a testimonianza di come la buona musica esista e persista se ci si dà almeno la briga di scostare i primi fili di paglia. Perché sotto la paglia e in provincia la miglior musica matura.
  Ascolti: "Ad occhi aperti"
30/07/2011 Francesco Ferrazzo: "Goccia dopo goccia"
Festeggiamo sempre la nascita di un nuovo cantautore. Anche quando, accanto alle luci ci sono delle ombre. Qui qualcosa c'è, ma purtroppo è confusa. E impaginata male. Francesco Ferrazzo è un esordiente di lungo corso che ha assemblato un album d'esordio che alterna piccole cose di gusto ad accidenti di percorso.
  Ascolti: "Tranne che a te"
26/07/2011 Carlot-ta: "Make me a picture of the sun"
Un gioiello. Un esordio coi controfiocchi. Musica colta e giocosa a un tempo, da una ragazza che ha poco più di vent'anni e molto da dire e raccontare. Peccato che, ed è il caso dove il trattino di Carlot-ta diventa un meno, non si fidi dell'italiano. Testi ispirati a noti poeti. Una prova esemplare. Ma ... e l'italiano?
  Ascolti: "Pamphlet"
18/07/2011 Brunori Sas: "Vol.2 - Poveri cristi"
Poveri cristi è il titolo e lo svolgimento conferma in pieno. É una storia minuta piena di poveri cristi, a partire da Mario, per passare a "Rosa", poi a "Bruno", "La mosca" e tutti gli altri coprotagonisti. Sul filo del miglior cantautorato: da Rino Gaetano a Lucio Battisti, da Jannacci a Cristicchi, con una pietas per i poveri cristi che fa lievitare questa sorta di concept album della piccola miseria quotidiana fino alle vette annuali. Benvenuto nel cielo dei cantautori!
  Ascolti: "Bruno mio, dove sei?"
15/07/2011 Gang: "La rossa primavera"
Storie comuni al cospetto della Storia, pagine esemplari (spesso lacrime e sangue) di un passato che si vorrebbe consegnare alla rimozione, quando invece andrebbe assunto a monito perenne. Contro - anche - le dittature subdole dei nostri giorni. .
   
05/07/2011 Plootoh: "Plootoh"
Un bel prog, curato, ben suonato, ben assemblato e di piacevole ascolto. Un concept album costruito allo scopo di far prendere all'ascoltatore un momento di pausa che gli serva a riflettere sui temi della vita. Un altro colpo messo a segno dai catanesi. Quelli buoni!
   
04/07/2011 Orchestra instabile disaccordo: "Live in Hamburg"
L' Orchestra in-stabile dis/accordo è un insieme di circa quindici elementi, ma il numero può variare, nato in Sicilia "per dare forma all’urgenza espressiva di una nuova generazione di improvvisatori, convinti della necessità di una proposta creativa aperta a tutti i linguaggi". Siamo sì in ambito jazz, ma come è facile intuire anche dalle loro dichiarazioni, una musica aperta a 360 gradi alle contaminazioni e alle suggestioni
   
01/07/2011 Roberta Alloisio: "Janua"
Genova è una vertigine in bilico su un'eternità di mare. Quest'album è un sorso di Pigato fresco in una giornata estiva, un Albarola delle Cinque Terre bevuto in purezza. Senza fronzoli, ma con molta anima, col fado tra le note, che la Macaja profuma dei sentori speziati dei carrugi. Un disco che viene da Genova e gira per il mondo. Tanto, prima o poi, già lo si sa, a Genova farà ritorno.
  Ascolti: "Lanterna de Zena"
29/06/2011

Eugenio Ripepi: "La buccia del buio"
"La buccia del buio" è uno dei migliori esordi di quest'anno e merita di essere ascoltato con attenzione. Anche solo dalla lettura dei testi si può capire che l'Eugenio (era ora che arrivasse un nuovo Eugenio nel panorama musicale italiano) non è uno che fa le cose a capocchia. Testi di dignità letteraria, appoggiari a brani che ricordano De Gregori, Dylan e Bennato, forse più che De André, ma dalla grande cantabilità e, dato che non disdegno, dalla voglia di impegno.

