| Quante
chitarre sono state utilizzate in "Akaduulza"' Tredici? Dodici?
Otto? Fatto sta che il suono del disco è "Maledettamente chitarristico"
(in senso più che positivo. Da chitarrista ignorante adoro il suono
delle sei e dodici corde!). Chi meglio di Marco "Python" Fecchio,
il "master of guitars" di Davide Van De Sfroos, può chiarire
il problema? Lo abbiamo contattato via e-mail.
"Dunque, che sono dodici lo ha detto il tuo boss. Io non le ho contate,
ma sulla copertina del cd vedo elencate una Lakewood (mi sa che è
quella di Davide), una chitarra classica (quella di Simone Spreafico),
una chitarra elettrica Gretsch 6118 Anniversary, una acustica Maton 12
corde, una Gretsch Lap Steel, una chitarra elettroacustica Godin, una
chitarra Resofonica National Delphi Deluxe, una Fender Stratocaster "Mark
Knopfler" signature, una Fender Telecaster, una Bottleneck Guitar
(che cos'è?), una Fender Stratocaster semplice. Farebbe undici.
Nella foto di Davide se ne vedono otto. Insomma: quante erano queste chitarre?
Hai voglia di parlarne in forma di semi-intervista? (E' già iniziata!
Qui di seguito tutte le domande).
Allora, ti spiego.Innanzitutto
la storia del numero delle chitarre. Ne ho portate diverse durante la
registrazione, ma non tutte poi le ho usate.La Fender Stratocaster Mark
Knopfler Signature è stata usata per "Nona Lucia".
L'avrai vista al concerto del Piccolo, a Milano, quella rossa con il battipenna
leopardato.
Un'altra è la Fender Telecaster Custom Shop Gold Sparkle. Strumento
micidiale a cui ho montato dei pick up da leggenda: i Joe Burden, progettati
da Danny Gatton, il grande chitarrista somprannominato "The Humbler".
Questa è stata usata ne "Il corvo".
Altro strumento utiizzato la Gretsch 6118 Anniversary, nel "Il
paradiso dello scorpione"e ne "Il libro del
mago". In questo pezzo ho usato anche una Gretsch Lap Steel,
chitarra slide che si suona sdraiata sulle gambe, come illustra la foto
del libretto di copertina.
In "Caramadona", oltre alla Gretsch 6118 già
citata, ho usato una Maton 12 corde.
Inoltre Davide ha usato la mia National Delphi Deluxe, una chitarra resofonica
a torto spesso denominata Dobro ("Nona Lucia"),
e un'altra mia: la acustica Santa Cruz D Pre War ("Lo scorpione").
Inoltre altri strumenti son passati dallo studio senza essere stati usati:
una Danelectro e un Ukulele Flea, ad esempio.
Poi francamente non ricordo, c'era un bel viavai di strumenti: sembrava
di essere in un grande magazzino musicale! Ti posso dire piuttosto che
la mia pedaliera è un elemento fondamentale per la caratterizzazione
dei miei suoni.Ed è in costante "mutazione" a seconda
di cosa mi propone il mio fornitore di fiducia, Cris Music di Milano.
Infine le elettriche sono uscite da un Fender "Twin Amp", quello
leopardato che si vede anche sul libretto CD.
Ora dal vivo uso un bellissimo ampli CARR, piccolo ma con un suono veramente
ok, mentre ad alcune delle chitarre già citate aggiungo una Gibson
Firebird No Reverse Custom Shop con 3 P90 pickups e una splendida chitarra
acustica fatta da un giovane (e molto bravo) artigiano di Lentate sul
Seveso: Simone Colombo.
Infine mi accompagna da sempre (già all'epoca di Manicomi, una
Stratocaster made in Japan che ora ho profondamente customizzato
con pickups Seymour Duncan Antiquity per esser usata slide con il bottleneck
(ditale di vetro o, recentemente in ceramica).
E allora
la prima domanda (o meglio siamo già alla seconda) è quali
sono le caratteristiche delle singole chitarre e perché andavano
particolarmente bene per i brani per i quali sono state scelte.
Per quanto riguarda
le caratteristiche di ciascun strumento in rapporto ai brani, ti posso
dire che ogni strumento ha un proprio timbro che a seconda dell'umore
del brano in questione, o anche dell'umore del musicista che li usa, possono
dare suoni / timbriche molto diverse. Dipende da tanti fattori, ma diciamo
che alla fine il background e il gusto del musicista fanno sempre la differenza.
La seconda
domanda è se davvero le hai procurate tutte tu o se hai avuto la
parte attiva che dice Davide nella scelta (in questo caso ti spetta una
"bella fetta" di complimenti per come suona il disco. Insomma,
una sorta di "regia acustica".
Con
Davide si è lavorato molto liberamente. Mi ha prima illustrato
i brani in questione allo stato "primario" e mi ha lasciato
carta bianca per quanto riguarda le "coloriture". Poi abbiamo
scelto le versioni dei take migliori .A tal proposito vorrei segnalare
e ringraziare Alessandro Gioia, personaggio fondamentale per la riuscita
di questo lavoro.
Tu con Davide
avevi già suonato in "Manicomi". Quanto l'hai trovato
cambiato? Anche come chitarrista. Che tipo di chitarrista è?
Quando entrai in
studio all'epoca di Manicomi, fu la prima volta che vidi Davide. Ma l'approccio
rispetto al lavoro per quanto mi riguarda fu simile. Certo, ora che è
passato qualche anno sia lui che io abbiamo più esperienza e questo
aiuta...
Oltre a suonare
con Davide segui altri progetti tuoi personali? Chitarristici o meno?
Per quanto riguarda
il resto ho suonato con un mio trio rock blues, partecipando anche ad
un Blues Festival a Milano, supporter di Jonny Lang. Dopo anni in blues
band locali da circa un anno ho messo su insieme a Max De Bernardi i Bluesmachine,
con cui facciamo serate blues/soul elettriche (in quartetto) , e country
blues acustiche (in trio).
Hai mai partecipato a una "notte delle chitarre"? E
i tuoi miti chitarristici chi sono? Solo rock o anche altre musiche?Chitarristi
italiani validi? A tuo giudizio, ovviamente.
La notte delle chitarre
non so cosa sia ma se è quello che penso credo mi annoierebbe a
morte: non amo i chitarristi smanettoni e rompitimpani. Amo i chitarrsti
al servizio della musica e del cuore. Gente come Ry Cooder, Freddie King,
Warren Haynes, ma la lista sarebb sterminata. Infine ritengo fondamentale
per avere un approccio giusto verso la musica e lo strumento, ascoltare
anche i non chitarristi: Miles Davis e Brian Eno per me sono stati importantissimi.
Ho sempre nel cassetto l'idea di fare un disco mio...
Spero di essere stato
chiaro e di aver esaurito la tua curiosità. Mi auguro di conoscerti
di persona prossimamente, a qualche nostro concerto ovviamente.
A presto
Intervista
effettuata via e-mail il 28-03-2005
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