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"L'arcangelo": pareri



> Se questo singolo o Cara democrazia fossero di Masini o Nek, saremmo qui a linciarli.

Magari Masini o Nek! "Cara democrazia" (su cui stavo cercando di scrivere qualcosa, ma non ho finito prima dell'arrivo dei "nuovi pezzi") mi sembra quelle prove da giovanotti di pianobar che tentano di fare "il pezzo loro" sollevando il sopracciglio un po’ perplesso di quegli avventori che stavano tranquillamente sonnecchiando ascoltando in sottofondo magliettefine donnecannoni e trottoliniamorosi. Ma non sembra il lavoro di un professionista, ci sono rime saltate, metriche forzate per cadere poi nella rima baciata la strofa dopo... E poi 'sta storia della leggerezza: le canzoni cosiddette "leggere",qualsiasi cosa esse siano, scivolano via per definizione non si
arrabattano tra paroloni forzati.
Alessio


Ascoltato solo una volta: prime impressioni tendenzialmente negative, ma sospendo il giudizio per qualche giorno ancora.ma con gli ascolti ripetuti qualcuna me la farò piacere,... è successo così anche con Lampo.Ma Lampo non lo acolto da più di un anno... forse... Sarà perché in questo ultimo anno mi sono entrati gli Afterhours nella testa??? :-DSegnalo che è uscito il disco in inglese delle "Ballate per piccole iene"!! Consigliato!! E forse il nostro non vuole proprio prendere posizione nel d-battito culturale... lui fa canzoni pop e il brano è un collage eterogeneo e anche dissonante al suo interno, proprio come un quadro di pop-art, dentro cui può coabitare (quasi) di tutto.Può funzionare come tentativo di capirci qualcosa? ;-) Riporto qui le frasi precise che mi hanno detto ieri due carissimi amici (non di ML, ma che amano la musica di Fossati da tanto tempo) a proposito del disco : D: "Mi sono fatta violenza per arrivare al quinto ascolto!"S: "Dopo il primo ascolto non ho alcun desiderio di risentirlo!"

Alex


Fossati, ridammi i miei 16,90 euri
ovvero il cd non mi è piaciuto, per niente. Se volete comprare un cd originale, beh, compratevi l'ultimo di Capossela, che gli euro li vale uno per uno. "L'arcangelo", invece, no, proprio no. "Il battito": puro esercizio di stile, con sfondo di Sakamoto."L'amore fa": come testo è come sparare sulla Croce Rossa. "Denny": mah, come song ci sarebbe, mi piacerebbe sentirla interpretata dalla Mannoia, mi sa che migliorerebbe assai."La cinese": imbarazzante, anche come "omaggio" a Gaber; in certi ritornelli mi ha fatto rimembrare il Gaetano de "Spandi spendi effendi""Cara democrazia": ci vuol altro, il testo è banalotto assai."Ho sognato una strada": vedi sopra, oltrettutto musicalmente c'assomiglia molto. Suvvia, meno pigrizia!"Reunion": mah, noiosetta assai, non lascia nulla."Aspettare stanca": stanco di sentire una canzone così, che starebbe bene in una compilation lounge..."Pianissimo": bellina, ma pure questa fila via liscia liscia, senza lasciar tracce."L'arcangelo": "Mio fratello che guardi il mondo" in versione meno riuscita."Baci e saluti": lasciata per ultima, perché, alla fine della fiera, è l'unica che salvo, ed l'unica che finirà nella mia compilation sul lettore MP3. "L'agonia delle vedove": no, non c'è nel cd. È la canzone (inventata) che Rocco Tanica (di Elio e le Storie Tese), ha cantato a Zelig, sulle note di "Una notte in Italia". Godibilissima. Come godibilissimo è stato il rifacimento delle canzoni di Edoardo Vianello ("I Watussi", su tutti) sempre sulle note della canzone du cui sopra. Insomma, "L'Arcangelo" finirà sullo scaffale, a prender polvere. Non c'entra nulla, ma "Cardiologia" del Degre non è niente male, se il buongiorno si vede dal mattino... salud.
Emanuele



Quando esce il nuovo di Fossati tiri giù dallo scaffale Camus e Sant'Agostino, ti riascolti Benedetto Marcello e Villa Lobos per entrare in atmosfera, ti versi un bicchierino di Caol Ila e ti appresti a riflettere sulle cause prime e i fini ultimi dell'universo. Così, anche questa volta infili religiosamente il cd nel lettore... e ti becchi L'Arcangelo. Ti sembra di aver sentito male, riascolti... no no, è proprio lui, il nome sulla copertina è giusto, anche quello sul disco (sai mai che abbiano sbagliato a confezionarlo). Ora, quando un personaggio come Fossati ti ha fatto compagnia scattando foto d'arte della complessità, calandosi con te (e calandoti, quando non ti andava di scendere) nelle profondità dell'umano, come un palombaro o uno speleologo, ti lascia interdetto se lo vedi nuotare a pelo d'acqua, con gli occhiali a specchio e facendo ciao con la mano ai bagnanti. Comprensibile.Il punto è che mi pare un po’ violento commisurare un'opera alle proprie aspettative. E basta. Nel senso che, a parte la santificazione del soggettivo (del così pare a me, per carità... e per carità davvero!), possiamo forse permetterci qualche criterio oggettivo (sorry, parolaccia), piccolino, ci mancherebbe, non ingombrante. Per esempio, ci potremmo chiedere: cosa ha voluto scrivere Fossati? Un romanzo o un diario? Un affresco o un disegno a mano libera? Ha voluto fermarsi a fare sistema dei suoi e dei nostri sentimenti o ha voluto buttarli giù e pubblicarli così come venivano, per *provare a vedere* (oh, anche questo è ricerca) se per caso non vi rimaneva più fedele in questo modo? Bè, se abbiamo voglia di ascoltare quello che va dicendo in tutte le interviste che sta rilasciando e ci sentiamo abbastanza buoni da accreditargli *almeno* la buona fede, allora la risposta dovrebbe essere inequivoca, e da lì dovremmo partire per giudicare -positivamente o negativamente- L'Arcangelo.Oppure ammettere serenamente che noi di cartoline, di diari, di polaroid, almeno da lui, non ne vogliamo nemmeno sentire parlare, che la scelta di un genere "leggero" è indegna di un artista cui si addice la "gravità".Dal canto mio ritengo L'Arcangelo un efficace quaderno di annotazioni, un'intenso Zibaldone di polaroid del presente, alcune poco a fuoco per la fretta di catturare l'emozione, ma tutte immediate come frecce. E infatti arrivano anche a chi non è abituato alle circonvoluzioni di Alonso Chisciano. Abbracci
Fede