Intervista: "Dovremmo nasconderci di più dietro le storie che raccontiamo" Ascolti: "Quando i tegolini erano quadrati"
28/06/2011 Luigi Maieron: "Vino, tabacco e cielo"
Come un libro di Steinbeck, con le sue alternanze di momenti buffi e di tragedie, come un polittico campestre in cui qui domina il giallo del sole, là il mielato dei covoni di grano, più in giù ancora il blu prussia del fiume e ancora oltre i bagliori del fuoco. Maieron è un boccone troppo spesso per mangiarlo in un morso, un vino troppo strutturato per ingoiarlo in un sorso. Tanti piccoli sorsi, tanti piccoli morsi e altrettanti grandi pensieri.

Recensione di Davide Van De Sfroos
E se fosse solo una canzone?

La pagina di Maieron

Ascolti: "Il peso della neve"
19/06/2011 Marcondiro: "Lo spettAttore"
Ecco un disco a due facce. Ma non facciata A e facciata B. Due facce nel senso che in parte convince e in parte no. Non è un disco che lascia neutri. o piace o non piace. Oppure, ancora, come nel mio caso, piace a brani alterni. Un po' di presunzione occhieggia dai solchi, abbastanza immotivata.
Intervista:" Fare arte senza ArteFare"  
07/06/2011 Alfio Antico: "Guten Morgen"
Un sontuoso disco di musica popolare! Ma non immaginatevi il carrettino siciliano, due tamburelli, una marranzana e poc'altro. No, qui c'è Carmen Consoli sul banco di regia e giù in sala macchine, a faticare tra basso, chitarra acustica e chitarra elettrica, appoggiata da Puccio Castrogiovanni, per rendere un'anima rock a una musica millenaria, a una musica che è vita e viva. 
  Ascolti: "Si ti virissi"
25/05/2011 Francesca Romana: "Lo specchio"
Francesca Romana con “Lo specchio” si conferma come una delle più interessanti cantautrici italiane di questi anni. Voce duttile e particolare, artista capace di scrivere canzoni in cui riesce a descrivere l’universo femminile senza la paura di mettersi a nudo, rivendicando però sempre la libertà di decidere autonomamente il proprio destino di donna. 
  Ascolti: "Storia clandestina"
11/05/2011 Magoni e Spinetti: "Musica nuda - Complici"
Quando esce un nuovo disco del duo Magoni Spinetti l’intelletto più ricercato si risveglia come dal letargo e attizza le antennine. Magoni e Spinetti perché loro hanno quel senso della musica che non è comune e non è per tutti. Eppure sono delle cover: si, ma che cover!!
Intervista: "Complici nel senso migliore"  
01/05/2011 Società del Chiassobujo: "Jacopo Bordoni, muratore ..."
Questa è una bellissima storia. E sono contento di esserci incappato in un primo maggio di sole. Lui si chiama Jacopo Bordoni, è un poeta-muratore del Casentino di fine '800. Loro, la Società del Chiassobujo, lo hanno riscoperto, attualizzato e musicato. Autore è Piero Lanini, arrangiatore Massimo Giuntini. Ne è derivato un disco di musica popolare acustica che porta gli Appalachi e l'Irlanda a sovrapporsi agli Appennini. in un italiano arcaico, ma buono e sano, come un bicchiere di vin buono.
 

Ascolti: "La sfida"

Ascolti: "Dopo aver letto alcuni libri di M.Gorki"

30/04/2011

Vinicio Capossela: "Marinai, Profeti e Balene"
Non ascoltatelo distrattamente. Vi fareste un torto. Epocale? Capolavoro? É presto per dirlo e anche un poco inutile. É a tutti gli effetti un disco di Capossela, uno dei maestri dell'attuale musica d'autore, uno che anche quando è poco ispirato ti serve un piatto con stupori e sapori tutti suoi. E quando è ispirato, beh ... è un mistero stuporoso e abbracciante del regno da cui proviene la maraviglia.

