Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.


Scarica le canzoni per la pace
 














 
BiELLE INTERVISTE
 
Claudio Lolli: Il ritorno degli "Zingari felici"

Claudio Lolli, professore-cantautore capace di imprimere un segno importante sulla scena musicale nazionale, ripropone a inizio 2003, a 30 anni esatti dalla sua prima uscita, "Ho visto anche degli zingari felici".

Forse il suo disco più noto, sicuramente quello più ricco di concezioni melodiche innovative, disco che contribuì a dare una svolta alla canzone d'autore italiana, viene ora riproposto con arrangiamenti diversi e con l'accompagnamento di uno dei più interessanti giovani gruppi presenti sulla scena italiana: il Parto delle Nuvole Pesanti.

- Claudio, stai riproponendo Zingari a trent'anni esatti dalla sua uscita. Clima difficile allora, clima difficile oggi. Vedi delle attinenze tra le due situazioni "esterne"? E qual è il motivo di questa scelta?

"Sicuramente ci sono attinenze tra i due periodi, anzi, ce ne sono molte. E questa è stata proprio la molla che mi ha fatto scattare la voglia di riproporre "Zingari". La sua attualità, la sua collocazione".

- Però il modo di esprimerti musicalmente è diverso. Il cambio di atmosfera rispecchia l'aria che c'è di fuori oppure è una cosa casuale?

"No, assolutamente! E' una cosa voluta e studiata. L'atmosfera attuale è più confusa, più caciarona, più "volgare", più mista. Si sono aggiunti nuovi elementi al calderone. A volte si ha l'impressione di vivere in un film di Kusturica, di muoversi con ritmi sincopati ed allucinanti. Ed è proprio pensando ad un film di Kusturica, Underground, che mi è venuta l'idea di riproporre Zingari".

La copertina del disco originale
"Come i personaggi di quel film noi siamo rimasti per 30 anni nascosti di sotto. Era ora di uscire! E una volta fuori, abbiamo scoperto che l'aria che si respira nelle piazze d'Italia oggi, a 26 anni di distanza da quel disco, è incredibilmente simile a quella di allora, così ho deciso di riprendere la mia 'vecchia' suite in cui parlavo di piazze, lune, stragi, primi di maggio e mosche".

"La musica però – continua Claudio Lolli - adesso è diversa. Così ho cercato i ragazzi del Parto per suonarla. Loro sono dei tarantolati etno-rock, fuori sede bolognesi di origine calabrese. Hanno preso il posto che è stato del Collettivo autonomo, musicisti di Bologna e sono nate queste atmosfere slave, zingaresche, etniche, folk, discordanti, rumorose, sguaiate, energiche, liriche, dolci. Insomma, è nato questo calderone che mescola le parole di allora al vento di oggi".

- Ma viviamo solo di ricordi e di rifacimenti o c'è anche qualcosa di nuovo che bolle in pentola? Insomma, Claudio Lolli ha ancora qualcosa di nuovo da dire?

"Beh, spero proprio di sì. Sto scrivendo, e non solo canzoni, ma anche racconti e poesie.

Presto partiremo, con i ragazzi del Parto, per un tour teatrale in cui proporremo "Zingari", mentre le registrazioni del CD sono praticamente terminate. A febbraio uscirà una mia biografia, curata da Jonathan Giustini di Storie di Note, a cui sarà allegato un altro CD, documento di concerti realizzati con Paolo Capodacqua. E lì racconto e mi racconto.

E poi... continuerò a raccontare"

Intervista effettuata il 6-01-2003

   
Archivio interviste
 

HOME