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BiELLE INTERVISTE
Vittorio Merlo: intervista a cavallo tra due concerti
di Luca Bartolini

Vittorio Merlo ha tenuto il 7 ottobre un concerto in coppia con Roberto Manuzzi, al caffè letterario di Bergamo; concerto che si è intrecciato con un reading di pagine del libro di Giancarlo Trapanese dal titolo “Se Son Fiori...”.

La sera dopo ha tenuto un concerto accompagnandosi da solo con piano e armonica al locale “le Nuvole” di Fenegrò in provincia di Como.

Ho avuto la fortuna di intervistarlo pochi minuti prima del suo secondo concerto. Vittorio mi ha raccontato queste due serate, i suoi progetti futuri ma soprattutto si è raccontato generosamente come ormai accade sempre meno. Per me è stato un piacere ascoltarlo e dividere il tempo con lui. Spero lo sia anche per voi leggendo questa intervista.

Ieri sera ho assistito a un bellissimo spettacolo (è in effetti riduttivo definirlo “solamente” un concerto) al caffè letterario di Bergamo; tu e Roberto Manuzzi a suonare e un attore, Luca Violini, a leggere pagine del libro di Giancarlo Trapanese. Ci spieghi meglio questo progetto?

"Questo progetto è nato un po’ per caso, perché io ho conosciuto Giancarlo Trapanese a un mio concerto tenutosi a Roncegno vicino a Trento,l’idea di fare una presentazione in comune è nata un po’ di tempo dopo,quando lui mi ha raccontato la trama di un suo racconto che mi sembrava richiamasse fortemente quella di una mia canzone(che non è contenuta nel cd). Quindi visto che il mio cd e il suo libro sono quasi usciti in contemporanea, gli ho proposto di andare al salone del libro di Torino a presentare il libro accompagnato dalle mie canzoni; scelte tutte sia come tempistica che come temi, intercalandole ai racconti. E’nata così una cosa che crea una forte suggestione a livello emozionale. Riproporremo questo spettacolo al meeting delle etichette indipendenti di Faenza. Anche in quel caso avrò al mio fianco Roberto Manuzzi perché la presenza di uno strumentista del suo talento impreziosisce in maniera importante la parte musicale".

Quindi ancora promozione del Cd “Ho sognato Bruno Vespa” ma anche occasione per presentare nuove canzoni…
Si, nella serata di ieri abbiamo presentato molte canzoni nuove anche perché il mio cd è composto da 5 canzoni. E’ un Q-disc come si chiamavano una volta. Invece nello spettacolo di canzoni ne abbiamo presentate 10. Quindi molte nuove o non conosciute. Ho presentato anche l’ultima ironica “Vorrei essere Simone Cristicchi” e “Piccolo Fiore” che uscirà fra un mese nella compilation per bambini di “Crapapelata” la trasmissione di Radio Popolare. Quindi occasione per presentare nuove cose in un concerto che è la dimensione più bella per chi fa musica.

Si legge nel tuo sito che hai sviluppato le tue prima canzoni grazie agli sviluppi tecnologici degli strumenti musicali e dei nuovi programmi musicali per computer. E' infatti usando il software Cubase, una tastiera e un normale microfono che realizzi i tuoi primi pezzi, agevolato dalla creazione del formato mp3 e dalla diffusione di Internet riesci a dare alla tua musica un orizzonte molto ampio. Da una stanza di casa a un successo clamoroso sulla rete anche in siti particolarmente anglofoni come proposta, hai ottenuto 250.000 download. Come hai vissuto quel successo?

E' stata una sorpresa perché per me era un gioco all’inizio, avevo questi pezzi in formato elettronico, quando è uscita la possibilità di pubblicare su Internet degli mp3 io ero già attrezzato. Considerando che il primo sito sul quale ho pubblicato era in America(MP3.com) e che le canzoni ascoltate li sono di genere diverso dal mio non mi aspettavo assolutamente una risposta del genere. Il fatto che dopo 2-3 settimane fosse tra le 10 più ascoltate del settore pop come lo definiscono loro, mi ha incoraggiato molto. Anche perché poi ho iniziato a dialogare a distanza con un pubblico virtuale che a quell’epoca che era un po’ l’epoca “dei pionieri” dell’ mp3 c’era anche molto scambio epistolare elettronico. E’stato bello e lo ricordo come un momento con un’atmosfera di fermento molto bella. E’ stata una finestra dal 99 al 2002 ed è stato un momento molto bello in cui gli mp3 avevano portato scompensi all’industria discografica ma non alle reazioni che hanno portato alla chiusura di tutti questi siti. O trasformazione in siti a pagamento o istituzionali. E’ stata anche un’esperienza molto utile perché per la prima volta avevo un pubblico che non fosse solo quello degli amici.

Dai quattro amici di casa…
... ai milioni.. si.

Ma il fatto di essere stato il primo in Italia a ottenere un successo così massiccio sulla rete, quindi il fatto di essere arrivato alla notorietà(articoli su “liberation”, sul “corriere”, disco presentato da Fegiz) non seguendo i canali tradizionali dell’industria discografica, ha portato un certo pregiudizio nei tuoi confronti?