La presentazione
La tournèe
Canzone per canzone
Ascolti: "Le sirene"
Video: "il trailer"
26/04/2011 Daniele Silvestri: "S.C.O.T.C.H."
"Leggerezza non esclude profondità". Così dice all'incirca Silvestri nella traccia fantasma del suo ultimo lavoro. Ed è il simbolo di una progressione artistica che in questo ultimo disco trova la sua attuale massima espressione. Il cantautore romano ha sempre giocato fra impegno e disimpegno ma mai come in questo disco trova il suo equilibrio per parlare di temi importanti
   
24/04/2011 Yo Yo Mundi: "Munfrà"
Cosa distingue un bel disco, una bella raccolta di canzoni, da un grande disco? Cosa lo rende ancora degno di essere acquistato nella sua forma tradizionale (cd+libretto) e non semplicemente scaricato? Le risposte possono essere tante. In questo caso è l’idea. L’idea forte che sta dietro al progetto, la capacità di rendere il disco qualcosa di più che un insieme di canzoni. Un progetto che va ascoltato, certo, ma anche letto, assaporato nella sua unitarietà. E anche immaginato, perché alla fine “Munfrà” è anche un paesaggio, un paesaggio unico e bellissimo, restituito in forma di musica.
   
14/04/2011 Gerardo Pozzi: "Sconosciuti e imperfetti"
Se avete bisogno di un disco d’analisi, ma non quell’analisi da supermercato; prendete questo disco sia che siate dei filantropi, sia che siate dei misantropi, o sia che stiate nel mezzo… male non può farvi e sicuramente vi calmerà o vi aiuterà a incazzarvi. Buona incazzatura o buona pace interiore, Gerardo Pozzi non celebra la “normalità”, la condiziona!
Recensione: "Sconosciuti e imperfetti" di Fabio Antonelli Ascolti: Facevo le gare podistiche"
Ascolti: "Testimonianza di un morto ammazzato per annegamento"
Video: "Sacrocranio"
14/04/2011 Fillipo Nigro: "Dell'isola che non c'era"
Filippo Nigro attraverso l’arpeggio della chitarra, quasi un montacarichi per la sua torre linguistica (luogo inattaccabile, faro che essendo faro se ne infischia dei trattati territoriali, rendendo conto solo alla sua significazione storica che becca il punto di mare a disposizione), ci porta a passeggio fra i convenevoli e gli “sconvenevoli” della vicenda umana, finora putridi ma ancora ammirabili, a volte incantevoli o non perdonabili.
   
08/04/2011 Giuseppe Righini: "In apnea"
Giuseppe Righini fa parte della generazione dei cosiddetti "Anni zero" e infatti un suo brano ("E mio padre se ne vola via" è presente anche in quella composita raccolta organizzata da Club Tenco e Mei per premiare e far conoscere la generazione cantautorale emersa durante l'ultimo decennio (o in fase di emergenza. Continuata). Non saprei dirvi se Righini è emerso o meno. So dirvi però che è uno di quelli che non passano inosservati. Attenzione ai ritmi lenti, alle parole sussurrate, ai sensi apparentemente piani: sono ipnotici. Vi porteranno via. In apnea.
  Ascolti: "E mio padre se ne vola via"
03/04/2011 Banda Putiferio: "Il paradiso delle trottole"
Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. “Il paradiso delle trottole” non è un disco per bambini. In realtà non è nemmeno soltanto un disco, ma qualcosa di più: un progetto ambizioso, sicuramente anche impegnativo. Per chi l’ha realizzato ma anche per chi lo ascolterà/leggerà. Forse, un pizzico in più di leggerezza avrebbe potuto giovargli. Ma quelli della Banda non son gente da compromessi. Bambini cresciuti, sì. Ma senza più credere alle favole.
   
31/03/2011

Paolo Brancaleoni: "L'avamposto"
Bello avere a che fare con lavori del genere, curati nei dettagli, presentati bene, con canzoni limate e curate come deve fare un buon artigiano. Bello che le sacche di resistenza umana si allarghino e fioriscano in ogni punto d'Italia, dove c'è una chitarra, dove c'è un cuore, dove ci sono storie da cantare e voci che non vogliono saperne di fare il coro.

