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Le Bielle Iniziative

Alex Cambise: L’umana resistenza

In esclusiva in streaming per i lettori di Bielle


di Bielle



Brano per brano, le note dell’autore

1) NATI NEI ‘70: Avevo bisogno di un brano che riassumesse gli eventi che hanno portato i miei coetanei a vivere questi tempi, quelli raccontati nell’album. Siamo nati in un periodo di forte tensione e lotta, ma anche di ideali e, di contro, ci siamo formati in anni di “nulla ideologico”, dove tutto
sembrava possibile e dove vivevamo al di sopra delle nostre possibilità. Oggi la mia generazione è quella che stà pagando maggiormente il costo di quel finto benessere.

2) CANZONE PER VLADIMIR PRAVIK: Vladimir Pravik era il Tenente dei Vigili del Fuoco a capo della prima squadra che, il mattino del 26 Aprile 1986, arrivò a Cernobyl con il comando di spegnere un incendio causato da un corto circuito. Non era stato informato della tossicità dei fumi e del
materiale caduto dopo l'esplosione nell'area circostante la centrale. Pravik morì il 9 maggio 1986, 13 giorni dopo l'esplosione e così morirono gli altri vigili in azione quella mattina. (fonte –Wikipedia)

3) COME MACCHINE: La ricerca disperata di un posto di lavoro che coniughi la sussistenza con la dignità dell’individuo, questo è il tema di questa canzone. Da anni si assiste ad una progressiva “disumanizzazione” del mondo del lavoro e del mercato. Sembra si sia arrivati allo Zenit di questo processo, le uniche opzioni perseguibili sono una decisa sterzata di 180°, verso un sistema finalmente a misura d’uomo, o il collasso di tutto il nostro sistema economico.

4) NOSTRA SIGNORA DEI SOGNI CADENTI: E’ una preghiera, una richiesta d’aiuto che nasce nel momento in cui ti accorgi che tutte le porte sono chiuse, in cui capisci chiaramente che non appartieni a tutto il frastuono e la competitività che caratterizzano la vita moderna. Ospite alla voce Edward Abbiati dei Lowlands.

5) PACE E LIBERTA’: Brano ispirato alla “Primavera Araba” del 2011, ma allargato a tutti i posti dove la Libertà e la possibilità di prendere in mano la propria vita sono ancora latitanti. Ospite alla voce Daniele Tenca.

6) IO RIMANGO QUA: Fiera dichiarazione di resistenza e lotta per rimettere in piedi la propria terra. Anche se, ovviamente, le richieste di “decapitazione” dei presunti colpevoli è solo figurata, la rabbia per la constatazione dello stato pietoso in cui si trascina questo paese non può non provocare un incontenibile moto di indignazione, espressa anche con parole dure. Ospite alla chitarra “Slide” Maurizio “Gnola” Glielmo, chitarrista di Davide Van De Sfroos.

7) INVISIBILE: Il brano parla della vicenda della “S.L.O.I.” di Trento, nota anche come "La fabbrica dei veleni” o "La fabbrica degli invisibili”. Fu creata nel 1940 per produrre Piombo Tetraetile, additivo per le benzine “super”, estremamente tossico (ma dall’ingannevole odore di mandorla). Dal 1960 al 1971 ci sono 1.108 infortuni e, tra questi, 325 casi di intossicazione acuta. Quasi 600 operai finiscono alla clinica del lavoro dell'Università di Padova, altri presso il manicomio di Pergine, dove erano
relegati come alcolisti cronici e vittime di allucinazioni (come essere convinti di saper volare). Il tutto in una fabbrica che impiegava soltanto 200 operai alla volta. Bellissimo l’urlo di disperazione del sax contralto di Massimo Maltese

8) IO NON CADRO’: Il senso di disorientamento domina questa canzone, ma anche la volontà di non cadere, piuttosto di fermarsi e riflettere, ma non arrendersi.

9) OTTOBRE 1918: Brano ispirato al celebre romanzo di Erich Maria Remarque “Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale”. L’onore, ma soprattutto la volontà di sopravvivere, non tanto per se stessi, quanto per rimanere vicino ai compagni e resistere assieme. Le parole del protagonista sono quelle, appunto, dell’Ottobre 1918, quando, ormai a fine vicenda, nella mente non ci sono più i proclami e la retorica nazionalista dei primi giorni di arruolamento, ma la disillusione unita alla certezza di
appartenere ad una generazione che: “anche se sopravvisse alle granate, fu distrutta dalla guerra”.

