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Ricky
Gianco è come dire la storia della musica (leggera? rock?
d'autore? Di tutto un po') in Italia. La svolta rock di Celentano?
Lui c'era. La nascita della scuola genovese? C'era, c'era. Il beat?
Eccome se c'era? Il neo-folk cantautorale? In prima fila con Gian
Pieretti. La stagione dell'impegno? Ricky presente! E adesso, ennesima
ma non ultima pelle, agitatore culturale, impegnato tra lezioni
sul rock e l'organizzazione del Festival di Mantova per la seconda
stagione consecutiva. Proprio da questa "pelle" partiamo
con la nostra intervista.
Iniziamo
da Mantova 2005 sta per partire? Siamo ai nastri di partenza. Come
si svolgerà? Cosa si può dire per adesso?
Intanto si
può dire che “c'è la seconda edizione”,
e mi sembra già una buona notizia. Perché queste cose
partono con l'entusiasmo, però poi ci sono sempre problemi
da superare. Anche economici. L'anno scorso nessuno ci ha guadagnato,
anzi qualcuno ci ha rimesso. Secondo me avrà successo, come
ha avuto successo quello dell'anno scorso. Si spera che abbia un
minimo di ritorno anche economico, almeno per pareggiare delle situazioni
che sono rimaste in sospeso. Poi dovrebbe essere un'edizione più
articolata, perché sono previsti gli stand con l'intervento
di produttori e manager anche stranieri (una sorta di Borsa-Spettacolo
– NdR), c'è questo Hyde Park dove
di pomeriggio si esibiranno gruppi che vogliono farsi vedere su
un palco libero: ognuno ha mezz'ora-40 minuti per esibirsi. Ci saranno,
come lo scorso anno, gli artisti selezionati da
noi della Commissione, che probabilmente si esibiranno in Piazza
Castello, ma questo è ancora un po' tutto in divenire. Infine
tutte le sere è previsto uno spettacolo-clou.
Ci saranno varie situazioni in giro per la città: gli show
case giornalieri e tutto quanto altro si sta configurando. Insomma
diciamo che siamo partiti. E questa è la notizia. Il punto
è che l'anno scorso chi ci voleva già bene, ce ne
ha voluto ancora di più e chi era indifferente nei nostri
confronti comunque aveva un'indifferenza benevola, pronta e disponibile.
E in realtà sono stati fatti dei miracoli. Quest'anno è
chiaro che ci sono i fucili puntati. Per cui ci sarà molta
meno indulgenza.
Però c'è anche più tempo per prepararlo...
Mica tanto,
perché noialtri siamo dei baluba ... (ride) per cui tra incomprensioni,
impegni, adesso non sono alibi, ma in realtà avremmo potuto
cominciare già un paio di mesi fa, come molti, me incluso,
volevano. Però ci sono stati, al di là di prese di
posizione sulla base di misunderstanding, ci sono stati degli impegni
anche perché tra noi qualcuno si occupa anche di politica
... e come sai bene non è un periodo facile... non è
semplice. E meno male che c'è qualcuno che continua a occuparsene
di politica!
Quali
sono i criteri che verranno utilizzati per la selezione? Cosa deve
fare uno per sperare di essere preso?
Mah sai, l'unica cosa
che deve sperare chi partecipa è di finire nella rosa di
selezionati, perché purtroppo non ci sarà posto per
tutti. L'anno scorso anno ci è dispiaciuto dover dire tanti
no. Quest'anno c'è però la possibilità di suonare
comunque a Hyde park dove hai un palcoscenico libero. È chiaro
che poi nell'incontro serale che verrà fatto tra questi -
ripeto concorrenti ma non è la parola, partecipanti diciamo-
ci sarà un numero ristretto perché non puoi fare uno
spettacolo di tre ore tutte le sere, perché altrimenti la
gente dopo un po' non resiste più. Per cui ci sarà
inevitabilmente una selezione... Ci saranno due commissioni selezionatrici:
una più ridotta che si occuperà del jazz, della musica
sperimentale e della musica colta e una di otto persone che si occuperà
della canzone in genere, quindi canzone d'autore, pop, rock, folk
e la canzone della libertà che vuol dire tutto e niente tutto
sommato. Poi bisogna vedere di che libertà si parla...
