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INTERVISTE |
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Shel Shapiro: "Recanati Forever", la cultura della gente di Giorgio Maimone |
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Recanati Forever è nel secondo anno ed nasce come spazio dove uno tendenzialmente vede gratuitamente cose che normalmente pagherebbe per vedere E già questo è buono Sì concettualmente è musica per il popolo, a disposizione del popolo. Il vecchio concetto socialista. Difatti però in questo momento in cui si fa strada il concetto che la musica è di fatto gratuita … è l’unica cosa che non mi piace. Se scarichi la musica da internet è gratis, se l’ascolti alla radio è gratis, se fai le copie dei cd è gratis. Non vorrei che fosse confuso con questa spregiudicatezza nell’utilizzare la musica gratuitamente. Mi piacerebbe che chi viene a Recanati Forever, nella settimana successiva, andasse a comprare un cd di qualcuno. Così almeno il ciclo sarebbe completo. Certo E chi proponete, che nomi offrite alla piazza? Quest’anno c’è Raf, i Nomadi c’è Pfm e le Vibrazioni. Che poi è il confronto tra i figli e i padri insomma. E l’ultima sera c’è Articolo 31. Anche se io personalmente non andrei a sentire gli Articolo 31. Però non lo dico in sento critico. Non fa parte del mio target di musica. Se invece ce li ho sotto casa o a tre km da casa, in una piazza piacevole, dove la gente è piacevole, dove andarli a vedere può fare parte di una serata piacevole, allora perché no? C’è cultura dovunque in quella città e c’è Leopardi che guarda tutti dal suo piedistallo. Ma si può anche fare altro e allora vado a sentirli e scopro dei lati di Articolo 31 che non conoscevo: e quindi in questo senso questi incontri diventano trasversali come tipo di informazione. Come un ragazzino che andrà a sentire le Vibrazioni forse non ha mai sentito Pfm. O chi va a vedere Pfm non ha mai sentito le Vibrazioni, Diventa quindi un incrocio di informazioni, è un melting pot di informazioni. Forse. Sarebbe bello che fosse così. Ma dove si
svolgono i concerti? All’aperto? All’aperto nella piazza. Piazza Leopardi. Ogni giovedì. L’anno scorso abbiamo fatto Alexia, Mango, io e Vandelli e De Gregori. E anche l’anno scorso era tua la direzione artistica? Sì, il sindaco di Recanati, Fabio Corvatta, che poi non è neanche di centro-sinistra, è solo un uomo intelligente ed è un uomo che pensa davvero alla sua città a prescindere dagli schieramenti. Siamo diventati amici negli ultimi tre quattro anni e lo scorso anno il sindaco mi fa : “Shel, perché non provi a fare questa cosa qui?” Recanati è una città che subisce la cultura. Uno dice: “Cazzo Recanati! Allora bisogna fare qualcosa di culturale”, capisci? Leopardi, Gigli, la fondazione mondiale della poesia. Un’oppressione! Quello che non bisognava fare era prendere la Cultura con la C maiuscola e ficcarla in gola alla gente. Ce ne sono già di manifestazioni così. Musica e cultura fa quell’operazione con grande dignità. Loro fanno queste contaminazioni che sono molto belle e lo fanno molto bene e da molti anni ed hanno messo in campo gente di valore nel loro campo. Il mio programma deve fare la stessa cosa: mettere in campo gente di valore nel proprio campo. Musica rap o rock o pop n on importa: deve essere musica di valore. L’anno scorso quando la gente ha visto Mango che non è uno che si esibisce molto in giro è rimasta incantata. Ma anche Alexia, anche Vandelli e Shapiro. Perché era un concerto unico. Come lo è quest’anno Vibrazioni e Pfm, insomma. L’anno scorso in quattro concerti abbiamo messo più di 50 mila persone sulla piazza. Quest’anno: Raf, secondo me è un altro di quei musicisti-cantanti, però è musicista prima che cantante,. Sono anni che scrive belle canzoni. Di successo. E quando non sono di successo sono comunque belle,. Non lo vedi in giro, quindi mi piace molto che ci sia lui su questa piazza. E non ci conosciamo, non ci conosciamo affatto, però trovo che lui sia assolutamente un punto positivo totale per la musica leggera italiana. I Nomadi anche. I Nomadi è più