Quoto Gio e Alle. Concordo al cento per cento. Aggiungo che la produzione, globalmente scolastica, dalla quinta traccia in avanti almeno è anche efficace (con due gemme: le chitarre centrali in Aspettare stanca e i suoni e le melodie delle tastiere in Pianissimo). Individuerei un punto dolente, in particolare, nelle ritmiche, sia quelle suonate sia i pattern programmati (con l'eccezione de Il Battito, L'Amore fa e L'arcangelo, almeno per quel che riguarda le percussioni): troppo sentite (anche qui: la prima idea e vai -che sarebbe bellissimo, se la prima idea fosse quella giusta) e con suoni decisamente migliorabili (fastidioso il groove da preset su Pianissimo, per esempio). Il punto più basso invece è raggiunto con la distorsione anni Ottanta delle chitarre in Cara democrazia (che però continua a farsi canticchiare con piacere e, in fondo, saranno "luoghi comuni", ma se fossero un po’ più *comuni*, magari l'ombrello riusciremmo ad aprirlo meglio). Di positivo, per altro verso, ci sono le scelte di equalizzazione: il suono è molto caldo, il basso sale bene da giù (ne La cinese, in particolare), la voce risalta e, a un tempo, s'impasta (Lampo era gelido al confronto).Detto ciò, è ormai una settimana che queste canzonette mi fanno compagnia: mi hanno già fatto sorridere e commuovere, pensare e discutere. E quindi, come sempre, ringrazio il loro autore, sperando che, nonostante il cuoredipapà dal prossimo disco sappia affidare la produzione a sensibilità più esperte.
Fede


Io credo che sia inutile aspirare alla perfezione di stile nelle parole e nella musica che Fossati ha raggiunto in album capolavoro del passato. perché non ci sono più i fratelli musicisti, ma al massimo i cugini (e soprattutto i figli che pestano sulla batteria e sono innamorati di atmosfere latino americane). Non è un caso che il punto più alto del disco sia toccato da una canzone, Denny, che ha la musica firmata da un altro (parentesi: la Mannoia gli ruberà pure questa? Sarei curiosa di sentirgliela cantare!)
Non mi dilungo sui dettagli, perché concordo più o meno con tutto quello che avete detto voi.
Non so quanto durerà nel lettore, ma L'arcangelo è da ieri sera che gira, gira ... e l'impressione è che verrà accantonato in maniera meno sbrigativa di Lampo.
Quello che mi disturba è il servilismo di certa critica musicale che gli sbava letteralmente dietro. Anche nella musica questo Paese non è in grado di fare analisi lucide sulla crisi dei cantautori - e se io non le ho lette vi prego di farmele leggere!. Strano che questi tempi così complessi e difficili non ispirino al meglio i poeti della musica (dobbiamo proprio dire che non ci sono?). L'unico sussulto mi pare sia stato lo scorso anno "Pezzi" di De Gregori. Ma questa è un'altra storia ...
Francesca


E allora faccio outing pure io, visto che pare vada di moda in lista, in questi giorni da nuovo album di Fossati...Sono parecchi mesi che sbircio i vostri scritti, ma ancora non mi ero "attentato" a espormi: mi chiamo Fabio, ho 34 anni, (anch'io del 1971, quindi) sposato con due figlie, nato e vissuto a Modena ( e anche qui ho visto di non essere solo....), informatico. Ho scoperto Fossati ai tempi di Lindbergh, durante un concerto a modena in cui casualmente facevo la maschera. Andato a ritroso a scoprire Discanto e La pianta del tè e poi a scoprire tutte le nuove uscite con trepidante attesa. Per il mio matrimonio ho chiesto che venisse letta "Il bacio sulla bocca", che ritengo, nonostante i commenti che ho letto in lista, una delle più belle canzoni d'amore di sempre, e perfetta per iniziare una vita in due.Ora è diverso, da questo Arcangelo non mi aspettavo neppure io il capolavoro, e dopo qualche ascolto mi rimangono impressi pochi brani: "Baci e saluti" su tutte, "Denny" e "Pianissimo". "Ho sognato una strada" e "Cara democrazia" hanno fatto ballare e sorridere mia figlia di 20 mesi (che si chiama Bianca pure lei...) e solo questo vale i 15 euro che ho speso per il cd... Insomma, non aggiunge (quasi) nulla, ma si lascia ascoltare con leggerezza (forse troppa): per la profondità meglio pescare nel passato o lasciarsi andare alle nuove uscite di altri autori. L'ultimo Capossela gira nel mio lettore da quando è uscito nei negozi, e sono quasi a definirlo il suo capolavoro, inteso come perfetta sintesi di tutti i percorsi sonori e letterari che ha attraversato dal suo primo lavoro a oggi: ma con lui è diverso, ho iniziato a seguirlo dalle prime apparizioni al Florida (che per chi non lo sapesse è stato cacciato lo scorso anno dai vicini che lo ritenevano troppo chiassoso ed è alla ricerca di un nuovo spazio) e mi ha accompagnato in tutte le sue evoluzioni fino ad oggi... un po’ come vedere un fratello (maggiore) che cresce insieme a te. Eccomi qui, dunque e grazie a tutti per tutte le parole interessanti che ho letto in silenzio fino a oggi: proverò a farmi sentire, d'ora in poi... Ciao
Fabio