Ma vuol dire sostanzialmente canzone sociale, impegnata,
no?
Sì, vuol dire
canzone sociale ma vuol anche dire sostanzialmente qualcosa che
sia collegata in qualche modo alla Festa della Repubblica - non
a caso il Festival viene fatto il 2 giugno - quindi festa della
Repubblica come festa della libertà che avevamo e che pian
pianino ci stanno togliendo, anche la festa della libertà
di esprimerci ... ma sono le solite cose che sappiamo, è
inutile dilungarsi: però in questo periodo, devo dire, le
cose vanno sempre peggio e quindi c'è proprio bisogno di
fare, di ricordare, di sottolineare …
Le persone che partecipano devono scegliere a quale categoria
vogliono appartenere?
La gente dovrebbe
stabilire - e ne avrà sicuramente la capacità nel
momento in cui ha preparato una propria proposta - da che parte
vuole stare: se rock, se pop, se canzone d'autore, per cui indirizzerà
il cd da farci ascoltare con la dicitura, la specifica particolare.
Poi vedremo secondo quello che arriverà se sarà il
caso di dividerci per la selezione. Io preferisco fare tutto assieme
in linea di massima, dividere secondo me è rischioso Sì,
perché si dà più uniformità nel giudizio
essendo tutti assieme e poi almeno tutti insieme si sa sempre tutto:
capisci cosa era giusto che passasse, che cosa no. Si può
compensare. Se però arrivasse materiale in eccesso, dovremmo
necessariamente separarci.
Se tu avessi partecipato... che filone avresti scelto se
fossi stato il giovane Ricky Gianco?
Ma io avrei
inviato materiale per il settore “canzone” perché
più o meno, sì vengo dal rock, ho fatto il rock e
lo faccio tuttora anche in spettacolo, però fondamentalmente
le mie sono ballate, sono canzoni cantautorali diciamo. Per cui
una via di mezzo fra il pop, il rock e la ballata ma pop inteso
come musica popolare.
E nella sezione “libertà” non ti vedresti
bene?
Beh io ho dato
eh! (Ride)... per carità sono disponibile, sono pronto ancora
dare, ma a me piacerebbe che ci fosse anche qualcun altro dietro
di noi. Basta con questo dire che bello che era allora..... perché
a parte il movimento no global...
C'è anche tutto il filone del combat folk...
Sì ma
sai, mentre una volta o stavi di qui o stavi di lì, erano
pochi quelli che guardavano in maniera neutrale capisci, adesso
cercano quasi tutti di tenere in piedi in più scarpe possibili
e non solo: non hanno tempo, perché hanno il telefonino,
la vacanza da fare, se tu pensi che la gente si fa dare i finanziamenti
per andare in vacanza!
Un
bilancio di Mantova dell'anno scorso?
Secondo me
è stato un successo in tutti i sensi. Considerando che ha
avuto un intervento televisivo molto costoso come organizzazione
e non a livelli altissimi come realizzazione. Per fortuna che c'è
stato comunque, che è stato fatto qualcosa. Purtroppo ci
si è trovati di fronte a un muro, perché dietro alla
nostra scelta c'era una presa di posizione critica nei confronti
di Tony Renis e tutto quello che comportava, c'era una presa di
posizione ideologica da parte nostra: che poi non è stata
così estrema perché chiunque poteva partecipare non
è che abbiamo chiuso la porta a nessuno. E siamo stati criticati
anche per questo dall'altra parte.
Però
sono arrivati al punto che il telegiornale regionale non ha mai
dato la notizia del festival di Mantova o l'ha accennata appena.
