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"100 dischi
ideali
per capire il rock"
di Ezio Guaitamacchi
Mi
metto d'impegno e ne salvo 20. Se proprio mi sforzo
posso arrivare a 50/60, ma a 100 proprio non ci arrivo.
Neanche col massimo sforzo e la massima disponibilità.
E' vero che libri simili si prestano a tutte le critiche
del caso e non possono quindi essere che scelte soggettive
e giustificate dalla soggettività, ma proprio
per questo un libro così non può essere
"a cura". Deve essere "di". Qualcuno
deve avere voglia di perderci la faccia e giustificare
come si fa a mettere James Taylor tra i 100 dischi ideali
per capire il rock (rock? Taylor?). E invece no: Guaitamacchi
si limita a curarlo il libro.
I 100 dischi, ovviamente, non sono dischi di sconosciuti:
ci sanno classici ineludibili (i 20 su cui siamo d'accordo)
come Sgt Pepper's Lonely hearts club band,
The freewhelin' Bob Dylan, Music
from Big Pink della Band, Rubber soul
dei Beatles, Murder Ballads di Nick
Cave, Songs of Leonard Cohen, Cosmo's
factory dei Creedence Clearwater Revival, Blonde
on blonde di Bob Dylan, New York
di Lou Reed, Frank's wild years di
Tom Waits, Led Zeppelin IV, Velvet
underground & Nico, Black Sabbath
dei Black Sabbath, The Doors dei Doors,
Electric Laydland di Jimi Hendrix,
In the court of Crimson King dei King
Crimson. Liege & Lief dei Fairport
Convention, Horses di Patti Smith,
London Calling dei Clash, Remain
in light dei Talking heads, The Joshua
tree degli U2, Nevermind dei
Nirvana, Ok computer dei Radiohead.
Ma in fondo il bello di questi volumi che ti spingono
a ripensare alla musica, a rimettere in discussione
idee e concetti e soprattutto a riascoltare quella musica
che è stata parte della tua vita e che, per mille
motivi diversi, ne era uscita. Oltre ai 38 euro del
libro dovrei sommare i 170 euro spesi su Amazon per
acquistare in cd dischi che 30 anni fa avevo acuistato
in vinile! Mettete in conto: la voglia di riacquistarli
coglierà anche voi.
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Riviste
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Il mucchio Extra |
Non
tanto per Bjork a cui è dedicata la copertina
e neanche per la lista dei 100 migliori dischi di hip
hop della storia, ma soprattutto perché contiene
un bel disco tributo a Nick Cave, fatto da artisti italiani,
sulla falsariga del bel disco di Rodrigo D'Erasmo e
Roberto Angelini, che infatti sono della partita, assieme
a Marco Fabi, Bugo, Cesare Basile, Lara Martelli, Pino
Marino e altri. Da leggere un bell'approfondimento su
The Band, le recensioni di cd e dvd e tanti altri spunti
interessanti. Buona lettura per l'estate |
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| "Dizionario
completo della canzone italiana" a cura di Enrico Deregibus |
Mi
piacciono i libri di Deregibus: lo apprezzo e lo stimo come
critico discografico tra i più equilibrati. Ma non
mi piace questo "Dizionario completo della canzone
italiana" per la prosopopea del titolo, per l'impostazione
più pettegola che attenta ai dati musicali, per la
sostanziale inutilità di fondo, per le esclusioni
e le inclusioni che non condivido, per la copertina e per
una sorta di ecumenismo di facciata che continua a non convincermi. |
| "Ballarono
una sola estate" - 70 meteore della canzone italiana
- di Alberto Tonti |
Ogni
anno c'è bisogno di un libretto estivo di scarso
peso e di pronta beva che ripercorra le storie musicali
dell'Italia del boom. Tra i vari boom c'è stato anche
quello canzonettistico. Alberto Tonti con leggerezza di
tatto lo riporta ai nomi di Ghigo, Piero Focaccia, Nico
e i Gabbiani, Franco I e Franco IV, Giuliano e i Notturni
o Mario Tessuto: tutti personaggi autori di un unico hit
a 45 giri a cui è seguito il silenzio. Corredato
di apposito cd. |
| "A
day in the life" - La storia del rock minuto per minuto
di Enzo Gentile |
Compratelo
solo se vi sentite malati per il rock. Altrimenti sono soldi
sprecati. Contiene tutto, ma proprio tutto quello che è
successo in campo internazionale dal 1954 ai giorni nostri
(agosto 2006). Fatti fondamentali e molte (troppe?) stronzate.
Pietre miliari e sonore cazzate. Ma se si vuole essere enciclopedici
questo è il limite che si deve affrontare. Enzo Gentile
ha corso il rischio e, per noi malati, ha fatto un lavoro
fondamentale. |
| "Sgt
Pepper - La vera storia" di Riccardo Bertoncelli e
Franco Zanetti |
Ottimo
lavoro. Tutto su un disco solo, ma efficace, ben raccontato,
documentato e corredato. Forse un po' troppo incentrato
sull'Italia. Però questo è anche un merito.
