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Le BiELLE INTERVISTE
Ricky Gianco e Mantova: si ritorna sul luogo del delitto
di Giorgio Maimone


Ricky Gianco è come dire la storia della musica (leggera? rock? d'autore? Di tutto un po') in Italia. La svolta rock di Celentano? Lui c'era. La nascita della scuola genovese? C'era, c'era. Il beat? Eccome se c'era? Il neo-folk cantautorale? In prima fila con Gian Pieretti. La stagione dell'impegno? Ricky presente! E adesso, ennesima ma non ultima pelle, agitatore culturale, impegnato tra lezioni sul rock e l'organizzazione del Festival di Mantova per la seconda stagione consecutiva. Proprio da questa "pelle" partiamo con la nostra intervista.

Iniziamo da Mantova 2005 sta per partire? Siamo ai nastri di partenza. Come si svolgerà? Cosa si può dire per adesso?

Intanto si può dire che “c'è la seconda edizione”, e mi sembra già una buona notizia. Perché queste cose partono con l'entusiasmo, però poi ci sono sempre problemi da superare. Anche economici. L'anno scorso nessuno ci ha guadagnato, anzi qualcuno ci ha rimesso. Secondo me avrà successo, come ha avuto successo quello dell'anno scorso. Si spera che abbia un minimo di ritorno anche economico, almeno per pareggiare delle situazioni che sono rimaste in sospeso. Poi dovrebbe essere un'edizione più articolata, perché sono previsti gli stand con l'intervento di produttori e manager anche stranieri (una sorta di Borsa-Spettacolo – NdR), c'è questo Hyde Park dove di pomeriggio si esibiranno gruppi che vogliono farsi vedere su un palco libero: ognuno ha mezz'ora-40 minuti per esibirsi. Ci saranno, come lo scorso anno, gli artisti selezionati da noi della Commissione, che probabilmente si esibiranno in Piazza Castello, ma questo è ancora un po' tutto in divenire. Infine tutte le sere è previsto uno spettacolo-clou. Ci saranno varie situazioni in giro per la città: gli show case giornalieri e tutto quanto altro si sta configurando. Insomma diciamo che siamo partiti. E questa è la notizia. Il punto è che l'anno scorso chi ci voleva già bene, ce ne ha voluto ancora di più e chi era indifferente nei nostri confronti comunque aveva un'indifferenza benevola, pronta e disponibile. E in realtà sono stati fatti dei miracoli. Quest'anno è chiaro che ci sono i fucili puntati. Per cui ci sarà molta meno indulgenza.

Però c'è anche più tempo per prepararlo...

Mica tanto, perché noialtri siamo dei baluba ... (ride) per cui tra incomprensioni, impegni, adesso non sono alibi, ma in realtà avremmo potuto cominciare già un paio di mesi fa, come molti, me incluso, volevano. Però ci sono stati, al di là di prese di posizione sulla base di misunderstanding, ci sono stati degli impegni anche perché tra noi qualcuno si occupa anche di politica ... e come sai bene non è un periodo facile... non è semplice. E meno male che c'è qualcuno che continua a occuparsene di politica!

Quali sono i criteri che verranno utilizzati per la selezione? Cosa deve fare uno per sperare di essere preso?

Mah sai, l'unica cosa che deve sperare chi partecipa è di finire nella rosa di selezionati, perché purtroppo non ci sarà posto per tutti. L'anno scorso anno ci è dispiaciuto dover dire tanti no. Quest'anno c'è però la possibilità di suonare comunque a Hyde park dove hai un palcoscenico libero. È chiaro che poi nell'incontro serale che verrà fatto tra questi - ripeto concorrenti ma non è la parola, partecipanti diciamo- ci sarà un numero ristretto perché non puoi fare uno spettacolo di tre ore tutte le sere, perché altrimenti la gente dopo un po' non resiste più. Per cui ci sarà inevitabilmente una selezione... Ci saranno due commissioni selezionatrici: una più ridotta che si occuperà del jazz, della musica sperimentale e della musica colta e una di otto persone che si occuperà della canzone in genere, quindi canzone d'autore, pop, rock, folk e la canzone della libertà che vuol dire tutto e niente tutto sommato. Poi bisogna vedere di che libertà si parla...

Ma vuol dire sostanzialmente canzone sociale, impegnata, no?

Sì, vuol dire canzone sociale ma vuol anche dire sostanzialmente qualcosa che sia collegata in qualche modo alla Festa della Repubblica - non a caso il Festival viene fatto il 2 giugno - quindi festa della Repubblica come festa della libertà che avevamo e che pian pianino ci stanno togliendo, anche la festa della libertà di esprimerci ... ma sono le solite cose che sappiamo, è inutile dilungarsi: però in questo periodo, devo dire, le cose vanno sempre peggio e quindi c'è proprio bisogno di fare, di ricordare, di sottolineare …

Le persone che partecipano devono scegliere a quale categoria vogliono appartenere?

La gente dovrebbe stabilire - e ne avrà sicuramente la capacità nel momento in cui ha preparato una propria proposta - da che parte vuole stare: se rock, se pop, se canzone d'autore, per cui indirizzerà il cd da farci ascoltare con la dicitura, la specifica particolare. Poi vedremo secondo quello che arriverà se sarà il caso di dividerci per la selezione. Io preferisco fare tutto assieme in linea di massima, dividere secondo me è rischioso Sì, perché si dà più uniformità nel giudizio essendo tutti assieme e poi almeno tutti insieme si sa sempre tutto: capisci cosa era giusto che passasse, che cosa no. Si può compensare. Se però arrivasse materiale in eccesso, dovremmo necessariamente separarci.

Se tu avessi partecipato... che filone avresti scelto se fossi stato il giovane Ricky Gianco?

