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BiELLE INTERVISTE
 
Fabrizio Consoli: "cantautore in barrique"
di Giorgio Maimone

Fabrizio Consoli ha una bella voce bassa e calda da whisky invecchiato, ma che non ricorda altri in particolare e un modo educato del porgere che lo allontana dal genere “maledetto all’ultima spiaggia”. Il tema di fondo del suo disco è un viaggio accennato sulle rotte di una o più notti cittadine, ma potrebbe anche essere la storia di una notte sola, con i suoi momenti di down, quelli di festa, piccoli successi, grossi tonfi, fino alla confessione finale ubriaca in un mattino di pioggia che fa evaporare le stille di coraggio e paura conficcate nella notte.

Bielle è un sito internet che si occupa solo di canzone d’autore, quindi il fatto che si faccia questa intervista presuppone che tu faccia parte dell’ambito “nobile” della nostra canzone. Te ne senti parte?
Che meraviglia!

E’ un ambito in cui ti riconosci?
Beh direi di sì, in cui mi piacerebbe riconoscermi sicuramente. Poi sai sono cose in cui ti ci mettono. Sono situazioni e eitchette che ti danno. Però la canzone d’autore è la canzone d’autore! Diciamo che la scuola è quella, ecco. L’aggiustiamo così.

Mi è piaciuto molto il tuo disco, più lo ascolto e più mi piace. Ho visto che nei ringraziamenti del disco è ricordato il whisky di malto, quindi forse potremmo iniziare da lì per parlarne. L’ispirazione di partenza mi sembra buona.
Mi piace molto.

Ho visto che ci hai messo molto tempo a fare il disco, tre anni addirittura
Forse anche di più. Praticamente non è il lavoro classico in cui dici “oh ragazzi ho dieci canzoni. Cosa facciamo? Andiamo in studio a registrarle?” Per cui entri in studio registri e fai il disco. Non è stato così. Qui si è trattato più di uno sfogo, di una voglia di ricominciare da qualche parte perché in qualche modo non mi tornava più tanto quello che facevo. Quindi è stato registrato nel tempo libero degli studi, scartando tante cose, mettendo da parte molte canzoni. All’inizio erano più di 20 i pezzi che volevo fare, poi non c’era il tempo, poi troppa carne al fuoco. Magari per starci ci stavano anche …
Oh, tra l’altro stanotte ho sognato che registravo il secondo disco. Io ci sto già lavorando …

Beh, se poi i tempi sono questi conviene partire presto
No, diciamo che il prossimo, se tutto va bene dovrei farlo uscire per settembre dell’anno prossimo. Io a settembre mi metto a lavorare, però un po’ di idee già ci sono.

Il tuo disco precedente è del ’93. L’unico precedente
.
Si, che tra l’altro ha ben poco a che vedere con questo o comunque con quanto voglio fare da qui in avanti. Inizio ad avere un’età …

“18 piccoli anacronismi” ti rappresenta di più. O è un passaggio anche questo?
Sicuramente è l’inizio di una nuova strada che è quello che sono adesso e quello che voglio fare. Mentre prima ero più giovane, ero come dire …alla ricerca anche di un successo di musica leggera, un successo nazionalpopolare, cosa che non è arrivata per tanti motivi, primo tra i quali forse il fatto che non c’ero tagliato. Onestamente, perché sai, ho fatto anche Sanremo e devo dire proprio che mi rendevo conto … vedevo Di Cataldo, i Neri per Caso, Grignani e mi rendevo conto che io sono diverso.

… che loro sono fatti per quell’ambiente …
I
o sono diverso. Io mi vergogno quasi di essere su un palco a cantare, mentre non mi vergogno di suonare, cosa che ho sempre fatto. Su un palco sono molto più timido, introverso. In questo lavoro, almeno le volte che sono andato in giro a suonarlo, a proporlo, mi ci trovo meglio.

Comunque è oltre un’ora di musici, quindi c’è moltissimo materiale dentro. E’ vero che hai dovuto stiparci molti anni e molte esperienze...
Quelle sono cose belle. Tra l’altro la maggior parte delle cose sono cose che ho scritto non perché diventassero delle canzoni. Io scrivo sempre. Sono cose che ho avuto proprio il bisogno di scrivere. Poi alcune, come hai sentito, non sono delle canzoni canoniche. In alcune mi sono messo, ci ho cantato sopra e in qualche modo un risultato è saltato fuori.

