Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

"Di un giorno nuovo / di un nuovo amore tornerò / e un nido di stelle / e un tetto di vento / con me porterò / per te che sei / del mio cuore / la danza / sei il ritorno / e l’eterna partenza / sei l’alba che accende / una nuova speranza / tu tu che per me / tu che per me sei / l’altra metà del cielo. / Di un canto nuovo / di un nuovo amore tornerò / e le mie lacrime / di sabbia d’argento / con me porterò / per te che sei aldilà del confine / sei la curva che non ha fine / sei l’alba nascente / sul letto del fiume / tu tu che per me / tu che per me sei / l’altra metà del cielo. / Di un sogno nuovo / di un nuovo amore tornerò / e una corona / di gocce di luna / con me porterò / per te che sei / del mio cuore / la danza / sei il ritorno / e l’eterna partenza / del mio desiderio / sei l’intima essenza / tu tu che per me / tu che per me sei / l’altra metà del cielo. / Tu che per me sei / l’altra metà del cielo".















L'altra metà
del cielo

 

 IN PRIMO PIANO
Piccola enciclopedia del canto al femminile
di Moka
Forse è ora di fare piazza pulita di un luogo comune. Le donne italiane sanno fare musica d'autore e la fanno bene. Oppure, le cantautrici sono Pandra, una razza in estinzione che deve essre tutelata e protetta. Non sono state poche in questi anni le cantautrici di cui abbiamo parlato su queste pagine e in termini più che positivi: un piccolo elenco del meglio lo vedete qui sotto e comprende Isa, Patrizia Laquidara, Priska, Lucia Lombardo, Chiara Raggi, Mirta e Maria Pierantoni Giua. Ma solo gettando lo sguardo anche in altri orti, musicalmente un po' differenti, abbiamo Angelica Lubian, Beatrice Antolini, Naif, Pilar, Jessica Lombardi, Francesca Romana, Maria Colegni, senza contare nomi maggiori come Cristina Donà, Teresa De Sio, Carmen Consoli, Paola Turci o le capacità di autrice e cantante di Paola Donzella degli Elisir. In occasione dell'8 marzo abbiamo voluto dedicare una pagina alla musica dell'altra metà del cielo. Partendo dal panorama internazionale e arrivando ai piccoli prodotti di casa nostra. E' solo musica, ma è nostra e la vogliamo cantare!
Joan Baez: "It ain't me babe"
Per molti anni c'è stata solo lei. Joan Baez, l'icona stessa della cantautrice con la "a". Capelli lunghi e scuri, aria da ragazza della porta accanto, appena ibridata dalle sue origini miste ispano-americane. La carriera di Joan Baez inizia infatti nel lontano 1959 (oltre 50 anni fa!) al Festival di Newport, quando, 18 enne, incise il suo primo album solo voce e chitarra. Da allora anni di militanza politica e sociale. Una personalità specchiata. Una voce di cristallo puro.
Marianne Faithfull: "As tears go by"
Un allucinata e fissa Marianne Faithfull non ancora ventenne che canta una versione molto beat di "As tears go by" di Jagger/Richards. Che differenza con la sophisticated lady degli anni '90, quando tornò dall'aldilà della tassicodipendenza per assumere un ruolo primario. Ma negli anni '60 lei era una delle voci, per quanto riflesse, al femminile. Per chi voglia sentirne la differenza: qualche anno dopo
Giovanna Marini : "Lamento per la morte di Pasolini"
Sul versante italiano il primo nome, quello storico, che viene in mente è quello di Giovanna Marini. In questo caso in un filmato d'annata presa al Folkstudio negli anni sessanta. Nel 1964, a 27 anni, prende parte a "Bella ciao", spettacolo, presentato a Spoleto, che resta nella storia della canzone politica italiana. Fa parte del nucleo fondante del Nuovo canzoniere italiano e, all'inizio del nuovo millennio, viene "sdoganata" dalla sua nicchia da Francesco De Gregori.
Anna Identici: "Quando sarò ricca"
Anna Identici non era un'autrice. Però fu forse la prima donna (l'unica?) a buttar via una fama televisiva e sanremese per mettersi a cantare canzoni di lotta. "Quando sarò ricca" era su un album ("Apro gli occhi di donna su sta vita") che racconta solo storie di operaie, di catena, di soldi risicati. Un lavoro che, anche dopo di lei, non hanno fatto in tante. A suo vantaggio anche aver portato a Sanremo il tema delle morti bianche con "Era bello il mio ragazzo".
Fiorella Mannoia: "Quello che le donne non dicono"
"Quello che le donne non dicono" in realtà è una canzone scritta da un uomo (Enrico Ruggeri) ma con perfetta sensibilità femminile. Fiorella Mannoia, dal canto suo, ci mette l'interpretazione e quella particolare carica che fa sì che, da sempre, sia l'interprete preferita da parte dei cantautori. Hanno scritto per lei De Gregori, Fossati, GianMaria Testa, Massimo Bubola, Piero Fabrizi. E lei canta.
Gianna Nannini: "Fotoromanza"
Gianna Nannini è forse la maggiore tra le nostre cantautrice, di sicuro quella di maggior successo. In questo caso il video di "Fotoromanza" è una sorta di piccola opera d'arte, perché il videclip è stato diretto da Michelangelo Antonioni (e nel 1984 non era facile avere un grande regista al proprio servizio!). "Fotoromanza" era contenuta in "Puzzle" che è stato l'album del definitivo decollo della Nannini a star di prima grandezza e non solo in Italia. Ruolo a cui ancora non ha abdicato.
Nada: "Ti troverò"
Nada ha scoperto il cantautorato tardi. Per una carriera iniziata a Sanremo nel 1969, il primo album coi testi scritti da Nada vedrà invece la luce nel 1992 ("L'anime nere"). Da lì in poi è una crescita verticale di Nada come autrice, non solo di canzoni (pubblica anche un libro di poesie e un romanzo autobiografico) e, dal punto di vista musicale, arriva ai suoi più alti livelli con "Tutto l'amore che mi manca" da cui è tratta questa "Ti troverò".
Mia Martini: "Minuetto"

