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BiELLE INTERVISTE
 
I Luf sono animali vivi
(e stanno per scendere tra noi)
di Leon Ravasi

Foto di Cesare Accetta Caro Lupacchiotto, allettato da una noiosa influenza che mi ha per giunta privato della voce, procedo per iscritto a farti le domande che ti avrei fatto a voce. Vediamolo dal lato positivo. Ci metto meno tempo a metterlo sul sito: una volta che le risposte sono pronte, è questione di una decina di minuti! Altrimenti sbobinare un’intervista ci vuole altrettanto che a farla!
Eccoci a noi.
Siamo alla vigilia del secondo disco “Bala e fa balà”, ma, se non ho capito male ci sono dei ritardi, causati da problemi discografici (distribuzione, etichette, etc). A che punto stanno esattamente le cose?

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Siccome a noi piace complicarci la vita , non facciamo un solo disco bensì due e nell’ordine “Ocio al Live” che raccoglie il meglio del 2004 e poi “Bala e fa Balà” a cui stiamo lavorando da tempo. Abbiamo ancora delle pendenze discografiche che stiamo risolvendo e questo ci stà ritardando il lavoro, purtroppo i musicisti passano anni a sognare di firmare un contratto e il resto della vita a pentirsi di averlo firmato".

Il secondo disco, come dice Caparezza, è sempre il più difficile: ora, se è vero che Canossi di dischi ne ha fatti una cinquantina sotto diverse reincarnazioni, per il gruppo è questo il secondo lavoro. Come lo avete affrontato? La formazione peraltro è parzialmente cambiata dai tempi del primo mitico e indimenticabile “Ocio ai luf”.

Lo abbiamo affrontato come sempre in maniera “naturale” divertendoci il più possibile, abbiamo cercato di “ andare di Corpo “ e non di testa . Per quanto riguarda la formazione c’è un solo cambiamento Fabio Biale ha sostituito al violino Anga Persico per il resto siamo sempre il solito Branco. Abbiamo avuto due nuove collaborazioni alle percussioni Jon Paul “JP” Asplund un amico Finlandese che si era già esibito con noi al Leocavallo, e alla batteria Sammy Radaelli nel rrano “ Shoo naschit ‘n val Camonega , Sammy è a tutti gli effetti il nono Luf sostituisce Franco alla Batteria nelle situazioni di necessità.

Ho in mano una pre-pre-release del vostro nuovo lavoro (che a me è piaciuto molto). Volevo sapere se è cambiato qualcosa nella scaletta o nella scelta dei brani: la mia copia ha 1)Amami bionda, 2) Bala e fa balà, 3) Breva e Taiwan, 4) Consuelo, 5) Cuore a sinistra (portafoglio a destra), 6) Sic sac de soc sec, 7) Le ombre degli amici, 8) Mei ros che negher, 9) Pater Noster, 10) Salatempo, 11) So nashit n val camonega, 12) Sotto il ponte del diavolo, 13) ? E’ ancora questa? Manca di sicuro il pezzo registrato coi Gang …

La scaletta è cambiata ma ovviamente per creare un po’ di suspence non la riveliamo , dirò solo che il brano dei Gang aprirà il disco che si chiuderà con la seconda parte del medesimo brano fatta da me.

Entriamo finalmente nello specifico del disco: non è stata tradita l’impostazione del primo lavoro: impostazione folk, strumenti popolari, un occhio alla propria terra e un altro, molto più rilevante, alla situazione politica. Dì, ma sarete mica dei “disperati comunisti”? Hai sentito il nostro presidente del consiglio? Portano morte e distruzione! Non vorrai farlo soffrire? :-)) Fuor dallo scherzo, la componente del discorso politico è essenziale per gustare bene i Luf, vero? A me ascoltarvi fa bene al cuore!