Su "L'arcangelo" lascio decantare ancora un po’ il giudizio, ma una cosa vorrei dire: questa faccenda secondo cui molti non lo apprezzerebbero perché si aspettavano qualcos'altro mi pare una puttanata (scusate la franchezza): non è che Ivano abbia fatto un disco di jazz o di classica o di rap, si tratta comunque di un album di musica leggera, simile ai prodotti di tanti autori che ascoltiamo e spesso apprezziamo, per cui poteva benissimo piacere a tutti e credo che chi lo giudica abbia gli strumenti per giudicarlo obiettivamente e soggettivamente, com'è giusto che sia. Non è che uno possa pensare, anche inconsciamente: "Sì, mi piace, però Fossati dev'essere più complesso di così, quindi sono deluso"... Vabbè, io continuo ad ascoltare "L'arcangelo" ma il disco sta sullo stereo della macchina, e se non faccio viaggi lunghi non c'è verso...Una cosa posso anticiparvi, però: al secondo ascolto mi è piaciuto meno che al primo (che forse era stato influenzato da una sorta di benevolenza dovuta a tutte le vostre critiche negative): e certo non è un buon segnale.
Vittorio



Vi ricordate i vecchi Q disc, gli Lp con solo 4 canzoni dentro?
Ecco, il formato ideale del fossati attuale, secondo me, è proprio quello: un bel Q disc, con dentro solo 4 canzoni (il battito, l'arcangelo, denny, pianissimo).
Mentre per il penultimo, Lampo viaggiatore, fose neanche il Q disc andrebbe bene, e allora si dovrebbe ricorrere al vecchio 45 giri, lato A (il bacio sulla bocca) e lato B (c'è tempo)
Vincenzo

Una cosa del disco si sente, che non è rock, al massimo rock'n roll.Canzoni brevi, spesso abbozzate, a parte le "tagliatelle cinesi", anzi i"noodles" al piano che mio nipote con i tasti neri del bontempi faceva meglio. Non ci sono esplosioni strumentali, fantasie o riffs di chitarra memorabili. Prendete l'ultimo Di Kate Bush. Quello è rock. Svarioni strumentali, melodie e ritornelli perfetti. Questo disco non è rock. Forse easy listening. Lo ho ascoltato quasi tutta la notte. Mi ci sono addormentato sopra. E mi son alzato tardi, non trovavo la cravatta, non trovavo il taxi, non ho trovato ancora i miei colleghi ed il palazzo per il meeting. Non trovo il bandolo della matassa della giornata. A volte succede. Come può succedere che uno come Ivano non trovi l'ispirazione giusta. Augh!

Cosimo Pacciani

La copertina orribile, inguardabile. Fatta da un grafico in vacanza con i trasferelli. La grafica che riprende quella dell'ultimo degli U2, Ivano come un Bonedge od un Adam Clayton dei poveri. Sembra una copertina di un disco di software per aggiornamento di contabilità per Basel 2000. Lo ascolto. Penso. Lo riascolto. Ci ripenso. Lo ri-riascolto. Ci riripenso. Lo ri-ri-ri-ascolto. Ci riririririripenso Lo ririrrirascolto Ci ririririiriririripenso Ciribirì Kodak! Ciribirì Ivano. La cinese. Mah...yawn.La cinese. Sembra una canzone che Giacinto ed Iolanda potrebbero cantare o comporre. Scivola il disco. Scivola con emozioni che speravo di suscitare. Speravo. Era meglio se mi tenevo la valuta? La cinese...scusate, ma è una delle cose più imbarazzanti che abbia mai sentito. Dovrebbe far ridere? E allora vendo alla fine mi fa tornare in mente canzoni di Canale Cinque cantate da Five. Musica da Drive In. Tranne...il Battito. In questo ha ragione Gio. Baci e saluti mi piace fino ad un certo punto. finché non arriva la ragazza nuda sfrontata che gli piace i cinquantenni con le Superga. Ma anche qui sono canzoni da balera. Forse voleva quello. Titolo altisonante. L'arcangelo. Speravo che fosse stato un arc en ciel, di trovare in fondo qualcosa di unico. Canzoni brevi. Dove c'è poco spazio alla musica. perché ci possono essere testi banali od usurati. Ma la musica. Signore Iddio. Almeno la musica. Chi paragona Reunion a Santana non lo ha mai ascoltato. Forse il Santana perso della metà degli anni Ottanta. Che infatti non ha mai prodotto niente di speciale. Oh Johanna forse è un paragone migliore. Aspettare Stanca, caro Ivano. Hai ragione. Canzoni sull'estate cittadina? Ci basta Azzurro, ci basta Caldo dei Diaframma. Insomma. Alla fine salvo solo Cara Democrazia perché è ruffiana e questo mi piace, e il Battito. il resto è tutta plastica sprecata. Ci credo poi il petrolio si impenna. Un consiglio su un disco italiano dalla copertina simile ma molto più geniale e ben suonato? Giorgio Canali e Rossofuoco. No pasaran la mia canzone elettorale.