Ma io avrei inviato materiale per il settore “canzone” perché più o meno, sì vengo dal rock, ho fatto il rock e lo faccio tuttora anche in spettacolo, però fondamentalmente le mie sono ballate, sono canzoni cantautorali diciamo. Per cui una via di mezzo fra il pop, il rock e la ballata ma pop inteso come musica popolare.

E nella sezione “libertà” non ti vedresti bene?

Beh io ho dato eh! (Ride)... per carità sono disponibile, sono pronto ancora dare, ma a me piacerebbe che ci fosse anche qualcun altro dietro di noi. Basta con questo dire che bello che era allora..... perché a parte il movimento no global...

C'è anche tutto il filone del combat folk...

Sì ma sai, mentre una volta o stavi di qui o stavi di lì, erano pochi quelli che guardavano in maniera neutrale capisci, adesso cercano quasi tutti di tenere in piedi in più scarpe possibili e non solo: non hanno tempo, perché hanno il telefonino, la vacanza da fare, se tu pensi che la gente si fa dare i finanziamenti per andare in vacanza!

Un bilancio di Mantova dell'anno scorso?

Secondo me è stato un successo in tutti i sensi. Considerando che ha avuto un intervento televisivo molto costoso come organizzazione e non a livelli altissimi come realizzazione. Per fortuna che c'è stato comunque, che è stato fatto qualcosa. Purtroppo ci si è trovati di fronte a un muro, perché dietro alla nostra scelta c'era una presa di posizione critica nei confronti di Tony Renis e tutto quello che comportava, c'era una presa di posizione ideologica da parte nostra: che poi non è stata così estrema perché chiunque poteva partecipare non è che abbiamo chiuso la porta a nessuno. E siamo stati criticati anche per questo dall'altra parte.

Però sono arrivati al punto che il telegiornale regionale non ha mai dato la notizia del festival di Mantova o l'ha accennata appena. E Mantova è in Lombardia.... L'unica cosa è che c'è stata veramente di grande aiuto, questo bisogna riconoscerlo, è questo giornalista di Roma del Tg 3 che è venuto lì e ha fatto un paio di servizi. Lui, la sua professionalità e la sua capacità di capire - al di là che fosse probabilmente, anzi senza probabilmente, vicino a noi ideologicamente- che si trattava di una cosa che andava seguita.

Anche artisticamente ti ha soddisfatto la scorsa edizione del festival di Mantova?

Abbastanza, si. Sai artisticamente io non sono mai soddisfatto di niente, neanche di quello che faccio io, per cui.....

Però dava un'idea del panorama...

Abbiamo dato uno spazio a un sacco di persone e ti dirò che qualcuno ha già chiamato dicendo che se vogliamo è disponibile a tornare. È questa una cosa positiva, perché vuol dire che chi che è venuto vuol tornare. Poi il sistema di partecipazione è semplice: non devi portare delle cose inedite e queste menate qua, non hai gare che ti umiliano, che ti emarginano, che ti offendono... che sono tutte cose che alla fine ci potrebbero pure stare però magari quando ti eliminano ti girano le balle ecco. Specialmente se parliamo di professionisti

L'anno scorso c'è stato però un paio di premi o di riconoscimenti comunque...

Ci sono stati 4 -5 premi ma è stato tutto molto artigianale

E ci sarà ancora qualcosa del genere?

Sì quest'anno ci sarà anche una giuria composta in maniera più solida, diciamo. L'anno scorso abbiamo fatto tutto in tre mesi neanche. Perché abbiamo cominciato a parlarne seriamente a metà gennaio e il festival era nei primi giorni di marzo. Quindi il risultato ottenuto stato clamoroso. Io fino all'ultimo non è che non ci credessi che venisse fatto. Ci credevo, ma non credevo che sarebbe venuto bene così, perché è stato un piccolo miracolo. Nella ripresa televisiva Velia Mantegazza si è ritrovata la prima sera a fare la regia di questa televisione senza sapere neanche bene che cosa sarebbe successo. Con i soliti problemi che..... in Italia ci sono dei problemi organizzativi anche quando le cose si organizzano bene e con buon anticipo pensa un po' come funziona quando non hai avuto il tempo materiale di fare. Per cui devo dire che hanno fatto tutti quanti miracoli. E tutti quanti si sono dati da fare. Poi sai, nel momento in cui tu decidi e accetti di fare una cosa senza nessun tipo di rientro pecuniario, ma lo fai perché è bella l'idea, perché è bella la compagnia, perché ci credi, a quel punto diventa secondo me quasi più forte la tua presenza, quasi più forte la tua motivazione, quasi più forte che se tu venissi pagato tanto. Perché sei pagato normalmente o poco non te ne frega niente. Non vedi l'ora che finisca. Non vedi l'ora di poter dire “finalmente stacco”. Se sei pagato tantissimo, allora per forza, perché tutti muovono la coda per avere la carota più grossa quindi... allora va bene. Però avresti sempre comunque l'alibi, avresti il collegamento “tanto fai-tanto guadagni”. Invece qui ... è una cosa spontanea, una cosa che uno fa perché ci crede, tant'è vero che - accennavo prima alle incomprensioni - abbiamo trovato degli ostacoli a ripartire, perché ognuno difendeva le sue idee. Alla fine tu dici “ma chissà perché”, “ma chi me lo fa fare” ( ride ). Tanto si va avanti lo stesso. (Ride) A un certo punto ho anche detto: “guardate che non stiamo facendo la lotta per il pacco azionario più grande della Coca cola”. E credo che questo sia proprio dovuto alla voglia di fare e all'amore per quella cosa che si chiama Festival della Musica di Mantova.

Intervista effettuata il 27 gennaio 2005

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