Insomma, un libro da leggere senza starci a pensare molto.
Rispetto al lavoro che c'è dietro, anche iconografico,
non è nemmeno caro. Tirando le fila: soldi ben spesi,
libro ben scritto e divertente. Distante quel tanto che
basta dall'evento per evitare toni elegiaci. Scritto con
un sorriso e letto abbondando in sorrisi. Ne vale la pena.
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| "A
canzoni far rivoluzioni e far poesia?" di Antonio Gelsomino
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Un'opera
come questa risulta interessante, visti e considerati gli
intenti e il metodo. Si tratta di una raccolta di saggi
brevi e scritti, elegantemente edita dalle Edizioni San
Marco dei Giustiniani e curata da Antonio Gelsomino, che
ospita giornalisti e studiosi come Marzio Angiolani, Cesare
Bermani, Paolo Jachia, Annino La Posta, Gianni Mura, Beppe
Montresor e altri |
| "Il
segreto di Ortelia " di Andrea Vitali |
Cirene,
Ortelia, Amleto, chi conosce Andrea Vitali non si stupirà
dei nomi dei protagonisi di questa nuova storia lacustre
la cui trama si srotola attorno a una, anzi a due macellerie.
Un ragazzo ambizioso, intraprendente e passionale, una ragazza
scialba bruttina e con uno strano difetto fisico, ma destinata
a ereditare, la lunga guerra con la bottega rivale, una
cameriera procace, una banda di sgangherati viveur di provincia
e un'altra ragazza, Ortelia, quella del segreto. |
| "Centro
di igiene mentale" di Simone Cristicchi |
E'
un libro serio. Non è certo il libro di un cantautore.
Si parla pochissimo di musica e poco di canzoni. Si parla
(come volevasi dimostrare) di matti. Simone Cristicchi ha
un progetto e lo persegue con tutta la orza dei suoi mezzi,
che, in questo momento è notevole. |
| "Fiumi"
di Ettore Mo |
Per
chi conosce Ettore Mo, non si tratta certo di una sorpresa.
Per chi, invece, non lo conoscesse, bhé, allora forse
è venuto il momento di affrontare questo passo, e
sedersi lì, sui margini erbosi di un rio, di un fiume,
un ruscello, e con un libro in mano, ascoltare la sua prosa
di onde... |
| "Fabrizio
De André - Anime salve" di A.Sinopoli |
E'
il miglior libro su Fabrizio de André uscito in tempi
recenti. ed è comunque uno dei migliori libri su
Fabrizio De André mai usciti. Alessandro Sinopoli,
trentenne palermitano, in 150 pagine agili e svelte, riesce
nell'impresa, veramente improba, di circoscrivere lo smisurato
talento deandreiano, riducendolo ai suoi minimi termini,
e contemporaneamente attuare la disamina completa e dettagliata
del suo ultimo album, ossia quel caposaldo della musica
che risponde al nome di Anime salve.. |
| Fabrizio
De André raccontato da Massimo Bubola |
Massimo
Bubola ha scritto venti canzoni con Fabrizio De André.
Non sono molte in assoluto, ma bastano a far sì che
sia la persona che più ha scritto con Fabrizio. Anzi,
che qualche volta scriveva canzoni che Fabrizio gli avrebbe
poi totalmente stravolto (è il caso di Andrea che
nella prima stesura si chiamava Lucia e non era la storia
di un amore omosessuale). Ne esce questo libro piacevole
e di pronta beva che ripercorre, tra aneddotti e memoria,
la storia di questa strana collaborazione. |
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| Giorgio
Gaber: "Gli anni '60" |
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"100
dischi ideali per capire la nuova canzone italiana" a cura
di Mauro Ronconi |
C'è
anche un libro. Ma è soprattutto un dvd, anzi due. I primi
dvd di una serie che, divisa per decenni, curata dalla Fondazione
Giorgio Gaber, proporrà tutti i lavori del Signor G. in video,
così come in precedenza sono stati presentati in audio. E'
un documento molto interessante, che ci ricorda quanto bravo fosse
Gaber, qui ripreso soprattutto in televisione, anche prima della
svolta teatrale. Una conferma, un tuffo nella nostalgia. Una mirabile
operazione. Attendiamo con ansia le prossime puntate. |
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Contestabile
ed apprezzabile allo stesso tempo, raduna in una "compilation"
organizzata solo in ordine cronologico, 100 dischi che dovrebbero
avere avuto uno spazio speciale nella storia della canzone italiana.
Il gioco un po' riesce ed un poco no, come sempre in quesi casi.
Utile. Non indispensabile.
In primo piano, come sempre, il gochetto delle esclusioni e
delle inclusioni. Perché è dentro Bocelli? E perché
è fuori Davide Van De Sfroos?
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