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BiELLE FILM |
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| Alexandra
ha un progetto che mette i brividi (di Alfredo Ranavolo) |
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Rolf
De Heer in un film claustrofobico torna ad affondare il coltello nelle
piaghe della famiglia Nel giorno del suo compleanno questa vita sembra sorridergli più che mai. Sul lavoro ottiene una promozione e, dopo i festeggiamenti in ufficio, già pregusta le sorprese che lo attenderanno al rientro a casa. Ma sorpreso Steve è destinato a restarlo sul serio, vedendo crollare in poco più di un'ora le certezze di carta che si era costruito in un'esistenza intera. A porvi fine è la sua sottomessa moglie Alexandra (Helen Buday) che farà in modo di rendere il suo compleanno davvero indimenticabile. Steve resta intrappolato in casa sua, costretto per capire cosa sta succedendo a non staccare gli occhi da un video che Alexandra gli ha lasciato come ultimo ricordo. In quelle immagini scopre una donna totalmente diversa da quella che conosceva. Che da tempo studiava il modo di sbarazzarsi per sempre di un marito fedifrago, frustrante, mai affettuoso. Per farlo Alexandra si è prostituita e ha reso suo complice proprio l'odiato vicino. Steve precipita piano in un abisso che, col passare dei minuti del video, diventa sempre più profondo e non può che terminare in una vita sconvolta. De Heer ha già mostrato in passato tutta la sua insofferenza per l'istituzione famiglia, che per lui è quasi inevitabilmente sinonimo di ipocrisie e rovine. Basti pensare allo squallido menage incestuoso di "Bad boy Bubby" o alle incomunicabilità de "La stanza di Cloe". "Alexandra's project" è costruito in maniera terribilmente claustrofobica, più di un'ora si svolge nel buio interno del salotto della casa di Steve e in tempo reale, ma se si ha la forza di resistere a qualche irritazione che il troppo agire sul telecomando nella prima fase può rischiare di provocare, il crudele (per quanto giustificabile) progetto di Alexandra può catturare. E col passare dei minuti aumenta la voglia di sapere fino a dove si spingerà. Resta da chiedersi: ma non sarebbe meglio parlarsi, in famiglia, invece di accumulare anni di umiliazioni da vomitare in un'unica, machiavellica soluzione?
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