Cosimo Pacciani


Il disco nuovo di Fossati "spacca" i pareri tra gli appassionati in modo quasi verticale. Anche dentro Bielle il "dissenso"

monta e si gonfia. Abbiamo voluto allora dare spazio ad altri voci critiche e ai pareri tratti dalla mailing list di Ivano Fossati (info a www.ivanofossati.net), una delle più vivaci, durature e "battagliere" del web. A sinistra i pareri sostanzilamente "contro" il nuovo disco, a destra quelli sostanzialmente pro. Qua sotto un po' degli uni e un po' degli altri.



Antonio Piccolo
Silvano Rubino
Leon Ravasi




Premetto che non ho letto nulla finora, tranne la mail di Simone, quindi potrei ripetere cose già dette da altri... in ogni modo lo dichiaro fin da subito che il mio commento al nuovo di Fossati è una stroncatura!
L'ho trovato un disco noioso, con canzoni banali, arrangiato in maniera monotona e cantato male.
Gli ho dato tre possibilità (oltre che i soldi guadagnati con il sudore della mia fronte) ed è andata sempre peggio.
La copertina è bruttina e questo è per me già motivo di sconforto (a parte che l'ha fatto dello stessa tonalità di rosso dell'ultimo di Gian Maria Testa, che fa copia le copertine dopo i titoli?) ma poi quando l'ho aperta e ho visto la foto retinata grossa di Fossati con il cappello di lana e gli occhialoni mi sono sconfortata assai di più.
Non corriamo troppo però, mi sono detta. Ho dato un'occhiata ai testi delle canzoni... 'nsomma... vabbè sentiamolo... e l'ho sentito...
Ci ho provato lo giuro, dai questa non è male, oddio, non si può sentire, fa schifo, no dai forse con un arrangiamento migliore, forse, era meglio se non lo compravo... pensieri accompagnati da scuotimenti di testa e sospiri di rammarico. Come vi ho detto l'ho ascoltato tre volte tre. Non tutte di seguito ma intervallando. Ogni tanto negli ascolti successivi quasi quasi un inizio mi piaceva, quasi però, alla fine non mi ha convinto nessuna... anche ora mentre scrivo sono impegnata nel quarto ascolto...
Ho sognato una strada
Non decolla per niente, io faccio sogni molto più fichi. È lui non c'è dubbio, scrittura e voce ma è noiosa, pure con tutto il ritmo che ci hanno messo...

Denny
Apprezzo lo sforzo... comincia bene ma si sviluppa male... come i temi che facevamo a scuola... non brilla, non spicca, non mi tocca il cuore... inoltre ma un nome corto più evidentemente da uomo non c'era? tipo Ugo, Guido, Fabio?

Cara democrazia
Ho già commentato. Non mi fa schifo come la bottega di filosofia ma neanche mi fa gridare al miracolo. Inoltre in alcuni punti la trovo demagogica e quindi irritante.

L'amore fa
Tra parentesi quattordici volte amore. Mi fido io non le ho contate. Ma perché così triste? Già il testo è banalotto ma con un minimo di ironia ci avrebbe guadagnato. Comunque propongo una modifica, al posto di amore metteteci droga... tutto di guadagnato... inoltre da quando in qua l'amore fa diventare saggi, io sapevo che rincoglionisce... comunque andiamo avanti...

L'arcangelo
Il seguito di pane e coraggio se ho capito bene... sembra che ha fatto il compitino sull'emigrazione clandestina, nessuna emozione manco qui...

Il battito
Oddio non si può sentire. A parte il ritmo funebre ma l'inno in difesa della particolarità culturale italiana mi mancava! Se l'ho capita male rispiegatemela per favore.

La cinese
Una stronzata stratosferica. Si è divertito a cantarla io ad ascoltarla per niente.

Baci e saluti
Mmpfff... i versi che ha lasciato fuori da un bacio sulla bocca li ha riciclati qui...

Reunion
Altra parentesi... cha cha cha... eh? boh!

Aspettare stanca
Telegrafando tra parentesi... però forse forse... ecco forse... non si stacca manco questa anche perché dopo la depressione causata dalle 9 tracce precedenti hai voglia a scrivere capolavori! ...che noia... canta... sono d'accordo...

Pianissimo
Arriva l'ultima, dai che si riprende e mi commuove... si sono commossa ma per gli euro che ho buttato dalla finestra!

È un disco brutto, noioso e banale.
Sopportabile (ma mai acquistabile) da uno con un talento inferiore a quello di Fossati, da uno che non ha fatto dei dischi meravigliosi come ne ha fatti lui. Si è divertito dite? Ha tirato fuori il suo lato ironico e scherzoso? Ah si mi ha fatto proprio un bello scherzo. È un disco assolutamente insopportabile, questa è la quarta e ultima volta che lo ascolto. Ora metto su Ben Harper va così mi riprendo...

Morena


L'ho ascoltato due volte: come buonanotte (mentre ero nel letto, nel cuore buio della stanza) e buongiorno (sempre nel letto, nel silenzio di una domenica mattina).
La buonanotte è arrivata perché mi sono addormentato alla decima traccia.
Il buongiorno si vede dal mattino...e questo buongiorno non è arrivato.
Cercherò di ascoltarlo meglio.
Temo che sarà una nuova parabola geometrica iniziata con perplessità raggiungendo un massimo di piacere per precipitare definitivamente nello scaffale. Anche con Lampo è successo, proprio qui in lista, se ricordo bene, c'è stata una delusione iniziale con l'ascolto dei brani alla radio, poi i pareri sono cambiati con il disco che girava nel lettore ma alla fine, per molti di noi, quel cd "riposa in pace".
Fossati è cambiato - in questo mondo che spreca intelligenza -
la vera arte si ciba di autentica ispirazione
i capolavori per il momento sono finiti
solo il tempo li rende immortali
amen

jim


Allora, io alla fine sono un sentimentale e il disco l’ho comprato.
Denny è molto bella, l’Arcangelo, Reunion e Ho sognato una strada sono carine.