Riuscendo benissimo a rendere l’idea, peraltro. Anche nell'uso dei testi, voglio dire, facendo un paragone mi viene in mente quasi come se fosse un quadro impressionista, dove con poche parole, con pochi tratti, riesci a tracciare un’ambiente, una situazione in cui è facile riconoscersi.
E’ vero, è vero. Cioè, è bella questa cosa. Hai detto una cosa che io spesso uso, che alla fine è una sorta di piccola galleria in cui tu passi e a seconda del tempo che hai di fermarti davanti a un quadro riesci più a entrare a immedesimarti, a vedertici, insomma. L'idea era quella. Poi la cosa assurda, che ho letto dopo, è che Fabrizio De André, prima di morire, voleva fare un disco d canzoni brevi. E questa è una cosa che mi ha fatto sorridere molto. Io con lui avevo dei rapporti di scuola, di conoscenza, così … non che siamo andati a scuola insieme eh?

Non sei più giovane, ma non sei nemmeno così anziano! Quanti anni hai a proposito?
40 tra pochi giorni. (Li compie il 16 luglio. Auguri!)

Beh, l’età migliore per il cantautori, dicono.

Mah, sai cosa? La cosa bella è che volendo scrivere da qui in avanti la cosa buona è che lo puoi fare anche a 60/70 anni. Se è vero che come il vino col tempo migliori …

Qual è dei brani di 18 anacronismi il più vecchio e qual è il più nuovo o li hai scritti nell’arco del tempo?
Come realizzazione il più recente è “Que vida es?” infatti ha un suono particolare e rappresenta anche la strada verso la quel voglio tendere. Perché pur rimanendo molto sull’acustico, il prossimo disco lo voglio chiamare “Musica per ballare”. Non sarà un disco di musica dance, ma vorrei che avesse dentro l’idea che in qualche maniera si debba far muovere il culo. Dovrebbe esprimere un certo tipo di sensualità. Il brano più vecchio è "Di quale amore”, che è stata deturpata perché era una ballata pop. A suo tempo l’ho fatto sentire in giro, nessuno l’ha voluta cantare e allora ho detto: "basta non c’è più religione. Mi metto lo canto, ne faccio una cosa alla Sakamoto che la capisco solo io. E chi s’è visto si è visto". "Eldorado" ad esempio è una canzone vecchia, avrà almeno 10 anni. Facevano tutte parte di un disco che doveva uscire subito dopo Sanremo e che non è mai uscito. Ci sono tre quattro pezzi di allora. "Trentacode" l’ho scritta per i miei 30 anni, quindi 10 anni fa.

Il pezzo in fondo al disco? La ghost track?
E’ uno scherzo. E’ una ballata un po’ alla De Gregori, se la senti chitarra e voce. E’ una ballatina di quelle dolci alla De Gregori. E abbiamo pensato, facciamola diventare una serenata un po’ ubriaca, così.

Anche perché arriva dopo un lungo silenzio questo rumore d’acqua… ho guardato il pc.
Anche a me è capitato. Mi ero dimenticato di questo particolare ho lasciato su il disco e mi sembrava mi si fosse rotto il tubo dell’acqua.

Tu citavi De Gregori, a me ha fatto venire in mente un po’ De Gregori il tuo disco. Alice per l’esattezza. Era dai tempi che non sentivo un disco d’esordio o di ri-esordio così maturo. La tua è una strada personale. La stessa sensazione di quando ho sentito Alice di De Gregori
Madonna ragazzi!