10) NOVECENTO: Brano ispirato all’omonimo monologo teatrale di Alessandro Baricco. Questo è un’altro ritratto di “resistente”. Il protagonista, pianista di infinito talento, preferisce restare su una
nave carica di tritolo pronta ad esplodere, piuttosto che “scendere” verso un mondo che non capisce e che probabilmente non lo capirebbe.

11) SETTE PICCOLI INDIANI: Brano dal sapore irlandese che riprende lo stesso meccanismo narrativo del capolavoro “giallo” di Agata Christie “Dieci Piccoli Indiani”, dove una filastrocca regola il ritmo ed il modo degli omicidi della narrazione. Anche qui, i sette protagonisti si scontrano, ognuno, con una delle tante storture del nostro paese (le morti sul lavoro, la malasanità, la burocrazia, la corruzione etc.) soccombendo fino a che non ne rimane uno. Il retrogusto satirico del testo è sottolineato dal
canto “Italià”, con l’accento, che iperbolizza uno scenario drammatico ma grottesco allo stesso tempo. Ospite alla voce di Dario Gay.

12) LA NOSTRA PRIMAVERA: Dopo un’album duro e disilluso (ma non negativo!), sentivo la necessità di costruire un ponte ideale verso un futuro migliore. Come al solito, quando si parla di sensazioni epidermiche, la sola musica mi viene in aiuto, ed ecco una melodia ariosa, eseguita prima con la mia “Alvarez” acustica e poi con le chitarre elettriche, in un crescendo di “positività”, quasi a descrivere la vita che riprende come ogni primavera. Nella speranza che la prossima, dovesse arrivare, sia davvero la nostra.


A due anni di distanza dal debutto solista di “Tre Vie Per Un Respiro” e dopo la “parentesi” in inglese dell’Ep “Carry On”, torna Alex Cambise con il nuovo album “L’Umana Resistenza” che uscirà il prossimo 26 ottobre. Grazie ad Alex e in collaborazione con l'ufficio stampa Lunatik, Bielle offre ai suoi lettori l'album in preascolto streaming

Due anni ricchi di esperienze e di concerti hanno rafforzato in Alex la voglia di raccontare storie di quest’Italia alla quale più d’uno, ogni giorno, riserva parole di rassegnazione e sconfitta.
Dopo un viaggio dentro se stessi e dentro “l’Uomo”, è arrivato il momento di alzare gli occhi e guardarsi intorno, per non arrendersi, per prendere coscienza della situazione e cercare, ognuno nel suo “piccolo”, di cambiare veramente le cose.
Il filo rosso che unisce i brani è, come suggerito dal titolo, la descrizione di “anime esistenti”, attive o passive, volenti o nolenti, consce o meno, a partire dal soggetto singolo (il pompiere di “Canzone per Vladimir Pravik” o l’operaio di “Invisibile”) fino a grida generazionali come “Nati nei ‘70” o “Pace e Libertà”.
Anche se l’obbiettivo è per lo più centrato sul nostro paese, ci sono anche ritratti di eventi e uomini immersi in altri contesti, storici, geografici o economici.
La ricerca di un suono che fosse “senza tempo”, che quindi possa risultare in qualsiasi momento “nel tempo” e “fuori dal tempo” (perdonate il gioco di parole) è stata la sfida più grande a livello sonoro, assieme alla ricerca dell’essenzialità a livello compositivo e di arrangiamento, cercando di privilegiare temi musicali scarni, che ben si abbinano a certe soluzioni liriche ben più crude e didascaliche rispetto alla ricerca della figura retorica alla quale ci ha abituato la poetica di Cambise.
Certe scelte apparentemente “banali” sono adottate, spesso con difficoltà dall’Artista stesso, per ottenere la massima “chiarezza” lessicale, musicale e narrativa, andare dritto al bersaglio, senza cercare il “dribbling” o il “gioco di prestigio” che, forse, donerebbero maggior attrattiva formale, ma distoglierebbero dall’obbiettivo finale.
Un album duro con storie dure, dove ogni episodio viene preso dal particolare con la missione di assurgere a “universale”.
In perfetto equilibrio tra Rock, Folk, Blues e canzone d’autore, le tracce escono dalle casse ora roboanti di chitarre elettriche e batterie (l’ottimo Oscar Palma), ora sommesse ed affidate ad acustiche, fisarmonica (Riccardo Maccabruni), mandolini, ora in un convincente mix di elettrico ed acustico nella migliore tradizione Roots-Rock americana.
Un disco fatto con l’America nelle orecchie, l’Italia nell’anima e un futuro migliore nel cuore.