Il disco di Vittorio Merlo è una boccata d’aria fresca è uno di quei dischi che quando li ascolti ti senti un po’ meno solo è un po’ più compreso. La copertina è una spassosa caricatura di Stefano Disegni (con un Bruno Vespa dal corpo di cane che mangia da una ciotola con su scritto RAI ed è tenuto al guinzaglio…crediamo di aver intuito da chi…) che richiama la prima canzone che è anche quella che da il titolo al disco “Ho sognato Bruno Vespa”. (segue)

Si un pregiudizio dal mondo musicale ufficiale, “insomma ma questo cosa vuole”? Se tu vai a recuperare nella mia rassegna stampa c’è un articolo pubblicato su “musica e dischi” quando è uscita l’ agenzia Ansa che parlava del successo ottenuto in rete dalle mie canzoni. Tutti i commenti dei discografici erano improntati allo scetticismo. Praticamente facevano capire che era un caso che uno che non lavorava con loro potesse avere successo. Nonostante un cd prodotto da Tempera trovo molto difficile anche adesso superare la barriera dell’ufficialità. Nonostante abbia più possibilità di fare concerti o essere chiamato a presentare canzoni alla radio. Però il pregiudizio rimane, da indubbiamente un po’ fastidio che ci sia qualcuno che è venuto fuori in questo modo. E in questo devo dire che la sensibilità di Vince Tempera e del direttore artistico dell’etichetta della Sony che voleva farmi il disco(poi la sony non ha voluto), è un punto a loro merito, perché pur facendo parte di questo ambiente hanno capito che ci si può rivolgere anche altrove per ascoltare cose diverse.

Una canzone nuova si chiama “Scusatemi” ce ne parli?

E’ una canzone che parte parlando di anziani, non nel modo classico in cui se ne parla. Ma è una canzone che vede l’anziano come risorsa per la società anche perché adesso una persona di 65 anni ha ancora davanti 20-30 anni di vita da impiegare. Io inoltre ho anche l’illusione che ci siano molti anziani che nonostante siano alla fine del percorso lavorativo, hanno ancora voglia di cambiare le cose e che abbiano ancora l’energia non tanto per spiegare ma per fare le cose. E’una canzone scritta pensando a come vorrei essere io tra vent’anni, nella situazione di un’ anziano. Quindi la canzone dice in pratica scusate se ho il mio carattere, le mie idee non mi piego facilmente però penso che potrei dare ancora qualcosa.

Verso la musica tu hai indubbiamente una grande passione, tanto da dedicarle molto del tuo tempo libero, ricordiamo che tu lavori per l’unione europea a Lussemburgo, questa mini-tournee altro non è che il tuo fine settimana di vacanza..

Inoltre parte delle notti è dedicata alla musica, con la preparazione dei concerti e anche del cd. Il cd è stato inciso a Bologna ma la parte di lavoro che ho fatto con Roberto Manuzzi di preparazione delle canzoni è precedente. Addirittura “sabato del villaggio” è stata incisa metà a Bologna e metà a Lussemburgo. Quindi per la musica vanno le notti, alcuni fine settimana mentre le vacanze cerco di non toccarle perché visto che ho una famiglia numerosa che già sopporta questa mia passione, cerco di non abusare della loro pazienza. Durante le vacanze ci può scappare un concerto se capita e un intervista a una radio.

.. quindi una famiglia paziente?

Si soprattutto mia moglie, ha capito che per me è molto importante…però non è un lavoro è passione. Per altro a questi livelli senza passione è impossibile farlo perché gli spazi che ci sono adesso per musicisti e cantautori in particolare che non riescono ad essere quei dieci - venti che entrano nelle playlist, di colpo lo spazio diventa molto ridotto. E per farlo come scelta di vita professionale devi essere un eroe.

Penso che ai tuoi 5 figli piaccia molto avere un padre cantautore.

Penso che a loro piaccia molto questo aspetto del fare le canzoni per loro. Io canto una buonanotte diversa a ogni figlio ogni sera e all’inizio mi chiedevano le ninna nanne, adesso chiedono canzoni su misura.
Io ho una canzone per ogni figlio, mi aiuta anche a scrivere canzoni per bambini e penso che a loro piaccia questo aspetto, piaccia molto di meno l’assenza. Adesso sono cinque giorni che non sono a casa.

Alcune tue canzoni hanno una componente forte di satira e denuncia..

Le canzoni per me sono uno sfogo, quasi come un diario. Nel momento in cui ho emozioni forti che siano causate da ragioni affettive, sociali, incazzature o felicità le trasferisco in canzone. E se un’emozione forte riesco a trasferirla bene in canzone, anche solo cantandola per me stesso, il primo appagamento è mio ed è quello di essere contento di quello che ho fatto. E’importante perché diventano valvole di sfogo. Poi subentra la voglia di farle sentire agli altri, però è già passione il fatto di scrivere canzoni in questo modo: insomma io non mi sono mai messo a tavolino per scrivere una canzone.