  Ascolti: "Trocadero"
29/03/2011 Vasco Rossi: "Vivere o niente"
Oddio, non è che Vasco, neanche al massimo del fulgore, abbia mai composto la Nona sinfonia. E nemmeno "Eine Kleine Nacht Music". L'andazzo è rimasto quello. Ma Lucignolo è invecchiato e Pinocchio si è un po' stancato di marinare la scuola. Fa ancora simpatia il vecchio Vasco e, al netto di qualche canzone decisamente brutta, vale ancora la pena di un ascolto attento.
  Video: "Eh. già"
23/03/2011 Modena City Ramblers: "Sul tetto del mondo"
Tutte le volte che arriva un nuovo disco dei Modena City Ramblers inizio a pregare. Che rifilino la recensione a qualcun altro. Resta il rimpianto che i Modena non vogliano rinnovarsi e non cerchino strade magari più tortuose o più in salita, ma che siano differenti da quelle fin qui percorse, anche perché la formazione dall'origine è cambiata almeno una decina di volte, tra uscite ed ingressi. Una storia gloriosa la si difende anche nella discontinuità, se sono rimaste cose da dire.
Massimo "Ice" Ghiacchi: dopo Cisco
Cisco: "Dopo i Modena"
Ascolti: "Specchio dei mieisogni"
21/03/2011 Riccardo Tesi & Banditaliana: "Madreperla"
Non poteva cascare meglio l’uscita di questo nuovo disco di Riccardo Tesi e della sua Banditaliana: in coincidenza con il 150° anniversario dell’Unità di questo sgarruppato Paese. Festeggiare i 150 anni d’Italia ascoltando “Madreperla” può essere un bell’antidoto al pessimismo, alla cupezza che ci circonda e che spesso ci fa disperare del futuro. Una piacevole parentesi di dodici canzoni.
   
20/03/2011
Davide Van De Sfroos: "Yanez"
Diavolo di un Van De Sfroos, mi ha bidonato ancora! in C’è di tutto: dalla commozione alla risata. C’è dentro Davide, nudo forse come mai, con l’anima in mano, un’anima sensibile, un’anima femmina, in grado di capire gli altri, osservarli e comparteciparvi. "Un poeta è una persona nuda", diceva Bob Dylan tanto tempo fa e concludeva "Qualcuno dice che io sono un poeta". Davide è un poeta. E’ pathos, è musica da ballare e musica per pensare. Ed è, tanto per cambiare, uno dei più belli dischi dell’anno!
E se fosse solo una canzone? Ascolti: "Ciamel amuur"
09/03/2011 Onorato "Sangue Bianco"
GianCarlo Onorato non ha fretta. È uno dei sempre più rari artisti che badano alla loro opera piuttosto che alle dinamiche di mercato e che producono quando hanno qualcosa da dire, non perché “bisogna”. Non c’è quindi da stupirsi più di tanto del fatto che siano passati sei anni dal suo precedente lavoro discografico, Falene, a questo Sangue bianco.
   
08/03/2011 Patrizia Laquidara: "Il canto dell'Anguana"
Sì, è vero: tiriamo sempre in ballo Fabrizio De Andrè. Quando esce un disco nuovo e questo disco è buono, maledettamente buono, il primo nome che ci viene in mente è Fabrizio De André . Bisogna stare attenti come ci si rapporta con l'Anguana, un po' folletto dispettoso, quasi un Puck shakespeariano, quasi fata, di sicuro donna. E bisogna stare attenti anche a come ci si rapporta con questo disco: un disco potente, di acqua, ma anche di terra. un disco che ha dentro tante cose da dire e tante emozioni da dare. Non ci sono dubbi sul fatto che, fino ad ora, sale sul trono degli imperdibili per il 2011 e sarà dura battaglia scalzarlo dalle mie preferenze personali.
  Ascolti: "Nota d'Anguana"
Video : Noite e luar
08/03/2011 Susanna Parigi: "La lingua segreta delle donne"
Un disco di una donna che parla di donne. E quale occasione migliore dell'8 marzo per parlare di un'opera che ha come tema la riflessione sul linguaggio femminile? Linguaggio inteso non solo come concetto circoscritto di parola, ma anche come linguaggio del corpo, del sentimento, dello spirito. La lingua segreta non è un disco "contro", piuttosto, se è vero che "Quello che non è detto o non si vede, agli occhi dei più non esiste" questo disco è una buona, anzi ottima occasione per provare a farli aprire, questi occhi.
  Ascolti: "Il suono e l'invisibile"
Video: "Reverie"
08/03/2011 Giulia Millanta: "Dropping down"
Eccoci qui con un disco di cui non potremmo se non parlare bene. Giulia Millanta è brava e pure bella, che non guasta. Canta con proprietà e personalità ed ha messo assieme un gruppo che suona come Dio comanda. Ogni suono ha una sua giustificazione e un suo posto. Ne discende un luminoso disco di rock acustico, con musiche affatto banali né scontate, dal piacevolissimo ascolto, con alcune perle assolute. Ma ... abbiamo l'inglese! Ottima prova, Giulia. Ma lasciaci la speranza di sentirti cantare le tue storie in italiano.