Anche Mia Martini come autrice si è prodotta solamente tardi. Restano comunque le sue interpretazioni di grandi canzoni d'autore. "Minuetto" ha il testo di Franco Califano, ma nel carnet di Mia Martini ci stanno anche Bruno Lauzi, Ivano Fossati, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Mimmo Cavallo e tanti altri. Debutta nel 1971 con "Padre davvero" e il suo primo lavoro da autrice è "Mimì" del 1981.

Cristina Donà: "Non c'è niente di particolare"

Cristina Donà è una delle voci più accreditate tra le ultime leve del cantautorato femminile. Il suo ultimo album è "La quinta stagione", uscito un paio di anni fa e che contiene questo "Non c'è niente di particolare" (a parte il fatto che mi manchi). L'anno successivo è uscito "Piccola faccia", riproposizione in chiave acustica delle sue canzoni. Qualcuno al telegiornale dice che il mondo sta per finire.Ma non c'è niente di particolare, a parte il fatto che mi manchi".

Carmen Consoli: "Non molto lontano da qui"

E' il primo video ufficiale estratto da "Elettra", magnificamente giocato e ambientato all'interno di un bordello palermitano in epoca imprecisata, ma non recente. Un po' come tutto quello splendido album che va sotto il titolo di "Elettra", che, partendo dal mito, racconta storie di oggi, di ieri, ma anche di domani (il brano finale). "Non molto lontano da qui" è una novella verghiana, ricalcata in punta di penna. Tutta da ascoltare e da guardare.

Teresa De Sio: "Marzo"

Nella aristocrazia della canzone d'autore italiana al Femminile Teresa De Sio tiene un posto d'onore. Innanzitutto per militanza, avendo iniziato la sua carriera nel 1976, a vent'anni, a fianco di Eugenio Bennato, ed avendo poi attraversato tutti gli strati della storia della canzone d'autore, fino ad arrivare ai due ultimi album (e un romanzo) che la collocano tra le grandissime di sempre. "Marzo", invece, canzone stagionale, è tratta dal suo secondo album.

Paola Turci: "Attraversami il cuore"

"Non avevo mai scritto canzoni d'amore. E allora ho pensato di dedicare all'amore un album intero". Così Paola Turci ha presentato la primavera scorsa il suo nuovo progetto discografico, una trilogia, il cui promo capitolo, "Attraversami il cuore", esplora le canzoni d'amore. Se questo doveva essere un primo tentativo possiamo dirlo completamente riuscito. "Attraversami il cuore / il peso della solitudine è variabile / l'amore si può mancare per un attimo".