Cantar politico non è più di moda, ma non è più di moda neppure essere coerenti, essere onesti e tante altre cose, oggi va di moda avere “ il cuore a sinistra e il portafoglio a destra”. Noi ci ostiniamo ad essere di parte e ce ne vantiamo, il disco sarà prodotto dalla nostra associazione culturale che si chiama “ perspartitopreso”. Chiaro il concetto? Ci piace cantare quello che vediamo e dire la nostra senza fare prediche o comizi , ma dire la nostra in maniera chiara e inequivocabile. Il fatto poi che la nostra musica dia sollievo alle coronarie delle persone vive ci riempie di gioia ed orgoglio.

Tra Modena City Ramblers dell’esordio e Van De Sfroos iniziale, con in più dei tocchi assolutamente personali (i cori, l’ironia, la politica e una grande gioia di vivere – La prima mancava ai Modena e la seconda al Davide, la terza è proprio vostra. Io vi ascolto e sorrido e credo sia un grosso complimento). Ti ritrovi in queste influenze italiane o ce ne sono altre? E le influenze estere? A chi pensate di assomigliare?

L’influenza dei Modena è di rimbalzo. Li ho conosciuti nei tempi d’oro: ho organizzato un loro concerto nel 94 quando alla voce c’era ancora Albertone Morselli , e in quel periodo sapevano divertirsi, ma anche loro avevano bevuto il buon latte dei Pogues grandi maestri di tutti noi folkettari incazzosi. Le altre influenze sono di sicuro il cantautorato italiano, grazie doverosi a De Andrè , Guccini che ci ha fatto i complimenti per il disco e ci ha dato il permesso di cantare una frase dell’”avvelenata”. Per l’estero Dylan, Bruce , I Clash, i Rem, Peter Gabriel,U2 per quanto mi riguarda ma poi ognuno dei Luf ha ascoltato le cose più disparate dal folk tradizionale al metal.

Già che siamo sul tema (e visto che è una cosa che mi interessa molto) so che ti sei formato con Guccini eDe André, ma ora che musica ascolti? Negli ultimi tempi, intendo. E gli altri Luf?

In parte ho risposto nella domanda precedente ,ora cerco di stare sintonizzato su quello che succede ascolto spesso i miei alunni che e mia figlia che mi danno dei consigli così mi sono trovato ad ascoltare Avril Lavigne, gli Him, i Green Day anche se poi voglio godere devo ritornare agli u2 o ai Rem per citare due nuove uscite.Per quanto riguarda il resto del branco davvero si ascolta di tutto, Dai Tower of the Power , ai vecchi Toto, al folk tradizionale .

I Luf hanno un po’ quest’aria da Nomadi del XXI secolo: con i fan trasversali per età, pronti a seguirli ovunque e fedeli. Simili in questo anche ai Cauboi. Che rapporti intrattenete con il vostro pubblico? Mail? Giornali? Radio? Telefonici (nel senso che li contattate uno a uno) :-))?

Il rapporto con i nostri fan è strettissimo non avendo numeri a 6 zeri ci teniamo in contatto quasi personale, rispondo a tutte le mail che mi arrivano , spesso anche alle telefonate (il mio numero di cell è sul sito – vero: è così che io ho contattato Canossi la prima volta NdL – nota di Leon); fino a poco tempo fa avevamo un blog visitatissimo, siamo arrivati a 10000 contatti, poi il grande fratello ha cercato di schedarci e adesso ne stiamo creando un altro più libero. I nostri fans sono agguerriti e fedelissimi: abbiamo tre fans Club, “il piccolo Branco” “I fic fans Club” e la “ fabbrica dei Lupi”. A ottobre abbiamo fatto un concerto di fine stagione a cui abbiamo regalato a loro la medaglia di fedeltà: non se l’aspettavano , è stato bellissimo. Per quanto concerne i giornali siamo molto seguiti in provincia di Lecco dove il grande Beppe non perde un colpo a livello nazionale, fatta eccezione per il Buscadero e voi che ci avete sempre voluto bene, il nulla. Stranamente nel 2004 siamo passati sue volte su Rai 2: misteri della comunicazione. Capitolo a parte la radio , ma qui finirei per beccarmi una denuncia quindi fino a che non sarò ricco abbastanza per potermi pagare un buon avvocato preferisco sorvolare.