  Ascolti: "Paranoid"
08/03/2011 Betty Vittori: "Border life"
Lo stesso discorso, mutatis mutandis fatto per Giulia Millanta potremmo farlo per Betty Vittori, con alcune varianti. Forte è la sensazione di un'occasione persa, perché mettere assieme un buon gruppo, in grado di fare buona musica, scrivere ottimi testi, interessanti, non personali e non banali e poi immiserire tutto in una confezione routinaria che sa di già sentito migliaia di volte, ottima colonna sonora per una filodiffusione di qualità, significa buttare via dei doni preziosi. E' un peccato.
  Ascolti: "The tailor from the 5th floor"
28/02/2011 Roberto Vecchioni: "Chiamami ancora amore"
Non è un disco nuovo ma è molto vecchioniano. Del tutto nelle sue corde, con una canzone nazionalpopolare, ma democratica e intelligente a fare da traino. Forse un po' furba, ma uno non va a Sanremo a proporre "Pesci nelle orecchie" o "Viola d'inverno". E' un buon album, tutto ricantato, con suoni brillanti, una bella voce, un prodotto professionale fatto da un cantautore di quelli storici , Lunga vita al professore!

"Chiamami ancora amore": duetto con Pfm

Video: "O surdato innamurato"

27/02/2011 Mauro Giovanardi: "Ho sognato troppo l'altra notte?"
Grande raffinatezza, di piacevolissimo ascolto, di arrangiamenti avvolgenti, di forte presa emotiva, cantato e suonato bene. Con alcune canzoni veramente ragguardevoli - oltre a “Io confesso”, segnalo “Desìo (il rumore del mondo)” – e nessuna che scende al di sotto della sufficienza. Soprattutto, un disco fortemente unitario, con un’idea forte alle spalle, quasi un concept-omaggio.
 

"Io confesso" dal Festival di Sanremo

VIdeo: "Parlami d'amore Mariù"

19/02/2011 Roberto Giordi: "Con il mio nome"
Quando un ottimo autore (Alessandro Hellmann) incontra un bravo interprete (Roberto Giordi), il risultato non può che essere buono. Tanghi, spunti jazzati, riminiscenze classiche. Insomma, una visione ampia a cui fa sostegno un'ensamble ricco e variegato con violoncello, archi (Solis String Quartet), fisarmoniche, trombe. Discorso maturo.
  "Che fretta c'è"
14/02/2011 Ettore Giuradei: "La repubblica del sole"

E’ vero, non sempre tutto è pienamente comprensibile, proprio come accadeva anche nei precedenti lavori, ci sono a tratti immagini che sembrano più frutto di abusi etilici o peggio che non lucide espressioni razionali, però spesso sono proprio questi i passaggi più torbidamente attraenti, quasi che il mistero ne acuisse l’effetto. Alla fine la domanda che mi pongo è sempre la stessa: è più genio o più furbo?
  Video: "La repubblica del sole"
Ascolti: "Macchina cocaina"
Ascolti: "Eva"
13/02/2011 Cristina Donà: "Torno a casa a piedi"

Eccone una che non ha avuto bisogno del Bunga bunga per arrivare. Il suo Bunga bunga si chiama talento: Cristina Donà. Una che sa come si fanno le canzoni, che sa come scriverle e che sa anche come cantarle, interpretarle, presentarle. "Torno a casa a piedi" è un album molto interessante, però non ancora del tutto riuscito: è un album bicefalo, dominato da un lato dai testi di Cristina Donà e dall'altro dalle musiche che la Donà ha composto con Saverio Lanza, una presenza non del tutto discreta, ma anche globalmente positiva. Anzi, affinato quello che ancora c'è da affinare, la collaborazione tra i due potrebbe dare fiori ancora più corposi di quelli che pure si notano in questo lavoro.

