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BiELLE INTERVISTE
 
Claudio Lolli: La terra, la luna e l'abbondanza

Dopo alcuni anni di silenzio, in realtà solo discografico, perché Lolli non ha mai interrotto il suo cammino di concerti-reading, escono in contemporanea una biografia del cantautore bolognese dal titolo "La terra la luna e l'abbondanza" e il rifacimento completo della suite "Ho visto anche degli zingari felici", senza dubbio il suo lavoro più famoso, completamente riarrangiato e interpretato con il Parto delle Nuvole Pesanti.

"Ho visto anche degli Zingari Felici 2003" ha una rilettura più zingaresca rispetto all'edizione originale, fatta da un gruppo giovane, di una generazione molto più giovane di quella di Lolli, che ha però sentito il lavoro come suo.

Dice Salvatore de Siena del Parto delle Nuvole Pesanti: "Solo due di noi conoscevano davvero l'opera di Lolli. Gli altri lo conoscevano praticamente solo di nome. Ma "Zingari" è stato una rivelazione, l'abbiamo sentito nostro, è diventato subito il nostro disco e Claudio è diventato la nostra voce".

La scelta poi di reinterpretare un intero album è praticamente una novità assoluta nel panorama musicale italiano.
Il Parto delle Nuvole Pesanti e Jonathan Giustini (a destra)
  "L'abbiamo fatto perché Zingari non ha tempo, o meglio va oltre il tempo. – continua DeSiena – Il suo messaggio è di estrema attualità, e allora abbiamo voluto inserirlo nel nostro tessuto musicale, che è un tessuto musicale di oggi, con tutte le sue contaminazioni". "Lo abbiamo fatto perché così com'era era forse legato ad un periodo. Introducendovi elementi diversi, più mediterranei, ma non solo, si sentono infatti ad esempio echi balcanici, abbiamo voluto renderlo di tutti".

"Nel disco originale l'esuberanza del mondo era vista attraverso un filtro dedicato all'intelligenza e l'amore – ci dice Lolli - e siccome ci è sembrato che questa esuberanza e questo amore fossero in qualche modo ritornati, abbiamo pensato di ri-raccontare questa storia di piazze, di rivoluzioni culturali, di dolori personali mediati in senso pubblico e politico e l'abbiamo risuonato".

"Loro sono stati bravissimi ad assecondare la mia idea, e ci hanno messo sangue, cuore, energia, voglia di vivere e capacità di stare al mondo.
Insomma, hanno preso il mio logo e lo hanno attaccato alla loro macchina".

Claudio Lolli e il Parto in concerto

Nel libro invece Jonathan Giustini, di Storie di Note e quindi coinvolto anche nella produzione del cd, ripercorre retrospettivamente l'avventura trentennale di Lolli, sottolineando come il cantautore racconti la storia del nostro paese, con la sua capacità di analisi lucida ed efficace, attraversando gli oscuri anni '80 e i magmatici anni '70.

Si parla poi dell'esperienza esistenziale e culturale lolliana, raccontando del suo carattere e delle sue scelte, a volte difficili, ma soprattutto sempre coerenti. Si parla della sua carriera artistica strana, di come l'artista sia stato etichettato più volte, da "un cantautore che forse si suiciderà" a "lanzichenecco del movimento" a "portavoce della rivoluzione", sempre con definizioni affrettate che l'artista stesso non riconosce come suoi.

Lolli, il Parto delle Nuvole Pesanti e Giustini alla presentazione di disco e libro alla Feltrinelli

Due capitoli sono infine dedicati alla forma di concerto-reading che Lolli pratica con Paolo Capodacqua, mettendo in scena l'imperfezione, arrivando a confessare di aver in qualche modo "disimparato" a suonare i suoi brani.

Allegato al libro c'è un Cd registrato dal vivo in un luogo non meglio identificato, semplice ed essenziale, che propone alcuni brani, anche inediti come laceleberrima "La ballata del Pinelli", proposti da Lolli nei suoi concerti-reading, per dare un assaggio "tangibile" di cosa avviene durante questi incontri.

Intervista effettuata il 16-05-2003

   
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