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BiELLE LIBRI
"Like a rolling stone" (Bob Dylan, una canzone, l'America) di Greil Marcus
di Franco Senia

Un libro su una sola canzone, non su un cantautore o su un disco (cosa che lo stesso Greil Marcus fece per i "Basement Tapes") ma su una sola canzone.

Un libro che si è voluto scrivere da solo, a detta dell'autore che sostiene di aver risposto, dapprima, subito di no all'editore che gli aveva proposto di scriverlo. Ma è un libro che ti convince di essersi scritto da solo, con "Like a rolling stone" nelle orecchie, semmai un libro può possedere delle orecchie, non appena cominci a leggerlo.
Come avviene, un po', con tutti i libri di Greil Marcus. Perlomeno con tutti i suoi libri che mi è capitato di leggere.


Dichiara – dicevo – di aver risposto, di primo acchito, di no. Poi, invece, comincia a buttar giù qualche appunto. E, soprattutto, comincia a parlarne in giro, di "Like a rolling stone", e scopre che l'idea e il libro sembrano interessare molti. "Like a rolling stone", nel libro, nella mente dell'autore del libro e in quella di molti di noi – sembrerebbe – è una canzone che non invecchia. Sempre diversa da un originale che non sembra esistere davvero, se non idealmente, e che cerca inutilmente di riprodurre. Le versioni presenti sulla più parte dei dischi sono solo copia di qualcos'altro. Questa è la tesi del libro che si dipana come un romanzo per portarci, riuscendovi per quanto mi riguarda, a riconoscere questa semplice verità.

Solo "copie". E in quest'epoca in cui le copie sono sempre indistinguibili dagli originali, "Like a rolling stone" infonde, ascoltandola, la lancinante consapevolezza che l'originale esiste davvero, da qualche parte. Platonicamente! E' proprio per tale motivo che, la canzone, ogni volta che viene eseguita è un evento. Un evento, una battaglia, un incidente stradale, una sommossa, un'insurrezione. Niente di tutto questo e tutte queste cose assieme. E' un evento, e un evento non può essere ripetuto.

Perché non sai mai cosa succederà un istante dopo, durante un evento.

Non sai mai come potrà andare a finire. E' un evento ogni volta che viene suonato e cantato, ma non è mai l'evento cui si ispira e che cerca di riprodurre! E cosa dice quel testo? Che cos'è? E' una canzone sui Rolling Stones, davvero? Come si vociferava quando, all'epoca, si seppe solo il titolo e non si era ancora ascoltato il pezzo? E' una canzone su una ragazza d'alto bordo che perde tutto e si ritrova in pezzi? Da un giorno all'altro?

Oppure la ragazza è l'America intera, e la similitudine con le pietre rotolanti è un nobile riferimento ai wobblies che coniarono lo slogan che diceva non crescere mai, il muschio sulle pietre che rotolano. Un po' come il muoversi veloci per non venire nelle foto!

Oppure è una delle tante canzoni rubate, senza senso, di un ladro orgoglioso dei suoi furti a tal punto da intitolare "Amore e furto" il suo ultimo disco; laddove l'ultima canzone – Sugar baby" - è la fottuta copia carbone, a parte le parole, di "The lonesome road" di Gene Austin. "Amore E' furto".

Chissà se De André avrebbe mai avuto il coraggio di intitolarlo così un suo disco, lui che era ladro quanto è più di Bob Dylan. Ma – a dispetto di quella rincoglionita, anche quando era giovane, della Pivano – non credo lo avrebbe mai fatto. Era grande, De andré. Sicuramente. Forse il più grande, almeno quaggiù nella periferia dell'impero chiamata italia, ma non era il rock. Non era Dylan!


Greil Marcus
"Like a rolling stones"
Donzelli - Virgola - Pag 207- Euro 11,48
Finito di stampare nel novembre 2005
Nelle librerie

Ultimo aggiornamento il 25-11-2005

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