Intervista su "Quinta stagione"
Video: "Miracoli"
Ascolti: Lettera a mano"
13/01/2011 Donatella Bardi: "A puddara è un vulcano"

Il disco è ingenuo e smagliante, fresco e canterino, pieno di musica e di buone vibrazioni. Un classico prodotto di quegli anni. Volete sapere come ci andava la vita nel 1975? Un gran bene! C'erano queste canzoni, la musica era ovunque, la politica pure e le strade erano tutte aperte. Ma si sa, allora avevamo vent'anni.
Ascolti: "Cioccolata con panna"
11/01/2011 Cristiano De André: "De André canta De André - vol.2"

Gli abbiamo fiducia quando ha fatto il primo disco della serie. "Se non canta lui le canzoni del padre, lui che ne è l'erede, chi è che le deve cantare?". Possiamo anche dargli buona la seconda. Abbiamo storto un po' il naso perché in entrambi i casi la strenna è uscita esattamente sotto Natale. Ora però basta. Con questo secondo disco delle canzoni del padre chiudiamo la serie e ricominciamo a considerare Cristiano De André come cantautore.

 

Intervista audio

Intervista: "Mi sono misurato con un colosso: era mio padre"

Ascolti: "Nella mia ora di libertà"
10/01/2011 Le Luci della centrale elettrica: "Per ora noi la chiameremo felicità"

Se fosse uscito questo come primo disco ora saremmo qui a sperticarci in elogi, perché "Per ora noi la chiameremo felicità" è persino migliore di "Canzoni da spiaggia deturpata". Arrangiamenti più curati, canzoni più definite, meno improvvisazione e miglior organizzazione. Ma resta il fatto che è un seocndo disco. Se il primo ci aveva colpito come un cazzotto, il secondo è la replica dello stesso cazzotto. Nel frattempo abbiamo alzato la guardia e il pugno finisce sui guantoni alzati.
Ascolti: "L'amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici"
01/01/2011 Lucio Dalla - Francesco De Gregori: "Work in progress"

La prima domanda che mi sono fatta è stata "Chi lo ascolterà mai questo disco?", preparandomi a un pubblico di babbioni coetanei dei due brillanti sessantenni. Poi però i dischi bisogna anche ascoltarli. E qui, oltre a essere raccolte almeno una dozzina di canzoni che hanno fatto la storia della musica in Italia i due grandi vecchi sono in forma, si capisce che si divertono e, appoggiandosi a una band coi controcoglioni, divertono anche noi.
Ascolti: "Non basta saper cantare"
31/12/2010 Taranteana: "Donna Giuvannina e altre storie"

E' rato trovare un disco di musica popolare ben fatto. Che accompagni cioé a rigore crtico e ad adesione ai canoni, anche la capacità di costruire delle canzoni interessanti. I Taranteana centrano in pieno l'obiettivo. Un'esperienza coinvolgente, dove le pagine del libro hanno bisogno del suono del disco e il disco si sostanzia della lettura delle pagine del libro, in un gioco di rimandi voluto e riuscito, dove il godimento nell'uno non è un ostacolo, ma anzi propedeutico al godimento dell'altro,
Ascolti: "In campo di fiori e rose d'amor"
29/12/2010 Davide Tosches: "Dove l'erba è alta"

Uno sguardo diverso sulla realtà, uno sguardo che viene forse dal lato buio, quello meno illuminato, quello dove però, come in questo caso, non si ha paura. Non è un nero come assenza di luce, un nero che atterrisce, ma un buio come rifugio, dove non si è guardati agli altri, ma da dove, a volte si può guardare. Non è il freddo sotterraneo di una tomba, ma il calore e l'intimità che si prova sotto una coperta. E forse, non è a caso che la produzione di un lavoro così raffinato sia opera di un artista marginale ma di assoluto pregio come gianCarlo Onorato.
Ascolti: "Il sentire"
28/12/2010 Piero Crida: "L'arte del camaleonte"