Alex Cambise
Nasce nel 1975 a Milano, nel 1988 inizia lo studio della chitarra da autodidatta, nel 1990 intraprende lo studio della chitarra classica con il M° Marco Taio (Alirio Diaz).
Nel 1991 fonda il gruppo Rock blues “B.K.p.D.” con i quali incide “Se non ci fanno casini in dogana…” (1997).
Nel 1996 studia chitarra Jazz con il M° Giovanni Monteforte, e suona nel gruppo di musica Jazz della civica scuola di Musica di Trezzano sul Naviglio, diretta dal M° Massimo Maltese.
Dal 1996 al 2000 insegna musica al carcere minorile “C.Beccaria” di Milano.
Nel 1999 co-produce con Walter Lupi “Il Tempo Si è Fermato”, cd di canzoni scritte e registrate con i ragazzi reclusi.
Nel 2000 fonda il progetto “Astrea” con la vocalist Jazz Lisa Petti, e con il brano “Riverberi”, di sua composizione, arriva alle finali nazionali dell’accademia della canzone di San Remo.
Nel 2003 entra a far parte dello staff di Massimo Priviero, con il quale registra “Testimone” (2003-Edel), “Dolce Resistenza” (2006-Universal), “Rock & Poems”(2007-Universal), “The Unbroken” (Millenium-2008), “Sulla Strada” (2009-Universal), “Rolling Live” (2010-Universal) co-producendo e co-arrangiando gli ultimi cinque e scrivendo il brano “Vincere” (contenuto in “Dolce resistenza”) e “Oh Jesus” (contenuto in “The Unbroken”).
Collabora con Marco Ferradini per la produzione di brani destinati alla selezione per Sanremo 2006.
Collabora con Eugenio Ban, producendo il suo disco d’esordio “Eugenio Ban” (Duck record-2006).
Lavorando al disco “Puortame a cammenà” (Duck records-2008) di Maria Nazionale, collabora con Tullio De Piscopo.
Produce il q-disc d’esordio del cantautore Icio Caravita.
Produce il singolo del cantautore Dario Gay “La Grande Sete”, (2008-AnywayMusic).
Nel 2009 arrangia, produce due brani, cantati da Massimo Priviero, che finiscono in due compilation edite dai “Dischi del Tenco”, ovvero:
“Rosa dei venti” tratto da “Bardoci”;
“Voglio un blues” tratto da “Quelle piccole cose”;
Nel 2010 esce “Tre Vie Per Un Respiro” primo album solista accolto molto bene da critica e pubblico.
Nel 2011 esce “Ognuno ha tanta storia” (Edel) terzo album del cantautore Dario Gay che contiene due canzoni scritte da Cambise, e “Human touch” (Universal) del gruppo omonimo, dove Cambise suona chitarre, bassi e partecipa alla produzione.
Collabora con Lu Colombo, suonando chitarre acustiche, elettriche e mandolino nel suo album “Molto Più Di Un Buon Motivo”.
Nel Giugno dello stesso anno esce “Carry On” un 5 tracks EP in inglese per il mercato europeo.
Nel 2012 esce il disco tributo a Woody Guthrie “Better World Coming”, inciso dal gruppo italo-inglese Lowlands, dove Cambise è ospite suonando il mandolino in vari brani, inoltre produce il disco d’esordio del cantautore Furio Suvilla, “Bambola di plastica”.
Dal 2010 Alex Cambise collabora con il sito www.guitarpub.it, recensendo dischi e tenendo la rubrica didattica “è chitarra?... arrangiamoci!”.

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