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Nel
1972 nasce ufficialmente il Club Tenco di San Remo.
Davanti al notaio per l'atto di costituzione sono
tutti sanremesi e Amilcare Rambaldi pensa alla rassegna.
Enrico De Angelis, con l'aiuto delle sue carte, continua
a raccontare
Amilcare ancora pensa il Tenco come una cosa legata
al Festival in cui crede come validità promozionale per il
comune di San Remo e qualitativa per la Canzone d'Autore.
Ma il Comune mette il Teatro, No?
No, lo si è sempre dovuto pagare, ancora adesso. E’
un Teatro è privato, non è comunale.
Lui comunque decide di provare e fonda il Club Tenco di Sanremo.
Nel momento della fondazione dal notaio io ad esempio non ci sono.
Nessuno di noi del direttivo c’è. E’ stato fatto
tutto da un gruppo di sanremesi che con Amilcare costituiscono il
Club nel 1972. Qualcuno di loro è ancora tra i soci.
Intanto Amilcare viene a sapere dell’esistenza
del Club di Venezia. Ora io non so se sia stato Amilcare
a cercare Ornella o viceversa, fatto sta che decidiamo
di incontrarci e di gemellarci. Quindi il rapporto
è buono. Mi ricordo che parto con Ornella per
Sanremo, ci troviamo con Amilcare, ci conosciamo e
ci parliamo. C’è proprio un gemellaggio,
tant’è vero che il 15 settembre 1972
si decide di fare la serata inaugurale del Club al
Teatro Ariston – dove tra l’altro il Festival
non si faceva, quindi siamo noi ad arrivare per primi
all’Ariston con la canzone – che appare
proprio anche come serata di gemellaggio tra il club
di Venezia e il Club di Sanremo. Io quella sera tengo
una conversazione su Tenco. La prima artista è
Antonella Bottazzi, che viene annunciata
come la madrina del Club. Non so come Amilcare arrivò
a lei, ma essendo genovese penso che fosse una questione
di territorialità. Oltre le mie chiacchiere
su Tenco, ci furono le chiacchiere di Robertino
Arnaldi che deve aver anche cantato qualcosa,
perché oltre ad essere un antesignano DJ di
Radio Monte Carlo era anche cantautore.
Quindi non è mai stato un “controfestival”?
All’inizio no, però lui sta ancora trattando con il
Comune, Poi quando il Comune lo abbandona le cose cambiano.
Amilcare scriveva: "Io vedevo il Festival articolato in
due manifestazioni: il Premio Sanremo e il Premio Tenco. La rassegna
della Canzone d’Autore ha da essere necessario complemento
del Festival tradizionale".
E ancora: "Marzo ’74 - L’idea
che nel 1972 ha promosso la costituzione del nostro Club sta per
realizzarsi. Si sta concretando l’impostazione della manifestazione
che avrà il patrocinio dell’Ente del Turismo e del
Comune. Manifestazione non competitiva e articolata in tre serate
con la partecipazione di 10 cantautori. In ognuna delle prime serate
cinque cantautori presenteranno i loro recital. Alla terza serata
parteciperanno tutti i dieci artisti che ripeteranno la loro composizione
inedita. Si consegnerà quindi ad un cantautore non partecipante
alla rassegna il premio Tenco per l’intera produzione. Il
premio diventa quindi un premio alla carriera".
Io contesto il legame col Festival...
"Una sola strizzatina d’occhio all’imbalsamato
Salone delle Feste del Casinò sarebbe io credo un’ipocrisia.
Il festival è una creatura che tu hai concepito ma ti è
sfuggita di mano. Non fa parte dei nostri obiettivi. Il Festival,
caro Amilcare, non si può cambiare - Perché lui aveva
ancora speranza di cambiarlo - ma solo dimenticare".
Lui ribatte
"Caro Enrico … Caldeggio la rassegna ma
non rinnego il Festival. Sono due rassegne con due
ben distinte fisionomie…"
Da lì fino al ’74 quando si fa la prima
rassegna, Amilcare riesce ad organizzare alcuni concerti
singoli – che io non ho seguito – Gaber,
Guccini, Siviero, Vecchioni e qualche altro.
Il sogno fin dall’inizio era però quello di organizzare
un premio e poi un “festival” - che non abbiamo voluto
chiamare festival, ma rassegna - della Canzone d’Autore.
E così, finalmente,
si fa la prima Rassegna
Sì, con la consena dei primi Premi Tenco a
Sergio Endrigo, Giorgio Gaber, Domenico Modugno
e Gino Paoli. E' molto importante perché
sono stati i primi premi a un cantautore. Poi il primo
Premio all'artista straniero. Venne assegnato a Leo
Ferré, che accettò subito l'invito,
senza pretendere nemmeno una lira di rimborso. Aveva
capito benissimo la portata di quello che stava organizzando
Amilcare e fu subito un suo alleato. La cosa interessante
è che Amilcare aveva già sessant’anni
passati, credo, ma era veramente geniale. Geniale
e contraddittorio. Da una parte aveva delle intuizioni
che precorrevano i tempi in una maniera impressionante,
dall'altra era legato a stilemi, forme, modi un pochino
antiquati. Quando lui pensava alla rassegna della
canzone d’Autore pensava comunque a un festival.
Tanti fiori - guai se non c’erano i fiori, erano
il suo pallino - le vallette… Alla prima rassegna
c'erano le vallette, erano due gemelle...
3 - Continua
Intervista
effettuata tra marzo e settembre 2005
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