| di
Marco Cavalieri
Anche
lo scorso ottobre, come piacevole tradizione, mi sono recato a Sanremo
con i miei amici provenienti da tutta Italia (coi quali dal 2000
condivido feste di capodanno, vacanze e - appunto - Premi Tenco)
per seguire il Festival della Canzone d'Autore. L'affetto che oggi
ci unisce ha superato da tempo la comune passione per la musica
e la figura di Ivano Fossati, grazie alle quali ci siamo incontrati,
e succede quindi che ogni anno questa Armata Brancaleone si muova
- chi da Udine, chi da Ascoli, chi da Roma - e si ritrovi festosamente
in una piccola pensione di Sanremo per condividere emozioni, musica
e sorrisi.
Ogni anno,
alla pubblicazione del programma delle tre serate, c'è sempre
un artista in particolare, per il quale le centinaia di chilometri
di macchina si macinano un po’ più volentieri. Quest'anno
l'artista in questione era una signora della quale, per ovvi motivi
di cavalleria, non faremo il nome...
Già,
perchè è capitato che l'esibizione, molto attesa,
della Star in questione sia risultata un po’ freddina e sia
stata decisamente oscurata e surclassata da quella di un meraviglioso
duo vestito solo di un'incredibile voce (quella di Petra
Magoni) e di un contrabbasso (suonato da Ferruccio
Spinetti) che riesce a procurare più brividi di
un' orchestra.
Non è
dunque un caso che il loro lavoro "Musica nuda"
si sia classificato terzo al Tenco e che, dopo aver venduto oltre
7.000 copie in Italia (un successo enorme se pensiamo allo stato
comatoso della nostra discografia e soprattutto al fatto che questo
risultato è stato ottenuto in gran parte con la sola forza
dei loro live...) è stato appena lanciato in Francia, Belgio,
Olanda, Lussemburgo, Austria, Germania e Svizzera.
Si tratta di
un disco di cover, è vero, ma di cover come non ne avete
mai sentite.Garantito. Già la scelta dei brani la dice lunga
sulla creatività dei due: si va dai Beatles all'immortale
manifesto della disco "I will survive",
da Monteverdi a Lennon, dai Police a "Guarda che luna",
fino ad uno splendido brano firmato da Petra.
Alla vigilia
della loro data romana e all'indomani del grande successo ottenuto
in Francia in diretta radiofonica nazionale, Ferruccio Spinetti
ci è venuto a trovare a Radio Città Aperta per parlare
- con la dolcezza e la semplicità che lo caratterizzano -
di musica, strumenti, armonizzazioni e... cucina! "Il nostro
incontro artistico è avvenuto in maniera del tutto casuale.
Tra l'altro, proprio un anno fa - era il 4 febbraio - presentavamo
per la prima volta questo lavoro al Big Mama. Nell'arco di un anno
sono successe tante cose... il terzo posto al Tenco, il premio al
MEI - il Meeting delle Etichette Indipendenti che si tiene a Faenza
- e soprattutto le 7.000 copie vendute.
Questo, per
noi, è un vero record, anche alla luce della crisi che affligge
il mondo della musica. E, di queste 7.000 copie,
più di mille le abbiamo vendute ai nostri concerti; ciò
vuol dire che la carta vincente del progetto è sicuramente
il live, che è poi il territorio dove ci siamo incontrati
io e Petra. Come dicevo, ci siamo conosciuti per caso, in una sorta
di jam session nelle Marche; in quell'occasione suonammo Roxanne,
ottenendo subito un grande riscontro".
-
Curioso anche l'intreccio delle vostre esperienze professionali.
Tu, come tutti sanno, hai ottenuto grandissime soddisfazioni e numerosi
riconoscimenti con gli Avion Travel, formazione nella quale militi
dal 1990, ma non solo. Hai realizzato colonne sonore, vanti collaborazioni
con Arto Lindsay, Paolo Fresu, Rita Marcotulli, hai suonato con
Fiorella Mannoia, Samuele Bersani, Patty Pravo, hai in piedi diverse
progetti, grazie ai quali soddisfi tutti i lati della tua creatività.
Petra, a mio avviso, sfugge ad ogni definizione: va dalla musica
sacra alla dance, i mille colori della sua voce le permettono di
fare qualsiasi cosa. Per questo è ancora più curioso
ed interessante il vostro incrocio di percorsi ed esperienze...
"Si,
e curiosa è anche la formazione - contrabbasso e voce - che
raramente si trova al di fuori dell'amibto jazzistico. Ma la nostra
carta vincente - a mio avviso - sta nel fatto che, dopo aver spogliato
le canzoni del loro arrangiamento originale, non ci perdiamo in
improvvisazioni tecniche gratuite.
Quindi (questo
lo dico per chi volesse venire ai nostri concerti) non c'è
il pericolo di annoiarsi".
- È
più facile rileggere in questo modo le canzoni, o è
più difficile? In
teoria, potrebbe sembrare più semplice.
"Sicuramente
il fatto che si tratti di pezzi molto famosi, ci aiuta ad arrivare
più velocemente al pubblico. Però non posso dire se
sia più facile o più difficile dell'arrangiare, ad
esempio, una cover con gli Avion Travel. Sai, essendo talmente particolare
la formazione, ci sono pezzi (come i quindici inseriti nel disco)
che sono nati in maniera molto naturale, senza stare tre giorni
in sala prove. Quelli che non funzionano subito, che non sentiamo
nostri fin dall'inizio, li eliminiamo".
-
Vedo anche un pezzo a firma di Petra...