Alcune che potrebbero essere definite più fossatiane vecchia maniera, come il battito, baci e saluti e aspettare stanca…in verità le trovo un po’ delle lagne senza molto sale, ma forse meritano più ascolti. Confermo il giudizio pessimo su l’amore fa , su cara democrazia e sulla cinese.

In ultimo, lampo viaggiatore in confronto è un capolavoro. Questo lavoro è sostanzialmente sciatto nelle musiche e nei testi. Perché uno quando non c’ha un cazzo da dì deve dire per forza ?
Aspettasse 10 anni e facesse un disco decente, tanto i soldi per pagare le bollette ce li ha di sicuro.
Da oggi c’ha pure quelli miei. Ciao

Qermit






L'arcangelo è in sé un'opera compiuta, completa, e non la paragono nè a Lampo nè a Discanto o ad altri. La contestualizzo e la ascolto nel 2006. MI PIACE semplicemente, è quello che mi aspettavo, se ho capito un po’ di un autore che seguo da 33 anni. È il lavoro di un uomo che si guarda intorno ORA e non nel 1990, che scrive con 15 anni di più sulle spalle, che ha sognato una strada, ha gettato un ponte e l'ha trovata quella strada, lo potessimo dire tutti, e la trova nell'AMORE, l'amore totale verso il mondo, le cose, gli uomini, quelli vicini e quelli che vengono da lontano,le parole complicate, di cui abbiamo bisogno tutti perché quelle semplici sono per i bambini che hanno appena imparato a leggere, che vuole vivere in piena democrazia, che sa resistere alle tentazioni della bellezza effimera, superficiale, apparente e senza sentimento, un uomo che è capace di tornare indietro, anche se trova un grande disordine che è capace di fermarsi nel momento in cui passa la sua personale nuvola e acchiapparla, rinunziando a tanto altro senza nostalgia. E questo in generale, sui singoli pezzi confermo il giudizio su C.D, testo un po’ troppo qualunquista ma forse anche qui si tratta di semplicità. Diverso il giudizio musicale, che non è quello di una esperta (non distinguo manco le note elementari), alcuni pezzi mi sono piaciuti, soprattutto quando si sentono gli strumenti, ma a volte percepisco solo una grande confusione, colpa degli arrangiamenti? ma lui dov'era in quei momenti? Voto complessivo 8 dal minimo 6 C.D. al massimo 10 Il battito. e questo è il mio personalissimo giudizio.
anna


Mi rituffo nelle parole, forse anche spinto da questo grande momento della nostra ML. Continuando gli ascolti e leggendo con attenzione tutti i vostri commenti,mi viene da pensare che i limiti de L'Arcangelo risentano dei testi scritti di getto ("quasi una prima stesura") e degli arrangiamenti lasciati in manoa due, seppur bravi musicisti, troppo giovani e inesperti produttori. Non è questo il tempo in cui poteva passare settimane su una singola frase,non è questo il disco in cui la musica prova a misurarsi su strade completamente nuove e/o complesse. Però sembra essere il momento in cui, più che mai, ha voglia di suonare dal vivo e L'Arcangelo mi sembra perfetto per tornare a giocare col rock,con le tastiere anni '70 e con le chitarrazze. Nell'ennesima intervista dichiara di aver scritto questo disco (anche) ascoltando gli Animals! Non so voi... ma io non vedo l'ora di vedere cosa ci combinerà dal vivo!!!E chissà che 'sta volta non ne tiri fuori un vero dvd-live, magari doppio o triplo, magari con anche registrazioni di vecchi tour... magari!!!
Dodo


Comprato in tarda serata, nonostante lo sconsiglio arrivato via sms proprio in tempo utile per tornare sui miei passi (non dico alla cassa, ma quasi) da parte di una cara amica che traligna dopo un passato fossatiano doc.(;-) Varca l’uscio di casa a notte fatta. Esausta, in chiusura di settimana faticosa, gli concedo un primo ascolto tra i vapori dell’acqua bollente. Poi un altro, testi alla mano. Mi accorgo che sono ascolti a trattenere il respiro e a sospendere il giudizio.

Non l’ho atteso con impazienza questo disco. Dopo la delusione di Lampo, avrei voluto che si prendesse tutto il tempo del mondo per incantarmi in un nuovo discanto, innalzarmi alle altezze di Linbergh, invischiarmi in un macramé inestricabile, disciplinarmi nell’invisibile confusione della giovinezza. Non avrei sopportato altri cani viaggiatori, né ombre e luci a tradurre macchinosamente la magia del cinema.

Non l’ho atteso insomma questo Arcangelo. E nemmeno l’ho accolto con mariana accettazione non appena si è presentato sulla soglia.

Si è fatto strada con le sue gambe, occupando senza sosta il piatto in questo sabato casalingo. Primo, secondo, terzo, quarto, forse quinto ascolto. Le canzoni cominciano a girare anche nella testa. Alcune le farei già saltare, ma altre no, altre credo che si fermeranno come le lusitanie, le notti italiane, i talenti delle donne, gli angeli e le pazienze.

Denny sicuramente, una delle sue canzoni d’amore più belle di sempre (peccato solo per i titoloni esplicativi dei giornali: non ne aveva bisogno. Così sembra un po’ meno autentica, un po’ troppo debitrice all’attualità più stretta di pacs e cow boy gay); e poi L’Arcangelo, musicalmente forse la mia preferita, degno seguito di “Mio fratello che guardi il mondo” (senza passare dalla retorica di “Pane e coraggio”); e poi “Il battito”: musicalmente mi ricorda un po’ Sakamoto, ma mi piace molto, anche nel testo (nella scia dell’intelligenza che non si regala). Anche l’attacco di “Ho sognato una strada” mi sta piacendo.