Beh, se si fermava ad Alice non era poi così sensazionale. Il meglio doveva ancora venire.
Guarda non te lo so dire. Secondo me, io lo considero un disco d’esordio questo, anche se non lo è come storia mia. E’ una ripartenza diversa come la sognavo da ragazzo. Una volta anche le etichette cercavano l’artista, ora cercando tutti il singolo, il pezzo, che è una cosa che mi sono reso conto col tempo che non paga. Nel senso che puoi anche avere un successo enorme subito, ma poi se vai a scemare ti ritrovi a 50 anni che devi andare a suonare nelle feste di piazza perché solo lì ti ricordano. Guarda, io preferisco pensare che quello che vado seminando lo raccoglierò tra 20 anni probabilmente. Se devo raccogliere qualcosa. Da qui a dirti se ci sono delle scelte consapevoli non so. Ho ascoltato molto Paolo Conte, Tom Waits, De Gregori. Ci sono tante cose che sono delle dichiarazioni d’amore influenti. Poi quello che succederà … io spero di riuscire in qualche maniera a modellare qualcosa che sia sempre più mia, sempre più riconoscibile. Non è facile perché tante cose belle e bellissime sono state già fatte. Lo stesso Conte, pure avendo scritto delle canzoni bellissime e di successo negli anni ‘60/70 (apro una parentesi negli anni 60 una canzone di successo vendeva milioni di copie. Adesso io ho scritto anche canzoni di successo, ma quando vendi centomila copie sei un fenomeno capito? Chiusa la parentesi) è diventato “Conte” solo negli anni ’80. Però adesso è una realtà bella stagna, non è una cosa legata alla moda del momento, all’estate, a una canzone in particolare.

Semini anche tu per il futuro?
Quello che ho capito e che se uno vuole in qualche modo costruire una carriera deve pedalare e tenere duro. Ora sto tenendo duro. Non ho ancora un manager e faccio una fatica che non ti descrivo a trovare delle serate. E’ faticoso perché non sono ancora un affare per le grosse compagnie che organizzano spettacoli quindi bisogna non dico tirare la cinghia, ma far fatica. Anche se dove sono andato a suonare, come queste serata della Fnac, abbiamo venduto tutti i dischi che avevamo. Quindi vuol dire che alla gente è piaciuto molto.

Un bellissimo disco e anche un bellissimo titolo. Centrato. Tu suoni da solo quando vai a fare spettacoli?
No, ho messo in piedi una bandicciola, un quartetto classico, che potrebbe essere di jazz, come di blues. Pianoforte, contrabbasso, la chitarra classica mia e la batteria.

Suoni anche il basso?
Lo suono, l’ho suonato anche nel disco, quando c’è da suonarlo …

Basseggiando per esempio?

Basseggiando non l’ho suonato io. Anche se ho scritto la linea, ma non l’ho suonato io.

Collaborazioni: una serie infinita Finardi, Bubola...
Con Massimo abbiamo anche condiviso una casa per un certo periodo e poi la sua scuola è stata fondamentale. Con lui mi è iniziata la voglia di scrivere perché vedevo lui che scriveva sempre. Poi lavorandoci fianco a fianco quotidianamente, io sono uno curioso quindi ho fatto uno più uno e ho detto: "fammi un po’ vedere come fa lui?" Massimo è bravo. E’ proprio uno che sa scrivere.

Io altro non ho se non l’attesa del secondo disco
Io ho la grossa speranza di partecipare al Premio Ciampi che ho scoperto recentissimamente, il responsabile è una persona stupenda e il mio disco gli è piaciuto molto. Anche lui l’ha considerato un ri-inizio e mi ha detto fai anche un pezzo di Ciampi e io sto facendo “Sporca estate”, l’ho cantato ieri e glielo sto mandando. Mi ha poi sorpreso quanto anche lo stesso Conte, in qualche maniera abbia attinto da Ciampi. Ci sono dei rapporti che sono evidentissimi. Poi anche la storia personale di Ciampi mi ha molto toccato. Mi ci sono visto molto.

Poi ci sono le altre occasioni ... Tenco ... Mantova
Mantova l’anno prossimo vediamo se … tra l’altro Vittorio Cosma, il direttore artistico è anche mio amico, ma proprio per questo sono un po’ restio ad andare a chiedere. Insomma, io non so come si fa a partecipare! (Ride). Dovrei andare da Vittorio a chiedere. Al Tenco non so come fare. Ho provato a mandare il disco ma non ho avuto nessun tipo di risposta. Nemmeno di cortesia.

Intervista effettuata il 29-06-2004

   
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