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BiELLE INTERVISTE
Stefano De Martino, patron del "Premio Lunezia"
di Elisabetta Di Dio Russo

Il Premio Lunezia, festeggia quest'anno i 10 anni di attività. La rassegna che si terrà come sempre ad Aulla (MS), è molto speciale e mira ad evidenziare il valore "Musical-Letterario" della canzone d'autore italiana. In questi 10 anni, artisti tra i più quotati dello scenario musicale italiano, (tra cui Eugenio Finardi, Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, ) hanno ricevuto il riconoscimento del Lunezia. Una canzone è emozione. L'emozione è creata dall'incredibile intreccio di parole e musica. Il Premio Lunezia vuole enfatizzare il significato della Canzone D'Autore, ed affermare che, questa forma d'arte, non è certo minore alla Poesia. Le particolari caratteristiche di questo premio singolare hanno destato l'interesse di Pippo Baudo che quest'anno ha accettato di condurre l'ultima serata della manifestazione, quella in cui sul palco si alterneranno gli artisti della sezione big. Stefano De Martino, Patron dell'evento, è nato a La Spezia nel 1965. Musicologo e studioso dei testi delle canzoni italiane, è riuscito, con la creazione del Premio Lunezia, a polarizzare l'interesse del mondo musicale fino ad ottenere i consensi nazionali. In questa intervista, De Martino, spiega l'importanza del Premio Lunezia ed invita ad avere maggior considerazione per la musica italiana.

Quest’anno il “Premio Lunezia” festeggia i 10 anni di attività. Potrebbe tracciare un bilancio di questi 10 anni?
Il bilancio è sicuramente positivo. La manifestazione in questi 10 anni è riuscita a trovare i consensi da parte dei media e del mondo musicale. L’evento mira a tributare alle canzoni un’attenzione nuova fornendo uno spettacolo diverso. La dicitura “Il valor musicaletterario” vuole infatti consegnare alle canzoni meriti letterari specifici. Nella manifestazione la presentazione delle canzoni avviene in modo singolare: il testo della canzone viene recitato ed una melodia orchestrale ne anticipa la recita, infine viene presentato l’artista premiato. Credo che l’originalità dello spettacolo abbia catturato l’attenzione di Pippo Baudo che quest’anno presenterà la serata finale dell’evento.

Il Premio Lunezia è un appuntamento con la musica o con la cultura?
E’ un appuntamento con la musica e con la cultura. Il Premio Lunezia è un tentativo di valorizzare la canzone, di presentarla in un modo diverso cercando di afferrarne la vera forza letteraria che è poi quella che nasce dal sodalizio di musica e parole.

La canzone d’autore è ancora tenuta in grande considerazione nel nostro Paese?
Credo che il problema maggiore sia creare situazioni, palcoscenici dove chi scrive bene e lo fa con originalità, proponendo cose nuove, senza essere “scontato” nei testi e nella melodia, possa esprimersi e farsi conoscere al pubblico.
Ma partorire cose nuove e soprattutto riconoscerle, nel grande fiume di proposte e autori che negli ultimi 20 anni si è moltiplicato non è facile. Cogliere originalità, materiale interessante tra le offerte è sempre più difficile.

Cosa rappresenta una manifestazione come il Premio Lunezia per i giovani autori?
Rappresenta un’ottima opportunità, un palcoscenico dove un’etichetta discografica della Rai, “Rai Trade”, ha modo di individuare i talenti da promuovere nel panorama musicale italiano. Partecipare al Premio Lunezia per i giovani autori significa mettersi in “vetrina”e farsi conoscere.

La prima edizione del Premio Lunezia risale al 1996. Dal ’96 ad oggi cosa è cambiato nel modo di scrivere canzoni?
Direi che non ci sono stati grandi cambiamenti, e lo stile più o meno è rimasto lo stesso. Semmai è cambiata la quantità
degli artisti che chiede di partecipare. Gli autori sono sempre più numerosi e come ho detto prima il grosso problema è riuscire ad individuare le cose buone nella grande quantità di prodotti artistici che vengono proposti.

Gli artisti che si sono esibiti sul palco del Premio Lunezia sono tantissimi. Vi è un ricordo legato ad un artista o a una particolare edizione della manifestazione?
Oltre 40 artisti di indubbia fama si sono avvicendati sul palco del Lunezia, tutti per meriti relativi al valore musicale letterario dei loro album o delle loro canzoni. Il ricordo più intenso e più piacevole è legato all’edizione 2003 con Claudio Baglioni.
Personalmente ho sempre ritenuto che i testi delle canzoni di Baglioni siano stati confinati a livello adolescenziale e sottovalutati. Credo che l’opera di Baglioni meritava e meriterebbe più riconoscimento dal punto di vista letterario e poetico.

Viviamo un periodo di stasi per l’arte e soprattutto per la musica. Cosa manca al panorama musicale italiano per poter andare avanti?
E’ come chiedere “se credi in Dio”!
Vi sono cantanti e canzoni che oggi vengono poco considerati a cui è negata la giusta attenzione.
Il mio invito è quello di dedicarsi di più alla musica italiana, di ascoltarla di più, di preferirla a quella straniera, di avere più attenzione e di saperla apprezzare proprio per quel grande valore musicale e letterario che ci è sfuggito.


Il Premio Lunezia 2005 si terrà ad Aulla, in piazza Cavour il 21 e 22 luglio (Premio Lunezia Giovani Autori - nuove proposte) e in piazza Gramsci il 24 luglio (Premio Lunezia Big, serata condotta da Pippo Baudo).

Intervista effettuata il 15 aprile 2005

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