Insomma amore che fa i conticini (“14 volte amore”? Cosa vuol dire poi?) e giochetti cinesi a parte, il disco mi sta piacendo. Molto? Direi di sì J.

Chiara



Cambiare è lecito, è normale, è necessario. Spesso non paga. A me L'Arcangelo piace, lo sapete; ciò che non mi convince sono appunto la band e la produzione. È vero, forse suonare queste canzoni con Melone e Arcari e farle produrre a Quirici non era possibile. Eppure qualcosa non torna sotto questo punto di vista. Sempre a proposito della produzione, torno su Springsteen: che piaccia o meno, penso sia un dato oggettivo il fatto che il rock lo sa comporre e lo sa(nno) suonare. Eppure quando è tornato in pista con "The rising" ha rinunciato ai produttori storici (Landau e Plotkin) per affidarsi alle cure di Brendan O’ Brian. Cura efficace, risultato ottimo. Ecco, forse Ivano, volendo tornare a sonorità più rock, avrebbe dovuto cercare l'aiuto di qualcuno che abbia una visione più "moderna" del genere. Cantarelli e Fossati Jr. per quanto giovani, a quanto pare hanno un'idea del rock quantomeno vetusta e ciò ha penalizzato non poco l'album. Ripeto, mi piace ma mi rendo conto che avrebbe potuto essere ben altra cosa. Buontempo a tutti.
Alle


Dopo tre giorni di ascolto continuo - non forzato - credo di essermi chiarito le idee riguardo all'ultima fatica del Nostro. Per cominciare la copertina: l'ho trovata subito brutta e non ho cambiato idea, idem la foto interna. Anzi, la foto è inaffrontabile. Passiamo al contenuto vero e proprio, a ciò che davvero interessa dell'album...
"Ho sognato una strada"
Il testo lo trovo un po’ debole, con alcuni scivoloni nello scontato ( "Noi si chiedeva la pace e si riceveva la guerra, lacrime per il petrolio su tutta la terra") che si potevano evitare o affrontare in maniera più incisiva. Musicalmente non mi dispiace; non sarà innovativo, sarà mainstream somigliante a mille altre cose ma lo trovo trascinante e piacevole. Unica nota dolente l'assolo di sax decisamente fuori luogo.

"Denny"
L'accoppiamento Cantarelli\Fossati (Fossarelli?) ha partorito un figlio zoppicante. Nulla da dire sul testo. Un amore vero, sincero, che ti fa sentire protetto, al riparo (quell'aggettivo, "sicuro"...ha ragione Simone, solo Ivano poteva sfoderarlo). Un amore già difficile da intuire, per molti difficile da accettare, raccontato con una semplicità ed una delicatezza semplicemente disarmanti. Se anche non avesse parlato di un amore omosessuale mi avrebbe commosso comunque; sarà che mi manca il letto sicuro, boh. Peccato che le parole non siano sorrette da un adeguato tappeto sonoro. Una musichetta decisamente banalotta, un po’ Fabrizi e un po’ "Sally" di Vasco (ma l'avrà scritta davvero il Signor Rossi?)

"Cara Democrazia"
Il disturbatissimo ed assai poco dinamico suono radiofonico penalizzava non poco la resa della canzone; su cd basso e chitarre suonano meno piatte e l'effetto è più trascinante. Certo i Crazy Horse di Neil Young (perchè questa è la somiglianza che io ho trovato) avrebbero reso un servizio migliore al brano. Il testo non mi sembra poi così banale.

"L'amore fa"

Tiro in ballo ancora una volta Simone. Tra i numerosi motivi che me lo fanno ammirare incondizionatamente ora ne posso aggiungere uno: io proprio non riesco a non mandare avanti questa canzone. L'ho ascoltata tre o quattro volte, ho provato a cercare un passaggio nel testo che almeno mi facesse inarcare un sopracciglio, ho vanamente atteso un fraseggio che catturasse il mio udito...niente da fare. Non posso nemmeno dire di considerarla brutta, mi pare semplicemente inutile. Poco male, anche "Contemporaneo", "Labile", "Anna di Primavera" e "Hey amico" le salto e sto bene lo stesso.

"L'arcangelo"

Bella. Mi piace il testo, infinitamente superiore a "Pane e coraggio", e soprattutto mi prende la musica in bilico tra Santana e le svagate atmosfere del De Gregori di "Viaggi e miraggi". Anche io avrei scelto questa canzone come singolo.

"Il battito"

A caldo avevo scritto che mi pareva iniziasse come Sylvian e finisse alla Pink Floyd; galeotta fu "Forbidden Colours", cantata appunto dal grande David ma musicata da Sakamoto. Il finale continuo a trovarlo comunque floydiano. Tra i due mi pare di udire echi del Battisti del periodo "Don Giovanni". È un brano dolente, cattura ascolto dopo ascolto forte anche di un testo (il meno immediato dell'album) che ben si armonizza con la drammaticità della musica. Per come la vedo io musicalmente è alcuni gradini sopra a tutte le altre canzoni e si colloca tra le sue cose più belle. Mi devasta, l'adoro.

"La cinese"

Al contrario dei più io non la trovo così orribile. Certamente è la peggio arrangiata dell'intero lavoro, e ciò la penalizza non poco. Soprattutto quel "Ahi Chinita" potevano risparmiarselo. L'interpretazione mi piace, ma ciò non basta certo a trasformarla in un capolavoro; c'è da dire che non penso che Ivano l'abbia inclusa nell'album coltivando l'ambizione di renderla un evergreen del suo reprertorio...