Quanto è importante la collaborazione con Tempera e Manuzzi.

Ho imparato ad apprezzare l’apporto musicale di chi magari è più bravo di me. Per cui ad esempio il lavoro che ha fatto Roberto Manuzzi sulle mie canzoni è sicuramente molto importante perché me le ha sgrezzate. Uno dei lati che piace molto delle mie canzoni a chi le ama è proprio questo aspetto un po’naif. Però per proporle musicalmente a un certo livello è importante anche l’intervento di un musicista, di un arrangiatore di un produttore a cui piace questo aspetto ma sanno convogliarlo in alcune regole musicali dalle quali non si deve prescindere.
Tornando alla tua domanda, Tempera è importante per la fiducia che mi ha dato e per l’intervento finale che ha fatto di “spolveratura” del disco che è stata fondamentale. Con Manuzzi il discorso è più sostanziale perché lui ha proprio lavorato sulle mie canzoni, ne ha interpretate alcune. Anche il modo in cui ha lavorato sulla versione originale di “ho sognato Bruno Vespa” è stata importantissima per rendere il racconto di quella canzone molto più efficace. Però questo è il contributo di uno a cui piace quello che fai e quindi entra in sintonia con quello che vuoi dire e ti aiuta.

... una specie di empatia?

Si. Inoltre c’è proprio il fatto che spesso la collaborazione può anche comportare il fatto che qualcuno stravolga quello che hai fatto, invece questo fino ad adesso non è mai successo. Al di la della mia scarsa capacità iniziale di recepire le modifiche di cose mie poi lavorandoci funziona.

Tu vivi a Lussemburgo, come ci vedono all’estero? Siamo noi che drammatizziamo o ci vedono davvero come un paese strambo?

Diciamo che a noi interessa di più ovviamente; sicuramente soprattutto nella nostra situazione politica attuale ci sono aspetti folcloristici che fanno abbastanza ridere. Poi se parli con un francese ti potrebbe dire che loro hanno Chirac che se non fosse presidente sarebbe in galera. Quindi i livelli sono simili. Sicuramente c’è da un lato una parte di preoccupazione, quasi rassegnata come se ci si aspettasse dall’Italia che sia così, anche se a volta si sfocia nel luogo comune. Dall’altra parte c’è il grosso amore per l’Italia dal punto di vista culturale e artistico.

Andresti a Sanremo?

Io tendenzialmente non andrei a nessuna competizione musicale però ci vado. Se sono riuscito a fare un CD con Tempera è anche grazie al fatto che sono arrivato terzo al concorso dedicato a Rino Gaetano e ho partecipato ad altri concorsi. Però la dimensione di competizione non mi piace. Nel caso di Sanremo mai dire mai, non sto cercando il modo per andarci ma onestamente sarebbe difficile dire di no qualora mi chiamassero, in quel caso dire di no mi sembrerebbe da stupidi.

“Ho sognato Bruno Vespa” è anche un video girato da Giuseppe Baresi regista che ha collaborato tra gli altri con Moretti e Soldini.

Giuseppe Baresi è un mio amico di infanzia e mi sono permesso di chiedergli di fare un lavoro professionale però da amico. Quindi la qualità è da professionista anche se mi è venuto incontro sul discorso costi e spese. Un video fatto da un film-maker come lui per me è un valore, io conosco il suo modo di fare documentari e cinema e gli ho dato carta bianca. Gli ho dato la canzone e gli ho chiesto di interpretarla secondo la sua sensibilità senza la mediazione o l’invadenza di alcun discografico. Quello che si vede è il suo modo di fare cinema applicato alla mia canzone e sono molto contento di questo video.

Stasera cosa ci aspetta?

Stasera è una cantata acustica, voce, piano e armonica ed è un altro modo di presentare le canzoni che a me piace molto. Cantare le canzone a contatto con le persone che ti ascoltano.

Ci racconti i tuoi progetti futuri…almeno a breve termine..

A proposito di festival, settimana prossima sarò ad un festival che mi attira molto anche se arriverà anche li il momento dello stress della competizione. Sarà comunque il primo festival della canzone italiana d’autore a Monaco di Baviera. Quindi è un po’il simbolo del mio essere cantautore italiano all’estero. Inoltre ho già vissuto quest’estate l’esperienza di suonare dal vivo con un orchestra (ad Acireale con la canzone “Scusatemi”)e devo dire che è molto bello. Ci sarà un orchestra di 22 elementi e la canzone viene riarrangiata a questo scopo. Anche dal punto di vista professionale musicale è una cosa molto interessante.

Quale canzone porterai a Monaco?

Lì bisognerà portare una canzone inedita, quindi porterò “Figli di pescatori”, che è una canzone che parla di pescatori emigranti da Alicudi verso il mondo.
Altri progetti a breve termine sono la presentazione al meeting delle etichette indipendenti a Faenza e poi continuerò a cercare di fare ascoltare il più possibile le mie canzoni del cd. Poi vediamo, da cosa nasce cosa. Visto che non devo mai fare programmi a lunga scadenza le cose vengono da sole…

Intervista effettuata l'8 ottobre 2005

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