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BiELLE INTERVISTE
 
"Il signore delle chitarre"
Dietro "Akuaduulza": Marco Python Fecchio
di Giorgio Maimone

Foto di Cesare AccettaQuante chitarre sono state utilizzate in "Akaduulza"' Tredici? Dodici? Otto? Fatto sta che il suono del disco è "Maledettamente chitarristico" (in senso più che positivo. Da chitarrista ignorante adoro il suono delle sei e dodici corde!). Chi meglio di Marco "Python" Fecchio, il "master of guitars" di Davide Van De Sfroos, può chiarire il problema? Lo abbiamo contattato via e-mail.

"Dunque, che sono dodici lo ha detto il tuo boss. Io non le ho contate, ma sulla copertina del cd vedo elencate una Lakewood (mi sa che è quella di Davide), una chitarra classica (quella di Simone Spreafico), una chitarra elettrica Gretsch 6118 Anniversary, una acustica Maton 12 corde, una Gretsch Lap Steel, una chitarra elettroacustica Godin, una chitarra Resofonica National Delphi Deluxe, una Fender Stratocaster "Mark Knopfler" signature, una Fender Telecaster, una Bottleneck Guitar (che cos'è?), una Fender Stratocaster semplice. Farebbe undici. Nella foto di Davide se ne vedono otto. Insomma: quante erano queste chitarre? Hai voglia di parlarne in forma di semi-intervista? (E' già iniziata! Qui di seguito tutte le domande).

Allora, ti spiego.Innanzitutto la storia del numero delle chitarre. Ne ho portate diverse durante la registrazione, ma non tutte poi le ho usate.La Fender Stratocaster Mark Knopfler Signature è stata usata per "Nona Lucia". L'avrai vista al concerto del Piccolo, a Milano, quella rossa con il battipenna leopardato.
Un'altra è la Fender Telecaster Custom Shop Gold Sparkle. Strumento micidiale a cui ho montato dei pick up da leggenda: i Joe Burden, progettati da Danny Gatton, il grande chitarrista somprannominato "The Humbler". Questa è stata usata ne "Il corvo".
Altro strumento utiizzato la Gretsch 6118 Anniversary, nel "Il paradiso dello scorpione"e ne "Il libro del mago". In questo pezzo ho usato anche una Gretsch Lap Steel, chitarra slide che si suona sdraiata sulle gambe, come illustra la foto del libretto di copertina.
In "Caramadona", oltre alla Gretsch 6118 già citata, ho usato una Maton 12 corde.
Inoltre Davide ha usato la mia National Delphi Deluxe, una chitarra resofonica a torto spesso denominata Dobro ("Nona Lucia"), e un'altra mia: la acustica Santa Cruz D Pre War ("Lo scorpione").
Inoltre altri strumenti son passati dallo studio senza essere stati usati: una Danelectro e un Ukulele Flea, ad esempio.

Poi francamente non ricordo, c'era un bel viavai di strumenti: sembrava di essere in un grande magazzino musicale! Ti posso dire piuttosto che la mia pedaliera è un elemento fondamentale per la caratterizzazione dei miei suoni.Ed è in costante "mutazione" a seconda di cosa mi propone il mio fornitore di fiducia, Cris Music di Milano.

Infine le elettriche sono uscite da un Fender "Twin Amp", quello leopardato che si vede anche sul libretto CD.
Ora dal vivo uso un bellissimo ampli CARR, piccolo ma con un suono veramente ok, mentre ad alcune delle chitarre già citate aggiungo una Gibson Firebird No Reverse Custom Shop con 3 P90 pickups e una splendida chitarra acustica fatta da un giovane (e molto bravo) artigiano di Lentate sul Seveso: Simone Colombo.

Infine mi accompagna da sempre (già all'epoca di Manicomi, una Stratocaster made in Japan che ora ho profondamente customizzato con pickups Seymour Duncan Antiquity per esser usata slide con il bottleneck (ditale di vetro o, recentemente in ceramica).

E allora la prima domanda (o meglio siamo già alla seconda) è quali sono le caratteristiche delle singole chitarre e perché andavano particolarmente bene per i brani per i quali sono state scelte.

Per quanto riguarda le caratteristiche di ciascun strumento in rapporto ai brani, ti posso dire che ogni strumento ha un proprio timbro che a seconda dell'umore del brano in questione, o anche dell'umore del musicista che li usa, possono dare suoni / timbriche molto diverse. Dipende da tanti fattori, ma diciamo che alla fine il background e il gusto del musicista fanno sempre la differenza.

La seconda domanda è se davvero le hai procurate tutte tu o se hai avuto la parte attiva che dice Davide nella scelta (in questo caso ti spetta una "bella fetta" di complimenti per come suona il disco. Insomma, una sorta di "regia acustica".

Con Davide si è lavorato molto liberamente. Mi ha prima illustrato i brani in questione allo stato "primario" e mi ha lasciato carta bianca per quanto riguarda le "coloriture". Poi abbiamo scelto le versioni dei take migliori .A tal proposito vorrei segnalare e ringraziare Alessandro Gioia, personaggio fondamentale per la riuscita di questo lavoro.

Tu con Davide avevi già suonato in "Manicomi". Quanto l'hai trovato cambiato? Anche come chitarrista. Che tipo di chitarrista è?

Quando entrai in studio all'epoca di Manicomi, fu la prima volta che vidi Davide. Ma l'approccio rispetto al lavoro per quanto mi riguarda fu simile. Certo, ora che è passato qualche anno sia lui che io abbiamo più esperienza e questo aiuta...

Oltre a suonare con Davide segui altri progetti tuoi personali? Chitarristici o meno?

Per quanto riguarda il resto ho suonato con un mio trio rock blues, partecipando anche ad un Blues Festival a Milano, supporter di Jonny Lang. Dopo anni in blues band locali da circa un anno ho messo su insieme a Max De Bernardi i Bluesmachine, con cui facciamo serate blues/soul elettriche (in quartetto) , e country blues acustiche (in trio).

Hai mai partecipato a una "notte delle chitarre"? E i tuoi miti chitarristici chi sono? Solo rock o anche altre musiche?Chitarristi italiani validi? A tuo giudizio, ovviamente.

La notte delle chitarre non so cosa sia ma se è quello che penso credo mi annoierebbe a morte: non amo i chitarristi smanettoni e rompitimpani. Amo i chitarrsti al servizio della musica e del cuore. Gente come Ry Cooder, Freddie King, Warren Haynes, ma la lista sarebb sterminata. Infine ritengo fondamentale per avere un approccio giusto verso la musica e lo strumento, ascoltare anche i non chitarristi: Miles Davis e Brian Eno per me sono stati importantissimi.
Ho sempre nel cassetto l'idea di fare un disco mio...

Spero di essere stato chiaro e di aver esaurito la tua curiosità. Mi auguro di conoscerti di persona prossimamente, a qualche nostro concerto ovviamente.
A presto

Intervista effettuata via e-mail il 28-03-2005

   
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