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BiELLE LIBRI
John Vignola: "Su la testa – 1994/2004
Dieci anni di rock italiano"

di Giorgio Maimone

Un libro corretto, essenziale, scritto in modo agile e scorrevole. Forse non fondamentale? Ma forse pure sì. In effetti una storia del rock all’italiana andava ancora scritta, anche se, la domanda viene spontanea, è poi vero che sia musica così diversa dall’altra che debba essere trattata in un contenitore apposito? La mia personale visione delle cose distingue tra musica “buona” e musica “cattiva”, tra canzone d’autore e canzone di consumo. E credo che questa sia una direttrice trasversale al rock italiano entro cui si sono sviluppate ottime cose (Manuel Agnelli, Cesare Basile, Paolo Benvegnù, tanto per dire i primi nomi che mi vengono in mente) e altri fenomeni o più marginali e locali (vedi i Franti a Torino) oppure meno interessanti (e qui l’elenco sarebbe lungo).

John Vignola firma il libro come curatore; in realtà di suo scrive pochissimo, ma le leggi dei diritti d’autore valgono per tutti, anche per chi sta “fuori dal Mucchio”. E al Mucchio Selvaggio, quasi creatura a nome collettivo, andrebbe infatti ascritta l’opera che ha molti lati positivi e, ripeto, una facilità di lettura e una scorrevolezza notevole. Forse perché i singoli interventi sono scritti esattamente come potrebbe essere composto un pezzo per il magazine di musica Doc più diffuso d’Italia, recentemente passato a mensile da settimanale che era.

In realtà sia la brevità del saggio, sia gli argomenti portano ad assimilare il lavoro a quanto pubblicato ogni trimestre sul “Mucchio Extra”, trimestrale, per l’appunto di approfondimento. Lo stile giornalistico pervade così gli interventi di Luca Castelli, Damir Ivic, Alessandro Basselva Averame e Carlo Bordone che sono poi coloro che realmente hanno scritto il libro, che raccontano così la meteora del nuovo rock italiano, in grado, nel decennio scorso, di scavarsi una strada personale (soprattutto quando ha abbandonato l’uso dell’inglese) e di guadagnarsi pure un certo spazio di visibilità all’estero, cosa che non avveniva più dai tempi della PFM, del Banco e delle Orme.

Genealogia, albero dei derivati, padri nobili e collaborazioni vengono tutte passate in rassegna anche con un buon spunto di spirito critico. I singoli album, se non vengono accuratamente vivisezionati, risultano quantomeno analizzati e collocati sia nel periodo sia nella produzione globale del gruppo (o del singolo, perché si parla anche di Carmen Consoli, Cristina Donà, Nada, Mario Venuti, Piero Pelù etc). Il libro è suddiviso in quattro capitoli: Dall’underground all’overground, Vite da single, Nuove geografie, Sentieri indipendenti

Una parte è dedicata invece all’analisi delle etichette indipendenti, alla distribuzione, alle catene di interessi congiunti che hanno portato negli scorsi anni all’apertura di sotto-etichette presso le major dedicate appositamente alla produzione e distribuzione di nuovo rock (esperienza purtroppo finita con quasi altrettanta fretta di quella con cui era partita).

La parte forse meno riuscita e meno interessante è quando si passa direttamente la parola agli esponenti del nuovo rock che, forse perché poco avvezzi alla lingua (e in qualche caso anche al pensiero) non riescono che a spremere banalità dalla loro esperienza vissuta. Scarso interesse, forse, o scarso rispetto per i lettori del libro, ma i nostri “big” ci mettono pochissimo di loro e il contributo, spesso, cade nella noia autocelebrativa.

Questo tuttavia non è un neo che si possa attribuire al libro che resta interessante e vivace per tutta la sua (breve) durata. Diciamo che è l’analisi ristretta di un microsettore, ma in quanto tale è fatta bene, con competenza assoluta, precisione e ricchezza di dati. Un libro da leggere e gustare.


John Vignola
"Su la testa – 1994/2004
Dieci anni di rock italiano"

Arcana Editrice - pp.254 - Euro 14,00
Finito di stampare nel gennaio 2005
Nelle librerie

Ultimo aggiornamento il 21--07-2005

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