quello che rappresentano che non quello che sono. E’ la storia che si rappresenta su un palcoscenico E siccome la gente vuole la storia vanno benissimo. Per me i Nomadi restano legati ad Augusto, insomma, però sono felice che li abbiamo quest’anno. Loro si rivolgono a un pubblico che va dai 15 ai 50 anni. E’ la proposta in assoluto più nazionalpopolare se vogliamo dire così, però è un popolare di coerenza che hanno difeso istanze sociali negli anni, nei decenni, coerentemente. Quindi secondo me meritano senz’altro quella piazza. Poi c’è PFM e qui non c’è bisogno di dire niente,. E’ un gruppo di grandi musicisti. Vibrazioni infine, perché di tutti i gruppi pop giovani che ci sono, mi sembrano quelli che hanno già un carattere molto preciso, un linguaggio che i ragazzi riconoscono, senza dover dire parolacce o troiate ogni due secondi., Mi sembrano oggi quello che potevano essere i Rokes di allora. O l’Equipe di allora, Forse più i Rokes. Poi Articolo 31 che fanno parte di questa corrente alternativo, no-global che sono molti anni che vanno avanti, senza dire stronzate, perché non dicono stronzate. Non è in mio gusto, ma non dicono stronzate. E sono molto felice che avremo finalmente un pubblico che va dai 15 ai 25 anni, ma con in mezzo magari qualcuno di 50 che dirà: “Guarda questi qui, simpatico, carino, divertente”. Ringiovanire un po’ tutta questa cultura. Sì, la cultura è importante, ma cultura è anche il divertimento di 15 mila persone in piazza. Quella è cultura. Non è perché è musica classica che è cultura. Che poi è la vecchia dialettica che c’era quando è nato Bob Dylan. Quest’anno tu non ti sei ritagliato un tuo spazio artistico. L’anno scorso invece eri in coppia con Maurizio Vandelli, due leggende del beat italiano. Come è andata?
Quindi Recanati è un tentativo di intercambiare dei ruoli, di far sì che uno della nostra età veda le Vibrazioni e dica: “Però, sono bravini”. Perché sennò c’è la tendenza a chiudersi, che si dica “ah la nostra musica era più bella!”. E non è vero perché c’è della gente bravissima in giro oggi. Quelli che vogliono solo musica degli anni ’60 oggi sono anche masochisti, perché c’era in giro della buona musica allora, ma c’erano anche delle cose terribili. Anche con Francesco De Gregori abbiamo bloccato la città. E’ una piazza colta comunque, sai Recanati. Hanno visto tutto e di tutto a livello artistico, quindi è una piazza non facile, ma assolutamente disponibile ad ascoltare e se tu meriti la loro attenzione vinci. Il titolo
Recanati Forever promette una rassegna che durerà negli anni … Il titolo Recanati Forever è venuto in mente a me e ad Emanuela Guzzini che ha ideato in qualche modo questa iniziativa. Recanati Forever mi sembrava un modo di smitizzare la cupola di cultura che Recanati si porta addosso. Oh ragazzi siamo nel 2004, sappiamo che abbiamo Leopardi, sappiamo che abbiamo Gigli, però Recanati va avanti e va avanti con il mondo, senza minimante scordare le sue radici e gli illustri personaggi che ci hanno vissuto. Franco Foschi , capo del centro mondiale della poesia, peraltro ha dato tutti gli appoggi possibili a questa iniziativa, comprendendo lo spirito e la necessità. La stessa gente di Recanati è molto visionaria in questo senso. Sono gli altri da fuori che tendono a fare arretrare Recanati. Li ho trovati giovanili di pensiero. Anche il sindaco che mi dice: “Senti inventiamo qualcosa dove la gente viene per strada e sta bene” è già una cosa bellissima questa. Ma con poche cose, perché non dobbiamo fare niente di eccezionale. Ok giovedì sera ci vediamo lì, Gianni De Berardinis chiacchiera per 5 minuti con gli artisti e poi si parte con la musica. Abbiamo i nostri sponsor locali che forse l’anno prossimo diventeranno nazionali. E poi si fanno due ore e mezzo di musica, con tutti i bar e i negozi aperti. E’ una cosa molto bella; poi la città partecipa. E’ come una festa paesana ma con tutte le caratteristiche di un avvenimento assolutamente nazionale. E già pensate di andare avanti?
Intervista effettuata il 29-06-2004 |
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