"Baci e saluti"

O "Il bacio sulla bocca"? All'inizio la domanda pare lecita, poi lo sviluppo procede per suo conto. La melodia è puro Fossati Style, nulla di nuovo sotto il sole. Le parole faticano ad arrivarmi, da questo punto di vista mi pare la più scolastica e meno convinta.

"Reunion"

Divertente e divertita, recupera le atmosfere degli album dei primi anni '80. In una (purtroppo) ipotetica scaletta del tour la vedrei bene inserita tra "La crisi" e "Boxe". Se sapessi ballare, su questa mi darei sicuramente da fare. Ideale per cantare mentre si cazzeggia per casa, cosa che io adoro fare, o mentre si raggiunge il posto di lavoro in bicicletta in una bella mattina di primavera, incuranti del traffico e dei semafori. Già la amo.

"Aspettare stanca"

Amo Ivano e amo Pavese. Nonostante ciò, una volta letto il titolo della canzone e fatte relative associazioni mentali, un brivido ha percorso la mia schiena, vittima del presagio di una canzone allegra come un cipresso in una giornata di nebbia. La prima volta che l'ho ascoltata avevo le dita incrociate, attendevo la mazzata e invece....sorpresa!Telegramma in salsa confidenziale-jazzata, con un bel assolo finale (anche se Mario lo rimpiangerò sempre) e un testo che non è semplicemente "divertente" come potrebbe sembrare sulle prime ma sa essere leggero.

"Pianissimo"

Discorso simile a "Baci e saluti" con la differenza che questo testo mi piace molto. È una canzone destinata a crescere, già lo so. Arrangiamento anestetizzante. In definitiva per quanto mi riguarda il giudizio è più che positivo, anche perché conoscendomi so che anche quei pochi brani che ancora non mi hanno convinto appieno troveranno modo di farsi strada dentro me. L'ho già scritto una volta, sicuramente il mio giudizio è influenzato dalla profonda riconoscenza che provo per quest'uomo, per ciò che negli anni mi ha dato, ma dopotutto siamo fatti anche di sentimenti, emozioni; in questi casi, lo sappiamo, è difficile non farsi coinvolgere. Io perlomeno non riesco. Certo, mi rendo conto che questo cd non è "Discanto" e neppure "Macramè"; d'altra parte ogni artista ha delle vette irraggiungibili. Se dovessi aspettarmi ogni volta un nuovo capolavoro, o qualcosa almeno sullo stesso livello, avrei dovuto smettere di ascoltare Springsteen ai tempi di "Tunnel of love", con Gabriel mi sarei fermato a "IV", con Conte ad "Aguaplano". Non avrei nemmeno un cd di McCartney in casa. Forse spendo troppi soldi in cd. Buontempo a tutti.
Alle



Boh... un po’ mi ha spiazzato. Dal primo singolo e dall'altra canzone e mezzo sentita e dal testo letto di "L'amore fa", mi aspettavo il peggio, e invece ecco un bell'album. E un bell'album di Ivano Fossati, mica paglia.Molto molto molto superiore a "Lampo", senza monumenti come "C'è tempo",senza minuscoli lampi di talento immediato come "Cartolina" ma nemmeno senza canzoni da compitino inutile come "Ombre e luce" o impegnate/forzate come"Contemporaneo" o "Pane e coraggio". È un album molto spontaneo, uniforme,certo ispirato. Suoni e arrangiamenti han poche novità, ma da Fossati a 50 anni ci dobbiamo aspettare novità in quello? Già una chitarra che richiama "La mia banda suona il rock" ne "L'arcangelo" è un sorriso sorpreso. Non è più l'epoca di "Discanto" ma è ovvio (e IMHO legittimo) che lo scopo di quest'album non sia la novità della ricerca sonora. E in effetti non ci sono nemmeno le idee del tour acustico, dove comunque era tutto a cura di Cantarelli che è lo stesso che qui si occupa degli arrangiamenti. Non è (più) un Fossati che racconta storie allegoriche (come ad esempio"Terra dove andare") ma che ci fornisce direttamente le conclusioni("Cara democrazia"), non più un Fossati che scava nell'essenza delle cose e dei sentimenti che lo tormentano o lo rendono felice, ma che racconta i loro effetti che vede intorno ("L'amore fa" ha davvero dei passaggi di testo molto imbarazzanti, ma la musica lo salva rendendola perfino gradevole; non sarà una canzone di quelle che metto appena infilo il cd nel lettore, ma non sarà nemmeno una di quelle che salto... e "Lampo" saltava che era un piacere).Anche la bistrattata "La cinese" diverte, come faceva "Terra dove andare",mentre dipinge scenari che di allegro hanno ben poco. Ok, questa ha un decimo della magia di quella, ma è facile dire che le canzoni di un album sono minori se per il confronto si usano le più belle di tutta una carriera trentennale!"Il battito", "Baci e saluti" sono fossatiane fino al midollo e regà, a me Fabi piace e tanto ma di canzoni così ne ha forse una o due. Forse. Concludo con "Danny", che ovviamente attendevo al varco. E rispondo a Franco: le canzoni non devono essere spiegate ma a volte contestualizzatesì. Qui si capisce da una sola parola di un solo verso che si parla di un amore tra due uomini, ma se non si dicesse o si capisse che si tratta di un amore così un paio dei versi più belli non avrebbero il senso, la poesia, la forza che hanno. "Se accendessi un'altra luce non la vedrei" ha quel senso perché è un amore gay, non perché è un amore clandestino qualunque. E poi"Io giù da un letto **sicuro**": quell'aggettivo, Dio santo la potenza di quell'aggettivo!!! Racconta, giustifica e rivendica più di dieci manifestazioni sui PACS! Direi che è icastico. (...giusto, Mario? :-) Forse pago il debito di gratitudine di cui parla Alle, ma un aggettivo lo sa infilare così solo uno su mille. Anzi, solo uno come Fossati.