Un giovane autore, di soli 66 anni, designer, stilista, pittore, poeta e anche cantautore. Un album che non si può classificare con un'alzata di spalle nel "normale", ma di sicuro bisogna classificare nell'originale, aumentando la dose di invidia per chi riesce a esprimersi in così tanti campi diversi e con risultati sempre degni di nota. Può essere un disco inesistente, ma sappiate che tra le onde trasversali del destino si aggira un camaleonte che ha molto da dire, da cantare, da fare ascoltare.
Ascolti: "Lezione di religione politicamente scorretta"
27/12/2010 Gabriella Grasso: "Cadò"

Abbiamo trovato una nuova autrice e vogliamo tenercela stretta. Due omaggi a due grandi interpreti come Mercedes Sosa e Rosa Balestrieri, ma il resto è tutta farina del suo sacco, farina che non andrà in crusca. Un album di canzoni, varie, smaglianti e ben definite: che coinvolgono e attirano e ti tengono saldo nelle loro spire. "Cadò" come un regalo, un gran bel regalo di Natale.  
Ascolti: "Nicaredda"
27/12/2010 Luisa Cottifogli: "Anita"

Album delicato e tenue, fragile come cristallo ed altrettanto bello. Album trasparente e intelligente, fatto con l'anima e la testa per non lasciare niente di intentato nel desiderio di comunicare. Uno dei migliori. Non perdetelo. Un disco che resti e non passi piacevole e fresco come acqua di un torrente.
Ascolti: "Ora sentire"
25/12/2010 Gai Saber: "Angels, Pastres, Miracles"

Se c'è un album di cui bisogna parlare oggi è questo. Non ci sono dubbi! Prima di tutto perché è un ottimo lavoro e in secondo luogo perché quando, se non a Natale, è possibile ascoltare un disco che parla di angeli, pastori e miracoli? Un'opera che, se non fossimo in Italia, ossia un territorio che del suo passato ama fare strame, andrebbe studiata a scuola.
Ascolti: "Venès venès"
20/12/2010 Cristiano Angelini: "L'ombra della mosca"

Angelini porge con pudore le sue storie delicate, ma è un'educazione che è classe, una discrezione che affascina e che offre una chiave d'ingresso privilegiata a un mondo intimo meraviglioso. E le musiche portano lontano, consentendo il privilegio di pensare. Che di questi tempi è merce sempre più rara
Ascolti: "La jut di Klaus"
16/12/2010 Areamag: "Si salvi chi può"

In ogni brano c’è un bambino che subisce una violenza, un bambino di 12 o di 56 anni, entrambi devono salvarsi da un genitore, l’uomo riuscirà a salvarsi dalla Natura? A giudicare dai brani “La discarica” e da “Si salvi chi può” non è che si abbiano troppe speranze. Forse è meglio salvare la Natura dall’uomo… cosa impossibile… certamente più facile!
 
06/12/2010 Marcello Murru: "La mia vita galleggia su un petalo di giglio"

“Buonasera sono tornato / Non chiedermi perché e dove sono stato” con queste parole Marcello Murru ci introduce nel suo nuovo disco “La mia vita galleggia su un petalo di giglio” uscito a sei anni dal precedente “Bonora” e noi lo accogliamo a braccia aperte. Ben tornato Marcello poeta dei nostri tempi di virgole, che tu possa continuare a dispensar poesia come sai fare.
 
 
05/12/2010 Marco Ongaro: "Canzoni per adulti"

Due sono brani di Leonard Cohen, gli altri lo sembrano soltanto. Direi che questa può già essere la chiave della recensione. Marco Ongaro sforna un album di canzoni che hanno l'ambizione di essere tutte legate a un tema che è quello eterno dell'innamoramento e dell'amore. Uno dei migliori dischi dell'anno. Complesso, stratificato, poetico e musicale: in una parola "bello"!

 

 

Intervista audio

Ascolti: "Di Giei"