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BiELLE INTERVISTE
 
Luca Nesti: "Moon tale festival", il festival della Luna
di Giorgio Maimone

Il mese di luglio, come fosse un metronomo pronto a scattare, scatena la breve stagione stiva dei festival di musica. Sono tanti: una pletora. Dal Nord, al Centro al Sud Italia. E ognuno di loro propone e si articola secondo schemi orginali. Da poco tempo a questa parte tuttavia iniziano a organizzarsi e un embrione di questa organizzazione trasversale inizia a scorgersi nei legami personali che si stringono tra i diversi festival e anche nella circuitazione di alcune esperienze comuni. Così Luca Nesti si occupa di “Moon Tale Festival” e di “Una Casa per Rino” e partecipa anche a Pistoia Blues e Asti. Massimo Cotto segue principalmente Asti Festival, ma si occupa anche di Moon Tale. Shel Shapiro segue “Recanati Forever”, ma tiene gli occhi aperti su quanto gli accade attorno. Quelle che seguiranno sono una serie di interviste con gli organizzatori della varie rassegne per cercare di saperne di più e informare meglio sugli scopi.

Con Luca Nesti, cantautore e direttore artistico del Festival di Montale vicino a Pistoia parliamo di “Moon Tale Festival”, ottava edizione, che si svolgerà dal 1 all’11 luglio. Racconta un po’ come si svolge

Al di là del gioco di parole si svolge in una scenario naturale bellissimo. In un parco naturale, un anfiteatro in questo piccolo comune che fa otto mila abitanti e ne mette diecimila ogni sera nel parco per 10 giorni.

E’ un festival anomalo, anticommercializzazione, non presenta sponsor particolari, l’ingresso è gratuito è completamente finanziato da questa piccola amministrazione che crede in questo progetto che è in forte crescita. E’ un cammino verso la musica d’autore anno dopo anno.

Montale dov’è esattamente?

In provincia di Pistoia, nella campagna pistoiese, a pochi metri da dove si svolge il Pistoia Blues che è il festival madre della provincia di Pistoia.

E lo organizzate tu e Massimo Cotto? Sin dalla prima edizione

No, Massimo Cotto è arrivato quest’anno.

Quindi sei partito da solo …

Sono partito da solo e contro tutti (ride)

Da solo, in un piccolo posto poco conosciuto, festival non commerciale … però diecimila persone non sono poche!

C’è stata una forte crescita dal primo anno grazie anche a questo ambiente naturale che è bellissimo, una specie di anfiteatro dove il palco viene montato ai piedi di una salita quindi ti puoi immaginare l’atmosfera. Gli artisti infatti ci stanno dando fortemente una mano, perché ti puoi immaginare il budget che può avere un comune di 8000 abitanti! Grazie al posto, al tipo di atmosfera … gli agriturismo che ospitano, si crea un clima particolare che con il passare degli anni è corsa la voce e quindi c’è un approvazione generale. Grazie, soprattutto, lo ripeto, all’ambiente. Agriturismo, trekking, cavalli, Una vera vacanza.

Tu sei anche cantautore. Sfortunatamente non ti conosco. Che tipo di musica fai?

Io ho iniziato come autore di colonne sonore come “Mediterraneo”, “Ragazzi fuori”, tutto quello che era la musica per film. Appassionato di poesia del ‘900 ho poi iniziato a scrivere anche testi per me e per altri come Anna Oxa, Mina, Masini, tutta quella che era un po’ la scuola fiorentina dell’epoca. Finché, una volta scaduto il contratto, – te la dico papale papale - ho cominciato a fare cose diverse. Ho fatto un primo album nel 2001che si chiamava “L’artigiano” e questo la dice lunga su come intendevo io lo stato dell’arte attuale. E’ andato piuttosto bene: è uscito per la Sony Music, è uscito nel circuito non commerciale, quindi senza i classici passaggi radiofonici dei network. Il primo anno abbiamo fatto 160 micro-concerti . E’ uno dei classici dischi che si è venduto più nei concerti che nei negozi. E’ il contrario della filosofia a cui ero appartenuto fino ad allora, visto che le persone per cui ho scritto facevano parte proprio del marketing commerciale più spudorato (ride)


Invece questo è di impronta più cantautorale.

Di sicuro. Il primo disco è stato registrato in giro con un furgone, il secondo disco è una presa diretta di sale prove, molto curata, ma in cui abbiamo cercato di catturare proprio la migliore esecuzione del giorno in base allo stato d’animo che avevamo verso la canzone, il testo che cantavamo. Abbiamo cercato di riportare indietro la musica, all’entusiasmo delle origini, sperando di essere un pelino avanti rispetto al mercato.

E il secondo disco si chiama….?

“Ho cambiato idea”. Che già la dice lunga fin dal titolo … Esce a settembre. Il disco è completamente registrato, dobbiamo mixarlo nel mese di agosto appena finiti i festival. Devi sapere che io faccio la direzione artistica anche di “Una casa per Rino”, il festival di Crotone in memoria di Rino Gaetano, sono consulente artistico del Pistoia Blues, quindi tra concerti e festival …

Sei un professionista del Festival …

E’ stato un modo come un altro per allontanarmi dalla commercializzazione più pura. Tutti dobbiamo vivere e abbiamo il mutuo da pagare (ride). Questo è un sistema per poter scegliere quello che fare finché possibile.

