BiELLE
DISCHI
Le RECENSIONI degli album usciti nel 2012
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Giudizio |
Interviste,
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Ascolti |
| 21/01/2013 |
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Massimo
Bubola: "In alto i cuori" Ballate
in alternanza di folk-country-rock-blues (come se niente fosse)
per un album che conferma Bubola post-poeta della canzone di contenuto:
un occhio al qui e ora degli eventi un altro al cielo della meta-letteratura,
stra-ordinario scrittore di racconti per musica e parole. Per quanto
mi riguarda - e riguarda la ballata d’autore - il 2013 non
poteva cominciare in modo migliore. Davvero un disco da applausi.
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| 20/01/2013 |
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I
Cranchi: "Volevamo uccidere il re"
Chi
cerca innovazione come se lì fosse la chiave del futuro
può anche restare indifferente alle scelte stilistiche
dei Cranchi, chi invece aspetta nuova linfa nella canzone d’autore
impegnata avrà molto da gustare in questo bell’album,
pregno di sentimenti e idee, nostalgico e ben suonato, pieno di
storie di vita, storie di uomini coraggiosi, di chi non si è
piegato alla legge del più forte, perché aspira
ancora a un mondo migliore. Morte al Re!!! Evviva la Repubblica
Universale! |
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| 29/12/2012 |
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Diego
Baiardi e Antonio Crepax: "Bonne nuit"
E' un album
che ha per tema la buona notte, le canzoni che accompagnano oltre
quella soglia di mistero che dividono la veglia dal sogno. Diego
Baiardi, jazzista di Vercelli, ha avuto un'idea grande e grande
l'ha resa con l'aiuto di un nutrito gruppo di amici. In primo
luogo Antonio Crepax che ha scritto i testi del libro associato
al disco e i disegni del padre Guido Crepax, l'autore di Valentina.
Il risultato è strepitoso, anche se di strepiti non se
ne sentono. La ninna nanna, per funzionare, richiede tranquillità
e silenzio. E' un disco sottovoce, ma che fa rumore. |
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Ascolti: "Drume
negrita" |
| 29/12/2012 |
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Anna
Maria Castelli: "Se io ho perso ... chi ha vinto?"
Anna
Maria Castelli è bravissima. E' un'attrice e anche una
cantante. Una cantattrice. Ma fa teatro-canzone? Certo, fa teatro-canzone.
C'è l'ombra di Gaber, ma non solo quello. C'è che
alle spalle c'è un grande autore che è Alessandro
Hellmann che qui firma sette canzoni su 11 (2 sono cover e una
è un monologo) e che cede ad Anna Maria una delle sue canzoni
più belle che è "Di cosa parliamo quando parliamo
d'amore?". Poi per il resto ci pensa Anna Maria, aiutata
da due musicisti soltanto: Marco Cremaschini al pianoforte e Thomas
Sinigaglia alla fisarmonica. Eppure il disco non è scarno,
carico com'è della forza carismatica da palcoscenico. |
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Ascolti:
"Guardarti andare via" |
| 23/12/2012 |
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Eugenio
Rodondi: "Labirinto"
Questo
primo album di Eugenio Rodondi è opera di certosina scrittura,
frutto della collaborazione continuata e in continua evoluzione
con una band fissa che è parte integrante del progetto;
è la prova che la nuova canzone d’autore continua
a lavorare sotto la cenere, anche se troppo lontano da una giusta
e meritata attenzione; è il primo importante e già
valido passo di un artista che dimostra un grande potenziale e
l'estro del poeta.E’ bravo Eugenio, alcuni brani sono penetrati
dal genio, gli vien facile il gioco di parole, l’uso accorto
e sapiente delle figure retoriche, i calembour e le dotte citazioni. |
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| 13/12/2012 |
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Enzo
Avitabile: "Black Tarantella
E' l'ultima
Targa Tenco per l'album in dialetto: "Black Tarantella"
di Enzo Avitabile. Un album che non è solo musica, ma la
testimonianza di cosa si può fare con un piccolo aiuto
dagli amici. Con Enzo suonano e cantano Pino Daniele, Franco Battiato,
Francesco Guccini, Mauro Pagani, David Crobsy, Bob Geldof, Manu
Diabate e tanti altri. Il viaggio musicale di Enzo dura da trent’anni
e non è mancato lustro senza che, a un periodo di eclissi,
non seguisse un brano che lo riguadagnasse all’ascolto,
con la rara capacità di rifondarsi ogni volta una nuova
collocazione nel panorama musicale non solo nazionale, e guadagnando
alla magmatica musica popolare del sud nuovi giovani appassionati.
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Ascolti:
"E' ancora tiempo" |
| 28/11/2012 |
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Francesco
Guccini: "L'ultima Thule"
E allora,
ancora una volta mi chiedo, come si fa a recensire Francesco Guccini,
quando l'unica cosa che mi viene in mente è di dirgli grazie.
Grazie per tutto quello che ci hai dato e hai voluto condividere
con noi. Grazie per le "stoviglie color nostalgia",
per "i ciuffi di parietaria attaccata ai muri", per
i "ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni
false", per le "vetrate viola" e le "vecchie
suore nere" e il "bastardo posto". Grazie per le
danze "con Snoopy e con Linus", per esserti fatto vedere
"grande e grosso coi fumetti", per aver raccontato "piccole
storie ignobili".E potremmo andare avanti ancora a lungo. |
Conferenza
stampa di presentazione de "L'ultima Thule" |
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| 24/11/2012 |
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Francesco
De Gregori: "Sulla strada"
Le ballate
del “Principe” andrebbero assunte come antidoto alle
vacche magre discografiche del tempo attuale (due volte al giorno,
come le pillole, prima e dopo l’ascolto di qualche cantautorucolo
di belle speranze), mandate a memoria nei corsi per aspiranti
folksinger, da Lampedusa alla Terra del fuoco, se rendo l’idea.
Le canzoni di Francesco De Gregori andrebbero prese, insomma,
per ciò che sono (prima che per ciò che significano),
e cioè l’esito alchemico di musica e parole, fulgida
scrittura d’autore, categoria dello spirito, madeleine della
memoria, libere associazioni escatologiche su Storia e storie,
a seconda della sospensione di incredulità e/o dell’estrazione
generazionale di chi ascolta. |
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| 12/11/2012 |
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Roberto
Giordi: "Gli amanti di Magritte"
Gli amanti”,
di Magritte, è un quadro del 1928, anzi è una serie
di quadri, surreali, con i protagonisti che tentano una vana materializzazione
della passione impossibilitati da veli che impediscono il contatto
visivo e tattile. Roberto Giordi dedica al pittore belga questa
opera seconda, questo catalogo di amori imperfetti, di precarietà
cosciente, di guerra civile non dichiarata, di rifugi incerti
e insicuri. |
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| 08/11/2012 |
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Franco
Battiato: "Apriti Sesamo"
A
dirla tutta e forse in contro-tendenza: di Battiato continuo a
preferire l’oscuro sperimentalismo pre/post “…corde
di Aires” e l’iconoclastia pop dei suoi anni Ottanta.
In altre parole: si può scrivere senza peccare di lesa
maestà che il cantautore inarrivabile è stato quello
elettro-sinfonico antecedente alla collaborazione con Manlio Sgalambro,
e che - tolta le parentesi dei tre “Fleurs” - le songs
a seguire sono state, per lo più, una reiterata mise en
abyme dei suoi topoi, appesantite dall’ingerenza del filosofo-collaboratore? |
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