Marina Rei: "Donna che parla in fretta"

Dal concerto del primo maggio 2009: Paola Turci e Valeria Solarino leggono frasi sulle donne e sull'otto marzo e poi Marina Rei sonorizza (e batterizza) a modo suo "Donna che parla in fretta" di Anne Waldman, poetessa americana. E' un brano assolutamente coinvolgente che ben si adatta a commentare la ricorrenza dell'8 marzo. "Sono la donna che parla in fretta / Io so come urlare io so come cantare / Io so come godere".


"Nothing compares 2 you" - Sinead O'Connor "Indirizzo portoghese" - Patrizia Laquidara
"It's been seven hours and fifteen days / Since you took your love away / I go out every night and sleep all day / Since you took your love away / Since you been gone I can do whatever I want / I can see whomever I choose / I can eat my dinner in a fancy restaurant / But nothing I said nothing can take away these blues / `Cause nothing compares / Nothing compares to you". Storia tristissima, struggente, interpretazione memorabile. Grande voce.
Come canta bene Patrizia Laquidara! E come la si ascolta con piacere. Un canto fluido che non si inceppa nelle secche del già sentito, che non "mineggia" come la totalità delle neo-cantanti emergenti (da Amalia "Plastica" Gré, a Meg, a Nicky Nicolai). Patrizia Laquidara sembra aver scelto una sua strada e se avrà la pazienza e la voglia di seguirla avremo una nuova cantante (e autrice) dal timbro e dall'impostazione originale.
"Talkin' about a revolution" - Tracy Chapman "Maronna mia" - Jenny Sorrenti
Un vocione, una chitarra, tanta grinta e cose da raccontare. Una faccia da bambina, il broncio, ancora la chitarra brandita come una mazza e un caschetto di capelli afro. E soprattutto queste parole: "While they're standing in the welfare lines / Crying at the doorsteps of those armies of salvation / Wasting time in unemployment lines / Sitting around waiting for a promotion / Don't you know they're talking about a revolution / It sounds like a whisper". Una rivoluzione solo sussurrata da parte delle masse di emarginati, dalle code dei disoccupati. Un'altra America.
"Maronna mia" merita di essere considerata un nuovo classico della canzone napoletana ("Oh Maronna Maronna mia / dimmi cosa sanno i bambini / se pò nisciuno 'e pò insegnà / se pò nisciuno 'e pò ascultà"). Soffia vento di mare sopra i solchi e la voce di Jenny che si increspa, si alza e si abbassa, gonfia le vele e facilita il rientro in porto. A casa. O almeno a una delle sue case. Divise come sono tra Napoli e il Galles. Dal suo quinto disco da solista "Burattina".
"Luka" - Susan Vega "Molo 22" - Chiara Raggi

Peccato che da qualche anno in qua Suzanne Vega non si riproponga più con la forza degli esordi. "Luka" resta ancora uno dei suoi brani più noti e risale al 1987. E' la storia di un bambino che subisce violenze domestiche. "My name is Luka / I live on the second floor / I live upstairs from you / Yes I think you've seen me before. / If you hear something late at night / Some kind of trouble. some kind of fight /Just don't ask me what it was".