Vedo che nel “Moon tale festival” ci sono anche momenti teatrali …

Beh, guarda, la volontà di Montale è innanzitutto cercare di valorizzare le forze del Comune, quindi il teatro, la musica emergente. Avevamo questa volontà di mischiarla con i grandi artisti. Quindi ci sono presentazione di libri, teatro, e tutto insieme in un unico posto. L’agriturismo è fondamentale per noi perché ci sono, specie la sera, delle specie di session tra i grandi artisti e gli artisti emergenti o sconosciuti dal posto. Una sorta di dopofestival che spesso è il momento più emozionante della giornata, non ti nego (ride). Sono un toscanaccio io, le devo dire le cose come stanno.

Il Moon Tale Contest è il momento in cui vengono selezionati i cantautori locali?

No, da tutta Italia. Questo per confrontare appunto la musica locale con quella del resto d’Italia. E’ una forma di crescita che aiuta la conoscenza di questi gruppi. Vengono selezionati attraverso un sito Internet che è camionrecords.com che è un blog in realtà dove si selezionano mp3 e tramite la spedizione dei cd all’associazione Artigiano. La cosa bella di questo contest è stata che in questi anni siamo riusciti a dargli un seguito. Tu sai benissimo che i contest spesso muoiono dove nascono, cioè all’interno di un festival. E noi abbiamo cercato di fare accordi con altri festival e creare un microcircuito, un microtour alla fine del festival che va da Una casa per Rino a Neapolis a Pistoia blues ad Asti Musica e tutto il circuito del Mei, il meeting delle etichette indipendenti che quest’anno fa anche questo microtour del Mei Fest portandolo in giro. Quindi si cerca di fargli fare incontri con le etichette indipendenti. Si cerca di dare uno sfogo a quello che è il contest che spesso, detto tra me e te, (e io ne ho fatti tanti in passato) i contest sono una sorta di riempitivo del festival. Ed è brutto prendere in giro questi ragazzi. Lì anche l’aiuto di Massimo Cotto non è tanto un pro-forma. Dà un forte aiuto al Contest più che al Festival Stesso al di là del fatto di essere lì presente e di portare la Bandabardò a presentare il libro e altre presentazione di libri che per noi sono fondamentali. Quest’anno abbiamo la fortuna che il Comune ha comprato un castello medievale e una parte del Festival si svolgerà entro le mura del castello. Aumenta l’atmosfera e l’importanza della manifestazione, come il concerto acustico di Pacifico, il mio micro concerto acustico, e la presentazione dei libri. La volontà è di s-commercializzare un po’ la musica, sperando che la musica riprenda importanza, l’importanza che è stata negata forse più dalle cover band che dai masterizzatori e da certi sponsor.

Due nomi non conosco nella lista degli ospiti: Pompilio Turturo e Chiara Buratti

Pompilio Turturo è l’autore degli ultimi brani dei Nomadi è di Crotone e noi l’abbiamo conosciuto a “Una casa per Rino” è nata lì l’idea di fare una sorta di “ragazzi alla pari” di scambiarsi le entità locali. Pompilio ha già una microstoria per suo conto, essendo l’autore dei Nomadi, però non è conosciuto come artista. Noi l’abbiamo conosciuto e devo dire che è un grande artista e già collabora con La Casa del Vento e altre situazioni che stanno crescendo in Italia. Comunque è l’esempio di questa volontà di scambiarsi gli artisti locali.

Chiara Buratti è un’attrice che sta emergendo. Ha fatto una partecipazione a un film di Pupi Avati, in teatro Aggiungi un posto a tavola e sta facendo altre cose. Ed è appassionatissima di poesia del ‘900. Noi ci siamo conosciuti al festival di Giffoni dell’anno scorso e scherzando abbiamo iniziato a mischiare brani e poesie e così abbiamo iniziato a girare in teatri da 100 posti. In estate si doveva creare un’occasione, come il castello. Sta crescendo.- E’ un’artista di solo 24 anni, ma si sta facendo notare, soprattutto nel circuito romano.

C’è un tema generale per il Festival oppure no?

Il Festival il primo anno non aveva il titolo di Moon Tale, ovvero racconto della luna. E’ che abbiamo beccato un anno il ciclo della luna piena per i primi tre giorni del festival. Ed era uno spettacolo di una bellezza allucinante. La luna era rivolta verso il palco, quindi ci sono stati i dialoghi di Bennato con la luna e altri momenti di ricordare. Da lì in poi, quando organizziamo una nuova edizione del Festival cerchiamo sempre di farlo cadere in coincidenza con la luna piena. E’ il calendario lunare che influenza i concerti! Sarà anche una buscherata, ma ti assicuro che l’effetto è spettacolare.

 

Intervista effettuata il 28-06-2004

   
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