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BiELLE INTERVISTE
 
Enrico Deregibus: l'isola che c'era (e non c'era) a Mantova
di Giorgio Maimone

"La cosa che mi ha più mi ha colpito a pelle è stata la capacità di raddrizzare la parte organizzativa, perché il primo giorno era veramente un casino; non funzionava quasi niente, c’erano lungaggini, tempi morti. Quest’anno lo possiamo considerare un numero zero, ho pensato in quel momento. Invece ho visto una capacità di raddrizzare le cose in corso d’opera, per altro fatta non professionisti, che mi ha stupito molto". Enrico Deregibus, personaggio di spicco dell'ambiente musicale italiano commenta così il Festival di Mantova, qualche settimana dopo la sua conclusione. L'impressione è positiva, però, da vecchio frequentatore dell'ambiente non può non sottolineare che vi sono state anche cose da cambiare.

"Il livello qualitativo da un punto di visto artistico era molto alto. Non si è invece sentita una direzione artistica molto forte, anche per scelta".

Quali sono i punti positivi e quali i punti negativi?
"L’organizzazione è stata messa su in tre-quattro mesi. Non ci si potevano attendere miracoli. Tra i punti negativi metto l
a giuria di cui facevo parte. Ci siamo trovati molto in difficoltà. Artisti disomogenei tra loro per popolarità , storia alle spalle, storia artistica. E tra questi dovevamo scegliere qualcuno da segnalare, ma con troppe poche indicazioni"

Vorrei leggerti questa splendida lirica: “Scusami non intervengo mai, però ho un appuntamento/ Ci mancava solo il tempo, che diluvio universale / Sì, d’accordo ultimamente sono stata un po’ sfuggente/ poi tra l’altro c’ho un esame non ho tempo di studiare/ Un po’ di solitudine per me / potrebbe essere utile anche a te/ ogni settimana è un po’ così / comunque ci sentiamo il lunedì”.

Chi è?

Una che la giuria di cui facevi parte ha premiato: Suso!

Sì, ma ha vinto nell'interpretazione e non nel repertorio. Io poi non l’ho votata. Però, è vero, piaceva molto.

Ma perché non avete votato come era stato annunciato dalla Commissione e avete rimesso in gioco i “giovani” e gli “affermati”?

Guarda, questo è un colossale equivoco. Noi non lo sapevamo. Nessuno ce l’aveva detto.

Era scritto anche sul sito.

Me l’hanno detto dopo. Quando ci hanno messo lì come giuria per scegliere chi premiare non ci hanno spiegato altro. Insomma, è andata così. Un altro anno andrà meglio.

Ma più in generale su Mantova cosa puoi dire?

L’impressione è stato molto positiva. Io sono stato presente, diciamo così, in triplice veste: per Kataweb come giornalista, per “l’Isola che non c’era” come vicedirettore e infine come autore, per presentare la mia biografia su De Gregori “Quel che non so lo so cantare”. Devo dire di essere stato onorato dell’invito e della possibilità di presentare lì il mio libro.

Cose da cambiare?

Mah, tante. Bisogna sempre considerare che tutto è stato fatto così in fretta che si può dire che sia stato un vero miracolo il fatto di riuscire ad arrivare in fondo. Prima di tutto bisognerà cambiare stagione , a quanto ho sentito, in via non ufficiale, è già stato deciso: fine maggio o inizio giugno.
Qui col clima è andata bene i primi due giorni, ma poi sabato per il Tora Tora c’era un freddo, pioggia, in piazza e alla fine domenica anche la nevicata.
Poi è stato bene quest’anno contrastare Sanremo, era un atto simbolico, ma, ovviamente non avrà più senso il prossimo anno. Nella bella stagione sarà più facile utilizzare le piazze e gli spazi all’aperto e soprattutto credo sia giusto proseguire con questa formula affine al Festivaletteratura, di eventi che si propongono per l’intera giornata e in contemporanea. Ecco, forse questo dato non è stato enfatizzato a sufficienza: io non mi ricordo che ci sia mai stato in Italia qualcosa di simile, così sparso per la città e così diffuso a tutte le ore del giorno. Il Club Tenco dura tre giorni, ma è un’altra cosa.

Come vedi tu il rapporto tra Mantova e Club Tenco? Possono coesistere senza pestarsi i piedi?

Sì. Sono sostanzialmente due manifestazioni diverse. Il Club Tenco, tra l’altro dovrebbe sempre più specializzarsi su due filoni: le serate e i gruppi di lavoro e di studio pomeridiani. Mantova deve essere allargata a più partecipanti, deve essere davvero una panoramica sullo stato della musica in Italia, non solo della canzone d’autore. Più partecipanti, più giornate, più eventi. In Italia esistono anche altre manifestazioni: Arezzo Wave, Pistoia Blues Festival, ma tutte quante sono riuscite a ricavare una propria specificità.

Poi c’è un ultima cosa che ritengo molto impotante: l’anno prossimo si parla di inviti per la discografia straniera. Questa idea che hanno avuto i direttori artistici la trovo geniale. Ma non tanto gli artisti, quanto proprio i discografici che non sanno cosa succede in Italia. I fenomeni da esportazione italiana sono Ramazzotti, la Pausini, Bocelli e finisce tutto lì.