"Combinazione di atti unici / ti porto dento me / sola / inesorabile fragilità. / Raccolta per strada / sei la sponda del mio fiume / solo / inesorabile / proprio come te". Un delicatissimo melange di canzone d'autore spruzzata di sudamerica (e infatti alcuni musicisti e l'arrangiatore Roberto Taufic Hasbun sono brasiliani) il che la pone sulle lunghezze d'onda di una Patrizia Laquidara o di una Giua, con una capacità di scrittura intensa e dalla buona resa poetica.
"Two little girls" - Ani Di Franco "Stranizza d'amuri" - Rita Botto
Vuoi mettere la carica e l'energia di Ani Di Franco? E' un motorino elettrico per chitarra. E' alternativa allo stato puro. E' iperproduttiva. Non sempre perfetta, ma spesso geniale. In vent'anni di attività ha prodotto venti album, con un ritmo impressionante di uno all'anno. Tanto va sempre bene la prima! Perché stare a cercare la perfezione tecnica? "2 little girls growing out of their training bras / this little girl breaks furniture, this little girl breaks laws / 2 girls together / just a little less alone / this little girl cries wee wee / all the way home".
La canzone è di Franco Battiato, ma la versione che ne ha fatto Rita Botto è degna di essere ricordata, cantata e ascoltata. Atmosfera sospesa nei ricordi di Sicilia tra un saggio ginnico e un Nabucco, Molto cinematografica nella scansione in quadri. E molto suggestivo pensare che in fin dei conti, "l'amuri" abbia la sua "stranizza". "e quannu t'ancontru 'nda strata / mi veni 'na scossa 'ndo cori / 'ccu tuttu ca fora si mori ..."
"Quoi" - Jane Birkin "Au bord de la fontaine" - Ginevra Di Marco
Una delle più belle canzoni di Serge Gainsbourg nell'interpretazione di Jane Birkin. " Quoi / d'notre amour fou n'resterait que des cendres / moi
j'aim'rais qu'la terr's'arrête pour descendre / toi / tu m'dis qu tu n'vaux pas la cord'pour te pendre / c't à laisser ou à prendre- joie / et douleur c'est ce que l'amour engendre". Una voce fine fine ed educata, un interpretazione soffiata eppure tremendamente in tema. Anni prima di Carla Bruni.
Tratto da "Donna Ginevra", disco che ha vinto la Targa Tenco per le interpretazioni nel 2009 ecco "Au bord de la fontaine", versione meno nota della celebre "A la claire fontaine", brano raccolto da Lorient in Bretagna nel 1842. E' una canzone di separazione e di dolore ("Canta usignolo canta / la bella mi ha lasciato / Se hai il cuore allegro / la bella mi lasciò"), ma il ritmo ha preso un treno rapido e ti porta sferragliando attraverso tutta la canzone.
"Quelqu'un m'a dit" - Carla Bruni "Morbidamente" - Giua
"Meno male che c'è Carla Bruni!" canta Cristicchi e così c'è anche qui. Questo è il suo primo videoclip, molto elementare, basato tutto sulla bellezza del suo viso e che parte con un curioso raschiamento di gola. E però il tutto viene proposto con grazia e con una qualità, all'epoca, impensabile. Successivamente diventerà la signora Sarkozy. Ma preferiamo ricordarla così.
Anche le giovani generazioni delle autrici cantano l'amore e lo fanno ancora con parole gentili e con situazioni normali. "Morbidamente" è una delle forme in cui più mi piacerebbe essere amato. "Ho sognato di te ho dato un nome ai tuoi pensieri e ho pregato per le tue gambe forti strette ai miei sensi per i tuoi occhi neri. Ho sognato di te ho dato un nome ai tuoi capelli e ho pregato per le tue gambe forti per i tuoi baci per i tuoi occhi belli".
"Mexico City" - Jolie Holland "Andare a un funerale" - Airin
Non c'è niente da fare. In America quando fanno i videoclip, fosse anche di personaggi non al centro dello show business, fanno le cose seriamente. E' il caso di questo bellissimo video di Jolie Holland, un'outsider, dotatissima, ma inerabilmente ousider. Un video tutto da vedere per ricordarsi quanta buona musica si può trovare al di fuori delle rotte ufficiali.
Da un disco di esordio che non è niente di speciale, una canzone che invece ha tutti i numeri per imporsi. Airin è Irene Maggi, milanese, prodotta e sponsorizzata da Enrico Gabrielli degli Afterhours. "Che doveva essere il titolo dell'album - dice Airìn - ma non lo ritenevano ben augurante". Però è fresca, frizzante e immediatamente memorizzabile. Da canticchiare.

Altre canzoni con la "a" finale

"Barcarolle" - Maria Collegni
Priska: "Dans le bureau des objects perdue"
"A lu bene mio" - Sine Nomine
"Roba Deperibile" - Angelica Lubian
"Brigate di frontiera" - Teresa De Sio
"Pop go to Saint Peter" - Beatrice Antolini
"Angoli" - Mirta
"Maledetto ciao" - Gianna Nannini
"La cava" - Demuru, Magoni
"Cento pesetas" - Lucia Lombardo
"Nel metrò" - Trio Milonga
"Sirene" - Isa
"Pornoshow" - Laura Fedele

Come ci vedono "loro"
"L'altra metà del cielo" - I Gang
"Anna di Francia" - Claudio Lolli
"A passo di donna" -Luigi Maieron
"Niente" - Enzo Jannacci
"I'm on fire" - Bruce Springsteen

"Una notte in Italia" - Ivano Fossati
"Se io fossi un falegname" - Dik Dik
"Una bella coppia" - GianGilberto Monti
"L'amore che beve" - Carlo Muratori

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