Simone


Se avesse fatto un disco come Discanto, ora, io mi sarei suicidata. Amo profondamente quel disco, non ne discuto il grandissimo valore (partecipa del quadrIvatero d'oro, con Lindbergh, Macramè e la Pianta) ma adesso, adesso, mi sarebbe piombata addosso come un'incudine. Sarà che è quasi primavera, sarà che sono in vena di chitarre e che nel giro attuale del mondo le trovo molto più significative, per infilarsi e percuotere quel che ci circonda, viaggiando veloci e diritti.. sarà che con "la cinese" mi diverto proprio per intento pop demenziale (non esplicito, ma a monte), mentre "cartolina" m'aveva fatto due palle così (apparte gli orsi in bicicletta :-.) e altrettanto, francamente, "pane e coraggio", che "l'arcangelo" sorpassa sulla destra con clacsonata (e finalmente, magari, ci leverà dai co..ncerti "mio fratello che guardi il mondo" di cui non se ne può più: mi piaceva, da qualche anno la odio!), sarà che "intorcolato" io lo uso e pure spesso, e sarà che credo che i giornalisti, quelli bravi come Bertoncelli, andrebbero rispettati di più (e conosciuti meglio, anche loro: Bertoncelli non è Ferraris, Castaldo non è Romana, ocio a leggerli fini a se stessi; e non è pretendere troppo dai lettori, è, anche qui, dover quel minimo "contestualizzare", alla penna e allo spazio in cui pubblica), ma al contempo, nel decidere cosa comperare, sempre i giornalisti, quando poi non rispettano i tuoi gusti, andrebbero responsabilizzati un po’ meno, perché chi recensisce ha delle responsabilità, ma non ti obbliga certo a spendere i tuoi soldi (e lo dico io che prima di consigliare/sconsigliare un album, me lo pongo sempre e forte, quel "problema" - chè come acquistatrice assidua e con le tasche vuote so cosa vuol dire!). sarà che non sarà un caso se molte tournee "grandi" di quest'anno si stanno facendo nei cosiddetti "club" (odioso termine che spesso comprende spazi diversissimi fra loro, quindi è fuffa che può non voler dire un cazzo); sarebbe interessante domandarlo non tanto agli artisti (che tanto te lo fanno sapè), quanto alle agenzie di concerti, e ai responsabili dei teatri e alle major del booking che ne intasano mafiosamente le serate. Se è vero che la produzione italiana di questi ultimi tempi è un po’ più"rockettara" di anni addietro, non credo sia questa la ragione prima (né tantomeno una scelta di "suoni" e/o vicinanza col pubblico), che ci porterà, alla fine dei nostri culi, a stare scomodi e a sentire peggio(all'Alcatraz non si sente nè si vede come al Ponchielli, VAFFANCULO).Quanto ai produttori, conoscendo abbastanza bene Quirici, posso capire (come capisco sempre ogni "esigenza di cambiare") che Ivano abbia voluto prendere un'altra strada, dopo tanto tempo e avendo voglia di direzioni diverse -anche perché è stato un gesto consensuale. Quirici è bravo, non si discute, ma sa fare quella cosa là; non è un produttore versatile, non l'avrebbe mai accompagnato, e non solo perché negli ultimi due dischi ci sono più canzoni "futili", quanto proprio per l'impostazione, la regia, i gusti. Cantarelli e Claudio Fossati non sono all'altezza, e andando per ipotesi (e con tutto il rispetto e la simpatia) non so nemmeno se lo diverranno mai, anche col procedere dell'età (perchè "produttore" non è soltanto esperienza e tecnica, è questione di mentalità, che non s'impara). Quanto alla batteria, io ho sempre pensato che il buon Claudio non sia una ciofeca ma manchi sicuramente di una sua "fantasia di personalità": nella maggior parte dei casi, fateci attenzione, trova un'idea, anche particolare, ma poi la riproduce come in loop: quasi mai il suo apporto, lungo la canzone, dimostra un'evoluzione, un suo movimento (un esempio su tutti? "La mia giovinezza"). Questo non vuol dire che non sappia suonare il suo strumento, ma non lo segnalerei fra i batteristi da "chiamare perchè hanno quel suono, quella personalità là.." Di produttori bravi, in Italia, ce n'è molti; ma - con buona pace delle inevitabili preferenze fondamentali cui nessun essere umano si sottrae -quasi nessuno sa essere eclettico, sa adattarsi all'artista con cui ha a che fare, senza "imporre" a priori la propria mano: nella stragrande maggioranza dei casi, ogni produttore ha quella "forma". Quindi se vuoi fare un disco così, prendi Quirici, se vuoi fare un disco colà, prendi Rustici, se ne vuoi un altro ancora, prendi Barbacci, o Maroccolo, o Rossi o..(a monte di tutto: sempre se ne hai i SOLDI..) Questo è. Una cosa è certa, credo, e dovrebbe rasserenare almeno un dubbio: Quirici non sarebbe stato giusto per questo Fossati (che peraltro a mio avviso, a sua volta, è un produttore di bassa caratura). E sarà per questo che ieri Beppe l'ho visto, e differentemente da quanto successo ai tempi di "Lampo", stavolta non m'è venuto manco in mente di domandargli che ne pensava del nuovo disco di Ivanone. E da una lunga compressione, saluto

gio Da Faz
che "L'Arcangelo" lo riduce ad un ep di 6 tracce

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