Anche Paolo Conte e Gianmaria Testa per la musica di qualità

Forse solo Paolo Conte, perché anche GianMaria Testa vive una fama molto di nicchia in Francia. Ecco, io penso che fare avvicinare la discografia internazionale al nostro mercato, alla nostra scena possa essere un’operazione molto interessante.

Altro che ti viene in mente

Un altro appunto che mi sento di fare è che l’organizzazione avrebbe dovuto cercare un maggior rapporto organizzativo con l’esterno. C’erano molto organizzazioni che potevano partecipare. Faccio un esempio, la parte dei libri la si affidi a un associazione che se ne occupi …

Io ho visto molto male che l’Isola non fosse nel comitato di selezione.

Tocchi un tasto vero. Ci sarebbe stata maggiore rappresentatività. Ma non è solo quello, Il discorso della commissione si è anche un po’ sgonfiato col tempo Non mi riferisco neanche tanto alla commissione ma a tutto il resto. Era giusto affidare ad alcune realtà che si muovono in questo campo da tempo alcune cose. Sarebbe stato meglio anche per loro, avrebbero avuto meno casini organizzativi.
Ecco questa è una cosa che ho un po’ sentito come negativa: questo muro creato verso l’esterno. Però ripeto lo giustifico ampiamente col fatto che in tre mesi non hai neanche il tempo di sapere esattamente cosa si muove. La cosa è giustificata

Diciamo peccati di crescita?

Diciamolo. E speriamolo.

Le sorprese più grosse dal punto di vista artistico?

Di quelli che si sono esibiti all’Ariston conoscevo piuttosto bene tutti. Mi ha stupito questo Stefano Vergani che non conoscevo per niente e che vorrei approfondire per capire se al di là delle due o tre canzoni regge. Forse lui è stata la sorpresa. Non mi è dispiaciuto neanche Marco Castelli che ha uno stile che punta un po’ sullo swing. Gli altri più o meno li conoscevo tutti. Forse quello che mi ha stupito è stata l’esibizione di Riccardo Tesi. Io l’ho visto diverse volte e quella sera c’era qualcosa in più nell'aria. E questo mi ha stupito nonostante lo conosca da anni. E’ stata proprio una sera speciale in cui lui e gli altri musicisti hanno fatto del loro spettacolo qualcosa di strepitoso: non è facile vedere la gente che batte le mani a tempo su un brano di musica folk!

Non ha scelto neanche un repertorio facile

Ha avuto anche una certa attenzione a mettere lo strumentale in mezzo: è stato un bel set insomma,. E devo dire che il grande successo ottenuto credo sia stato non solo per la sua qualità intrinseca ma anche per il fatto che proprio in quei 10 minuti ha dimostrato tantissimo.

Poi nelle ultime serate hanno ridotto il tempo a due brani soltanto e secondo me ci hanno perso

Mah non lo so, forse sì. Chiaro che c’è da pensare che hai una serata a disposizione e non puoi sforare …

I tempi televisivi …

Ecco, quella è un’altra cosa da aggiustare il prossimo anno. Nel corso delle serate l’hanno già in parte aggiustata, ma non puoi essere così schiavo della televisione! E se lo devi essere perlomeno organizzati in modo che in sala, perlomeno quando c’è la pubblicità, ci sia altro.

Lo spettacolo deve continuare. Come una partita di calcio. Ci sono anche i diritti del pubblico pagante

Il contratto con Odeon Tv l’hanno firmato il giovedì precedente ed hanno fatto le serate pagandosi loro tutto e questo forse non è ancora stato detto. Tutte le spese televisive sono state sostenute dall’organizzazione. Loro hanno dato la registrazione gratis a Odeon che si è tenuta la pubblicità. Questo da quel che mi risulta.

E peraltro Odeon Tv è stata vista come mai negli ultimi anni …

Il prossimo anno credo che si aprano prospettive differenti: con La 7 perlomeno e dal punto di vista economico potrebbe andare meglio nel senso che magari ti pagano anziché dovere pagare tu.

Ultima domanda su Claudio Lolli. Perché questo ostracismo?

Quanto è avvenuto a Claudio Lolli mi è spiaciuto molto. Lì sono d’accordo con Claudio perché lui aveva tutti i diritti di essere sul palco dell’Ariston o in uno degli altri teatri di Mantova.

Tra l’altro è stato uno dei pochi che si è offerto tra i grandi nomi

Su quello sono d’accordo. Non sono d’accordo invece con alcune delle cose che ha detto Claudio nell'intervista a Bielle, ma soprattutto perché, secondo me, non conosceva l’organizzazione. Questa cosa di un presunto veto da parte del Club Tenco, ad esempio …

Certo che nemmeno al Tenco Lolli viene più invitato da anni

Questa mi sembra un'assurdità.

Ed è un peccato, anche perché, se ha avuto degli anni di oscuramento, poi ultimamente …

Io non sono d’accordo neanche su questo. Le cose migliori credo le abbia scritte negli ultimi vent’anni.

Sul profilo della scrittura sono pienamente d’accordo. Oscuramento mediatico, intendevo dire. Forzato. L’hanno tagliato fuori

Ah beh, sì, ma di quello devi fregartene

Va a finire che abbiano un grande cantautore e due grandi manifestazioni e lui è tenuto ai margini di entrambi le manifestazioni.

Spero che la situazione si risolva

Almeno a Mantova

Ma anche al Tenco. Io sono fiducioso che le cose debbano cambiare.

Intervista effettuata il 30-03-2004

   
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