"Si,
Run with Me, che aveva inciso per una compilation di musica elettronica
(ride). Abbiamo spogliato anche questo, con buoni risultati. Lei,
oggi, lo preferisce sicuramente così".
-
La prima volta che ho letto la scaletta, mi son chiesto come mai
non aveste inserito "Moon over Bourbon Street" di Sting,
che nasce proprio per voce e contrabbasso...
"Ce lo
ha chiesto già più di qualcuno, in effetti. Dobbiamo
provarla, magari la inseriremo nel prossimo...".
-
Siete appena tornati da una trionfale spedizione in Francia, Paese
che già ha accolto molti grandi musicisti e attori italiani.
Vi siete esibiti in diretta per quaranta minuti in un'emittente
radiofonica nazionale che fa capo a Radio France. Come è
andata? Quali emozioni avete vissuto?
"Penso
che oggi sia indispensabile, per un artista italiano, pensare in
ottica europea e non solo nazionale. In Francia, all'indomani dell'
esibizione, abbiamo avuto la sorpresa di vedere il nostro disco
quasi esaurito. Inoltre, è di poche ore fa la notizia che
"Musica nuda" è il terzo disco più venduto
della settimana nel circuito della FNAC, alle spalle di Norah Jones.
Abbiamo suonato alla radio, ma davanti a duecento persone; una situazione
simile a quella che da noi potrebbe essere un live a Via Asiago.
La cosa che più mi ha impressionati è la risposta
che abbiamo avuto: i francesi che ascoltano un certo tipo di radio
e un certo genere di trasmissioni sono tutti potenziali acquirenti,
cosa che capita piuttosto di rado da noi. C'è sicuramente
una maggiore attenzione da parte del pubblico, nonostante anche
in Francia ci sia la crisi del disco e negli utlimi 5 anni si sia
registrato un calo del 30% delle vendite. Però, ripeto, c'è
più attenzione, anche da parte degli operatori e degli addetti
ai lavori. Lì hai la sensazione che quando fai una cosa,
questa arrivi sempre al pubblico. Anche per questo, torneremo in
Francia, a marzo, per quattro giorni".
-
Visto che ho la fortuna di avere davanti a me un grandissimo strumentista,
vorrei farti una domanda un po’ più tecnica. Cantare
senza una struttura musicale completa offre la possibilità
di leggere una melodia in vari modi. Anni fa, se ricordi, uscì
un brano di Suzanne Vega solo voce, che si chiamava "Tom's
diner"; subito ne fecero una versione in tonalità maggiore
(più dance) e una in tonalità minore (più in
stile Vega). Questo per dire come uno stesso cantato possa mutare
radicalmente aspetto grazie all'arrangiamento. Voi, con il tipo
di musica che fate, avete mai pensato di stravolgere i vostri pezzi,
di darne diverse versioni, per sfruttarne tutta la loro semplicità?
"Da un
certo punto di vista, si. Dall'altro, invece, no perchè -
come strumentista - la cosa che più mi interessa è
mantenere la semplicità dell'esecuzione.
Per farti un
esempio, della cover di Prendila Così non
cambierei neanche un accordo (e sarebbe semplice per me perchè,
essendo solo, potrei armonizzarlo in mille modi diversi). Ma, quando
suono con Petra, penso di stare sul classico pullman della gita
scolastica, dove si canta Battisti tutti in coro, con una sola chitarra.
Il concetto è proprio quello, cercare le linee più
semplici, in modo che l'ascoltatore possa riconoscere il pezzo e
- perchè no - sentirlo secondo il suo gusto".
-
Avete mai pensato al fatto che qualcuno, ascoltando il vostro disco,
potrebbe divertirsi a suonare "insieme" a voi, magari
sovrapponendo altri strumenti?
"Come
no, è già successo (ride). Un pianista di Bari ci
ha mandato un demo con una sua versione del pezzo di Petra".
-
Oltre alla già citata militanza negli Avion ed al duo con
Petra, hai dato vita ad una serie di progetti paralleli molto interessanti.
È un qualcosa che completa la tua creatività?
"Si,
assolutamente. Al centro ci sono gli Avion ma, non a caso, ognuno
di noi sei ha una serie di progetti-satellite molto validi. Poi,
inevitabilmente, riportiamo all'interno del gruppo le esperienze
che viviamo. Al di là degli Avion, il duo con Petra è
sicuramente il progetto nel quale sono più impegnato".
-
Io vorrei raccomandare ai nostri ascoltatori, oltre di venirvi a
vedere anche più volte dal vivo (perchè ogni vostro
spettacolo non è mai uguale al precedente), anche di fare
una visita ai vostri siti, petramagoni.com
e ferrucciospinetti.com.
E, a questo proposito, girando per il tuo sito, ho trovato - oltre
a preziosissime informazioni musicali da veri appassionati - anche
ricette di cucina! Come ti è venuto in mente questo accostamento?
"(ride)
Non ci crederai, ma mi hanno fatto questa domanda anche in Francia!
Semplicemente mi piace cucinare e quindi ho deciso di mettere sul
sito ricette che ho provato personalmente, ma anche quelle che mi
mandano amici e parenti".
-
Allora quando tornerete a Roma (il 24 febbraio e il 6 aprile, sempre
al The Place) ti invito all'ora di cena... Vuoi
aggiungere qualcosa Ferruccio?
"Vorrei
solo ricordare ai vostri ascoltatori che il disco costa appena dodici
euro, è stato interamente autoprodotto da noi, registrato
in un giorno e distribuito da Storie di Note".
Intervista
effettuata nel gennaio 2005
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