E Mantova è in Lombardia.... L'unica cosa è che c'è
stata veramente di grande aiuto, questo bisogna riconoscerlo, è
questo giornalista di Roma del Tg 3 che è venuto lì
e ha fatto un paio di servizi. Lui, la sua professionalità
e la sua capacità di capire - al di là che fosse probabilmente,
anzi senza probabilmente, vicino a noi ideologicamente- che si trattava
di una cosa che andava seguita.
Anche
artisticamente ti ha soddisfatto la scorsa edizione del festival
di Mantova?
Abbastanza, si. Sai artisticamente
io non sono mai soddisfatto di niente, neanche di quello che faccio
io, per cui.....
Però dava un'idea del panorama...
Abbiamo dato uno spazio
a un sacco di persone e ti dirò che qualcuno ha già
chiamato dicendo che se vogliamo è disponibile a tornare.
È questa una cosa positiva, perché vuol dire che chi
che è venuto vuol tornare. Poi il sistema di partecipazione
è semplice: non devi portare delle cose inedite e queste
menate qua, non hai gare che ti umiliano, che ti emarginano, che
ti offendono... che sono tutte cose che alla fine ci potrebbero
pure stare però magari quando ti eliminano ti girano le balle
ecco. Specialmente se parliamo di professionisti
L'anno
scorso c'è stato però un paio di premi o di riconoscimenti
comunque...
Ci sono stati 4 -5 premi
ma è stato tutto molto artigianale
E ci
sarà ancora qualcosa del genere?
Sì quest'anno
ci sarà anche una giuria composta in maniera più solida,
diciamo. L'anno scorso abbiamo fatto tutto in tre mesi neanche.
Perché abbiamo cominciato a parlarne seriamente a metà
gennaio e il festival era nei primi giorni di marzo. Quindi il risultato
ottenuto stato clamoroso. Io fino all'ultimo non è che non
ci credessi che venisse fatto. Ci credevo, ma non credevo che sarebbe
venuto bene così, perché è stato un piccolo
miracolo. Nella ripresa televisiva Velia Mantegazza si è
ritrovata la prima sera a fare la regia di questa televisione senza
sapere neanche bene che cosa sarebbe successo. Con i soliti problemi
che..... in Italia ci sono dei problemi organizzativi anche quando
le cose si organizzano bene e con buon anticipo pensa un po' come
funziona quando non hai avuto il tempo materiale di fare. Per cui
devo dire che hanno fatto tutti quanti miracoli. E tutti quanti
si sono dati da fare. Poi sai, nel momento in cui tu decidi e accetti
di fare una cosa senza nessun tipo di rientro pecuniario, ma lo
fai perché è bella l'idea, perché è
bella la compagnia, perché ci credi, a quel punto diventa
secondo me quasi più forte la tua presenza, quasi più
forte la tua motivazione, quasi più forte che se tu venissi
pagato tanto. Perché sei pagato normalmente o poco non te
ne frega niente. Non vedi l'ora che finisca. Non vedi l'ora di poter
dire “finalmente stacco”. Se sei pagato tantissimo,
allora per forza, perché tutti muovono la coda per avere
la carota più grossa quindi... allora va bene. Però
avresti sempre comunque l'alibi, avresti il collegamento “tanto
fai-tanto guadagni”. Invece qui ... è una cosa spontanea,
una cosa che uno fa perché ci crede, tant'è vero che
- accennavo prima alle incomprensioni - abbiamo trovato degli ostacoli
a ripartire, perché ognuno difendeva le sue idee. Alla fine
tu dici “ma chissà perché”, “ma
chi me lo fa fare” ( ride ). Tanto si va avanti lo stesso.
(Ride) A un certo punto ho anche detto: “guardate che non
stiamo facendo la lotta per il pacco azionario più grande
della Coca cola”. E credo che questo sia proprio dovuto alla
voglia di fare e all'amore per quella cosa che si chiama Festival
della Musica di Mantova.
Intervista
effettuata il 27 gennaio 2005
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