Torniamo alle canzoni dell’album che le abbiamo scordate per un attimo: ce n’è qualcuno che ha qualche storia particolare? Ad esempio “So nashit n val camonega” è su un’aria che mi pare di conoscere …

Abbiamo fatto la nostra prima cover: “Sweet Home Alabama” dei Lynard Skynyrd. Mi divertiva troppo sostituire l’Alabama con la Val Camonica e così è diventata “Sho nashit ‘n Val Camonega “, ovvero “sono nato in Val Camonica”.

Ci sono brani che mi piacciono moltissimo: Amami bionda (troppo divertente), Le ombre degli amici (intensa e dolente il giusto) , Cuore a sinistra e portafoglio a destra (saggia) e Mei Ros che Negher (per Carletto Giuliani). Grazie. Mi viene solo da ringraziare chi ha ancora voglia in questi anni di scrivere canti politici e di resistenza quantomeno umana. Ecco, trovo che una tua chiave sia questa grande capacità di scrivere musiche e canti che conservino l’umore delle ballate popolari (da cui poi sono derivate quelle politiche). Io credo molto nella capacità narrativa della ballata. Mi accorgo che non c’è domanda, ma sono considerazioni che volevo condividere con te.

L’uso del dialetto. C’è ancora, sempre moderato. Che senso ha per te? E’ sempre il dialetto della Val Camonica, no?

Il dialetto è importante perché mi incolla per terra , è la lingua con cui mi hanno sempre parlato mia Madre e mio Padre , il dialetto è il mio contatto più profondo con le mie radici. Non è un fatto di mera appartenenza è un fatto di cultura .C’è poi un discorso fonetico non indifferente alcune cose in italiano non “suonerebbero” mai , pensa cantare “ cinque sacchi di cicchi secchi essiccati sul solaio nel mese di settembre” è ridicolo, in dialetto diventa poesia.

Sempre per il vostro pubblico avete fatto un live, “Ocio al Live”, dove c’è una canzone che mi piace molto, ma di cui non so se hai voglia di parlare … A te la scelta.

Sei un monello! “Ocio al live” conterrà “Tre uomini e una Banda" brano nato alla fine della mia collaborazione con un noto Cantautore Lombardo. Siccome le cose non erano finite a tarallucci e vino e mi sentivo trattato ingiustamente dopo tanto lavoro fatto, sono andato in crisi. Avevo due scelte o andare da un buon analista (ma il portafoglio non me lo permetteva) o scrivere una canzone in cui esprimere ciò che pensavo. Bene ho scelto la seconda ipotesi ed è nata la canzone citata. Oramai è passata molta acqua sotto il ponte e anche fra le rive del lago, per cui questo brano rimane solo un pro memoria che ci diverte cantare e con cui chiudiamo tutti i nostri concerti, senza astio o livore, tant’è che in negli ultimi due anni ho collaborato spesso con il Management del citato artista a cui auguro ( anche se non ne ha di certo bisogno) grande successo per il suo nuovo album in uscita. (Si sta parlando de l’autore de “La curiera”, se aveste ancora qualche dubbio, con cui Canossi ha collaborato ai tempi di “Breva e Tivan” – NdL)

Finiamo con le prospettive: cosa succederà ai Luf d’ora in poi? Mantova? Qualche festival? Il concorso dell’Isola che non c’era? O concerti, concerti, concerti?

I Luf sono animali Vivi e vivono di Live, quindi concerti concerti e ancora concerti. Vogliamo collegare i nostri prossimi due dischi al commercio equo e solidale e alle botteghe del mondo. Con molta probabilità il disco sarà distribuito da loro, questo significa ovviamente guadagnare meno ma fare qualcosa di qualitativamente importante. Per concorsi siamo troppo vecchi e pigri: per i festival discorso a parte , se ci chiamano ben felici , pare però che i lupi non siano troppo graditi…….. comunque sempre a disposizione.

Ti bacio e ti abbraccio e a venerdì.

Ricambio l’abbraccio a presto.

Intervista effettuata via e-mail il 23-01-2005

   
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